SMS? Strumento di coinvolgimento di massa

Amber Alerts anche via cellulare: gli americani potranno partecipare attivamente alla ricerca di bambini rapiti e scomparsi. Ecco come funziona


Roma – Nuovo passo avanti verso l’uso del cellulare come strumento d’emergenza. Molti operatori americani hanno infatti deciso di varare un sistema di coinvolgimento via SMS pensato per contribuire alle ricerche di bambini scomparsi o rapiti.

L’idea delle Ambert Alerts , come vengono chiamate questo genere di comunicazioni, è quella di spingere alla partecipazione il maggior numero possibile di utenti: avvertiti via SMS potrebbero all’occorrenza moltiplicare potenzialmente per milioni di volte gli “occhi” impegnati nella ricerca dei minori nei casi stabiliti dalla polizia.

A differenza di quanto accaduto in precedenza, anche qui da noi, i messaggini di emergenza non verranno sparati dagli operatori sui cellulari senza nessun preavviso: raggiungeranno infatti soltanto quegli utenti che si saranno registrati al servizio.

L’iniziativa è rilevante non solo perché traccia una nuova via nell’uso del cellulare, strumento diffusissimo in tutti i paesi più ricchi, ma anche perché vi partecipano tutti i maggiori operatori di rete mobile, e questo potrebbe spingere ad optare per la registrazione un grandissimo numero di persone.

Il nome di questi allarmi, “Amber”, deriva dal tristissimo caso di Amber Hagerman , una bambina che alla fine del secolo scorso fu rapita e poi fu trovata uccisa. Ed è di grande interesse il fatto che queste Alert, fino ad oggi diffuse solo via email, secondo la polizia hanno già contribuito al ritrovamento di almeno 200 bambini.

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  • Anonimo scrive:
    Si c'è un rischio me lo detto .....
    Si c'è un rischio me lo detto mio cuggino! :D :D :D :D :D :D
  • Anonimo scrive:
    Siete cavie
    I risultati degli studi a lungo termine sulla dannosita' dei cellulari -gli unici da tenere in considerazione- ci saranno tra un paio di decenni (se non non sarebbero a lungo termine :p )
    • Anonimo scrive:
      Re: Siete cavie
      - Scritto da: Anonimo
      I risultati degli studi a lungo termine sulla
      dannosita' dei cellulari -gli unici da tenere in
      considerazione- ci saranno tra un paio di decenni
      (se non non sarebbero a lungo termine :p )Nel lungo termine saremo tutti morti. (Keynes)
  • Anonimo scrive:
    ma per favore...
    ma dai certe volte p.i. esagera... sono ben altre le cose cancerogene porca vacca che mi tocca sentire.. e leggere :@
  • Anonimo scrive:
    Rumore statistico?
    L' incidenza di neoplasie cerebrali in Europe è di 12 casi su 100000 abitanti per anno. Dato che questa ricerca è durata circa dieci anni (e quindi l'incidenza media è di 1.2 su 1000), in ciascuno dei due gruppi da millecinquecento persone dovrebbero esserci stati 1.8 casi. Per dire che in uno dei due gruppi i rischi sono triplicati, dovrebbero avere assistito a 5.4 casi, quindi al più quattro casi in più. Onestamente mi sembra un po' poco per trarre qualsiasi conclusione.
  • Anonimo scrive:
    Uhm... ma qui il dubbio dov'e`?
    L'ipotesi avanzata dagli scienziati per spiegare questo strano nesso è che i telefonini degli utenti extraurbani sparerebbero emissioni fino a 10 volte più potenti per rimanere in contatto con le stazioni base, solitamente dislocate nei centri abitati. Una spiegazione immediatamente respinta da un radiologo britannico, Michael Clark. L'esperto ha sostenuto sul New Scientist che si tratta di studi inconcludenti. Come mai c'e` scritto "sparerebbero"?Ora, io un rilevatore di intensita` per i campi magnetici non ce l'ho, ma immagino sia abbastanza facile da trovare per un ricercatore, e misurarli. O li "sparano" 10 volte piu` forti, o non li sparano. Che significa il condizionale? Che e` uno studio a tavolino o che i risultati delle verifiche sono incerti? E come potrebbero essere incerti, data l'esistenza di precisi strumenti di misura?Mah...
    • Anonimo scrive:
      Re: Uhm... ma qui il dubbio dov'e`?
      e poi:i telefonini degli utenti extraurbani sparerebbero emissioni fino a 10 volte più potenti cioè? Gli utenti extraurbani hanno telefonini diversi dagli utenti urbani? O il telefonino, una volta andato in campagna, si trasforma in un mostro 10 volte più potente??
      • Anonimo scrive:
        Re: Uhm... ma qui il dubbio dov'e`?
        Be', non lo so, pero` mi viene in mente che almeno quello possa essere plausibile perche` in campagna i ripetitori sono piu` distanti fra loro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Uhm... ma qui il dubbio dov'e`?

        O il telefonino, una
        volta andato in campagna, si trasforma in un
        mostro 10 volte più potente??proprio cosi, le distanze telefonino-ripetitore in campagna sono maggiori, per cui il sistema di autoregolazione del segnale emesso lo imposta ad una potenza maggiore per poter sopperire alle distanze maggiori.
  • Anonimo scrive:
    gia' visto
    che dire, questa notizia fa' saltare alla mente un sacco di cosa gia' lette/viste:1) che il rischio oncologico sia (paradossalmente) maggiore nelle zone rurali piuttosto che in citta' e questo in genere, non solo per le patologie per cui e' sospettato il cellulare2) il fatto che chi ha fatto lo studio sia prudente nell'esporlo oltre il limite della ragionevolezza3) che i detrattori dello studio scrivano da riviste per nulla blasonate (vedi la clamorosa E.T. bufala del New Scientist con l'intervista "aggiustata" al responsabile del progetto SETI)
  • Anonimo scrive:
    Ho appena scoperto che il DECT
    e' dannoso come il cellulare, anzi peggio...la tecnologia e' basata sul TDMA (Time Division Multiple Access), cioe' ogni telefono ha una "fetta" di tempo, una su 24, in cui trasmette. E la potenza e' 250mW.Cioe' 100 volte al secondo passa da 0 a 250mW... pulsante...e invece le fabbriche nelle specifiche tecniche scrivono la potenza MEDIA di 10mW, per far vedere che e' poco...Una tecnologia piu' demente di quella non c'e'....
  • Anonimo scrive:
    Ed i processori dei notebook?
    Fatevi fare una misura sopra la tastiera del notebook dove risiede il processore, troverete svariate decine di V/m (l'unità di misura del campo elettrico usata anche per i cellulari) molto maggiore di un cellulare e con frequenze simili (900/1800/2100-2400 Mhz).Per di più ci state sopra per molto più tempo.Bye:|
    • dilbert68 scrive:
      Re: Ed i processori dei notebook?
      Fatto... ho usato una sonda "Trifield Meter" con sensore a 3 assi.Sì c'è una zona dove si riscontra 1 mW/cm^2 in banda microwave (il che è veramente TANTO) però spostandosi di qualche cm il campo riscontrato è quasi nullo; praticamente non ne arriva neanche sulla punta delle dita.Bè magari a me va bene perchè sul mio notebook il processore non è cmq montato sotto la tastiera, magari su altri notebook invece sì, comunque dubito che possano arrivare emissioni significative al livello della testa. Certo, se ci si addormenta stremati dal lavoro cadendo con la testa sulla tastiera allora qualche pericolo c'è...Scusa ma tu che sonda hai usato? per curiosità, quanto l'hai pagata?- Scritto da: Anonimo
      Fatevi fare una misura sopra la tastiera del
      notebook dove risiede il processore, troverete
      svariate decine di V/m (l'unità di misura del
      campo elettrico usata anche per i cellulari)
      molto maggiore di un cellulare e con frequenze
      simili (900/1800/2100-2400 Mhz).
      Per di più ci state sopra per molto più tempo.

      Bye

      :|
      • Anonimo scrive:
        Re: Ed i processori dei notebook?
        Se poi contiamo che spesso lo si tiene sui "cosi-detti"... :@
      • Anonimo scrive:
        Re: Ed i processori dei notebook?
        io ho usato sonda isotropica (con all'interno tre sensori ortogonali tra loro) della PMM EP300 -Range 0.1-300 V/m e freq. da (0.1-3000 Mhz). Il costo non lo sò di preciso però penso che il lettore vada intorno ai 5-6000 euro e la sonda circa 2000euro. Poi viene tutto tarato presso centro SIT.Il processore era sotto la tastiera e si arrivava a 90-100 V/m (il limite è 6 V/m) a 1cm poi effettivamente allontanandosi anche di pochi cm calava drasticamente.Effettivamente può essere pericoloso soprattutto per ch lo tiene sulle ginocchia (testicoli).Bye- Scritto da: dilbert68

        Fatto... ho usato una sonda "Trifield Meter" con
        sensore a 3 assi.

        Sì c'è una zona dove si riscontra 1 mW/cm^2 in
        banda microwave (il che è veramente TANTO) però
        spostandosi di qualche cm il campo riscontrato è
        quasi nullo; praticamente non ne arriva neanche
        sulla punta delle dita.

        Bè magari a me va bene perchè sul mio notebook il
        processore non è cmq montato sotto la tastiera,
        magari su altri notebook invece sì, comunque
        dubito che possano arrivare emissioni
        significative al livello della testa. Certo, se
        ci si addormenta stremati dal lavoro cadendo con
        la testa sulla tastiera allora qualche pericolo
        c'è...

        Scusa ma tu che sonda hai usato? per curiosità,
        quanto l'hai pagata?


        - Scritto da: Anonimo

        Fatevi fare una misura sopra la tastiera del

        notebook dove risiede il processore, troverete

        svariate decine di V/m (l'unità di misura del

        campo elettrico usata anche per i cellulari)

        molto maggiore di un cellulare e con frequenze

        simili (900/1800/2100-2400 Mhz).

        Per di più ci state sopra per molto più tempo.



        Bye



        :|
        • Anonimo scrive:
          Re: Ed i processori dei notebook?

          Il processore era sotto la tastiera e si arrivava
          a 90-100 V/m (il limite è 6 V/m) a 1cm poi
          effettivamente allontanandosi anche di pochi cm
          calava drasticamente.poi siamo sicuri che lo strumento sia adatto a misurare un campo che varia così rapidamente nello spazio perché quelle distanze sono tali che pure dentro la sonda si ha un gradiente
    • Anonimo scrive:
      Re: Ed i processori dei notebook?
      Ma fino a quando non si sa che effetti hanno sul corpo umano è difficile interpretare questi valori del Campo elettromagnetico. Anche perché quello che conta è la differenza nel tempo e nello spazio del campo (o del potenziale).Se il campo fosse anche molto più intenso, ma non scemasserapidamente ma esattamente al contrario fosse costante per lunghe distanze e fosse statico nel tempo non produrrebbe effetti sl corpo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ed i processori dei notebook?
        Visto che siete così esperti, posso fare una domanda ? Ho un PC fisso con processore PIV 3200 sul tavolo ad altezza della testa (se sto seduto correttamente). Il pc (e quindi il processore) è a circa un metro. Possono esserci emissioni significative o siamo davvero a zero? Grazie
        • Anonimo scrive:
          Re: Ed i processori dei notebook?
          Sono valori bassissimi già a qualche decina di cmCiao- Scritto da: Anonimo
          Visto che siete così esperti, posso fare una
          domanda ? Ho un PC fisso con processore PIV 3200
          sul tavolo ad altezza della testa (se sto seduto
          correttamente). Il pc (e quindi il processore) è
          a circa un metro. Possono esserci emissioni
          significative o siamo davvero a zero? Grazie
          • Anonimo scrive:
            Re: Ed i processori dei notebook?
            - Scritto da: Anonimo
            Sono valori bassissimi già a qualche decina di cm
            Ciaotra l'altro il desktop di solito è in una scatola di metallo che scherma pure di più
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