Snowden, uomo di copertina in Europa

Il responsabile delle rivelazioni del Datagate incontra il Consiglio d'Europa con un collegamento dalla Russia, e appare su Vanity Fair

Roma – L’ex dipendente dell’NSA Edward Snowden, nella lista nera degli Stati Uniti perché ha trafugato al suo ex datore di lavoro i documenti riservati che hanno dato il via allo scandalo delle intercettazioni illecite di massa conosciuto con il nome datagate , ha testimoniato presso il Consiglio d’Europa sulle operazioni di spionaggio condotte in Europa dai servizi segreti a stelle e strisce.

L’assemblea parlamentare dell’organizzazione internazionale con sede a Strasburgo ha sentito la spia fuggita in Russia per far luce sul programma di intelligence della National Security Agency . Insieme a lui, è stato ascoltato anche l’ex vertice dei servizi segreti tedeschi Hansjörg Geiger e l’esperto legale Douwe Korff.

Snowden, che nel frattempo ha ricevuto con la giornalista Laura Poitras un premio dedicato al racconto della verità, ha parlato dalla Russia e ha dichiarato di non avere nessuna antipatia per il Governo degli Stati Uniti ed, anzi, ha agito per contribuire al suo miglioramento. Ha inoltre respinto le accuse dell’NSA secondo cui non avrebbe fatto ricorso ai canali legali di segnalazione per far sentire la sua voce. Come dice invece anche a Vanity Fair lo stesso Snowden, si era prima rivolto anche ai legali della NSA.

Snowden ha poi riassunto ai Ministri europei le rivelazioni portate all’attenzione dell’opinione pubblica in questi ultimi mesi, in particolare ha ribadito che sotto la lente delle spie statunitensi sono finiti anche gli operatori di Amnesty International e di altre organizzazioni che vigilano sui diritti umani. Ha spiegato anche che al momento l’NSA ha incredibili capacità di intercettare e seguire intere popolazioni di persone accomunate da un tratto specifico.

L’ex spia, inoltre, ha rivolto una domanda all’Europa: si chiede se sia pronta ad impegnarsi nella lotta alla sorveglianza illegale, settore in cui sono necessari cambiamenti anche strutturali, in particolare attraverso l’utilizzo più generico della crittografia.

Claudio Tamburrino

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