SIAE: il nostro bollino serve ancora

Dopo gli articoli pubblicati su Punto Informatico nei giorni scorsi SIAE difende il bollino come strumento antipirateria. Ma ammette che il mancato uso è penalmente irrilevante. I giuristi: SIAE deve far partire i rimborsi

Roma – SIAE ha deciso di prendere posizione sull’ affaire bollini difendendone l’importanza come strumento antipirateria . A pochi giorni dalla pubblicazione su Punto Informatico di due articoli su un argomento perlopiù ignorato dai media mainstream, SIAE ha pubblicato una nota in cui ribadisce la centralità del bollino . Il bollino viene infatti considerato come indizio di potenziale violazione.

SIAE fa esplicito riferimento a tre sentenze della Corte di Cassazione, quelle con cui viene stabilito “che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno Siae sui supporti contenenti opere dell’ingegno”. SIAE però sottolinea come la Corte abbia ribadito che la diffusione, riproduzione o contraffazione delle opere rimanga una violazione del diritto d’autore passibile anche di sanzioni penali. “Per ciò che concerne il contrassegno (il cosiddetto bollino, ndr) – scrive SIAE – la stessa Corte ha applicato, nella sua massima estensione, il principio proposto dalla Corte di Giustizia Europea, secondo cui il bollino Siae è qualificabile come regola tecnica”.

Questa regola, come sanno i lettori di Punto Informatico non fu comunicata in via amministrativa dall’Italia all’Unione Europea, il che l’ha resa irrilevante penalmente . La Cassazione però – sottolinea SIAE – “precisa come già detto, che se non costituisce reato la mancata apposizione del contrassegno, continua ad essere reato l’abusiva riproduzione, utilizzazione, commercializzazione di supporti pirata. Di supporti, cioè, che riproducano opere dell’ingegno senza l’autorizzazione dei legittimi titolari dei diritti: autori, produttori, artisti-interpreti, ecc. ecc.”

Nessuno sconto sulla pirateria dunque, ed anzi la Corte – evidenzia SIAE – “afferma che l’assenza del contrassegno continua a mantenere una sostanziale valenza indiziaria della illecita riproduzione e a segnalare in pratica, abusi in materia di proprietà intellettuale. Ma per stabilire l’esistenza di reati di pirateria, oltre al bollino, servono ulteriori elementi di accertamento. La presenza del contrassegno è, dunque, una garanzia utile ed efficace per eliminare ogni dubbio sulla legittimità dei prodotti, rimanendo in pratica la prova determinante che è stata chiesta alla SIAE la licenza per la riproduzione meccanica delle opere tutelate”.

Secondo SIAE, il bollino nasce come uno strumento d’immediata utilità “sia per i consumatori, sia per le Forze dell’Ordine: serve, infatti, a riconoscere facilmente i prodotti legittimi da quelli pirata e ad arginare il diffuso fenomeno della contraffazione di opere tutelate dal diritto d’autore. Un fenomeno che, purtroppo, ha recato e reca danni ingentissimi agli autori, agli editori e all’intera filiera dell’ industria culturale e che ha visto l’Italia più volte collocata nella lista nera dei Paesi a più alto tasso di pirateria per i supporti fisici (CD, DVD) contenenti opere dell’ingegno”.

La presa di posizione di SIAE non ha lasciato indifferenti i giuristi Guido Scorza e Carmelo Giurdanella, che hanno inviato a Punto Informatico la loro contro-analisi. E sottolineano: da novembre 2007 il contrassegno SIAE non è più obbligatorio, ma il sito SIAE non lo dice. Roma – Gli articoli pubblicati nelle ultime settimane su Punto Informatico ed il tam tam delle ultime ore in Internet hanno costretto la SIAE a prendere posizione sull’ormai nota vicenda dell’illegittimità della disciplina italiana in materia di obbligo di apposizione del contrassegno sui supporti contenenti opere dell’ingegno.

La risposta dell’Ente di Viale dell’Astronomia circa le conseguenze della Sentenza resa dalla Corte di Giustizia UE nel caso Schwibbert è, tuttavia, tardiva, ambigua ed imprecisa.

La tardività discende dalla circostanza che la SIAE nel comunicato pubblicato sul proprio sito il 18 aprile propone una sua interpretazione – come si è anticipato ambigua ed imprecisa – della recente Sentenza della Corte di Cassazione Penale segnalata nei giorni scorsi da Daniele Minotti .

L’illegittimità della disciplina nazionale in materia di obbligo di apposizione del contrassegno deriva, tuttavia, direttamente dalla Sentenza della Corte di giustizia UE del novembre 2007.
La SIAE ha, dunque, atteso cinque mesi prima di informare i propri utenti di tale decisione e del suo contenuto.

L’ambiguità della posizione assunta dall’Ente di Viale dell’Astronomia in merito alla questione della sussistenza nel nostro Ordinamento di un obbligo di apposizione del contrassegno deriva, invece, dalla circostanza che nel suo comunicato la SIAE omette di chiarire che a seguito della citata decisione della Corte di Giustizia non sussiste più nell’ordinamento italiano alcun obbligo di apporre il contrassegno SIAE su supporti diversi da quello cartaceo contenenti opere dell’ingegno.

Al riguardo, infatti, nel comunicato ci si limita a segnalare che “la presenza del contrassegno è, dunque, una garanzia utile ed efficace per eliminare ogni dubbio sulla legittimità dei prodotti, rimanendo in pratica la prova determinante che è stata chiesta alla SIAE la licenza per la riproduzione meccanica delle opere tutelate”.

La Società italiana autori ed editori, tuttavia, omette di riferire che la stessa Corte di Cassazione nella decisione oggetto del comunicato ha chiarito che l’obbligo di apposizione del bollino deve ritenersi, allo stato, insussistente, non solo sotto il profilo penale ma anche sotto quello civile ed amministrativo.

Ma vi è di più.

La SIAE, infatti, attraverso le pagine del proprio sito continua ad ammonire pubblico ed utenti circa le conseguenze sanzionatorie della mancata apposizione del contrassegno sui supporti contenti opere dell’ingegno posti in distribuzione.

Si tratta di una condotta che, qualora fosse stata posta in essere da un imprenditore sul libero mercato nei confronti dei consumatori anziché da un Ente Pubblico al quale lo Stato ha affidato, in regime di monopolio, talune funzioni di carattere pubblicistico costituirebbe, senza ombra di dubbio, una condotta commerciale scorretta perché aggressiva in quanto volta a influenzare le scelte economiche di consumatori ed utenti, paventando loro conseguenze sanzionatorie in realtà inesistenti.

Perché la SIAE non ha rimosso il riferimento a tali sanzioni per l’ipotesi di mancata apposizione del contrassegno? Perché non ha chiarito che, ormai dal lontano novembre 2007 apporre il contrassegno non è più obbligatorio?
Il comunicato pubblicato nelle scorse ore sul sito dell’Ente di Viale dell’Astronomia è, infine, poco puntuale perché, in esso, si ricorda che il bollino è uno strumento di controllo idoneo a semplificare le verifiche circa l’avvenuto assolvimento dei diritti d’autore da parte dei distributori di opere dell’ingegno e se ne tratteggia l’apposizione come una scelta quasi volontaria da parte del distributore.

Come è noto, tuttavia, non è così.
L’apposizione del contrassegno SIAE costituisce – rectius avrebbe dovuto costituire qualora le relative norme impositive fossero state approvate attraverso un corretto processo di produzione normativa – un obbligo ex lege imposto ai distributori di supporti contenenti opere dell’ingegno a tutela di un interesse non già di questi ultimi ma, piuttosto, dei titolari dei diritti.

Mentre, dunque, qualora oneri e costi relativi all’apposizione del contrassegno fossero stati sopportati dai titolari dei diritti avrebbe potuto parlarsi di scelta commerciale autonoma e volontaria, non sussiste alcun dubbio circa la circostanza che i distributori di contenuti protetti da diritto d’autore hanno sopportato tali ingenti costi ed oneri solo ed esclusivamente perché la SIAE lo ha da loro preteso in forza di una legge.

Ciò apre, dunque, le porte all’ultima questione sollevata dalle pagine di Punto Informatico qualche giorno fa: cosa intende fare SIAE in relazione agli importi sin qui incamerati in forza di disposizioni di legge mai validamente entrate a far parte dell’Ordinamento italiano?
Non possono essere i nostri imprenditori né gli artisti che si autoproducono ad assorbire gli oneri ed i costi loro imposti illegittimamente ed a favore di soggetti terzi.

SIAE dovrebbe restituire il maltolto e, magari, rivalersi poi sul Governo italiano per le conseguenze derivatele dall’errore da questo commesso o, piuttosto, dai titolari dei diritti che sono, in ultima analisi, gli unici ad aver tratto un concreto beneficio dall’apposizione di quell’arcaico strumento di controllo rappresentato dal famigerato bollino.
Anche su questo, tuttavia, SIAE tace.

Guido Scorza
Carmelo Giurdanella

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  • Wilson scrive:
    Linguisti di pixmania...
    I linguisti di Pixmania suggeriscono che il lessico del nerdic non sia mutuato da altre lingue, ma si comporti come lingua a sé. Presenta, dicono, i tre tratti fondamentali di una lingua: si possono individuare parole, frasi e pronuncia. I ricercatori non si preoccupano però di dare conto di come il nerdic interagisca con altre lingue, di come venga usato dalle comunità dei parlanti. Alcune formazioni vengono introiettate da ogni comunità linguistica e utilizzate sulla base delle regole di ciascun linguaggio: per citare un esempio, sono state avvistate declinazioni di googlare e delle sue numerose varianti.quindi non sono linguisti altrimenti non avrebbero detto che non interagisce con le altre lingue visto che deriva dall'inglese.intenret dal punto di vista linguistico è enormemete interessante ed è probabile che in qualche decennio (sono ottimista, molto oottimista) si crei una lingua universale grazie ad essa, ma non si tratta di un processo che si può identificare mentre è in corso (prima lezione di glottologia) e non servono certo 15 anni ma molti di più.quello che han fatto questi famigerati linguisti è guadagnarsi la pagnotta ma è semplicemente sbagliato.si possono identificare una serie di fenomeni interessantissimi riguardo alla lingua in internet, il più interessante dei quali sono gli emoticons, è la prima volta nella storia dell'umanità che viene mescolata una lingua a pittogrammi con una a fonemi, ed i pittogrammi sono nuovi e derivati direttamente dalle espressioni facciali stilizzate (la psicologia ci dice che il linguaggio facciale è davvero universale)più di cosi un linguista serio non può dire perchè è un processo in corso e quindi per definizione non abbiamo glistrumenti (linguistici) per analizzarlo, questi strumenti sono le sedimentazioni quindi quando potremo confrontare l'inglese degli anni '90 con l'inglese che si scriverà su internet del 2050 potremo cominciare a parlare di linguistica applicata ai frutti della rete.farlo prima è solo pubblicità per un sito che vende gadget tecnologici.ripeto che l'argomento è molto interessante e sicuramente reale ma nessuno può farne una analisi linguistica.
  • neutro scrive:
    che gran schifezza
    mi fa veramente schifocredo che a volte la famosa narrazione biblica della torre di Babele parli un po' di questo ...oggi tutti sono ignoranti della lingua ufficiale e la usano dicendo "io intendevo dire che" quando ci sono incomprensioni.Tra un po' sarà impossibile spiegare cosa intendevi, perché la lingua è una convenzione, non puoi inventarti il significato di una parola e sperare che gli altri penetrino nella tua mente per associare quel significato a quel suono.Per contro uno si inventa una cavolata come queste e molti ad andargli dietro.Ora vorrei capire come lo chiamano, il catodico, se CRT non gli sta bene... e come chiamano i floppy drive, se non gli sta bene il suo nome.
    • BFidus scrive:
      Re: che gran schifezza
      - Scritto da: neutro
      Ora vorrei capire come lo chiamano, il catodico,
      se CRT non gli sta bene... e come chiamano i
      floppy drive, se non gli sta bene il suo
      nome.Penso volessero intendere che ormai termini come CRT o floppy drive sono caduti in disuso a discapito di LCD e, che so, pendrive.
  • ROFLMAO scrive:
    ROFLMAO
    /ironice' giusto! i tempi cambiano, i nuovi linguaggi prendono il sopravvento...quello che una volta era "Mahna Mahna" ...http://it.youtube.com/watch?v=QTXyXuqfBLA.. ora diventa "ROFLMAO"http://it.youtube.com/watch?v=iEWgs6YQR9AWTFPWND!!!!!!!1111eleven/ironic
  • HomoSapiens scrive:
    orribile
    Pensate che un giorno in tv ho sentito l'espressione "in modo randomico". Io sto cercando di abbandonare anche la mia cadenza regionale proprio perché preferisco parlare la mia lingua, l'ITALIANO.
    • z f k scrive:
      Re: orribile
      - Scritto da: HomoSapiens
      Pensate che un giorno in tv ho sentito
      l'espressione "in modo randomico". Io sto
      cercando di abbandonare anche la mia cadenza
      regionale proprio perché preferisco parlare la
      mia lingua,
      l'ITALIANO.Col cavolo.La mia lingua madre e' e rimane il dialetto.Non vedo perche' mi debba impoverire abbandonandolo; piuttosto mi arricchisco imparando meglio l'italiano, cadenza compresa.Ci sono sfumature che con l'italiano non si possono raggiungere, semplicemente.Per concludere, aggiungo infarinature di lingue straniere, foss'anche una sola parola. :)CYA
      • MeMedesimo scrive:
        Re: orribile
        venesian?ma mpara l'italian! :D
      • HomoSapiens scrive:
        Re: orribile
        Si io ti capisco, sono del centro sud, molte espressioni sono veramente simpatiche, e i comici che parlano in dialetto mi fanno morire. Ma pensa se un domani vado a Milano per lavoro: parlo napoletano? Ogni dialetto è parlato soltanto da una minoranza, e non mi conviene parlare una lingua che conosco soltanto io. Almeno l'Italiano lo parliamo in 60.000.000 di persone.
    • Infatti scrive:
      Re: orribile
      Ti capisco, ma l'importante è parlare anche l'italiano, non eliminare il dialetto: sono ridicole quelle persone che sanno solo il dialetto, più lingue si sanno e meglio è. Certo, piuttosto che "in modo randomico", io avrei usato "in modo casuale"
    • Funz scrive:
      Re: orribile
      - Scritto da: HomoSapiens
      Pensate che un giorno in tv ho sentito
      l'espressione "in modo randomico".Risposta obbligata: "speak like you eat" :D
    • ugo ugo scrive:
      Re: orribile
      L'italiano è una lingua inventata, una lingua senza popolo. Nessuno ha mai parlato italiano come lingua madre. Neanche i toscani perché l'italiano è una invenzione costruita sul toscano, ma non è il toscano.Io sono per i popoli, le nazioni, le lingue, le culture, le tradizioni.Non sono per i cittadini (quelli per cui un foglio dice che appartengono ad uno stato inventato), gli stati (che hanno confini inventati e/o modellati sulle linee dei fronti), le lingue inventate come l'italiano.Viva le identità vere e abbasso quelle inventate, come l'italia, l'italiano e il tricolore (che è una bandiera senza storia e senza popolo, semplicemente scopiazzata da quella francese con un righello e 2 pennarelli colorati).
      • mi hai iNluminato scrive:
        Re: orribile
        Simpatico sai che il vilipendio alla bandiera è un reato? Perché non bruci anche la carta di identità e lasci questo paese in cui non ti riconosci?IpocritaCon immutata stima (quindi pressoché nulla)
        • BurnUrSelf scrive:
          Re: orribile
          Beh se tu ti riconosci nell'Italia di oggi meriti di finire al rogo insieme la bandiera.
        • ugo ugo scrive:
          Re: orribile

          un reato? Perché non bruci anche la carta di
          identità e lasci questo paese in cui non ti
          riconosci?Io a casa mia ci sono già, è lo stato italiano invasore che se ne deve andare.
          • Gaglia scrive:
            Re: orribile
            Insomma voi ce l'avete duro eh? (rotfl)
          • Gaglia scrive:
            Re: orribile
            Noto con disappunto che persino le battute, seppur non offensive, vengono censurate su questo forum con molta solerzia quando trattano argomenti, come dire... "scomodi". La battuta ripeto, non era volgare o offensiva, ma forse chi l'ha censurata condivide seppur parzialmente le opinioni dell'oggetto del mio sarcasmo... quindi suppongo sia una lotta persa in partenza. Amen, siamo in Italia, ci si abitua.Tornando a noi: disapprovo totalmente una visione cosi' populista e nazionalista della lingua e della cultura. So che purtroppo (per come la vedo) ci sono molte persone che la pensano cosi', molte avranno motivi sicuramente validi e ponderati che io ignoro, ma sarebbe interessante fare una ricerca statistica, neutrale e oggettiva sul livello di acculturazione medio di queste persone.Va bene cosi' o e' anche questo "lesivo della policy di PI"?
          • Wilson scrive:
            Re: orribile
            credo che il motivo della censura fosse la citazione politica od il voler evitare i flame che avrebbe potuto creare.detto questo era una bella battuta e ci stava, se la riporto credo censurino anche questa entry.
      • Infatti scrive:
        Re: orribile
        Già sbronzo alle dieci??
      • Sir Pilade scrive:
        Re: orribile
        Ma tu sai che significa "lingua madre"?(newbie)
      • Gaglia scrive:
        Re: orribile
        Insomma: voi ce l'avete duro eh? (rotfl)
      • Wilson scrive:
        Re: orribile
        non è vero.l'italiano viene definito una lingua di origine letteraria nel senso che esiste ed è tale dal 1400 grazie ai poeti toscani, perchè secondo te chi conosce l'italiano riesce a leggere la divina commedia senza bisogno di note letterarie ma sono contestuali (ovvero che ti devono spiegare i riferimenti storici e non il significato delle parole)?l'aspetto curioso è che nonostante esista da 600 anni gli italiani non lo parlavano!è diventata la lingua ufficiale del paese nei primi del '900 ad opera di una serie di intellettuali che si sono trovati di fronte al dilemma di quale lingua diffondere in un paese dove esistevano solo i dialetti, molti dei quali enormemete diversi dal latino come il barese che è una lingua a se stante, così si è deciso che l'italiano di dante e di quei poeti (usato anche nell'opera) era la scelta migliore.negli anni '50 poi la televisione lo ha diffuso a tutti gli strati della popolazione ed ha creato l'itliano moderno che parliamo tutti.la nostra lingua è stata creata a tavolino da alcune delle migliori menti letterarie della storia perchè fosse una lingua poetica, alcuni dei più grnadi compositori della storia la hanno scelta come lingua del canto (quello lirico, ad esempio invece fà schifo per l'hip-pop visto che abbiamo parole lunghissime) e tu la parli come niente fosse!!dovresti essere fiero di parlare correntemente una linga di origine letteraria e non distaccatasi direttamente (alcuni dicono "caduta") dal latino come tutti gli altri europei.
      • Wilson scrive:
        Re: orribile
        dimeticavo: per la bandiera sono d'accordo, è un simbolo del nostro vassalalggio culturale nei confronti dei francesi.riguardatevi "il marchese del grillo" se proprio non volete studiare.
      • J.M. scrive:
        Re: orribile
        Onestamente, credo che oltre al vergognarti (non solo per il vilipendio alla bandiera e alla nazione, ma soprattutto per la tua povertà culturale) dovresti farti un esamino di coscienza. Questo post come mai non l'hai scritto in inglese, o tedesco ? A proposito, quante lingue parli ? A quante lingue sei capace di comparare quella che, pur parlando, tanto denigri ?Non ti sei mai chiesto cosa significhi " lingua neolatina" ? A questo punto Francese e Spagnolo son lingue inventate, dico bene ?"Nessuno ha mai parlato italiano come lingua madre."Vero...infatti ho dovuto tradurre questo post in italiano per comprenderlo."Io sono per i popoli, le nazioni, le lingue, le culture, le tradizioni."Ah, e ti presenti denigrando la TUA nazione, la TUA lingua, la TUA cultura e la TUA tradizione ? Tu sei per gli imbecilli, secondo me. Altro che popoli e tradizioni (senza offesa...)."Le lingue inventate come l'italiano."Prova a imparare l'elfico di Tolkien, magari ti piacerà di più. Ma con quali "stati" e "confini" te la prenderai, poi ?La bandiera italiana è tale dal 7 gennaio 1797, caro il mio disinformatico (uno che posta su P.I. scrivendo eresie spinte da uno spirito pseudodistruttivo non saprei davvero come definirlo altrimenti). Quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decretò "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti" tu non c'eri. Come ti permetti, dunque, di commentare ?L'"ispirazione" (e non SCOPIAZZATURA, come tu dici) dal modello Francese ha una sua realtà storica. Nel 1796, quando il tuo, pardon...il MIO stato fu attraversato dalle armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790, così come fecero anche i reparti militari italici dell'epoca. La Guardia Civica di Milano, infine, portava croce rossa su campo bianco in UNIFORME VERDE (come l'attuale Guardia Provinciale) già da tempo (1782). Ovviamente tu conosci bene tutta la storia relativa a Bonaparte e agli schieramenti filonapoleonici italiani antiaustriaci, dico bene ? Per questo ti permetti di (dis)informare gli utenti di un pubblico forum con le tue ideologie ripescate dai resti di una realtà inesistente. Così ho cominciato e così finisco: VERGOGNATI.- Scritto da: ugo ugo
        L'italiano è una lingua inventata, una lingua
        senza popolo. Nessuno ha mai parlato italiano
        come lingua madre. Neanche i toscani perché
        l'italiano è una invenzione costruita sul
        toscano, ma non è il
        toscano.

        Io sono per i popoli, le nazioni, le lingue, le
        culture, le
        tradizioni.

        Non sono per i cittadini (quelli per cui un
        foglio dice che appartengono ad uno stato
        inventato), gli stati (che hanno confini
        inventati e/o modellati sulle linee dei fronti),
        le lingue inventate come
        l'italiano.

        Viva le identità vere e abbasso quelle inventate,
        come l'italia, l'italiano e il tricolore (che è
        una bandiera senza storia e senza popolo,
        semplicemente scopiazzata da quella francese con
        un righello e 2 pennarelli
        colorati).
    • samu scrive:
      Re: orribile
      - Scritto da: HomoSapiens
      Pensate che un giorno in tv ho sentito
      l'espressione "in modo randomico". Io sto
      cercando di abbandonare anche la mia cadenza
      regionale proprio perché preferisco parlare la
      mia lingua, l'ITALIANO.Anche io preferisco parlare in italiano possibilmente senza cadenze regionali, ma mantengo anche il dialetto per una questione di cultura e tradizioni.Allo stesso modo credo che gente che dice "in modo randomico" siano da fucilare :-), la lingua italiana ha gia' espressioni equivalenti, perche' usare finti inglesismi ?
  • WTF scrive:
    LOL
    CdO, siete tutti CdP
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