SMS liberi? Minaccia nazionale

Pechino lancia una durissima campagna repressiva per controllare il traffico di SMS. Secondo le autorità è lo strumento più usato dalla criminalità per organizzare truffe, spaccio di droga, traffico di esseri umani
Pechino lancia una durissima campagna repressiva per controllare il traffico di SMS. Secondo le autorità è lo strumento più usato dalla criminalità per organizzare truffe, spaccio di droga, traffico di esseri umani


Pechino – Giro di vite sugli SMS, i popolarissimi messaggi di testo inviabili tramite i telefoni cellulari. Il governo centrale della Repubblica Popolare Cinese lancia l’allarme: “I rischi legati all’abuso di questo sistema di comunicazione”, dichiarano i funzionari del Ministero degli Interni, “rappresentano una grave minaccia all’ordine sociale della nazione”.

La situazione, secondo l’agenzia statale Xinhua , è totalmente fuori controllo. Non solo messaggini , sottolinea il Giornale del Popolo , quotidiano del partito comunista. Al momento esisterebbero centinaia di organizzazioni malavitose, probabilmente sotto il controllo delle mafie locali, le cosiddette triadi , che sfruttano la pervasività dei telefoni cellulari per macchinare qualsiasi tipo di crimine.

Gli SMS verrebbero utilizzati per un ventaglio sicuramente non desiderabile di attività commerciali illecite: dalla prostituzione alla vendita di droga, dal commercio di armi fino all’ingaggio di sicari prezzolati. Il tragico risvolto negativo di un boom tecnologico senza precedenti nella storia dell’umanità, quantificato in gravi perdite economiche per la popolazione, bersagliata come mai prima da truffe e frodi che viaggiano via etere.

Il ciclopico mercato telefonico cinese, forte di 330 milioni di abbonati destinati a crescere vertiginosamente nei prossimi anni, genera un traffico di SMS pari a circa 220 miliardi di messaggi all’anno . Proporzioni enormi, difficilmente controllabili persino per la gigantesca macchina burocratica della Cina comunista. Tuttavia Pechino non demorde: le autorità, a partire dai prossimi mesi, intensificheranno i controlli sulle comunicazioni grazie a sofisticati apparecchi per il monitoraggio e la censura preventiva di contenuti sospetti.

“Stiamo per iniziare una durissima battaglia contro gli SMS illegali”, dichiarano i poliziotti del reparto anticriminalità telematica di Shanghai. Il giro di vite, ormai annunciato da tempo , avrà ripercussioni su tutta la nazione e si prevede porterà ad almeno 20mila arresti. Le forze dell’ordine cinesi ribadiscono che il problema colpisce soprattutto i più giovani, travolti dall’inarrestabile diffusione della telefonia mobile.

Qualche esempio? China Youth Connection , un portale dedicato ai giovani cinesi, sostiene che attualmente la truffa più in voga è rappresentata da un cosiddetto “squillo”: l’utente ignaro pensa che si tratti di una chiamata perduta e richiama il numero rimasto impresso nella memoria del telefonino. Al momento della risposta, la vittima subisce un addebito di circa 50 euro senza alcun motivo apparente.

“Cittadini ed istituzioni devono collaborare per porre fine a questa piaga”, si legge sul Quotidiano del Popolo , l’organo stampa del Partito Comunista Cinese. Tuttavia alcuni osservatori internazionali, capeggiati dall’associazione Reporters Sans Frontieres , sostengono che si tratta dell’ennesimo tentativo di controllo totale dell’informazione mascherato da necessità sociale. Non sarebbe la prima volta.

Tommaso Lombardi

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02 11 2005
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