Serial ATA pensa al futuro e sfida SCSI

Mentre un numero crescente di aziende annuncia prodotti compatibili con Serial ATA, la seconda versione del neo standard promette più velocità e funzioni tagliate su misura per il mercato dei server e delle network storage


Roma – Ora che il Serial ATA è una realtà e il suo supporto da parte dell’industria è imminente, l’attenzione si sta rivolgendo alla seconda generazione di specifiche nota come Serial ATA II. Queste specifiche, sviluppate da un apposito gruppo di lavoro che opera in seno al Serial ATA Working Group (SAWG), avranno come primo obiettivo quello di migliorare la nuova interfaccia di connessione seriale per renderla maggiormente adatta al mondo delle network storage, dei server entry-level e dei PC di fascia alta.

Le specifiche del Serial ATA II verranno completate in due distinte fasi: durante la prima, che si concluderà entro la fine dell’anno, verranno definite le funzionalità per i server e lo storage network, con il rilascio dei primi prodotti sul mercato previsto per la metà del 2003; durante la seconda, che si prolungherà fino alla seconda metà del 2003 e i cui prodotti arriveranno sul mercato circa un anno più tardi, verrà incrementata la velocità dell’attuale interfaccia.

I promotori del Serial ATA II sostengono che questa nuova versione delle specifiche porterà ad un ulteriore aumento della velocità del Serial ATA nelle applicazioni mirate e accelererà il passaggio dal Parallel ATA al Serial ATA a livello industriale.

Proprio pochi giorni fa Seagate, Intel e Silicon Image hanno dimostrato alcune delle funzionalità che caratterizzeranno la prossima generazione di specifiche Serial ATA: fra queste vi è il cosiddetto “queuing”, o accodamento dei comandi. Questa funzione chiave, da sempre presente nella tecnologia SCSI, fa sì che l?hard drive sia in grado di ricevere numerose richieste di dati dal processore, metterle in coda e quindi riordinarle per massimizzare il throughput. I drive Serial ATA II, come quelli SCSI, potranno eseguire le richieste senza alcuna assistenza da parte della CPU o del chipset della scheda madre.

L’evoluzione del Serial ATA sembra dunque destinata a scontrarsi con la nota tecnologia SCSI, uno standard nato nel lontano 1986 e diffusosi in particolare nel mercato delle workstation, dei server e dei grossi sistemi di archiviazione dati.

Gli ulteriori sviluppi presi in considerazione per il Serial ATA II contemplano l’implementazione di protocolli per l’ordinamento, la consegna, la diffusione e la raccolta dei dati; la gestione completa del sistema, compreso l?indicatore delle ventole, gli indicatori di attività, il controllo della temperatura e la notifica dei nuovi strumenti; lo sviluppo di una soluzione interconnessa attraverso cui estendere la lunghezza delle tracce oltre quella permessa dal Serial ATA 1.0 per l?uso in rack di drive sostituibili a caldo; il miglioramento dell’efficienza in presenza di un gran numero di drive.

In attesa che queste “prelibatezze” tecnologiche divengano realtà e sbarchino sul mercato di massa, lo standard Serial ATA si prepara a rimpiazzare il suo predecessore. Ecco cosa ci attende nei prossimi mesi.


Intel prevede, nei prossimi sei mesi, una rapida adozione dell’interfaccia Serial ATA da parte di una vasta gamma di dispositivi per lo storage, fra cui hard disk, lettori di CD e DVD, schede madri, notebook, server low-end e soluzioni di network storage a basso costo.

“L’industria sta lavorando duro e all’unisono verso il rilascio di prodotti Serial ATA”, ha affermato Jason Ziller, chairman del SAWG e manager di Intel. “Decine di aziende hanno già annunciato prodotti e piani di rilascio nei mesi appena trascorsi, e per i prossimi si attende un’ulteriore ondata di annunci. L’adozione su vasta scala si attende per il 2003, non a caso lo stesso anno in cui Intel ha pianificato il lancio dei primi chipset con il supporto integrato a Serial ATA”.

E se Intel ha intenzione di attendere fino al 2003, i due più grossi chipmaker taiwanesi, Via e SIS, hanno già fatto sapere di essere pronte a rilasciare i primi chipset con supporto a Serial ATA già a partire dal prossimo trimestre. Nello stesso periodo si attende anche l’arrivo sul mercato delle prime schede madri compatibili con la nuova interfaccia: la soluzione più gettonata, almeno all’inizio, sarà l’adozione di un controller aggiuntivo che vada ad affiancare quello tradizionale.

Per quanto riguarda i PC preassemblati, la nuova interfaccia verrà inizialmente introdotto in sistemi di fascia alta e in configurazioni tipiche che comprenderanno l’AGP 8x e processori di classe Pentium 4 o Athlon XP.

La prima versione del Serial ATA sarà in grado di fornire velocità di trasferimento dati pari a 150 MB/s. Sebbene questo valore non sembri molto superiore a quello oggi offerto dall’ATA/133, in realtà la differenza è cospicua: nell’ATA parallelo, infatti, il transfer rate dichiarato (133 MB/s nel caso dell’ultima versione dello standard) è solo teorico: nella realtà le prestazioni ottenibili sono assai più basse e inficiate da overhead di varia natura.

Accanto ai vantaggi prestazionali, il Serial ATA vanta poi il supporto a funzionalità come l’intelligent data handling, l’hot plugging ed una correzione degli errori più avanzata. Questo standard utilizza poi connessioni di tipo point-to-point e adotta cavi più lunghi e stretti che, fra le altre cose, risentono meno delle interferenze elettromagnetiche. Delle principali caratteristiche di Serial ATA si è parlato qui .

Fra i primi produttori ad aver annunciato un prodotto basato sulla nuova interfaccia seriale vi è Seagate, che in autunno introdurrà sul mercato la versione Serial ATA della sua nuova famiglia di hard disk Barracuda ATA V .

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  • Anonimo scrive:
    Italiani compratori di pattumiera
    Basti vedere quante distribuzioni linux vendono (ma non era gratis, 'sto linux?). Gente che poi, truffata da questo sistema operativo giocattolo, tenta invano di farsi ridare i soldi. Mah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Italiani compratori di pattumiera
      - Scritto da: Cesare Giocondi - Abb.sso
      Basti vedere quante distribuzioni linux
      vendono (ma non era gratis, 'sto linux?).
      Gente che poi, truffata da questo sistema
      operativo giocattolo, tenta invano di farsi
      ridare i soldi. Mah...:-D
    • Anonimo scrive:
      Re: Italiani compratori di pattumiera
      Qual'è la pertinenza di questaaffermazione con l'articolo ?Quali sono le tue qualifiche professionali ?Sei un sistemista ? Sei un programmatore ?Quali sono le tue esperienze di utilizzodi Linux ? Qual'è il tuo quoziente intelletivo ?Scrivi una definizione di sistema operativoin 180 parole. E poi vai a fare un corsodi S.O. o compra un libro serio sull'argomento.Facci giocare tuo figlio con "il giocattolo"che è meglio
    • Anonimo scrive:
      Re: Italiani compratori di pattumiera
      Ma tu quanto lo hai pagato windows?Un poì troppo per un cd senza manuali.Il prezzo di linux è solo del libri allegati di solito.
  • Anonimo scrive:
    ma il dato sui cellulari....
    e schifosamente basso!!!insomma, il 70% delle famiglie ne ha almeno uno...Ma se poco tempo fa era uscito un sondaggio in cui quasi il 68% degli italiani ne aveva due....Mi sembra comunque che il 70% sia una cifra troppo bassa... Ormai conosco pochissime persone che sono senza, quasi tutte casalinghe. e che non gustificano una percentuale comunque cosi' bassa....
  • Anonimo scrive:
    questi sondaggi sono gran puttanate...
    di quanto era il campione su cui è stato fatto il sondaggio?se prendo un campione di 10 maschi della mia compagnia e chiedo chi ha ragazza e tutti mi dicono di no allora dico che nella mia citta nessun ragazzo ha la ragazza... sembrano i sondaggi dell'abacus che manda in onda emilio fede quando ci sono le elezioni politiche...ma dai...
    • Anonimo scrive:
      Re: questi sondaggi sono gran puttanate...
      - Scritto da: CaRpGjaN
      di quanto era il campione su cui è stato
      fatto il sondaggio?
      se prendo un campione di 10 maschi della mia
      compagnia e chiedo chi ha ragazza e tutti mi
      dicono di no allora dico che nella mia citta
      nessun ragazzo ha la ragazza...
      sembrano i sondaggi dell'abacus che manda in
      onda emilio fede quando ci sono le elezioni
      politiche...
      ma dai...notevole il tuo commento!
  • Anonimo scrive:
    Ma vi pare possibile?
    Un romano su 2 "frequenta" internet.Ma vi pare possibile?
  • Anonimo scrive:
    attendibilità
    quante antenne paraboliche ?Mah, è come se la Rai mi chiedesse se ho la tv...
  • Anonimo scrive:
    Tecnologia non solo in città anche nelle provincie
    Non solo nelle grandi città la tecnologia, è diffusa, milioni di famiglie che abitano in provincia (anche in piccoli paesini da un paio di migliaio di abitanti) posseggono almeno un PC, (se non più di uno collegati in lan), accesso ad internet, lettore DVD, di solito più di un videoregistratore, senza contare la tecnologia più diffusa, ovvero il satellite, infatti anche nel più piccolo paesino di campagna in moltissimi possiedono la parabola ed un abbonamento alla televisione digitale via satellite.
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