Signal permetterà di trasferire l'account a un nuovo dispositivo Android

Signal: trasferimento dell'account e blocco in Cina

Due notizie oggi in tema Signal: l'arrivo di una funzionalità per trasferire l'account a un nuovi dispositivo e il blocco dell'app registrato in Cina.
Due notizie oggi in tema Signal: l'arrivo di una funzionalità per trasferire l'account a un nuovi dispositivo e il blocco dell'app registrato in Cina.

Tra le applicazioni di messaggistica che più hanno beneficiato dell'esodo da WhatsApp di inizio gennaio c'è sicuramente Signal (insieme a Telegram) il cui team è costantemente al lavoro per migliorare l'offerta in termini di funzionalità. In arrivo quella che permette di trasferire l'account a un nuovo dispositivo Android mantenendo le chat già in archivio.

Trasferire l'account di Signal a un nuovo dispositivo Android

La caratteristica è stata scovata nella versione 5.5.0 beta dell'app, all'interno delle impostazioni. Sfrutta la connessione WiFi Direct per la trasmissione dei dati in modo sicuro, senza costringere gli utenti a procedure complesse come fatto invece fino a oggi. Una volta terminata la fase di test sarà messa a disposizione di tutti. Di seguito gli screenshot condivisi dalla redazione del sito TestingCatalog.

La funzionalità di Signal per trasferire l'account a un nuovo dispositivo Android

Signal registra un altro blocco in Cina

Non è l'unica notizia che oggi riguarda Signal: c'è da riportare anche un blocco in Cina segnalato da chi si trova nel territorio. L'unico modo per farla funzionare sembra quello che passa dall'uso di una VPN. È già accaduto in passato. L'app risulta regolarmente disponibile per il download dall'App Store ufficiale di Apple, ma non consente l'invio né la ricezione dei messaggi. Nessun problema registrato invece a Hong Kong. Dalle autorità locali né dal team di sviluppo non sono giunte dichiarazioni in merito.

Lanciato nel 2014, il servizio è particolarmente apprezzato dai suoi utenti per l'attenzione riposta sul fronte privacy. Il progetto è open source. Oltre che sotto forma di applicazioni mobile è disponibile anche su Windows, macOS e Linux con client desktop dedicati.

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