Si torna a parlare di chip sottopelle

Lo rilancia il conduttore di un celebre programma televisivo americano, che propone di impiantarlo in tutti i minori, per sapere dove vanno e per ostacolare i rapimenti
Lo rilancia il conduttore di un celebre programma televisivo americano, che propone di impiantarlo in tutti i minori, per sapere dove vanno e per ostacolare i rapimenti


New York (USA) – C’è voglia di sicurezza digitale negli Stati Uniti alle prese con un momento storico che vede ridursi di giorno in giorno gli spazi di libertà. Una voglia che secondo la star televisiva americana John Walsh, conduttore delle celebre trasmissione “Americàs Most Wanted”, si deve tradurre nella possibilità di impiantare chip di localizzazione nel corpo di bambini e minori “a rischio”.

Il riferimento di Walsh, che nel 1981 perse un figlio perché rapito ed ucciso, è alle tecnologie già ampiamente pubblicizzate di Applied Digital Solutions, che da lungo tempo lavora su chip dotati delle tecnologie GPS da impiantare sottopelle, che consentono dunque la localizzazione sul territorio del portatore.

Applied Digital, che ha di recente introdotto un chippetto da impiantare sottopelle contenente alcuni dati personali del portatore, ha già approntato il chip capace di sfruttare il Global Positioning System per ottenere la localizzazione del “portatore”.

Secondo l’azienda, che vede nelle parole di Walsh una eccellente possibilità di business, questi chip potrebbero essere utili non solo in caso di rapimento ma anche per evitare che i giovanissimi si perdano e che minori adottino comportamenti a rischio senza poter essere localizzati. “Con un tale device impiantato – ha spiegato un portavoce di Applied Digital – il bambino non deve ricordarsi di indossarlo. Non può essere perduto né strappato a forza. Ed è totalmente nascosto”.

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30 07 2002
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