Mentre la maggior parte dei servizi di generazione video AI richiede abbonamenti costosi, Microsoft continua a fare qualcosa di insolito, persino per i suoi standard: offrirli gratuitamente. Bing Video Creator, lo strumento che trasforma prompt testuali in video, è stato aggiornato con il modello Sora 2 di OpenAI, una versione nettamente superiore all’originale Sora che lo alimentava dal lancio dello scorso giugno.
Bing Video Creator si aggiorna con Sora 2: video AI più realistici con audio integrato
Sora 2, presentato da OpenAI lo scorso ottobre, garantisce movimenti più dinamici, immagini più ricche, qualità più fotorealistica e soprattutto l’integrazione audio. Con Sora 2, Bing Video Creator permette ora di arricchire i video con effetti sonori, voci e tracce audio, non solo immagini in movimento.
Il modello eccelle nel seguire istruzioni complesse attraverso inquadrature diverse mantenendo la coerenza del mondo rappresentato, e produce risultati notevolmente migliori in stili realistici, cinematografici e anime rispetto alla versione precedente.
We have just rolled out Sora 2 generative video in Bing Video Creator. This updated model captures more dynamic motion, richer visuals, and more photorealistic quality with audio integration, so you can enhance your visual prompts with sound effects, voices, and audio tracks.
We… pic.twitter.com/6ck8zEZnwZ
— Jordi Ribas (@JordiRib1) March 5, 2026
Gratis, ma c’è un “ma”
Tutti gli utenti Bing hanno diritto a 10 generazioni veloci gratuite. Esaurite quelle, si può continuare con generazioni lente illimitate, ma senza costi. Chi vuole generazioni veloci aggiuntive può usare i punti Microsoft Rewards accumulati, con un costo in punti che varia a seconda delle impostazioni video scelte.
Per un servizio che in altri contesti costa 20-50 dollari al mese, è un’offerta generosa. Microsoft sta chiaramente usando Bing Video Creator come vetrina per attirare utenti nell’ecosistema Bing.
Watermark e credenziali C2PA
Capire se un video è stato generato dall’AI o meno è diventato, nella maggior parte dei casi, impossibile senza gli strumenti adeguati. Per questo i video includeranno un watermark visivo e le credenziali C2PA, lo standard internazionale per la certificazione dell’autenticità dei contenuti. Una misura tecnica per un problema che è, prima di tutto, di fiducia.