Sony accelera sui Blu-ray da 50 GB

Il colosso giapponese sta introducendo sul mercato milioni di dischi Blu-ray da 50 GB, una quantità che presto farà scendere i prezzi dei supporti a singolo strato. Nel frattempo, si lavora ai dischi da 200 GB

Tokyo – Sony si è detta pronta ad innondare il mercato di dischi Blu-ray (BD) da 50 GB (doppio layer), e per farlo ne ha incrementato il ritmo di produzione a 60.000 unità al giorno. Questo dovrebbe portare a breve anche ad una sensibile riduzione del costo dei media da 25 GB, di cui Sony ha fino ad oggi prodotto tre milioni di esemplari.

I primi film su supporti Blu-ray a doppio strato sono sbarcati sul mercato lo scorso mese . Lo spazio in più fornito può essere sfruttato dalle major per includere filmati extra in alta definizione e aggiungere contenuti interattivi di vario tipo, compresi giochi, musica e pubblicità. Sony, ad esempio, ha inserito nei Blu-ray Video da 50 GB una traccia audio non compressa in formato PCM (Pulse Code Modulation).

Nel frattempo TDK sta lavorando a dischi da 200 GB, ovvero in grado di fornire una capacità otto volte superiore a quella dei supporti BD di prima generazione. L’azienda giapponese ha anche annunciato che, a partire dalla prossima settimana, inizierà la commercializzazione di BD registrabili una sola volta (BD-R) e riscrivibili (BD-RE) da 50 GB. Mentre questi dischi sono composti da due layer (strati) da 25 GB ciascuno, i futuri media da 200 GB conterranno 6 layer da 33 GB.

TDK aveva mostrato un prototipo di BD da 100 GB nel maggio del 2005: il disco conteneva quattro layer e poteva essere scritto ad una velocità sensibilmente maggiore rispetto a quella degli attuali dischi da 25 e 50 GB. Sia Sony che TDK hanno pianificato il lancio dei primi supporti BD-R da 200 GB nel 2007, con tutta probabilità nel corso della seconda metà dell’anno.

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  • architect scrive:
    Che pena
    L'innovazione imbavagliata per la fame di quattrini di qualche associazione che ha voglia di cavillare. Per fortuna che in Europa abbiamo scongiurato il pericolo! :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Che pena
      Sei male informato, con l'EPLA stanno fortemente provando a rendere lecite e rafforzare le pratiche dell'Ufficio Brevetti Europeo, che rilascia migliaia di brevetti software e sui business method. In pratica con l'EPLA l'ufficio brevetti, tanto favorevole ai brevetti software, supererebbe i giudici nazionali... = brevetti software a gogo per tutta l'europa!Vai in fondo alla pagina:www.ffii.orgo leggi:http://heironymouscoward.blogspot.com/2006/10/epla-shuffle.htmle, per farti due risate, guarda che bene che votano alcuni quelli che proclamano di difendere le PMI, ed invece seguono le indicazioni di Confindustria (che è favorevole ai brevetti software):http://mond.at/swpat/epvote20061012.html(sono ok i punteggi sopra lo 0)
    • Anonimo scrive:
      Re: Che pena
      - Scritto da: architect
      L'innovazione imbavagliata per la fame di
      quattrini di qualche associazione che ha voglia
      di cavillare. Per fortuna che in Europa abbiamo
      scongiurato il pericolo!
      :|SCONGIURATO???mi risulta invece che siamo messi molto molto male...abbiamo DRM, TCP, censura di vari siti, legge pisanu, software chiuso dappertutto, formati proprietari nei siti della PA, eccetera eccetera eccetera...
  • outkid scrive:
    Ecco come si difende il diritto d'autore
    ecco come il tanto caro argomento della proprieta' intellettuale viene affrontato dai suoi principali sostenitori:
    A partire dallo scorso anno sono molti i giganti del settore
    informatico - Microsoft, Dell, HP e Intel in prima fila - ad
    essersi mossi compatti contro il brevetto 5.487.069 di CSIRO.Ma e' ovvio, la proprieta' intellettuale, i brevetti, il codice.. ha una dignita' solo se e' il nostro, dove per nostro e' sempre l'azienda che puo' permettersi di dettar legge, quella piu' grande.. e concludo qui, altrimenti: e' carta straccia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco come si difende il diritto d'au
      Guarda che "proprietà intellettuale" è un termine generico che non andrebbe usato, perché genera confusione...Ed infatti tu parli di "diritto d'autore" quando invece si parla di "brevetti", due cose molto diverse.http://www.gnu.org/philosophy/not-ipr.xhtmlo in italiano la traduzionehttp://www.gnu.org/philosophy/not-ipr.it.xhtml
      • Madder scrive:
        Re: Ecco come si difende il diritto d'au
        Hai ragione sulla confusione dei termini. Ma l'idea è corretta. MS minaccia il mondo opensource di fare causa a chi viola i suoi brevetti, e a sua volta si "compatta" con altre società contro un brevetto di una terza società. Qualcuno potrebbe dire che se il brevetto è ormai usato da tutto il mercato, non sia più applicabile (non so come sia andata a finire con i sistemi di compressione mp3, jpg, gif oppure, se non ricordo male, con il file system FAT reclamato da microsoft). http://en.wikipedia.org/wiki/JPEG#Potential_patent_issueshttp://punto-informatico.it/p.aspx?id=1378823&r=PIIn poche parole un brevetto dovrebbe garantire alla società che la sviluppato di rientrare nei costi di ricerca e sviluppo. Ultimamente invece mi sembra che il brevetto si diventato una specie di mannaia da far cadere sulle società con più liquidi quando ormai il mercato non può più fare a meno della tecnologia coperta. Aspetti qualche anno, attacchi una società che probabilmente non ha particolari mezzi per difendersi, vinci la causa e attacchi le società più grosse sulla base della sentenza precedente. Mi sembra chiaro che sia necessaria una revisione del sistema, magari non rendendo tutto di tutti, perchè le società non avrebbero più interesse a finanziare ricerca e sviluppo, ma una via di mezzo potrebbe essere percorribile. madder
        • outkid scrive:
          Re: Ecco come si difende il diritto d'au
          sono protette da proprieta' intellettuali cose banali come le anteprime (thunibal o come diavolo si scrive) nei siti web ed altre cose davvero banali.. cose che qualunque mente umana puo' concepire cmq in maniera autonoma.. invece qua si blocca la ricerca alla prima persona che ci pensa ANZI.. alla prima persona che si reca all'ufficio brevetti..ma dico io.. pensate se avessero brevettato il fuoco.. la ruota.. la carta igenica.. avrebbero chiesto royality a chi nella jungla si pulisce il *sederino* con una foglia perche' il principio di qualcosa di morbido che pulisce quelle zone li e' stato BREVETTATO..il ridicolo e' stato raggiunto ed ampiamente superato..
        • tommylnx scrive:
          Re: Ecco come si difende il diritto d'au
          sono d'accordo il brevetto dovrebbe essere una sorta di finanziamento per i costi di ricerca e sviluppo più un certo guadagno.Si dovrebbe come nell'industria farmaceutica dove i brevetti sono a tempo determinato, tu crei un farmaco per n anni hai l'esclusiva di venderlo, poi, se ha successo, le altre aziende possono copiarlo e fare i cosiddetti farmaci generici, io credo che nell'industria tecnologica potrebbe avere un successo ancora maggiore, in quanto i distributori sono molto più eterogenei rispetto alle anticoncorrenziali farmacie, che guarda caso i farmaci generici non li hanno quasi mai...saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco come si difende il diritto d'au
      chi di brevetto/copyright ferisce di brevetto/copyright perisce...morte ai brevetto/copyright
      • Anonimo scrive:
        Re: Ecco come si difende il diritto d'au
        - Scritto da:
        chi di brevetto/copyright ferisce di
        brevetto/copyright perisce...
        morte ai brevetto/copyrightBhe un minimo di brevettabilità deve rimanere se no un'azienda difficilmente rientrerebbe negli investimenti fatti. Il problema è se il brevetto è veramente valido dovevano farlo presente molto tempo fa e non adesso che siamo già alla terza/quarta generazione del wireless.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ecco come si difende il diritto d'au
          Chiamali fessi... Se gli australiani si fossero fatti vivi prima, le specifiche attuali del Wifi sarebbero molto diverse, proprio per evitare rivalse brevettuali. Mica fessi i canguri! :D
    • Gianluca70 scrive:
      Re: Ecco come si difende il diritto d'au
      Non vedo il motivo della tua stizza, visto che stai parlando di guerre tra pari, il governo austrialiano contro Microsoft, Dell, Hewlett Packard, Intel, Apple and Netgear come riportato da http://www.abc.net.au/news/newsitems/200505/s1370967.htmun anno e mezzo fa, stando alla data dell'articolo.Altro che Davide contro Golia et similia.Stando a quanto riporta l'articolo"We actively encourage the utilisation of the results of research in industry and communities, both nationally and globally, and any royalty income will be reinvested in further research."Ma una organizzazione governativa non riceve gia' sovvenzioni statali per la ricerca?Non dovrebbe essere no profit o quasi?Ma quanto puzza 'sta storia, presentare un brevetto nel 1996 e aspettare sulla riva del fiume che le industrie sviluppino l'HW (coi soldi del CSIRO? non credo proprio) e poi presentare il conto quando il WiFi e' diventato quasi indispensabile...Quasi simile a quella panzana del brevetto sul GIF che avrebbe dovuto fare crollare il web: non mi ricordo se la societa' sia stata battuta o semplicemente acquistata da qualche big per evitare continue rotture di scatole.Ah, nel frattempo sono stati comunque sviluppati altri protocolli di compressione immagini... :) Per finire: Intel, Apple e Netgear le vuoi ignorare, niente male nemmeno loro, non credi?Ma se vuoi continuare a credere alla fola di un Davide contro i Golia, fai pure...
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