Siti, solo uno su quattro guadagna qualcosa

Uno studio mette in evidenza ciò che sta emergendo da qualche tempo in modo dirompente: solo un sito su quattro riesce ad incassare più di quanto spende. E questo vale per tutto ciò che è editoria online. Brividi


New York (USA) – Sono davvero pochi i siti Internet americani che riescono a far entrare in cassa più denari di quanti ne vengono spesi. Secondo una ricerca di ActiveMedia Research, solo il 25 per cento dei siti ottiene dei profitti. Si tratta di dati che riguardano gli USA e dunque riflettono le tendenze del più maturo dei “mercati Internet”.

Gli esperti dell’osservatorio di rilevazione hanno preso in esame l’intero spettro delle attività editoriali online, da quelle basate sulle fornitura di informazione ai media distribuiti via Internet, ai portali e via dicendo. Il risultato è piuttosto sconfortante, sebbene il 29 per cento di questi siti ritenga di poter iniziare a guadagnare qualcosa entro un anno…

Di interesse anche il fatto che il 52 per cento del fatturato di queste attività derivi dalla pubblicità contro il 46 per cento derivante dalla vendita di prodotti o servizi. Secondo ActivMedia: “La metà dei siti che offrono contenuti editoriali su Web sono ben radicati sulla Rete. Questi siti sono molto attivi e ricevono moltissime visite se paragonati ad altri siti”.

Il problema per tutti, sembrano suggerire gli esperti, è il duro lavoro che richiede il continuo aggiornamento dei contenuti: “Un terzo di questi siti sviluppa contenuti quotidianamente e un altro terzo lo fa settimanalmente, molto più di altri generi di business elettronici”.

Segnale positivo quello per i siti “storici”: il 42 per cento dei siti che sono online da più di tre anni ha già superato la boa della redditività ed è in positivo.

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  • Anonimo scrive:
    il mio punto di vista dalla Cina
    Se puo' essere utile questo e' il mio punto di vista, abito a Shanghai da un anno e mi sento abbastanza dentro la cosa.Effettivamente uno dei piu' grossi problemi per il governo cinese e' il mancato rispetto del copyright che avviene a tutti i livelli, dalla vendita pubblica, palese, alla luce del giorno di CD di musica occidentale e locale copiati e di VCD con film appena usciti fino al file sharing. Questo e' molto "imbarazzante" in vista di un entrata nel WTO e quindi il governo e' chiamato a prendere una posizione ufficiale di non tolleranza. Di fatto l'accesso a Internet e' molto piu' diffuso di quello che si pensi, sopratutto tra i giovani. Io mi collego a internet pagando solo la telefonata urbana (molto economica) e senza essermi dovuto registrare fornendo i miei dati ad alcuno. tutti gli utenti usano la stessa password e stessa userid, quindi il controlla di cosa facciano i singoli utenti diventa molto blando. Tutti i siti sono accessibili e con napster o winmx e' possibile scaricare tutta la musica che si vuole (il governo cinese non puo' esercitare nessun controllo su server che si trovano al di fuori del suo territorio). Il caso dei siti con cataloghi sterminati di MP3 e' diverso. Netease e' uno dei maggiori portal e ISP cinese, cosa succederebbe in Italia se Tiscali mettesse sul proprio portale un database di 10000 titoli di musica italiana direttamente scaricabile?! O se questo lo facesse Virgilio? Non si tratta di guerra ai siti underground, questi ci saranno sempre in Italia, in Cina e in tutto il mondo! Il governo cinese ha solo deciso ufficialmente di non tollerare piu' che questo scambio di file avvenga cosi' alla Luce del Sole su dei portali a livello nazionale. Tra l'altro Questo non e' file sharing (chi lo potra' mai fermare?) ma qualcosa di illegale che veniva commesso troppo apertamente. E adesso torno a scaricare musica con Winmx.Buona giornata a tutti!
  • Anonimo scrive:
    domanda ai veterani
    Salve gente.Se io apro un sito in USA, sono Statunitense, nato in USA; prendo 3 collaboratori che sanno il Cinese / Giapponese / Coreano / Taiwanese (cazzo che gente che conosco io eh!) che mi seguano per i contenuti, la lingua ecc.E poi metto in piedi una cosa che non sta bene alla Cina...La cina che mi può fare?Io faccio.Poi i Cinesi vari si servono del mio sito.A parte attacchi di hacking (da quali comunque mi posso difendere con la mia perizia... facciamo finta) ... che possono fare?
  • Anonimo scrive:
    viva il "comunismo"
    A quando l'iscrizione della Rosen al partito Maoista?
    • Anonimo scrive:
      Re: viva il
      a parte questo della Rosen... che non mi sembra c'entri... "- Scritto da: FD
      A quando l'iscrizione della Rosen al partito
      Maoista?" ma il titolo mi ha attizzato:è abbastanza chiaro che il file sharing "condivisione" ... altro non è se non comunismo: mettere in comune, condividere fra tutti.Ebbene... la Cina, dove dovrebbe vigere il comunismo più assoluto... mette avanti reloge che sarabbero da imputare alle peggiori dittature fasciste, di destra, dove di solito sta il ricco, il padrone... il capitalista.Questo me la dice lunga su fascismo e comunismo: sono identici, per la popolazione: il risultato di un estremo è sempre la limitaziione della libertà della massa dei comuni individui, in favore dei pochi oligarchi.Sono sempre stato per la proprietà.Ma dal difendere la mia casa a difendere miliardi di guadagni fatti sulla testa di chi lavora per te... forse mi sa che adesso divento ROSSO ROSSO ROSSO.... pensavo... MA SE IN CINA SONO DIVENTATI COSI' ... ????ANARCHY!
      • Anonimo scrive:
        Re: viva il
        - Scritto da: (A)


        Questo me la dice lunga su fascismo e
        comunismo: sono identici, per la
        popolazione: il risultato di un estremo è
        sempre la limitaziione della libertà della
        massa dei comuni individui, in favore dei
        pochi oligarchi.

        Sono sempre stato per la proprietà.
        Ma dal difendere la mia casa a difendere
        miliardi di guadagni fatti sulla testa di
        chi lavora per te... forse mi sa che adesso
        divento ROSSO ROSSO ROSSO.

        ... pensavo... MA SE IN CINA SONO DIVENTATI
        COSI' ... ????

        ANARCHY!Fra una dittatura fascista e una comunista ci passa in mezzo un mare, quello della democrazia. Che funziona, ti assicuro, a patto che i politici non siano (troppo) corrotti.Perchè andare a cercare sempre soluzioni estreme?
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