Sony provoca morti precoci?

Una campagna pubblicitaria mette in relazione il gaming con le malattie che colpiscono l'infanzia, elementi connessi da un controller PlayStation. La rivolta dell'industria videoludica

Roma – Un bimbo dallo sguardo vacuo e annoiato, adagiato su un divano, fissa uno schermo fuori campo. Stringe fra le mani, senza entusiasmo alcuno, il controller di una PlayStation. Sopra di lui campeggia un payoff : “rischia una morte precoce, senza fare nulla”. Sony non ci sta .

la campagna Si tratta di una campagna di sensibilizzazione condotta nel Regno Unito: rivolta ai genitori dei piccoli, li invita a scuotere i bimbi, a non abbandonarli di fronte alle console, a stimolarli ad una vita più attiva e salubre per risparmiare loro il rischio di malattie connesse ad uno stile di vita sedentario.

Il controller, nell’immagine sfruttata per la campagna, sembrerebbe incarnare un’infanzia relegata di fronte agli schermi, giornate noiose, una vita poco dinamica e poco salutare. Ma nessuno avrebbe autorizzato l’agenzia che ha prodotto la campagna pubblicitaria a sfruttare il joypad Sony per veicolare il messaggio di responsabilizzazione. Per questo motivo Sony Computer Entertainment Europe starebbe meditando di adire le vie legali: la mancata autorizzazione nell’utilizzo del controller potrebbe consentire a Sony di spezzare l’inferenza con cui la pubblicità mette in relazione il gaming e una morte precoce, e con cui si addossa a PlayStation la responsabilità di affliggere generazioni di giovani.

A mobilitarsi , però, non è solo l’azienda chiamata in causa, ma tutta l’industria videoludica : Sega ha sottolineato l’inadeguatezza del messaggio trasmesso, osservando come “la televisione, la radio, il cinema, l’ascolto di musica, il trascorrere il tempo al computer e giocando comportano ovviamente un certo elemento di partecipazione passiva”. “ma di tutti questi media e queste attività – denuncia SEGA – il gaming è quello che abilità una maggiore potenziale attività di partecipazione”. ( G.B. )

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  • xyz scrive:
    quanto prendono?
    Quanto prende normalmente un investitore? Se investe 1000000 in 5 anni si aspetta almeno 10 volte tanto, ma che % prende sulle varie entrate, o meglio, quanta % della società possiede?
    • Michele G scrive:
      Re: quanto prendono?
      Mah dipende dal "deal" ovvero da quanto si spunta in sede di trattative. Cmq si direme il tutto dando una valutazione all'azienda che è piuttosto gonfiata in modo da far in modo che gli investitori possono prendere una piccola percentuale che di norme è un 20-30-40% almeno per i primi round di finanziamento. Qualora ne occorra qualcuno in più la percentuale in mano agli investitori scende a discvapito di quella in mano ai fondatori.In sostanza ipotizziamo che tu abbia bisogno di 1 milione di dollari, in cambio di 30% per dartelo la valutazione complessiva della società è di 3.3 milioni circa. Il quanto guadagnano dipende da come è andata l'azienda sottostante. Se è andata bene e c'è una exit way: vendita ad altra società o investitori, quotazione, fusione con altre aziende, possono guadagnare "n" volte l'investito a seconda di quanto varrà un domani la società, se nel frattempo ha sviluppato un prodotto o servizio interessante.cmq loro mettono in conto di perderci in 9 casi su 10 come ipotesi negativa massima. Quindi in sostanza un fondo venture (preso nella sua totalità) ha un ritorno in media del 20-30% l'ano se è stato ben gestito. Ma anche qui non sono tutti bravi i venture capitalist... e non sono tutti geni!
      • Michele G scrive:
        Re: quanto prendono?
        Scusate qualche errore... specie l'ultimo...
      • xyz scrive:
        Re: quanto prendono?
        Grazie mille :)Un'altra cosa, cosa ne pensi di un approccio diverso, con più finanziatori. Per esempio, al posto di andare da un singolo venture a chiedere 1 milione di euro, trovare 40 investitori che mettono 25000 per avere es l'1%. In totale il risultato sarebbe lo stesso, un milione in cambio del 40%. (A parte il fatto che è più difficile la gestione con molti più soci). Pregi/difetti di un approccio simile?
        • Gigoachef scrive:
          Re: quanto prendono?
          Il fatto è che "venture capitalist" è una pecetta attaccata a una categoria piuttosto ampia di investitori.In genere, se ne distinguono tre tipologie:- I 'Business Angels' sono investitori individuali. Singoli che hanno un pozzo di quattrini da spendere in proprio. Magari hanno fatto fortuna fondando start-up dalla quale sono usciti (exit) facendo bingo e ora invece di mettere soldi sotto al materasso li reinvestono. Brin & Page, Vinod Khosla ecc. sono alcuni esempi di Angels.- I fondi. I venture capitalist che operano questi fondi non fanno altro che gestire e investire soldi di altri soggetti come banche, fondi pensione, ecc. Ci mettono il loro know-how e prendono una percentuale quando escono dalle aziende del loro portfolio in cui hanno investito.- Gli investitori 'corporate'. In questo caso gli investitori sono grandi aziende, che investono in piccole start-up con la speranza che queste producano innovazioni utili al loro business. Se l'operazione riesce rilevano il resto dell'azienda che diventa di loro proprietà insieme alla proprietà intellettuale.Di norma, tutti questi investitori, oltre a rilevare una quota di equity nell'azienda, 'piazzano' qualche loro uomo nel board dell'azienda a garanzia del loro investimento.
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