Siti blasfemi, Cappato risponde a Don Mazzi

L'esponente radicale conferma la disponibilità ad ospitare i siti sequestrati
L'esponente radicale conferma la disponibilità ad ospitare i siti sequestrati


Roma – Non si placano le polemiche politiche sulla vicenda del sequestro di siti italiani contenenti, fin dalla URL, terminologie considerate blasfeme e per questo sottoposti a sequestro. Una questione che ha sollevato molto rumore anche per le osservazioni di Don Mazzi sull’iniziativa dei radicali, da subito pronti ad ospitare sui propri server i contenuti censurati.

Don Mazzi aveva parlato di “popolino della bestemmia” e definito “particolarmente vergognosa” l’inizativa radicale.

A Don Mazzi ha risposto oggi l’europarlamentare radicale Marco Cappato su L’Opinione, affermando che “un principio illuminista voltairiano prescrive di dare la vita per garantire la libertà di espressione innanzitutto al nostro nemico, all’eretico, al blasfemo. Certo, deve restare ferma la possibilità per lo Stato di intervenire contro l’espressione che direttamente provoca violenza attraverso la diffamazione o l’istigazione. Ma l’offesa alla divinità – a qualsiasi divinità – non è violenza contro le persone, cioè contro coloro che la legge è chiamata a tutelare. Le nostre rispettive culture e il nostro buono o cattivo gusto ci forniscono gli strumenti per esprimere un giudizio sulle bestemmie e chi le pronuncia, ma lo Stato di diritto democratico e laico deve occuparsi d’altro”.

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25 07 2002
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