Sequestrati tre siti italiani

Ma i materiali illegali che contenevano sono comunque reperibili su decine di altri siti, chat e forum. Le nostre verifiche
Ma i materiali illegali che contenevano sono comunque reperibili su decine di altri siti, chat e forum. Le nostre verifiche


Cagliari – Sono stati sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza di Cagliari i siti italiani Akkattaweb@shop , hotsat e digitalfreesat , il primo ospitato sul network di Aruba e i secondi su quello di Tiscali (digitalfreesat è stato sottoposto a sequestro già da tempo dalla GdF di Catania). A quanto pare, il sequestro è dovuto al fatto che i due siti erano coinvolti in attività pirata sia nel campo tecnologico che commerciale.

Stando a quanto riferito dalla Guardia di Finanza, entrambi i siti erano gestiti da uno studente di ingegneria elettronica 25enne di Cava dei Tirreni. Questa persona, di cui si conoscono solo le iniziali, D.A., avrebbe utilizzato le proprie conoscenze per mettere in piedi un “florido commercio” di schede e card falsificate per la decrittazione delle trasmissioni satellitari delle pay-tv e altro materiale pirata venduto “sottocosto” rispetto ai prezzi di listino. Il tutto avrebbe reso più di un miliardo e mezzo di lire.

A quanto pare il ragazzo era noto come “Diabolo” ai propri clienti e attraverso i siti metteva in vendita il proprio materiale. Sulla home page del sito campeggiava una email, masdim@hotmail.com, accanto ad un menù “esplicito”: filez ird, filez sec, softwarez, documenti, nzs, file x func.

Da una verifica di Punto Informatico, è anche emerso che alcuni suoi messaggi apparsi su forum di ezboard, celebre infrastruttura per la creazione di comunità-forum, sono stati censurati nelle scorse ore, in alcuni casi assieme a tutto il forum in cui erano apparsi. Altri messaggi, altrove , sembrano confermare la natura “ambigua” delle attività del giovane intraprendente studente.

Secondo la Guardia di Finanza, akkattaweb aveva ottenuto 72mila accessi in pochi mesi di attività e hotsat addirittura 200mila.

Una rapida ricerca in rete, comunque, può consentire di entrare facilmente in contatto con molti altri siti, anche non italiani, che offrono codici per la duplicazione di card elettroniche, pay-tv ecc. Disponibili anche molti forum e chat in cui ci si scambiano “idee” e “metodi”. Tutti segni evidenti di quanto sia difficile mettere un freno al fenomeno.

Ad ogni modo, pare che ora il ragazzo rischi da tre a cinque anni di carcere per violazione delle leggi sul diritto d’autore e il copyright. Sarebbe anche accusato di intercettazione di comunicazioni elettroniche e distribuzione illegale di codici di accesso a sistemi informativi altrui.

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19 06 2001
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