SGI spinge Linux sui serveroni a 64 vie

Il produttore di sistemi di calcolo hi-end ha messo Linux al comando dei suoi nuovi server top, in grado di supportare fino a 64 processori Itanium 2. Il Pinguino fa un nuovo salto nel mondo del calcolo intensivo
Il produttore di sistemi di calcolo hi-end ha messo Linux al comando dei suoi nuovi server top, in grado di supportare fino a 64 processori Itanium 2. Il Pinguino fa un nuovo salto nel mondo del calcolo intensivo


Mountain View (USA) – Dopo averne assaggiato le potenzialità nel low-end, SGI ha ora deciso di mettere alla prova Linux in un mercato, quello dei sistemi per il calcolo intensivo, dove il costo tipico di una macchina è dell’ordine dei centinaia di migliaia di dollari.

SGI ha appena introdotto una nuova linea di server hi-end, denominata Altix 3000, che riprende molte delle caratteristiche della sua nota famiglia di sistemi di fascia alta Origin 3000: rispetto a quest’ultima, SGI ha rimpiazzato il suo Unix proprietario e i processori MIPS con Linux e le CPU Itanium 2 di Intel.

SGI sostiene di aver sviluppato, per i server Altix 3000, una nuova piattaforma hardware e software in grado di estendere significativamente la capacità di Linux nel gestire compiti anche molto impegnativi nell’ambito del calcolo scientifico.

La nuova famiglia di server è in grado di supportare fino a 64 processori Itanium 2 a memoria condivisa, un numero circa quattro volte superiore – secondo SGI – a quello dei processori impiegati nella tipica configurazione dei cluster che compongono gli attuali supercomputer basati su Linux.

Al modello di supercomputer Linux oggi più diffuso, ossia quello formato da un grande numero di server a basso costo connessi fra loro da una rete ad alta velocità, SGI proporrà entro la fine dell’anno una soluzione alternativa formata da cluster di server Altix 3000 in grado di gestire, grazie alla condivisione dello stesso pool di memoria fra tutte le CPU, prestazioni superiori. Questo diverrà fattibile grazie all’introduzione del supporto, entro la fine dell’anno, di configurazioni a 8 nodi (512 processori totali). L’architettura, secondo SGI, è in grado di supportare fino a 2.048 CPU.

Sugli Altix 3000 è possibile far girare la versione commerciale di Red Hat Linux, ma SGI raccomanda l’adozione di una speciale versione modificata che include il supporto al file system XFS ed altre funzionalità sviluppate in seno al progetto open source Linux Scalability Effort .

Le configurazioni degli Altix 3000 vanno da 12 a 64 processori e variano da un costo di 200.000 dollari fino ad arrivare a 1 milione di dollari.

Ieri SGI ha separatamente annunciato di aver pagato 1 milione di dollari come penale per aver venduto, nel 1996, un supercomputer ad un laboratorio russo che progetta armi nucleari.

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07 01 2003
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