Si parlano gli MMS Wind e Vodafone Omnitel

Annuncio delle due aziende


Roma – A partire da oggi, i clienti Wind che hanno sottoscritto il servizio MMS possono scambiare contenuti multimediali con i clienti di Vodafone Omnitel. Grazie infatti all’apertura dell’interconnessione tra i due gestori, i clienti Wind possono inviare e ricevere MMS direttamente dai clienti di Vodafone Omnitel.

Si tratta di una novità attesa da tempo e che viene vista come essenziale all’ulteriore sviluppo e diffusione della messaggistica multimediale via cellulare.

Wind è qui

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  • Anonimo scrive:
    I disservizi non sono finiti....
    I problemi al backbone Telecom non devono essere banali... da diversi accessi Telecom (ad esempio via HDSL, ma non da tutti) è irraggiungibile www.nic.it, mentre da altri (ad esempio via ADSL) si raggiunge tranqullamente. Sembra che qualcuno abbia pesantemente pasticciato sulle tabelle di routing dei router di backbone.Da rete Infostrada, invece, nessun disservizio apparente.
  • Anonimo scrive:
    Se cade il MIX non ne risente solo ADSL
    Anche se per quantita' gli utenti ADSL sono in vantaggio, per quanto riguarda il costo del singolo collegamento i clienti HDSL (2Mbit) sono un'entrata importante. Per cui (secondo logica) andrebbero trattati con un occhio di riguardo. O no?Nonostante questo, e nonostante il contratto parli di disponibilita' della linea al {quello che vuoi, basta che non sia 100 (*)}% se cade il MIX siamo tutti fermi. Io ho due linee su due sedi italiane, entrambe sono rimaste isolate dal resto del mondo dalle 18:30 alle 23:00 (circa). Nota bene: a rigor di contratto non c'e' nulla da fare, anche se la situazione fosse perdurata per un mese la linea _NON_ era caduta, il punto-punto nazionale era attivo, uscivo regolarmente dal mio router ed arrivavo fino a quello del mio ISP, peccato che non riuscivo ad uscire dai loro router...Purtroppo il MIX ed il NAP sono single-point-of-failure. Dei punti critici insostituibili. La teoria delle reti prevede la magliatura per avere strade alternative (anche a costi diversi) per raggiungere una destinazione. Qui abbiamo fatto esattamente il contrario. Tutti attaccati al MIX. Geniale! :-)Riccardo.--(*) molti parlano di disponibilita' al 99% e oltre (anche cinque-nove, o 99.999%) ma avete mai provato a fare due conti? Se vi danno il 99% di disponibilita' potete stare offline per quasi 90 ore/anno (3.65 giorni da 24 ore, quindi anche due settimale lavorative, un'eternita'). Per andare tranquilli ci vogliono cinque-nove (down inferiore ai 9 minuti/anno o un backup isdn o il multi-homing (link a due ISP diversi).
    • Anonimo scrive:
      Re: Se cade il MIX non ne risente solo ADSL
      - Scritto da: Anonimo
      Purtroppo il MIX ed il NAP sono
      single-point-of-failure. Dei punti critici
      insostituibili. La teoria delle reti
      prevede la magliatura per avere strade
      alternative (anche a costi diversi) per
      raggiungere una destinazione. Qui abbiamo
      fatto esattamente il contrario. Tutti
      attaccati al MIX. Geniale! :-)Internet non è più come una volta, con un funzionamento a "ragnatela" (il nome web a quello si ispira)... ora ci sono poche dorsali importanti e una miriade di fili piccoli piccoli, che se una di queste dorsali va giù rimangono tutti a secco... Viva il progresso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se cade il MIX non ne risente solo A
      Non e' corretto dire che il mix nazionale e' caduto, chi era su reti diverse non aveva problemi sulla rete internet se non quello di reggiungere la rete interbusioness. Nella fattispecie e' caduto (!) il router di interbusiness che e' collegato direttamente mix e, cosa ancora piu' inquietante, tutti i livelli di ridondanza (ma ci sono?) sono andati giu'.Forse hanno aggiornato il software di qualche router............
  • Anonimo scrive:
    In ogni caso...
    io ho libero light, ed in effetti non ho notato questo "crollo"... ma in ogni caso era difficile notarlo, dato che navigare in internet di giorno sembra diventato impossibile, quasi peggio che ai tempi del vecchio modem 33.6. Anzi se teniamo conto che le pagine web sono sempre piu' pesanti (grazie alla competenza di certi webmaster - webdesigner) e che internet e' più incasinata di un bordello, direi che la situazione e' decisamente peggiorata!qualcuno piu' vecchio direbbe "si stava meglio quando si stava peggio!" :)))
  • vashkenazy scrive:
    Infostrada
    Non è per fare polemica, ma io, in qualità di felice abbonato all'ADSL di infostrada, non ho subito alcun rallentamento nel periodo indicato, non me ne sono praticamente accorto, anche se vedevo gonfiarsi i newsgroup come durante una vera e propria sommossa popolare.Che dire... dal mio punto di vista le alternative esistono, eccome...Saluti a tutti
    • Anonimo scrive:
      Re: Infostrada
      - Scritto da: vashkenazy
      Non è per fare polemica, ma io, in qualità
      di felice abbonato all'ADSL di infostrada,Evidentemente non hai Libero Light. Altrimenti non saresti un "felice" abbonato di Infostrada in quanto, chi ha sottoscritto questo tipo di abbonamento (compreso il sottoscritto), ha un collegamento ad Internet più lento di un 14.4 Kb :-(((Ciauz!
  • Anonimo scrive:
    Commenti vari
    "La prima è che l'attuale gestione dei backbone e dei servizi collegati non consente al pubblico e alle imprese di sapere in tempo reale la natura e l'estensione dei disservizi né di avere ipotesi sui tempi di risoluzione."Pienamente d'accordo. Si potrebbe lasciare per lo meno un messaggio preregistrato sul call center che dica che il problema e' comune ed in via di soluzione. La seconda è che, vista la scarsità di infrastrutture TLC alternative a quelle dell'ex monopolista, si dovrebbe far di tutto per agevolare lo sviluppo rapido di backbone alternativi. Pienamente, totalmente d'accordo: avere un solo carrier rappresenta un pericolosissimo single point of failure.Oppure, se un mercato libero proprio non ci va giù, si riconsideri la vecchia idea dello scorporo delle attività di rete di Telecom da quelle commerciali, cosicché le seconde possano volare sul mercato e le prime essere poste sotto monitoraggio, nel primario interesse pubblico.Certo, infatti la rete prima si chiede "Ma io sono pubblica o privata?". Risposta "Privata.. ah be', allora posso tranquillamente andar giu'..."Questa mi pare proprio una stupidaggine :-))SalutiGiorgio
    • Anonimo scrive:
      Re: Commenti vari

      Certo, infatti la rete prima si chiede "Ma
      io sono pubblica o privata?". Risposta
      "Privata.. ah be', allora posso
      tranquillamente andar giu'..."
      Questa mi pare proprio una stupidaggine :-))Io invece credo che lo scorporo sia la soluzione piu' giusta. La rete l'hanno pagata gli italiani con il canone, non ha piu' senso che sia gestita da Telecom che rivende i servizi di rete ai suoi stessi concorrenti. E' assurdo. E noi continuiamo a pagare il canone.
      • Anonimo scrive:
        Re: Commenti vari
        - Scritto da: Anonimo

        Certo, infatti la rete prima si chiede "Ma

        io sono pubblica o privata?". Risposta

        "Privata.. ah be', allora posso

        tranquillamente andar giu'..."

        Questa mi pare proprio una stupidaggine
        :-))

        Io invece credo che lo scorporo sia la
        soluzione piu' giusta. La rete l'hanno
        pagata gli italiani con il canone, non ha
        piu' senso che sia gestita da Telecom che
        rivende i servizi di rete ai suoi stessi
        concorrenti. E' assurdo. E noi continuiamo a
        pagare il canone.Non parlavo dell'aspetto economico/sociale, ma di quello tecnico!CiaoGiorgio
  • Anonimo scrive:
    Tin.it giu' dalle 18.30 alle 23.00!
    Nel famigerato giorno. Tin.it è improvvisamente crollata verso le 18.30 a Trento, ed è rimasta "down" fino circa alle 23.00.Per circa due ore, il call center 803380 dava perennemente occupato. Quindi ha risposto un operatore (gentile) dicendo testualmente "c'e' mezza italia giù".Grazie Telecom.
    • Anonimo scrive:
      Re: Tin.it giu' dalle 18.30 alle 23.00!
      Beh, ma che problema c'e' ?L'hai letto il contratto ineerente al tuo abbonamento?Avesse avuto un crollo di 1 giornata, chi ci lavora come me in reteavrebbe potuto avere conseguenze fastidiose, ma diciamo la verita'Siamo tutti egoisti e perche' paghiamo, vogliamo...vogliamo...vogliamo !Pensa che io mi sono rotto le scatole di gente che alla prima disconnessione, dopo 3 tentativi prende in mano la cornetta e chiama il Call Center del proprio operatore....ma dai !Manfred von Richthofen
    • Anonimo scrive:
      Re: Tin.it giu' dalle 18.30 alle 23.00!
      Scusa ma io con adsl tin ho avuto problemi solo dalle 20 alle 21....
  • fancu scrive:
    Per la redazione
    endete in considerazione AdessoBasta come vostro redattore... (in questo periodo il livello qualitativo degli articoli è piuttosto basso, ammettetelo).
  • Anonimo scrive:
    A che serve ... ? [seconda parte]
    Se qualche ISP, al tempo proponeva ancora su riviste o altro, un abbonamento con il canone, veniva tacciato di furto con scasso (lo scasso scaturiva dalla noia di leggere un offerta pubblicitaria inutile) e fu così che tutti cominciammo a scorrazzare per i numeri urbani di TIN, Libero, Tiscali e compagnia bella, ISDN sì, ISDN no, ISDN cos'è? Dai sul serio!??? Scarichi a 8k al secondo? Ho dimenticato di citare precedentemente che mentre un ISP qui in Italia pagava svariati milioni di lire l'anno per una connettività da un megabit, e la ridistribuivano su un ampio territorio a parecchie centinaia di utenti, che nel peggiore dei casi trovavano la linea occupata, nel migliore andavano a 2k, un ragazzino quattordicenne americano, ma non solo lui, col suo bel cable modem navigava a un megabit tutto per se per cento dollari o meno.Non sto a dire cosa accadde grazie all'ingresso di nuovi operatori telefonici nonché fornitori di servizio internet. Tutti sappiamo il martellamento di tutti gli operatori per accedere a internet a tariffe impossibili, 1 lira in meno ogni trecento scatti che calcolati in virgola mobile con la TUT che strizza l'occhio alla TAT, moltiplicati per l'ora di connessione al lordo dell'ora legale, a casa mia maturavano ciascuna invariabilmente oltre 200.000 lire in bolletta per il traffico internet, ma l'importante era sapere di pagare di meno!Comunque la corsa per tutti noi a pagare sempre meno e accettare un servizio sempre più scadente ebbe il suo culmine con l'avvento delle famigerate flat.L'italia che va in internet fece immediamente un guizzo in avanti: "Sto attaccato quanto mi pare, quando mi pare e pago sempre la stessa cifra, addio agli scatti telefonici, e (giuro che poteva sembrare) addio a Telecom, yuppi!!!Che cosa accadde è presto detto, orde di utenti si gettarono a capofitto nella nuova offerta, ogni settimana nasceva un nuovo operatore con allegata nuova offerta vantaggiosissima, tutti a compilare e spedire contratti via fax, via internet, via posta e piccione viaggiatore, se la settimana prima si era già fatto un contratto con un altro operatore ci si mordeva i gomiti per 1.000 in più al mese da sborsare.Rapporto modem 5:1 era solo una parola astrattissima a cui nessuno in concreto poteva o sapeva dare peso.Numero verde era la parola magica cercata, niente scatti, neanche alla risposta. Tutti d'altra parte avevano fatto i loro bei conti, anche dall'altra parte del filo, dove una giovane ditta in erba con tanto di numero verde installato da Telecom (e sai che novità) faceva i suoi bei conticini 5 per 1, uno per tutti, 50.000 per cinque meno il balzello per il numero verde, meno quello per la connettività e oplà ecco l'utile.Ma orde di utenti si accalcavano ai cancelli telefonici: e solo un flebile "Tu tu tu" era tutto quello che udivano. Al perdurare di questa situazione, dopo notti passate in bianco a cercare di prendere la linea, per non mollarla mai più neanché sotto minaccia di morte, logorati da quel suono compulsivo gridarono: "Voi suonate le vostre trombe (o cornette) e noi suoneremo le nostre campane" e di campane ne ho sentite tante in quel periodo: chi dava la colpa alla maleducazione di alcuni che non tenevano conto della linea condivisa da più utenti, chi diceva che la banda disponibile in ogni caso faceva schifo, chi che sul contratto non c'era scritto niente al riguardo, né tantomeno si faceva riferimento all'immediata risposta degli operatori al 'malcostume' citato, questi ultimi presero a sconnettere forzatamente gli utenti 'più furbi' dopo un tempo prestabilito. Fu il caos, un enorme pollaio dove tutti correvano a destra e a sinistra, disdette, insulti telefonici, help desk muti. Indovinello: cosa accadde, in questo fuggi fuggi generale, dove molti pentiti ebbero a esclamare: "Era meglio quando si stava peggioCOM" quando proprio la Telecom con decisione unilaterale pensò bene di cambiare le carte in tavola ai succitati operatori? Che stavolta non sì puo più ingenuamente paragonare la Telecom a un avvoltoio, ma più verosimilmente ad un ragno che tesse la sua tela e aspetta con pazienza che le vittime predestinate ci cadano, e ci sono cascati in pieno, TUTTI. Gli utenti già carichi si sentono dire: "chiudiamo o aumentiamo", "ladri, buffoni, come avete gestito la vostra azienda, truffatori, sporchi e zozzoni" è la risposta e una nuova e definitiva ondata di recessi la segue.Libero mercato! libero mercato? Dove ho già sentito questa parola? Ah, sì! Il libero mercato è quello dove il pesce grosso mangia quello piccolo! Chi ha detto no? Dunque, dicevo siamo in un libero mercato e la Telecom ha ancora fame.Fame di cambiamento continuano ad avere invece gli utenti di internet e attendono con ansia che all'orizzonte sorga un nuovo sole, si chiama ADSL (nell'universo esistono molti soli xDSL ma noi ci accontentavamo della nostra solita nana bianca).L'ADSL finalmente arrivò ed era bellissimo quanto irraggiungibile, tutti lo offrivano ma se provavi a chiederlo e abitavi poco poco... alla periferia di Milano ti rispondevano "Ah, in culo al mondo! No, lì non ci arriviamo" per la copertura consulti la pagina 777 di televideo.Per non sfigurare troppo però, quando il pastore dell'aspromonte scendeva in paese e telefonava per chiedere informazioni, gli rispondevano: "Non si preoccupi la sua zona sarà presto coperta".Infine ai giorni nostri l'ADSL è qui, io che ebbi a dire, TIN e ALICE mai e poi mai, sono felice possessore di una TIN 640, leggo con rammarico e racappriccio, di come le offerte degli altri operatori, siano tuttora boicottate inequivocabilmente, ho rinunciato a due carrier alternativi e sotto la cappella di mamma Telecom vivo la mia anonima vita di teleutente.E' triste, lo so, ma è la legge del mercato, compriamo quello che ci conviene, che in Italia coincide sempre con quello che conviene a loro.
    • Anonimo scrive:
      Re: A che serve ... ? [seconda parte]
      Invito la redazione a pubblicare questo commento come artcolo nel prossimo numero di PI.E' un articolo stupendo.ByeX-CASH
    • jax scrive:
      Re: A che serve ... ? [seconda parte]
      Ho faticato un po' a starti dietro (d'altronde sono le 8 e rotte), ma volevo solo farti i miei complimenti, davvero complimenti.
    • Anonimo scrive:
      Re: A che serve ... ? [seconda parte]
      Favoloso, niente altro.Clap clap, un vero commento!pieggi
  • AdessoBasta scrive:
    A che serve continuare a sperare?
    E a parlare? Siamo obbiettivi, restiamo coi piedi per terra una volta tanto e diciamoci l'amara (amarissima per me e, spero, anche per qualcun altro oltre me).Sono un utente di internet dai tempi di VOL se qualcuno se ne ricorda, e un giorno, per la prima volta nella mia vita, mi collegai ad internet. Ero già avezzo a connessioni modem punto punto, BBS, Videotel, ma internet non era niente di tutto questo. L'accesso era gratuito e molto presto i tentativi di collegarsi divennero disperati, poi ricordo che le cose cambiarono, venne il canone, ma fui anche costretto a costosissime interurbane in Sardegna per accaparrarmi un posto al sole, dopo breve tempo, infine, l'oblio.VOL, baracca e burattini fu smembrata e la connettività ceduta a Telecom, immaginai quella scena: Telecom che come un avvoltoio roteava attorno alla carogna del primo ISP (a livello nazionale, salvo smentite) e infine planava su di essa e ne faceva il suo pasto. Poi capii che l'avventura di VOL in quel deserto, allo sbaraglio, senza una meta reale, senza considerare i costi da sostenere, era voluta, quel pioniere doveva soccombere e cadere proprio lì dove è caduto e dove gli avvoltoi sapevano già che sarebbe arrivato.Telecom aveva preso le redini, e tanti, credo, non sono uno di loro, furono presi da parte da commerciali senza scrupoli che mostrarono loro lo scettro del potere, fu detto loro che potevano guidare anche essi una grande impresa, l'impresa del futuro, diventare un ISP. Tutti gli ISP poterono nascere e crescere sul territorio e rappresentare un punto locale di accesso POP anche nei paesini più sperduti di Italia, ma per sopravvivere avevano bisogno di un canone annuale perché i soldini della chiamata li intascava..(sip proprio loro). Poi fu la volta di altri fenomeni: si dice che Tiscali, 'Uovo di Colombo' della nuova economia italiana, avesse INVENTATO!!!!! Internet senza canone, guadagnando una percentuale sul costo di connessione. Giuro, dico GIURO, che la stessa idea di Tiscali era venuta a me, in tempi non sospetti, ma lasciamo perdere, diciamo, che cosa sarebbe accaduto se l'idea fosse venuta, diciamo, a un medio ISP della Calabria, o anche a uno grande della Lombardia, se volete, che cosa sarebbe successo? Ve lo immaginate il più figo dei chairmen dell'azienda che chiede udienza a Telecom e esordisce dicendo: "Ci è venuta un'idea...". Io se ci penso svengo per non ridere. Invece dalla fertile terra sarda o meglio da ove si puote ciò che si vuole, nasce il nuovo sogno italiano, internet senza canone, e gli ISP? Con tanto di concessioni governative, tasse, balzelli e canone incassato per buona parte (credo) ripagato a Telecom per la connettività? Si adeguino, semplicemente si adeguino! Così muore il sogno italiano di molti ISP e comincia una nuova fantastica avventura per tutti gli utenti italiani. Se per qualcuno era la prima volta, no problem, CD per connettersi, dappertutto, dalle patatine fritte alle riviste di caccia e pesca al fustino di detersivo, tutti potevano. E potere è volere sebrano aver capito i cervelloni creativi che li hanno inventati. [continua]
  • Anonimo scrive:
    sottoscrivo
    analisi giusta IMHO.I fornitori di connettività hanno ancora molto da imparare dai colleghi d'oltreoceano
  • Anonimo scrive:
    tecnicamente parlando
    ciao,dove posso trovare le info tecnichecirca le cause che mi collassanola Alice ?p.es. ng o cose simili.grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: tecnicamente parlando
      - Scritto da: Anonimo
      ciao,
      dove posso trovare le info tecniche
      circa le cause che mi collassano
      la Alice ?
      p.es. ng o cose simili.
      graziewww.google.it
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