Singapore, una licenza per l'informazione online

Tutti quei siti con più di 50mila utenti unici al mese dovranno richiedere l'autorizzazione del governo per continuare con le pubblicazioni digitali. Gli attiviti insorgono per la tutela della libertà d'informazione
Tutti quei siti con più di 50mila utenti unici al mese dovranno richiedere l'autorizzazione del governo per continuare con le pubblicazioni digitali. Gli attiviti insorgono per la tutela della libertà d'informazione

Nuove regole per i più popolari siti d’informazione sul web asiatico, ratificate dal governo di Singapore con l’introduzione di una licenza annuale rilasciata su specifica autorizzazione dell’autorità locale per lo sviluppo dei media. Per continuare con le pubblicazioni digitali, tutte quelle piattaforme con un totale non inferiore ai 50mila visitatori unici al mese saranno obbligate a richiedere il permesso da parte del governo.

In aggiunta , tutti i siti autorizzati dall’authority asiatica dovranno assicurare la tempestiva rimozione di quei contenuti ritenuti pericolosi per “l’armonia razziale e religiosa”, a non più di 24 ore dall’eventuale segnalazione da parte delle autorità competenti. I vertici della stessa Media Development Authority (MDA) potranno stabilire delle salate sanzioni pecuniarie nei confronti di quei siti d’informazione che si dimostreranno negligenti.

In vigore da pochi giorni, il nuovo pacchetto di regole sull’informazione digitale ha scatenato vibranti proteste tra gli attivisti di Human Rights Watch (HRW), che hanno chiesto al governo locale di cestinarlo al più presto. Il sistema delle licenze per operare online rappresenterebbe una gravissima minaccia alle principali libertà dei netizen, in particolare di quei lettori a caccia di fonti alternative, dal momento che le principali testate nazionali sono considerate come dei megafoni per l’establishment al potere. ( M.V. )

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11 06 2013
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