SMS da carcere, in Malaysia e Australia

Ci sono paesi in cui chi diffonde certi tipi di SMS rischia grosso. Ed altri in cui SMS con l'incitamento alla violenza producono arresti tout court anche tra i 15enni

Roma – La chiamano rivoluzione della comunicazione, ma non sempre la possibilità di ricorrere all’instant messaging o ai messaggini veloci sui cellulari è priva di conseguenze: come ogni altro strumento di comunicazione può essere usato per i fini più diversi. E ci sono casi in cui, come in Australia, può portare a guai molto seri. Anche quando ad usarlo è un ragazzo.

In particolare le cronache parlano di un 15enne arrestato a Sydney per aver inviato un SMS a due diversi destinatari, un messaggino in cui li invitava a presentarsi in spiaggia “per unirsi ad atti di violenza”.

Il ragazzo, rilasciato dopo il fermo, subirà un processo all’inizio del prossimo anno con l’accusa di “incitamento a delinquere”.

Situazione non del tutto diversa quella in cui si potrebbero trovare i cittadini malesi. Il Governo della Malaysia, fanno sapere i giornali locali, ha stabilito che chi promuove via SMS scontri razziali potrà essere arrestato .

Gli SMS, da lungo tempo strumento per l’opposizione politica in molti paesi, perché consentono di bypassare le censure sui media, ora sono ufficialmente sotto controllo. A dirlo è stato l’ispettore generale della polizia Tan Sri Musa Hassan, che non solo ha dichiarato che vi sono utenti che diffondono il verbo razzista via SMS ma ha anche avvisato: “Abbiamo gli strumenti di intelligence e siamo pronti a stroncare gli abusi”. Gli utenti sono avvisati.

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