Si rivela il magnate di Xbox Linux

Il personaggio misterioso, che lo scorso anno promise un premio di 200.000 dollari a chi avesse sviluppato una versione di Linux per Xbox, ha finalmente calato la maschera. Il suo nome è sul libro nero di Microsoft
Il personaggio misterioso, che lo scorso anno promise un premio di 200.000 dollari a chi avesse sviluppato una versione di Linux per Xbox, ha finalmente calato la maschera. Il suo nome è sul libro nero di Microsoft


Londra – Il 31 dicembre scorso si è conclusa la scadenza per l’assegnazione di un premio di 200.000 dollari che nel giugno dello scorso anno un anonimo donatore promise a coloro che fossero riusciti a portare Linux su Xbox. L’identità del finanziatore, fino ad oggi nota unicamente ai membri dell’Xbox Linux Project ( XLP ), destò molta curiosità fra i supporter dell’open source, soprattutto perché fu chiaro fin dall’inizio che si doveva trattare di un personaggio molto conosciuto nel settore.

Il nome di chi staccherà l’assegno è in effetti balzato più volte alle cronache, soprattutto per i suoi recenti scontri con Microsoft: si tratta di Michael Robertson, boss di Lindows.com ed ex CEO di MP3.com. Robertson ha affermato di non avere nessun interesse economico nell’appoggiare il progetto open source a cui il team dell’XLP ha cominciato a lavorare fin dal 2001.

“L’ho fatto – ha asserito il CEO di Lindows.com – perché credo sia giusto che alla gente sia data la possibilità di scegliere quale software far girare sul proprio hardware”.

Robertson, che ha recentemente vinto una diatriba legale con Microsoft sul marchio “Lindows”, si è poi detto molto preoccupato del tentativo con cui Microsoft sta cercando di rendere il proprio sistema operativo uno standard di fatto anche nel mondo delle console da gioco.

“Xbox – ha detto – è un pericoloso precedente”.

Entro la fine di gennaio Robertson pagherà all’XLP una tranche di 100.000 dollari relativa al raggiungimento del primo obiettivo previsto dal premio: sviluppare una versione di Linux in grado di girare su Xbox. Come alcuni ricorderanno, gli hacker dell’XLP hanno centrato quest’obiettivo diversi mesi fa con il rilascio di una versione della distribuzione SuSE Linux appositamente modificata per funzionare sull’hardware di Xbox.

Per ricevere l’altra metà della somma gli sviluppatori di Xbox Linux dovranno portare a termine la seconda fase del progetto: qui l’obiettivo sarà quello di riuscire a far girare Linux sulle Xbox prive di modifiche hardware. Attualmente, infatti, la distribuzione messa a punto dall’XLP richiede la presenza di un mod-chip in grado di aggirare le protezioni integrate nella console di Microsoft.

Questo secondo obiettivo, per il raggiungimento del quale Robertson ha concesso all’XLP una proroga di un altro anno, è quello che in un certo qual modo dovrebbe dare un senso all’intero progetto: solo la possibilità di far girare Linux sulle console non modificate potrà infatti decretare l’eventuale successo dell’iniziativa e fare del Pinguino una reale alternativa al Windows celato in Xbox.

La sfida lanciata dagli hacker di Xbox Linux, e supportata da Robertson, non è infatti raccontata come fine a sé stessa: il suo scopo ufficiale è addirittura quello di utilizzare proprio Xbox, con cui Microsoft conta di infilarsi in un numero sempre crescente di salotti, per dare l’opportunità a Linux e al mondo open source di contrastare lo schiacciante predominio di Windows sul mercato consumer.

Il porting di Linux su Xbox secondo i sostenitori del progetto potrebbe offrire agli utenti potenzialità oggi sconosciute: basti pensare alla possibilità di attingere a quell’enorme bacino di software open source che oggi comprende ambienti di sviluppo, applicazioni per l’ufficio, programmi multimediali, emulatori e quant’altro.

Il destino di Xbox Linux potrebbe però essere minacciato da un’eventuale causa legale da parte di Microsoft che facesse leva sul famigerato Digital Millenium Copyright Act (DMCA), la famosa legge americana per la protezione del copyright nell’era digitale. Legge che, secondo quanto riportato sul sito dell’XLP, Xbox Linux non violerebbe in base all’eccezione numero 1201 prevista dal DMCA e relativa al reverse engineering. A scanso di equivoci, il team del progetto ha in ogni caso pensato bene di prendere casa in Europa, lontano – almeno per il momento – dai tentacoli del DCMA.

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06 01 2003
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