Si può vedere il sorgente di MS Office

La pressione dei prodotti alternativi spinge Microsoft ad aprire ai governi e far loro prendere visione del codice della sua suite Office, la più utilizzata negli uffici, pubblici e non, di tutto il Mondo
La pressione dei prodotti alternativi spinge Microsoft ad aprire ai governi e far loro prendere visione del codice della sua suite Office, la più utilizzata negli uffici, pubblici e non, di tutto il Mondo


Redmond (USA) – Apertura codice, fase 2. Dopo aver varato un programma di accesso al codice sorgente di Windows, Microsoft ci aggiunge ora MS Office 2003, il pacchetto di programmi da ufficio che viene venduto in tutto il mondo e che è ampiamente utilizzato nelle strutture governative di moltissimi paesi.

L’azienda ha infatti annunciato un accordo con il Governo britannico che farà da apripista agli altri. Un accordo che consente alle agenzie governative designate dall’Esecutivo inglese di sbirciare il codice sorgente degli applicativi che compongono Office.

L’iniziativa è evidentemente figlia di quel Government Security Program (GSP) che il colosso del software ha inaugurato nel gennaio 2003 , un programma di accesso al codice sorgente di Windows a cui ha aderito anche l’Italia e una 30ina di altri paesi.

Le due parole chiave che Microsoft associa alla nuova operazione sono “trasparenza” e “interoperabilità”, i due fronti sui quali hanno più battuto gli esperti governativi che hanno partecipato al Program.

La Government Shared Source License for Office , ha spiegato Microsoft, offre ai governi e alle organizzazioni internazionali l’accesso al codice sorgente e ad informazioni tecniche su Office 2003.

L’estensione di GSP ad Office significa dunque che del programma ora fanno parte Windows 2000, Windows XP, Windows Server 2003, Windows CE e, appunto, Office 2003 . Il tutto condito dal fatto che GSP permette agli esperti nominati dai governi di visionare l’insieme del codice presso il campus di Microsoft a Redmond e di approfondire con il personale dell’azienda le varie fasi dello sviluppo e del testing degli applicativi.

GSP rappresenta per Microsoft una risposta a quesiti che sempre più spesso vengono avanzati in ambito istituzionale, domande relative alla possibilità che i formati proprietari utilizzati per l’archiviazione di documenti possano inibire in futuro il recupero e riutilizzo dei documenti stessi, oppure alla presenza di codice indesiderato all’interno di Windows. Soprattutto, con GSP Microsoft vuole dimostrare di essere pronta a “certificare” la propria trasparenza come risposta all’emergere virulento del software libero che, come noto, sta rapidamente conquistando l’interesse di governi e legislatori in molti paesi.

Al GSP Microsoft ha anche aggiunto la licenza sugli Office 2003 XML Reference Schemas , un particolare importante nella strategia dell’azienda perché punta dritto a garantire interoperabilità e possibilità di gestire in modo più libero i dati prodotti. Sebbene gran parte dei dati prodotti con Office siano ancora in formati non-XML, Microsoft ha spiegato che l’XML è uno degli argomenti più importanti che vengono sottoposti ai partecipanti al GSP.

I responsabili dell’azienda hanno fatto sapere che l’estensione del GSP ad Office è stata richiesta dagli stessi rappresentanti istituzionali che proprio sulla “durabilità” dei formati si sono soffermati in più occasioni. “L’idea del GSP – ha spiegato il direttore dell’iniziativa Shared Source di Microsoft, Jason Matusow – è che noi non possiamo decidere cosa è importante per ciascun governo, lo devono decidere loro. Ma una delle cose che sentiamo più spesso è la richiesta di una garanzia sul fatto che anche nel lontano futuro i formati utilizzati possano essere duplicati”.

Per ora il codice di Office sarà visibile soltanto all’interno del GSP ma l’azienda non ha escluso che possa prima o poi essere inserito nella più ampia iniziativa Shared Source. “Questa – ha spiegato Matusow – è la prima volta che facciamo vedere il codice sorgente di Office. Siamo aperti al dialogo con tutti i tipi di clienti e partner, ma dobbiamo camminare prima di iniziare a correre”.

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20 09 2004
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