Sony: Playstation 3, piccolo supercomputer

Il calcolo distribuito sarà l'ingrediente chiave della futura PS3, una tecnologia con cui Sony conta di creare un piccolo supercomputer da salotto pronto a rivoluzionare l'intero mercato dei videogiochi. Un balzo in avanti


San Jose (USA) – “La legge di Moore è troppo lenta per noi. Non possiamo aspettare 20 anni per avere una Playstation 1.000 volte più veloce dell’attuale”.
È con queste roboanti parole che il chief technical officer di Sony Computer Entertainment, Shin’ichi Okamoto, ha magnetizzato l’attenzione della platea nel corso della Game Developers Conference , importante appuntamento dedicato al mondo dello sviluppo dei videogame.

Okamoto – che ha pronunciato senza troppi pudori quel termine su cui molti nella platea aspettavano succulenti dettagli, cioè “Playstation 3” – ha rivelato che la prossima console del colosso giapponese si avvarrà del calcolo distribuito come motore tecnologico per spingere le prestazioni nei giochi a livelli fino ad oggi impensabili. Un’affermazione che ha colto impreparata la maggiorparte degli osservatori, che hanno però accolto l’annuncio con estremo interesse.

In passato, fornendo qualche timido dettaglio sulla prossima versione della Playstation, Sony aveva già accennato all’obiettivo di rendere la PS3 oltre 1.000 volte più potente di quella attuale.
Fino ad oggi, però, nessuno sospettava che per raggiungere tali traguardi Sony si sarebbe avvalsa del calcolo distribuito. Una tecnologia con cui è possibile ottenere potenze di calcolo persino superiori a quelle del più potente supercomputer al mondo sfruttando la suddivisione del carico elaborativo fra una miriade di computer che lavorano connessi in rete con una struttura di fatto peer-to-peer.

Okamoto si è detto sicuro che il calcolo distribuito potrà far compiere alla prossima Playstation quel salto prestazionale che, al momento, l’hardware non sarebbe mai in grado di farle fare. Un salto con cui Sony sembra intenzionata a rivoluzionare l’intero mercato videoludico e scrollarsi di dosso avversari come Nintendo e Microsoft.

Per raggiungere questo obiettivo Sony si avvarrà della collaborazione di IBM, un colosso che sta sviluppando una propria variante del calcolo distribuito che ha già attratto molto interesse e che è nota come ” grid computing “. Con questa tecnologia Big Blue conta di offrire agli utenti la possibilità di accedere e condividere “on demand” le risorse di elaborazione su Internet basandosi su un’infrastruttura in grado di gestirsi in modo autonomo.

Sebbene Okamoto non abbia fornito dettagli in merito, è facile immaginare che la PS3 potrebbe avvalersi del grid computing per creare un network di calcolo distribuito attraverso cui condividere, fra tutti gli utenti della console, risorse di calcolo, software e giochi on-line. Una rivoluzione destinata a generare molto rumore nell’ambiente.

Stando alle parole di Okamoto, pare che alla base del progetto vi sarà Linux, lo stesso sistema operativo che Sony ha rilasciato sotto forma di kit acquistabile separatamente dagli utenti giapponesi e americani (ma presto anche europei) di PS2.

Guardando ancor più avanti nel futuro, gettando un ponte fantascientifico tra il videogaming di oggi e quello del futuro, lo scienziato di Sony ha affermato che “la Playstation 6 o 7 potrebbe basarsi sulla biotecnologia”.
Console che usciranno in un’epoca che oggi è difficile immaginare, anche solo per prevedere quali generi di giochi potrebbero girare su “console da gioco” potenti quanto migliaia di quei supercomputer oggi impiegati in ambito scientifico, meteorologico e della ricerca.

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  • Anonimo scrive:
    già mi vedo il lettore Nike col baffo ...
    ragazzi!il lettore NIKE ...VI RICORDO CHE LA NIKE E' SOLO UN MARCHIO, RICORDATEVI DI CONTROLLARE CHI-FA-COSA e SE sfrutta la gente!!!!!!!
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