Singapore: 3 mesi per un blogger USA

Usa toni troppo enfatici sulle sue pagine. Ora avrà modo di pentirsene
Usa toni troppo enfatici sulle sue pagine. Ora avrà modo di pentirsene

Le mai tenere autorità di Singapore non hanno voluto smentire la propria fama e, nel giudicare un blogger di origini statunitense, hanno scelto di ricorrere alla pena del carcere per insegnargli cosa significa la diffamazione online sull’isola.

Golapan Nair aveva seguito da vicino un procedimento giudiziario in cui il padre della patria Lee Kuan Yew e il figlio, oggi primo ministro, accusavano di diffamazione un partito di opposizione. Nair aveva scritto che il magistrato che ha presieduto il caso, la giudice Belinda Ang Saw Ean “ha prostituito se stessa nel corso dell’intero dibattimento dimostrandosi niente più che un dipendente del signor Lee Kuan Yew e di suo figlio, ubbidiente ai loro ordini”.

Parole che il magistrato ha letto sul blog di Nair e non ha affatto gradito, decidendo così di denunciarlo per diffamazione a mezzo Internet. Un caso che aveva sollevato un’attenzione internazionale.

Ora, come conferma un magistrato della Corte Suprema dell’isola, la sentenza è arrivata. Domenica Nair sarà accompagnato in carcere, dopo alcuni giorni che gli sono stati concessi per “sistemare le sue cose”. Lo stesso Nair sostiene che il linguaggio utilizzato avrebbe potuto essere più moderato ma fa notare come il carcere sia una misura esagerata: “Non ho ucciso nessuno, ho solo scritto su un blog”.

Secondo il giudice che lo ha giudicato, con le sue parole Nair non ha solo diffamato il magistrato del precedente procedimento ma l’intera magistratura locale.

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18 09 2008
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