Nessun estraneo ascolterà più cosa dici a Siri

La mela morsicata annuncia l'interruzione del programma che fino ad oggi ha messo le registrazioni effettuate da Siri nelle mani di soggetti terzi.
La mela morsicata annuncia l'interruzione del programma che fino ad oggi ha messo le registrazioni effettuate da Siri nelle mani di soggetti terzi.

Così come avviene con l’Assistente Google, anche le conversazioni tra l’utente e Siri non rimangono una questione del tutto privata: un’indagine condotta da Alex Hern del Guardian ha svelato nei giorni scorsi che alcune delle clip catturate dall’IA di Apple vengono ascoltate da terzi. Una pratica attuata dal gruppo di Cupertino con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio offerto, identificando quando le registrazioni vengono avviate per sbaglio.

Siri Grading: stop al programma

Il programma in questione è stato battezzato internamente Grading (“Classificazione”) ed è portato avanti da aziende esterne che ricevono i file audio da analizzare, fornendo di ritorno un feedback utile per ottimizzare il comportamento degli algoritmi. Legittimi i dubbi insorti in fatto di privacy: anche se le conversazioni sono rese anonime, capita talvolta che includano informazioni riservate o che portino con sé momenti di vita privata e intima, soprattutto se il microfono viene attivato per sbaglio pronunciando qualcosa di simile a “Hey Siri”.

Oggi la società di Tim Cook fa sapere di aver deciso per l’immediata interruzione del programma, in tutto il mondo. Questo il breve comunicato affidato dalla mela morsicata alla redazione del sito TechCrunch.

Siamo impegnati per offrire una grande esperienza con Siri, proteggendo la privacy degli utenti. Mentre continuiamo a condurre una revisione approfondita, sospendiamo Siri Grading a livello globale. In aggiunta, come parte di un futuro aggiornamento software, gli utenti avranno modo di scegliere se partecipare a Grading.

L'assistente virtuale Siri di Apple sullo smart speaker HomePod

Come scritto, più avanti verrà dunque distribuito un aggiornamento software che consentirà all’utente di scegliere se partecipare all’iniziativa o meno: basterà agire su una singola impostazione per evitare che le proprie interazioni con Siri, volontarie o meno, possano essere ascoltate da terzi.

Matthew Panzarino di TechCrunch, firma dell’articolo che oggi rende nota la novità, ha spulciato tutti i termini di servizio accettati quando si sceglie di affidarsi all’assistente virtuale di Cupertino, senza trovare alcun riferimento diretto alla pratica, ma solo in generale a non meglio precisate analisi messe in campo al fine di migliorare continuamente la tecnologia.

Fonte: TechCrunch
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