Sotto l'albero del D-User

di Carlo Filippo Follis (Norisberghen.it) - Sotto l'albero molti non troveranno ciò che può essere usato, perché il D-User non è sempre in cima alle attenzioni dei produttori. Per questo informare il mondo IT è indispensabile

Roma – Questo per Norisberghen.it è il secondo Natale, mentre è il primo per il progetto ” Apple D-User ” nato lo scorso Febbraio. Sotto l’albero del progetto ci siete principalmente voi che avete regalato attenzione ad una iniziativa coraggiosa che ha iniziato a far presa soprattutto sui piccoli sviluppatori che hanno ancora (per fortuna!) fame di nuovi mercati.

È stata scritta molta letteratura che spesso ha evidenziato l’opinione popolare nei confronti di un’idea che mira ad ottenere da prodotti non specifici soluzioni più Usabili ed Accessibili. Accanto ad idee ed apprezzamenti non manca l’opinione di chi vedrebbe meglio una ricerca di soluzioni per il D-User in prodotti specifici: i cosiddetti ausili per Disabili.

Fin quando vi sarà anche solo un D-User, potrà capitare che sotto l’albero manchino pacchetti desiderati perché, comunque, il contenuto non si potrebbe utilizzare. Non vi sarà mai un mondo completamente Accessibile ed Usabile, affermarlo o sognarlo vorrebbe dire costruire una inutile utopia. È però fattibile e doveroso pensare un prodotto da Normaloidi per poi immaginare come, mantenendolo tale, si potrebbe ottimizzarlo per quei Disabili che lo potrebbero usare od usare meglio.

Se il Natale è periodo anche di settimane bianche, viaggi esotici, crociere e comunque un vivere maggiormente godereccio questo stesso diventa impossibilità e rinunce per il D-User. Problemi logistici, carenze affettive come la mancanza di un partner, super costi derivanti dall’onere di un accompagnatore/trice indispensabile per muoversi e molto altro fanno sì che all’impossibile resti solo il possibile.

Il possibile è per l’appunto creare un’idea nuova di progetto e prodotto che coinvolga il D-Consulting perché si continuino a realizzare prodotti sempre più belli ed affascinati per utilità e design, ma anche grazie a competenze che il miglior e più pagato ingegnere non può nemmeno immaginare, perché non vive le necessità del D-User.

Il miglior dono sotto l’albero sarà il vostro supporto per una nuova cultura del progetto, un’esigenza che è di tutti e non solo del D-User

Bene, mi accorgo ora che questo articolo potrebbe anche essere una letterina a Babbo Natale. E così sia! In fin dei conti alla base di un nuovo pensiero c’è sempre un sogno…

Per chi le festeggia Buone Feste!
A tutti gli altri un caro saluto!

Carlo Filippo Follis
Norisberghen.it – Progetto ” Apple D-User

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  • Giancarlo D'Antoni scrive:
    Basta guardare Italia.it
    Bel testo, bell'articolo, tutto giusto... Poi lo scontro con la dura realtà, fatta di appalti dati ad amici e parenti, personaggi di infima conoscenza tecnica messi a capo di progetti complessi di cui non riescono neanche a capire da che parte si legge un gantt.Basta pensare allo scandalo di italia.it, il sito da 100 milioni di che chiunque avrebbe potuto realizzare con budget 100 volte inferiori e stare comunque largo.Basta pensare alla scarsa, per non dire nulla, innovazione tecnologica dei grandi driver di mercato italiani. Nessuno che investe in WiMax, aggiornamento delle reti IPv6 e così via...I professionisti IT in Italia esistono ed hanno un grado di eccellenza quanto meno uguale ai loro colleghi europei ed americani ma, salvo rarissime eccezioni, non hanno mezzi a disposizione e nessuno che investe su di loro.L'inversione di tendenza non deve venire dal governo, o dalle istituzioni in genere, ma dal privato che preferisce abbassare i prezzi per ridurre il proprio budget IT, invece di richiedere alti livelli di servizio e professionali, obbligando, se necessario, i propri fornitori ad una formazione costante e continua.A quando una inversione di tendenza?
  • sbirulengi scrive:
    micro-impresa per micro-mercato
    scusate, ma in una situazione di monopolio del mercato, di standardizzazione delle tecnologie, di grandi fusioni tra gruppi industriali, di inesistenza di riferimenti geografici, di clienti che vogliono premere invio e vedere tutto funzionare perfettamente, come fa una micro-impresa di 10 persone ad essere ambiziosa e provare ad uscire dal suo micro-mercato provinciale?Io non ho la soluzione del problema e nemmeno provo a proporne una. Fatto sta che mi sembra veramente banale ed "italiano" dare sempre la colpa ad una politica che non incentiva l'innovazione, al sindacato che tutela solo se stesso, all'inutilità di consorziarsi, e bla bla bla. Nel settore dell'IT sono solo due le cose che hanno sempre funzionato: lo sviluppo di applicazioni banali che piacciono molto e che richiamano molti utenti (facebook) oppure un grandi gruppi che hanno la capacità per innovarsi e crescere (google). Per il cliente tecnologie gratuite finanziate dalla pubblicità. Tutto il resto, sono micro-imprese che sviluppano CMS per il mercato provinciale ...Il mercato dell'IT non è come quello artigianale. Dal calzolaio, per comodità, vai sotto casa e lui si fa il suo giro di clienti del quartire, senza bisogno di innovarsi, di investire in R&D, analisi dei competitor, benchmark, marketing, etc.A me invece sembra che il modello dell'azienda IT italiana ricalchi proprio il modello del calzolaio... i clienti sono quelli locali e i programmatori lavorano con zelo e costanza su un prodotto "artigianale". Il risultato, un prodotto eccellente, per un micro-mercato provinciale.
    • max59 scrive:
      Re: micro-impresa per micro-mercato
      - Scritto da: sbirulengi
      A me invece sembra che il modello dell'azienda IT
      italiana ricalchi proprio il modello del
      calzolaio... i clienti sono quelli locali e i
      programmatori lavorano con zelo e costanza su un
      prodotto "artigianale". Il risultato, un prodotto
      eccellente, per un micro-mercato provinciale.internet dovrebbe servire a trovare sia soci sia clienti al di fuori dell'ambito locale, solo che bisognerebbe vedere non solo il vantaggio immediato...
  • Fabrizio P. scrive:
    eccellenza media
    Eccellenza media?!L'autore deve proprio essere un IT di successo..
  • perplesso scrive:
    IT?
    Ma IT a casa mia significa "Information Technology"... se quindi espandiamo la sigla nell'articolo di Cubasia ottienamo.... frasi senza senso! IT non è una persona/lavoratore, IT è un CAMPO di lavoro. "Lavoro nell'IT", "lavoro nella chimica", "lavoro nella metallurgia". Queste sono frasi accettabili.Ha senso la frase "Una metallurgia vincente sa che avere un ottimo prodotto è solo una parte del proprio Business"? La risposta è: no.Cubasia, prima di pubblicare articoli in giro, ripassa un po' l'italiano e gli inglesismi, grazie.
    • Enrico Leorato scrive:
      Re: IT?
      mamma mia ... apri un po' la tua mente; tante volte per riuscire a comprendere al meglio un testo non basta solo tradurre alla lettera quello che leggi , a mio avviso l'articolo è costruito molto bene e lascia dei buonissimi spunti per far riflettere sull'importanza di questo nuovo settore che purtroppo in italia rimane ancora poco considerato e diffuso.
      • Alle ortiche scrive:
        Re: IT?
        - Scritto da: Enrico Leorato
        mamma mia ... apri un po' la tua mente; tante
        volte per riuscire a comprendere al meglio un
        testo non basta solo tradurre alla lettera quello
        che leggi , a mio avviso l'articolo è costruito
        molto bene e lascia dei buonissimi spunti per far
        riflettere sull'importanza di questo nuovo
        settore che purtroppo in italia rimane ancora
        poco considerato e
        diffuso.Non direi nuovo. Esiste da decenni anche in Italia. Forse nuovo rispetto a professioni millenarie come quella del medico, ma certamente è diffuso e molto importante. Che cosa pensi che succederebbe se gli informatici scioperassero? Molti business andrebbero a rotoli, ma di questo gli informatici non sono ancora pienamente consapevoli e quindi accettano di farsi sfruttare da imprenditorucoli da strapazzo che aprono società di body rental, accettano di firmare contratti indecenti, accettano di fare straordinari non pagati, accettano il fatto che una visita medica di 10 minuti costi loro 100 euro, l'equivalente di un loro giorno di lavoro ...
        • Enrico Leorato scrive:
          Re: IT?
          Concordo appieno con quello che dici e penso che se gli informatici, un giorno decidessero di fare uno sciopero (tipo quello dei camionisti avvenuto poco tempo fa)i danni che creerebbe tale azione sarebbero gravissimi e porterebbero gravi disagi e paralisi a livello mondiale.Detto ciò ci tengo a precisare che sono consapevole della diffusione che ha e che sta prendendo il ruolo del professionista IT , quello che invece volevo sottolineare è la sottovalutazione di questo ruolo da parte dei dirigenti di molte organizzazioni o aziende a livello nazionale.
          • Gerry Tonno scrive:
            Re: IT?
            L'articolo è scritto bene, è solo che i soliti tizi con le mestruazioni devono rompere!
  • paolo scrive:
    Intemediazioni e truffe
    Qui da noi l'IT è massacrato dalle intermediazioni, per un informatico è impossibile lavorare per clienti importanti (banche ecc.) perchè i furboni di turno monopolizzano tutti i progetti. Alla fine chi segue veramente un progetto è pagato poche centinaia di euro chi fa intermediazione centinaia di migliaia di euro senza avere mai scritto una riga di codice.Alla fine l'informatico abbandona il lavoro che viene passato a qualche altro sfigato magari appena diplomato, risultato: qualità molto bassa, sprechi di risorse, ritardi e codice assolutamente non mantenibile.Per non parlare di chi fa vero e proprio "affitto di persone". Insomma chi non è un professionista, magari laureato in informatica non dovrebbe nemmeno gestire un'azienda di informatica, rovina il mercato e basta.
    • xyz scrive:
      Re: Intemediazioni e truffe
      io ho visto ingegneri scrivere codice veramente inguardabile, ognuno ha le sue rogne secondo me te hai visto un bel mondo.ci sono laureati che non sanno nemmeno scegliere le tecnologie giuste, forse dovrebbero affidare quel lavoro ad uno spazzino.
      • Alle ortiche scrive:
        Re: Intemediazioni e truffe
        - Scritto da: xyz
        io ho visto ingegneri scrivere codice veramente
        inguardabile, ognuno ha le sue rogne secondo me
        te hai visto un bel
        mondo.
        ci sono laureati che non sanno nemmeno scegliere
        le tecnologie giuste, forse dovrebbero affidare
        quel lavoro ad uno
        spazzino.Poteva mancare quello che sparge letame sui laureati?Hai visto codice scritto male ... ebbene? Devi avere poca o nessuna esperienza per fare questa osservazione.Devi sapere che il mondo reale è popolato da:consulenti mediocri, svogliati e presuntuosi, a prescindere dal titolo di studio, che passano ore dal cliente davanti alla macchinetta del caffè e pensano di poter sopperire alle scarse competenze tecniche con la simpatia e l'adulazione (tradotto: leccando il culo);project manager spesso collocati dall'amico dirigente, incapaci di condurre progetti, di dare la giusta priorità ai task, di gestire le risorse, di valorizzare le persone capaci e meritevoli (che appena possono se ne vanno);dirigenti delle aziende clienti in combutta con società di body rental amiche che si rivolgono ad altre società di body rental che si rivolgono ad altre società e così via che lucrano sul lavoro dei consulenti.Risultato:molti consulenti bravi e volenterosi con trattamento economico inadeguato per non dire misero costretti a scrivere codice in fretta per rientrare nei tempi e quindi nel budget e per contro sedicenti esperti strapagati che non risolvono problemi ma anzi li creano;formazione professionale affidata all'iniziativa del singolo, quasi mai dell'azienda (che, miope com'è, raramente investe e scommette su qualcuno);corsi lampo dai prezzi esorbitanti e certificazioni barzelletta che servono solo a fare curriculum e ad aumentare la tariffa pagata dal cliente;procacciatori che come banditi raccontano fandonie ai clienti e cercano di spacciare novizi per senior (l'importante è allocare la risorsa e fatturare; chi se ne frega se il consulente viene mandato allo sbaraglio);progetti inutili o pedestri, applicazioni che non funzionano come dovrebbero (tanto ci sarà il nuovo sviluppo, la nuova release);soldi dei clienti (privati o pubblici) bruciati per far mangiare una moltitudine di parassiti e di intrallazzatori.Basta così: mi viene la nausea.Ci si poteva aspettare qualcosa di diverso da un sistema clientelare come quello italiano?Altro che laureati che scrivono male il codice. I mali sono altri, ma tu che ne puoi sapere ... non sei né laureato né informatico. Va' a mangiare una fetta di panettone, va'.
        • www.aleksfa lcone.org scrive:
          Re: Intemediazioni e truffe
          - Scritto da: Alle ortiche
          Poteva mancare quello che sparge letame sui
          laureati?Io mi sono iscritto a Bioinformatica a 33 anni, con già una certa esperienza lavorativa nel settore, prima come programmatore ed ora come sistemista applicativo. Senza trascurare la collaborazione a progetti di ricerca archeologica. Principalmente per approfondire il settore bioinformatico ma anche per mettere in curriculum il famoso "pezzo di carta".Questo per dire che non disprezzo il 'laureato' in sé. Certo è che quando due anni fa un conoscente, tre giorni dopo la discussione della tesi in informatica, mi ha chiamato per chiedermi come riconoscere quale fosse la scheda audio del suo PC, non ho ricavato una grande opinione della preparazione universitaria di quel laureato.
    • Francesco scrive:
      Re: Intemediazioni e truffe
      Hai perfettamente RAGIONE vedi TIM per esempio che si circonda di società satellite piccole dove ci sono i smanettoni :)
    • max59 scrive:
      Re: Intemediazioni e truffe
      - Scritto da: paolo
      Qui da noi l'IT è massacrato dalle
      intermediazioni, per un informatico è impossibile
      lavorare per clienti importanti (banche ecc.)
      perchè i furboni di turno monopolizzano tutti i
      progetti. Alla fine chi segue veramente un
      progetto è pagato poche centinaia di euro chi fa
      intermediazione centinaia di migliaia di euro
      senza avere mai scritto una riga di
      codice.

      Alla fine l'informatico abbandona il lavoro che
      viene passato a qualche altro sfigato magari
      appena diplomato, risultato: qualità molto bassa,
      sprechi di risorse, ritardi e codice
      assolutamente non
      mantenibile.

      Per non parlare di chi fa vero e proprio "affitto
      di persone". Insomma chi non è un professionista,
      magari laureato in informatica non dovrebbe
      nemmeno gestire un'azienda di informatica, rovina
      il mercato e
      basta. come c'è l'esame di merceologia per aprire un negozio, così uno di informatica per gestire un'attività tecnological'unica scusante è che l'informatica è materia nuova per tutti, ma è l'occasione per darsi regole comuni almenmo in tutta europa
  • zen scrive:
    le riflessioni son state fatte...ed ora?
    Bene,le riflessini sono state fatte , i commenti anche come alcuni di cuiho letto sopra riguardo il fisco il costo del lavoro etc..(apro una parentesi riguardo il costo del lavoro per l' irlanda: che sia economico non so ma posso dirvi che pagano molto ma molto più di quanto molti pensano)Adesso che l' articolo ha descritto una situazione tipo all' estero (quella che funziona ) e la solita situazione IT in Italia (quella che funziona...poco) cosa si pensa di fare?Io le mie idee le ho già espresse e non cambiano, non le ribadisco qui perchè è inutile ripeterle sempre.Su una cosa Cubasa ha ragione :molti non si muovono all' estero per una pur breve esperienza che molto li potrebbe migliorare e non lo fanno, molti fanno i soliti lupi solitari disinteressandosi del team, molti facendo così sbagliano ma non penso non lo ammetteranno mai.Oggi sono a Bari di ritorno dall' Irlanda per passare le vacanze in famiglia, il 2 ritorno a cork in irlanda e spero di portarmi qualche bravo IT delle mie parti perchè cerchiamo molta gente qua (gente in gamba), ma questa è solo cronaca... come quella dell' articolo.Se volete un po di pratica oramai il link al forum lo conoscete.Buon natale gente ed buona fortuna (un po non guasta mai)
  • Petengy scrive:
    Numeri=138 commenti Opinioni person=46
    Alla fine si dimostra, numeri alla mano, che dove vengono messe statistiche e dati concreti l'interesse è maggiore ...Questo articolo si è meritato 47 commenti (ore 19:51), quello intitolato "Italia, un impiegato IT prende 25mila euro l'anno" ben 138.Ben il 65% di interesse in più.no comment..
  • luca84 scrive:
    perfetto
    volevo complimentarmi per il tuo articolo ... una sintesi veramente precisa , a momenti commovente ... continua così ..... p.s. a quando un libro ? :D
  • scaranoa scrive:
    Raccomandati
    Ma che stai dicendo? ma se sono tutti raccomandati e fancazzisti! la gente che lavora seriamente non la vuole nessuno qui...!Scendi dalle nuvole ciccio-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 dicembre 2007 13.33-----------------------------------------------------------
  • giona54 scrive:
    it di successo o un successo it?
    chi è L'it di successo? quello che nome e cognome sta sulla bocca di tutti perchè particolarmente specializzato? certificato o è quello che ha capacità progettuale, capacità logica di tutto rispetto, abile nel problem-solving, che non dà illusioni e che di fronte ai venditori di fumo si limita ad inarcare un sopracciglio?Quanti capaci It con queste caratteristiche abbiamo, quanti sistemisti capaci abbiamo, senza voler togliere niente a tutte le frange dell'IT? Sicuramente tanti ma non tutti gli occupati nel mondo IT.Quanti consumatori di bit sono in grado di capire quanto valgono e quanto valore aggiungono ad una azienda, quando giocano al ribasso , nel momento in cui ti chiedono un'applicazione?In Italia non c'è mercato, il precariato dilaga perchè non essendoci una realtà produttiva efficiente non puoi neanche stabilire il prezzo! Perchè se non accetti un contratto mica è detto che c'è ne subito un altro che ti sta aspettando!saluti
    • max59 scrive:
      Re: it di successo o un successo it?
      - Scritto da: giona54
      In Italia non c'è mercato, il precariato dilaga
      perchè non essendoci una realtà produttiva
      efficiente non puoi neanche stabilire il prezzo!
      Perchè se non accetti un contratto mica è detto
      che c'è ne subito un altro che ti sta
      aspettando!
      salutima la rete serve per superare i confini, si lavora dovunque sia il cliente e un sindacato di ampiezza europea servirebbe ad evitare sfruttamenti
      • Mi scoccio di loggare scrive:
        Re: it di successo o un successo it?
        - Scritto da: max59
        ma la rete serve per superare i confini, si
        lavora dovunque sia il cliente e un sindacato di
        ampiezza europea servirebbe ad evitare
        sfruttamentima secondo te, il sindacato a cosa serve?Evitare sfruttamenti? Ma se e' lui il primo parassita a sfruttare i lavoratori, come pretendi che ti evita gli sfruttamenti?
        • max59 scrive:
          Re: it di successo o un successo it?
          - Scritto da: Mi scoccio di loggare
          - Scritto da: max59

          ma la rete serve per superare i confini, si

          lavora dovunque sia il cliente e un sindacato di

          ampiezza europea servirebbe ad evitare

          sfruttamenti

          ma secondo te, il sindacato a cosa serve?
          Evitare sfruttamenti? Ma se e' lui il primo
          parassita a sfruttare i lavoratori, come pretendi
          che ti evita gli
          sfruttamenti?anzitutto mi riferisco alle associazioni di categoria con figure professionali ben definite e difendibili e cmq se partissero tutti rassegnati saremmo ancora alle capanne
          • giona54 scrive:
            Re: it di successo o un successo it?
            il punto è da un'altra parte!Sappiamo tutti che il monopolio It sta in mano o due o tre grandi colossi! sappiamo tutti che i grandi clienti più appetibili sono banche e assicurazioni! sappiamo bene tutti anche che il 50% dei lavoratori è in affitto da piccole aziende nate o da dirigenti che sono andati in pensione dalle stesse aziende oppure dai grandi clienti! Ora in un momento di crisi come questo: dove il cliente non ordina(gravissimo) nulla, quello che mantiene o manutiene ti paga minimo a 180gg , le appaltatrici pagano con ulteriore ritardo le sub-appaltate, fatevi un conto di quanto ci vuole per pagare una fattura e alla fine uno stipendio! In tutto questo non c'è mai certezza della conferma della commessa! Perchè questo? Perchè non c'è realtà produttiva e quando non c'è realtà produttiva non ha modo di esistere e ampliarsi neanche l'IT...Voi pensate che un sindato efficiente ed afficace o un'organizzazione dell'it possa fare la differenza in un Italia che non sta producendo quasi nulla? saluti
  • AMEN scrive:
    Vivere fuori dal mondo
    L'autore ci illumina con le seguenti righe: "In un contesto sfidante le piccole realtà IT sono automaticamente fuori gioco, ovvero si mettono fuori gioco da sole, poiché non hanno quel grado d'eccellenza richiesta che le consentirebbe d'essere vincenti (ovvero non investono nella gestione delle risorse)."Io lavoro in una piccola azienda IT che fa dell'eccellenza, della formazione e dell'innovazione il proprio punto di forza per poter sopravvivere in un mondo di "smanettoni"Ma l'autore è un "politico", mica uno che vive in Italia...
    • max59 scrive:
      Re: Vivere fuori dal mondo
      - Scritto da: AMEN
      L'autore ci illumina con le seguenti righe: "In
      un contesto sfidante le piccole realtà IT sono
      automaticamente fuori gioco, ovvero si mettono
      fuori gioco da sole, poiché non hanno quel grado
      d'eccellenza richiesta che le consentirebbe
      d'essere vincenti (ovvero non investono nella
      gestione delle
      risorse)."
      Io lavoro in una piccola azienda IT che fa
      dell'eccellenza, della formazione e
      dell'innovazione il proprio punto di forza per
      poter sopravvivere in un mondo di
      "smanettoni"
      Ma l'autore è un "politico", mica uno che vive in
      Italia...se le piccole realtà si consorziassero allora l'IT cesserebbe di essere artigianale per passare alla grande economia
      • nanoBastardo scrive:
        Re: Vivere fuori dal mondo
        - Scritto da: max59
        - Scritto da: AMEN

        L'autore ci illumina con le seguenti righe: "In

        un contesto sfidante le piccole realtà IT sono

        automaticamente fuori gioco, ovvero si mettono

        fuori gioco da sole, poiché non hanno quel grado

        d'eccellenza richiesta che le consentirebbe

        d'essere vincenti (ovvero non investono nella

        gestione delle

        risorse)."

        Io lavoro in una piccola azienda IT che fa

        dell'eccellenza, della formazione e

        dell'innovazione il proprio punto di forza per

        poter sopravvivere in un mondo di

        "smanettoni"

        Ma l'autore è un "politico", mica uno che vive
        in

        Italia...


        se le piccole realtà si consorziassero allora
        l'IT cesserebbe di essere artigianale per passare
        alla grande
        economiaPermettimi un'interpretazione alternativa alla tua:se le piccole realta' si consorziassero allora l'IT cesserebbe di esistere.Parliamoci chiaramente, un consorzio e' semplicemente un contenitore formale non sostanziale. Il cambiamento concreto dipenderebbe unicamente dalla realizzazione del consorzio stesso e tale procedura non puo' essere decontestualizzata, ossia non si puo' pensare che il contesto, politico, culturale, sindacale, fiscale, finanziario, ecc.., non influenzi minimamente la realizzazione e la sostanza dell'ipotetico consorzio.Nel contesto italiano e' interessante che la forma e' ben lungi dal condizionare il contenuto, in fondo basta, per esempio, semplicemente osservare con quale velocita' si susseguono i cambiamenti di forma dei partiti politici italiani mentre sostanzialmente le persone, la sostanza, rimangono sempre le stesse. Per non parlare di tutte le recenti riforme elettorali ed in particolare di quest'ultima che "usata" solo una volta gia' si pensa e si elabora col fine di cambiarla.Il contesto italiano e' un quadro molto dinamico, ma principalmente nell'aspetto formale, il che conduce da una parte ad una forte instabilita' e dall'altra alla stagnazione.I sindacati poi spesso pongono maggiore attenzione all'aspetto formale e minore a quello sostanziale, pensando che la forma sia condizione sufficente a risolvere i problemi dei lavoratori.Ricordiamo inoltre che i sindacati sono stati sempre difensori di posizioni contributive a costi altissimi, che gli imprenditori pagano per i loro dipendenti ed assimilati e che i lavoratori, sinceramente, ne percepiranno i frutti quando per loro sara' troppo tardi e che ne sopportano immediatamente le conseguenze nell'aumento di instabilita' del mercato del lavoro, provocato da un costo del lavoro altissimo e dalla ricerca di una soluzione da parte degli imprenditori, appunto nell'uso di forme cotrattuali "alternative".IMHO il mercato del lavoro italiano, al quale il settore dell'IT appartiene, soffre pienamente di un contesto che si vuole far apparire dinamico, innovativo ma nella realta' e' granitico e stagnante. La situazione appare chiara se aggiungiamo a tutto questo una persistente stagnazione e saturazione dei mercati occidentali provocatrice di una drastica riduzione degli investimenti ed una cultura conservatrice estremamente nazionalistica ed autocommiseratrice, in fondo qui quasi tutti si credono dei geni "sfruttati" e "sottoultizzati", chissa poi perche' io mi chiedo non c'e' nessun imprenditore o ente estero cosi' interessato a utilizzare queste loro genialita'? All'estero ci sono gia' "geni" di maggiore capacita'? Oppure anche all'estero non interessa la loro "genialita'"?Non penso che il sindacato, il consorzio, ma soprattutto il pianto e l'autocommiserazione possano essere d'aiuto in un periodo difficile come questo, forse, ma e' un mio personalissimo pensiero, l'umilta' scarseggia come la capacita' di vivere in condizioni avverse. Vi invito "geni" a sfruttare le vostre "eccellenti" capacita' a riuscire a vivere nonostante il contesto sia difficile, anziche' piangervi addosso.Penso sia facile vivere quando i problemi sono di facile soluzione, penso che il vero "genio" si dimostri quando i problemi da risolvere siano difficili e complicati.
        • max59 scrive:
          Re: Vivere fuori dal mondo
          - Scritto da: nanoBastardo
          Ricordiamo inoltre che i sindacati sono stati
          sempre difensori di posizioni contributive a
          costi altissimi, che gli imprenditori pagano per
          i loro dipendenti ed assimilati e che i
          lavoratori, sinceramente, ne percepiranno i
          frutti quando per loro sara' troppo tardi non nego che il cammino sarebbe lungo, ma se la gente si scoraggiasse per questo saremmo ancora alla preistoria 8)
      • Anonimo scrive:
        Re: Vivere fuori dal mondo
        Più che consorziarsi dovrebbero fondersi in una realtà più grande e potente ma qui siamo in itaglia la patria dell'orticello (del cavolo) dove quello che conta non è sviluppare qualcosa di migliore ma di sentirsi gratificati dalla presenza di una carica davanti al nome.Nella terra dove una volta era motivo di vanto scrivere sui campanelli dei palazzi "Portinaio Caio" e "Tranviere Giulio" neppure fossero stati dei titoli nobiliari, è indispensabile essere parte di una realtà aziendale se e solo se si possiede una carica.Hai presente la barzelletta dei canottieri ?Se ci dovesse essere una fusione inevitabilmente molti quadri finirebbero retrocessi o tagliati via come rami secchi i quali farebbero di tutto per evitarlo finendo per turbare il nuovo fragile equilibrio fino a farlo collassare.
        • max59 scrive:
          Re: Vivere fuori dal mondo
          - Scritto da: Anonimo
          Se ci dovesse essere una fusione inevitabilmente
          molti quadri finirebbero retrocessi o tagliati
          via come rami secchi i quali farebbero di tutto
          per evitarlo finendo per turbare il nuovo fragile
          equilibrio fino a farlo collassare.li si caccerebbe via molto prima 8)
    • Mi scoccio di loggare scrive:
      Re: Vivere fuori dal mondo
      - Scritto da: AMEN
      L'autore ci illumina con le seguenti righe: "In
      un contesto sfidante le piccole realtà IT sono
      automaticamente fuori gioco, ovvero si mettono
      fuori gioco da sole, poiché non hanno quel grado
      d'eccellenza richiesta che le consentirebbe
      d'essere vincenti (ovvero non investono nella
      gestione delle
      risorse)."
      Io lavoro in una piccola azienda IT che fa
      dell'eccellenza, della formazione e
      dell'innovazione il proprio punto di forza per
      poter sopravvivere in un mondo di
      "smanettoni"
      Ma l'autore è un "politico", mica uno che vive in
      Italia...E' uno che ha cominciato 10 anni fa a lavorare, ha scritto un bel post qualche settimana fa e ora s'e' montato la testa.Non e' un Tecnico eccellente, non e' un politico e non e' un blogger.E' uno che s'e' montato la testa e basta.Vedrai che tra qualche mese scrive un libro e magari qualcuno glielo pubblica anche....
  • mkj6 scrive:
    mercato del lavoro e fisco
    In italia è difficile fare innovazione per una serie di ragioni, alcune strutturali del nostro sistema economico, altre culturali. Io agisco come consulente indipendente e alla fine lavoro prevalentemente all'estero, perchè fuori dall'Italia le tariffe che posso applicare sono più alte.I problemi che vedo nel nostro mondo IT sono:- tariffe finali molto basse, quindi i system integrator assumono solo neo-laureati con poca esperienza (che spesso cercano di rivendere come senior dopo pochi mesi)- bassissimi investimenti da parte delle aziende informatiche in ricerca e sviluppo: pochi mettono i soldi per sviluppare prodotti o anche solo per investigare nuove tecnologie (anche perché il sistema fiscale italiano è un nemico assoluto che distrugge ogni iniziativa)- difficilissimo accesso al credito per i giovani e le nuove aziende: il nostro sistema bancario da i soldi a chi già li haProbabilmente dovrebbero essere le grosse aziende IT a provare a finanziare nuove startup, perchè se il sistema attende che sia il mondo bancario ad innovare e finanziare tecnologie allora stiamo freschi...Bisognerebbe però che le persone iniziassero a ragionare in termini europei: se uno crede di avere una professionalità allora cerchi occasioni anche fuori dall'Italia invece che piangersi addosso. Un consulente americano che vive a New York prende tranquillamente l'aereo per lavorare qualche settimana a Los Angeles, non vedo perchè un italiano non possa prendere un aereo e andare a Madrid o Londra. Se poi sento parlare di sindacalismo mi sento male, il sindacato italiano ormai è uno degli evidenti fattori di declino dell'Italia (chi sta uccidendo Alitalia con i continui scioperi?)In bocca al lupo e cercate di allargare i vostri orizzonti
    • peter scrive:
      Re: mercato del lavoro e fisco
      D'ACCORDISSIMO!!!!!!!!- Scritto da: mkj6
      In italia è difficile fare innovazione per una
      serie di ragioni, alcune strutturali del nostro
      sistema economico, altre culturali. Io agisco
      come consulente indipendente e alla fine lavoro
      prevalentemente all'estero, perchè fuori
      dall'Italia le tariffe che posso applicare sono
      più
      alte.

      I problemi che vedo nel nostro mondo IT sono:
      - tariffe finali molto basse, quindi i system
      integrator assumono solo neo-laureati con poca
      esperienza (che spesso cercano di rivendere come
      senior dopo pochi
      mesi)
      - bassissimi investimenti da parte delle aziende
      informatiche in ricerca e sviluppo: pochi mettono
      i soldi per sviluppare prodotti o anche solo per
      investigare nuove tecnologie (anche perché il
      sistema fiscale italiano è un nemico assoluto che
      distrugge ogni
      iniziativa)
      - difficilissimo accesso al credito per i giovani
      e le nuove aziende: il nostro sistema bancario da
      i soldi a chi già li
      ha

      Probabilmente dovrebbero essere le grosse aziende
      IT a provare a finanziare nuove startup, perchè
      se il sistema attende che sia il mondo bancario
      ad innovare e finanziare tecnologie allora stiamo
      freschi...

      Bisognerebbe però che le persone iniziassero a
      ragionare in termini europei: se uno crede di
      avere una professionalità allora cerchi occasioni
      anche fuori dall'Italia invece che piangersi
      addosso. Un consulente americano che vive a New
      York prende tranquillamente l'aereo per lavorare
      qualche settimana a Los Angeles, non vedo perchè
      un italiano non possa prendere un aereo e andare
      a Madrid o Londra. Se poi sento parlare di
      sindacalismo mi sento male, il sindacato italiano
      ormai è uno degli evidenti fattori di declino
      dell'Italia (chi sta uccidendo Alitalia con i
      continui
      scioperi?)

      In bocca al lupo e cercate di allargare i vostri
      orizzonti
    • max59 scrive:
      Re: mercato del lavoro e fisco
      - Scritto da: mkj6
      Un consulente americano che vive a New
      York prende tranquillamente l'aereo per lavorare
      qualche settimana a Los Angeles, non vedo perchè
      un italiano non possa prendere un aereo e andare
      a Madrid o Londra. Se poi sento parlare di
      sindacalismo mi sento male, il sindacato italiano
      ormai è uno degli evidenti fattori di declino
      dell'Italia (chi sta uccidendo Alitalia con i
      continui scioperi?)tanto tranquillamente specie se hai famiglia non credo che ti trasferisci, inoltre il sindacato serve per un contratto di categoria, gli scioperi continui ci sono se la controparte non vuole trattare magari pilotando una bancarotta...
      • mkj6 scrive:
        Re: mercato del lavoro e fisco
        - Scritto da: max59
        tanto tranquillamente specie se hai famiglia non
        credo che ti trasferisci, inoltre il sindacato
        serve per un contratto di categoria, gli scioperi
        continui ci sono se la controparte non vuole
        trattare magari pilotando una
        bancarotta...Se hai famiglia e non sei giovanissimo viaggiare pesa, ma credo che un ragazzo giovane all'inizio della sua carriera qualche sacrificio lo possa fare, se vuole crescere. Il problema vero è che i neo-laureati italiani hanno problemi con la lingua inglese, mentre all'estero non è così.Il sindacato dovrebbe servire a proteggere le categorie deboli, non i professionisti. Alitalia è una azienda che è già in bancarotta da anni per il semplice fatto che ha dei costi che non la rendono competitiva, lo stato la tiene in rianimazione con i soldi dei contribuenti. I sindacati, facendo scioperi selvaggi, stanno semplicemente spostando passeggeri verso altre compagnie, accelerando il processo di distruzione. Lo stato ha pagato milioni di euro a manager che hanno contribuito alla disfatta di una azienda che anni fa era una delle migliori al mondo: allora si doveva protestare, adesso è tardi. Chi comprerà Alitalia farà dei tagli enormi, scioperi o no.Riguardo le tariffe professionali basse: a volte facendo colloqui senti giovani consulenti in partita iva che si offrono a poco più di 100 euro al giorno perché "tanto vivo a casa con i miei e i soldi mi bastano". Questo è uno dei problemi culturali a cui accennavo prima: se ci facciamo la guerra tra poveri facendo la gara a chi chiede di meno...Dall'altra parte mi arrivano richieste dai clienti che sono ridicole: vogliono super-esperti a meno di 300 euro al giorno, quando la stessa persona la posso mandare all'estero a 2 o 3 volte tanto (e mi pagano prima). Dobbiamo ricordarci che il mercato è creato dalla domanda più che dall'offerta: a domanda scadente corrisponde analoga offerta. Sto cercando di spiegare ai clienti finali che se l'unico fattore che guardano è il costo giornaliero, allora il sistema si avvia al collasso.
        • Abusivo scrive:
          Re: mercato del lavoro e fisco

          Il problema vero è che i
          neo-laureati italiani hanno problemi con la
          lingua inglese, mentre all'estero non è così.Quoto.E aggiungo che spesso non hanno le palle di andare ed imparare sul posto.Mio padre emigrò all'estero con la quinta elementare. Si vede che ne aveva più bisogno dei lavoratori dell'IT di oggi.
          Il sindacato dovrebbe servire a proteggere le
          categorie deboli, non i professionisti.Ri-quoto, insieme a:
          Riguardo le tariffe professionali basse: a volte
          facendo colloqui senti giovani consulenti in
          partita iva che si offrono a poco più di 100 euro
          al giorno perché "tanto vivo a casa con i miei e
          i soldi mi bastano". Questo è uno dei problemi
          culturali a cui accennavo prima: se ci facciamo
          la guerra tra poveri facendo la gara a chi chiede
          di meno...Se non li educhiamo noi i clienti, chi spiega al "cumenda" di 60 anni perché costiamo tanto?
    • anonymous scrive:
      Re: mercato del lavoro e fisco
      Se poi sento parlare di
      sindacalismo mi sento male, il sindacato italiano
      ormai è uno degli evidenti fattori di declino
      dell'Italia (chi sta uccidendo Alitalia con i
      continui
      scioperi?)certo, i megamanager con stipendi astronomici che decidono spese enormi in consulenze e servizi inutili ad amici e politici e assunzioni clientelari sono trascurabili, il problema sono i sindacatima tanta capacità di analisi economico-politica la metti anche nei tuoi progetti ICT ? no, per sapere...
      • mkj6 scrive:
        Re: mercato del lavoro e fisco
        - Scritto da: anonymous


        certo, i megamanager con stipendi astronomici che
        decidono spese enormi in consulenze e servizi
        inutili ad amici e politici e assunzioni
        clientelari sono trascurabili, il problema sono i
        sindacati

        ma tanta capacità di analisi economico-politica
        la metti anche nei tuoi progetti ICT ? no, per
        sapere...Infatti dopo ho aggiunto che il problema sono le clientele e (anche) i super-compensi a certi manager poco capaci (ma nessuno scioperava contro stipendi d'oro e piani industriali ridicoli, o ricordo male?). Sta di fatto che io adesso viaggio con altri vettori, perché non ho più voglia di passare le giornate bloccato in aeroporto, poi ognuno si regoli come crede.Comunque non ti preoccupare, i miei progetti ITC vanno a gonfie vele, con o senza analisi politiche. Poi se qualcuno pensa di risolvere il problema dell'innovazione tecnologica italiana introducendo le corporazioni ed i sindacati anche nel nostro settore, beh tanti auguri...
        • Abusivo scrive:
          Re: mercato del lavoro e fisco

          Comunque non ti preoccupare, i miei progetti ITC
          vanno a gonfie vele, con o senza analisi
          politiche. Poi se qualcuno pensa di risolvere il
          problema dell'innovazione tecnologica italiana
          introducendo le corporazioni ed i sindacati anche
          nel nostro settore, beh tanti
          auguri...Certo non si capisce come la situazione possa peggiorare, ma i sindacati sono sicuro che un metodo lo trovano ;-)
        • anonimo scrive:
          Re: mercato del lavoro e fisco

          [...] dopo ho aggiunto che il problema sono le
          clientele e (anche) i super-compensi a certi
          manager poco capaci non potevamo sapere cosa avresti fatto dopo, ma già il fatto che l'hai fatto dopo e in altro post è indicativo
          (ma nessuno scioperava contro
          stipendi d'oro e piani industriali ridicoli, o
          ricordo male?)beh c'è da dire che gli scioperi che venivano fatti erano presentati dai media come assurde pretese di categorie privilegiate
          Comunque non ti preoccupare, i miei progetti ITC
          vanno a gonfie vele, con o senza analisi
          politiche. Poi se qualcuno pensa di risolvere il
          problema dell'innovazione tecnologica italiana
          introducendo le corporazioni ed i sindacati anche
          nel nostro settore, beh tanti
          auguri...no ma allo stesso modo mi fa sghignazzare che qualcuno pensi di trovare la soluzione dell'innovazione tecnologica solo dando addosso ai sindacati, poi se era solo una carrellata di luoghi comuni, si é letto di peggio e di più malamente motivato, per carità
  • unamico scrive:
    IT di successo?
    L'IT di successo è rappresentato da quelle realtà che nonostante la concorrenza sleale riesce ogni giorno ad essere onesto ed agire con l'unico fine di fare il vero interesse dell'utilizzatore. L'onestà di questi tempi è una cosa rarissima e poco apprezzata, difficilmente vendibile e scarsamente redditizia. Purtroppo il Cubasia, più wannabe politico che tecnico, confonde "Successo" con "Profitto", come unità di misura per la sua personalissima "classifica". Ogni giorno, esistono migliaia di piccole o micro realtà che affrontano le sfide con una professionalità invidiabile (più che eccellente) ma che non sono apprezzate (e nemmeno considerate) solo perchè preferiscono investire i ricavi nella propria formazione cuturale e professionale piuttosto che in lustrini e specchietti per le allodole.V
    • peter scrive:
      Re: IT di successo?
      - Scritto da: unamico
      Ogni giorno, esistono migliaia di piccole o micro
      realtà che affrontano le sfide con una
      professionalità invidiabile (più che eccellente)
      ma che non sono apprezzate (e nemmeno
      considerate) solo perchè preferiscono investire i
      ricavi nella propria formazione cuturale e
      professionale piuttosto che in lustrini e
      specchietti per le
      allodole.

      VQuoto, perchè credo che sia la verità, ma devo anche dire che purtroppo statisticamente in Italia si apprezza più l'immagine della reale sostanza, è premiata la superficialità!!se la maggior parte del popolo vuole questo (lustrini e specchietti per le allodole)... i grandi imprenditori...danno questo!!...manca cultura e istruzione in Italia...l'unica soluzione che ha l'economia italiana di riemergere è puntare sulle sue risorse primarie: il popolo, gli italiani! Bisogna annaffiarle le piante altrimenti crescono male o muoiono se non piove neanche!Putroppo la maggiorparte dell'imprenditoria italiana ha tratto e trae proventi da questo ma ora le si ritorce contro...le materie prime con cui poter riemergere ed affrontare le sfide con reale professionalità non ci sono quì o sono destinate a perdere la loro lucentezza se non se ne vanno (tra i famosi bamboccioni sono inseriti anche coloro che amano le loro radici e vorrebbero vivere nel loro paese, non venirci solo in vacanza per le feste!!)...come perle ai porci...invece all'estero le perle le vedono e bene...e le lucidano anche!!!
  • Chicco1 scrive:
    Ci sono casi di successo anche in Italia
    Date un occhio qua: http://www.cwi.it/showPage.php?template=articoli&id=18870Soluzione italiana nata come opensource nel 2002, oggi ha una versione Free con 150'000 download e una commerciale che ha ottenuto un buon successo !
    • radafanas scrive:
      Re: Ci sono casi di successo anche in Italia
      Sembra la pubblicita' che s'e' fatto il berlusca con le firme ai baracchini, prova a guardare qui per vedere i numeri realihttp://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=88973150000!LOL!!Quello che hai linkato e' un articolo pagato per farsi pubblicita', e dimostra come lavorano i "venditori di fumo" italiani.
    • Mi scoccio di loggare scrive:
      Re: Ci sono casi di successo anche in Italia
      - Scritto da: Chicco1
      Date un occhio qua:
      http://www.cwi.it/showPage.php?template=articoli&i

      Soluzione italiana nata come opensource nel 2002,
      oggi ha una versione Free con 150'000 download e
      una commerciale che ha ottenuto un buon successo
      !1° E' nata da una versione OpenSource e quindi _penso_ che debba essere rilasciata anch'essa sotto la stessa tipologia.2° 150.000 download e' quello che ti dice quello spot, la realtà e' ben diversa3° Non e' nient'altro che un gestionale...
  • Beppe scrive:
    Mosche bianche
    vabene lo dico io: é tutta colpa del goverlo Prodi. Se c'era Lui!!Fine OT.Io mi trovo a lavorare (ma per arrivarci ho dovuto sopravvivere a 8 anni di "caporalato") per una azienda seria di cui non faccio il nome per evitare pubblicità. Comunque la suddetta ditta pur essendo una delle più grandi dell'IT mondiale è semisconosciuta a chi non è operatore del settore (segno che preferisce spendere in formazione e competenza piuttosto che in pubblicità che non servono a nulla).Ho uno stipendio più che decente (tenendo presente che non sono laureato ma ho (solo) decenni di cultura informatica alle spalle, sono uno dei bambini crescuti a pane e C64.No ho dovuto emigrare, semplicemente ho smesso di lavorare per dei venditopri di fumo (la classica situazione in cui sei al 4° livello di outsourcing) e il mio "cliente" ha notato quanto valevo e mi ha assuno direttamente. Le aziende serie ci sono (anche se tristemente non sono italiane), trattano i dipendenti con il dovuto rispetto.Certo ho stretto i denti per 8 anni vedendomi passare davanti "gli amici del caporale" ma quando è venuto il momento e hanno cercato qualcuno che sapeva fare il suo lavoro è stato il mio turno e "gli emici del caporale" sono rimasti a piedi.Non nego la botta di fortuna di trovarmi al momento giusto nel posto giusto. Ma la capacità paga sempre.
    • mario rossi scrive:
      Re: Mosche bianche
      Sono contento per te e per una certa capacità di guardare le cose anche 'in prospettiva', mentre in Italia prevale il 'tutto subito', che spesso è solo una fregatura mascherata.
    • Abarai Renji scrive:
      Re: Mosche bianche
      Sono contento per te, ma considalo un colpo di culo enorme, più unico che raro.Complimenti ancora e se assumono ancora facci un fischio ^_^
  • MeX scrive:
    l'unico vero problema...
    è che in Italia non c'è "mercato" in generale (non solo nell'IT) quindi non c'è lavoro, quindi non ci sono lavoratori, quindi non c'è reddito quindi non c'è potere d'acquisto.Vi consiglio di leggere "Capitalismo all'italiana" illuminante direi!
    • Abarai Renji scrive:
      Re: l'unico vero problema...
      Vabbè ora aspettiamo chi darà colpa al governo Prodi e chi dirà che è stato Silvio a monopolizzare.Inizio già a ridere :)
      • MeX scrive:
        Re: l'unico vero problema...
        ma vah... è colpa dei Savoia... :)non è colpa di nessuno, l'Italia e gli Italiani sono così... se sei dalla parte giusta ci guadagni... sennò o ti adegui o emigri
        • Ed Straker scrive:
          Re: l'unico vero problema...
          - Scritto da: MeX
          ma vah... è colpa dei Savoia... :)

          non è colpa di nessuno, l'Italia e gli Italiani
          sono così... se sei dalla parte giusta ci
          guadagni... sennò o ti adegui o
          emigribisognerebbe spiegarlo a Cubasia...
          • max59 scrive:
            Re: l'unico vero problema...
            - Scritto da: Ed Straker
            - Scritto da: MeX

            ma vah... è colpa dei Savoia... :)



            non è colpa di nessuno, l'Italia e gli Italiani

            sono così... se sei dalla parte giusta ci

            guadagni... sennò o ti adegui o

            emigri

            bisognerebbe spiegarlo a Cubasia...se ti illudi che all'estero sia un paradiso...preferirei un CCNL in italia e abbiamo pure la rete per organizzarci...
          • Abusivo scrive:
            Re: l'unico vero problema...

            se ti illudi che all'estero sia un paradiso...Ci sei stato, all'estero?
          • nanoBastardo scrive:
            Re: l'unico vero problema...
            - Scritto da: max59
            - Scritto da: Ed Straker

            - Scritto da: MeX


            ma vah... è colpa dei Savoia... :)





            non è colpa di nessuno, l'Italia e gli
            Italiani


            sono così... se sei dalla parte giusta ci


            guadagni... sennò o ti adegui o


            emigri



            bisognerebbe spiegarlo a Cubasia...

            se ti illudi che all'estero sia un paradiso...

            preferirei un CCNL in italia e abbiamo pure la
            rete per
            organizzarci...max59 sei veramente bravo a fare battute, sicuro che non hai mai pensato di lanciarti nel mercato del cabaret? (rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • vbrother scrive:
            Re: l'unico vero problema...
            Sono a Dublino, e ti posso dire ... ho deciso di restarci. Punto.
          • Mi scoccio di loggare scrive:
            Re: l'unico vero problema...
            - Scritto da: max59
            se ti illudi che all'estero sia un paradiso...Paradiso no, ma almeno non sei sfruttato come nel tardo 800 in Brasile...
            preferirei un CCNL in italia e abbiamo pure la
            rete per
            organizzarci...Cosa ti aspetti dal CCNL? Cosa ti aspetti dal sindacato?Hai gia' un CCNL a cui far riferimento e cosa hai ottenuto finora? Che la legge ha inserito delle tipologie di contratto ASSURDE che possono essere applicati a tutti i campi e quindi anche al nostro.Che fai?Le aziende ti propongono SOLO quei contratti. Tu o accetti o cerchi altro.Non c'e' CCNL che tenga.
  • vicio scrive:
    Uccellate in libertà!
    Il temino è frutto di banalità raccolte emotivamente e superficialmente, da chi non vive la dinamica del mondo dell'IT: completamente disorientato. Patetico. Un'analisi di sintomi ovvi, per cause ovvie. Ahiaiai punto informatico. Giuseppe non averla a male, ma hai scritto l'articolo proprio perchè non avevi niente di meglio da fare, ti capisco con l'aria che tira nel mondo dell'IT, avrai molto tempo libero.Su veloci... che devo tornare al lavoro: è tutto molto più semplice:La compressione esercitata dall'alto costo del lavoro (e della vita) e dalla forte riduzione degli investimenti non permette di aggregare le forze, lasciando i singoli in balia del proprio destino, senza alcuna possibilità di orientare e di fare massa critica.Tutto il resto è riconducibile a questo. Questo è l'unico motivo che più o meno direttamente genera i sintomi sopra descritti (alterazione delle leggi di mercato, legislazioni inefficace, conflitto generazionale, e sociale, dissociazione fra scuola, ricerca e mondo del lavoro, inappliccabilità delle competenze (che ci sono e molte), alienazione e disorientamento nel mondo del lavoro, malattie psicosomatiche degli operatori IT)Tutto il resto si può sistemare, recuperare. Tutti i casi positivi hanno alla base investimenti (startup, venture, politiche gorvernative incisive, etc..) o basso o agevolato costo del lavoro (indiani, cinesi, irlandesi, gallesi, etc...).Non dico altro: proviamo a concentrarci su qualcosa di preciso, aiutatemi a stringere il concetto a perfezionarlo, piuttosto che sparare uccellate in libertà.Buon natale e buona anno a tutti e forza che nel 2008 glielo facciamo vedere a tutti il mondo dell'italian IT, alla facciazza di Giuseppe e dei soliti soloni.
    • max59 scrive:
      Re: Uccellate in libertà!
      - Scritto da: vicio
      Tutti i casi positivi hanno alla base
      investimenti (startup, venture, politiche
      gorvernative incisive, etc..) o basso o agevolato
      costo del lavoro (indiani, cinesi, irlandesi,
      gallesi,
      etc...).
      e quindi? gli informatici devono rassegnarsi ad essere sottopagati? :@
      Buon natale e buona anno a tutti e forza che nel
      2008 glielo facciamo vedere a tutti il mondo
      dell'italian IT, alla facciazza di Giuseppe e dei
      soliti soloni. mi pare che cubasia si limita a riflettere sul problema, non offre le soluzioni che certamente avrai tu 8)
      • Abusivo scrive:
        Re: Uccellate in libertà!

        e quindi? gli informatici devono rassegnarsi ad essere
        sottopagati?Non so altrove, ma in Cina, Irlanda e Galles "abbassare il costo del lavoro" non significa pagare meno i dipendenti IT, ma abbassare le tasse alle aziende.E' così che la verde Irlanda ha attratto MS, Google e un milione di altre multinazionali che trovano più comoda un'isola piovosa della nostra bella penisola.
        • e' notte fonda scrive:
          Re: Uccellate in libertà!
          - Scritto da: Abusivo

          e quindi? gli informatici devono rassegnarsi ad
          essere

          sottopagati?

          Non so altrove, ma in Cina, Irlanda e Galles
          "abbassare il costo del lavoro" non significa
          pagare meno i dipendenti IT, ma abbassare le
          tasse alle
          aziende.Ma che stai a di?Forse in Irlanda e Galles, ma in Cine e India il fatto e' che semplicemente il costo del lavoro e' piu' basso che in occidente per ragioni storiche, non hanno bisogno di abbassarlo.
          E' così che la verde Irlanda ha attratto MS,
          Google e un milione di altre multinazionali che
          trovano più comoda un'isola piovosa della nostra
          bella
          penisola.
          • Abusivo scrive:
            Re: Uccellate in libertà!
            Un refuso, volevo dire INDIA, Irlanda e Galles.Per gli ultimi due Paesi siamo d'accordo, mi pare.Per quanto riguarda l'India, gli stipendi degli impiegati IT sono adeguati, in rapporto al costo della vita e agli altri stipendi, cosa che è tutt'altro che vera da noi.
          • dipocodipiù scrive:
            Re: Uccellate in libertà!
            - Scritto da: Abusivo
            Un refuso, volevo dire INDIA, Irlanda e Galles.
            Per gli ultimi due Paesi siamo d'accordo, mi pare.

            Per quanto riguarda l'India, gli stipendi degli
            impiegati IT sono adeguati, in rapporto al costo
            della vita e agli altri stipendi, cosa che è
            tutt'altro che vera da
            noi.ovvero stai dicendo che il software engineer indiano non è sottopagato nè sfruttato. IMHO comunque la giriamo la MS lo paga 1.000usd all'anno mentre da noi lo stesso ingegnere gliene costerebbe 10.000usd....dov'è che conviene investire???la matematica la hanno inventata gli indiani (fatemela passare, non è proprio così ma quesi)...gli studenti asiatici sono molto + bravi in matematica dei nostri.....se davvero l'ingegnere indiano non è sottopagato se la passa pure bene e stimola con i propri consumi l'economia nazionale (ed i soldi del suo stipendio sono di origine americana)io ho come l'impressione che la saetta sià già guizzata nelle nostre mutande di italioti e noi non ce ne siamo ancora accorti.altro che IT ed automobili ed eccellenza di qua e di là, più che aprire il ristorantino in riva al mare in italia non si può fare...
      • max59 scrive:
        Re: Uccellate in libertà!
        - Scritto da: max59
        - Scritto da: vicio


        Tutti i casi positivi hanno alla base

        investimenti (startup, venture, politiche

        gorvernative incisive, etc..) o basso o
        agevolato

        costo del lavoro (indiani, cinesi, irlandesi,

        gallesi,

        etc...).



        e quindi? gli informatici devono rassegnarsi
        ad essere sottopagati?
        :@


        Buon natale e buona anno a tutti e forza che nel

        2008 glielo facciamo vedere a tutti il mondo

        dell'italian IT, alla facciazza di Giuseppe e
        dei

        soliti soloni.

        mi pare che cubasia si limita a riflettere sul
        problema, non offre le soluzioni che certamente
        avrai tu
        8)comunque, per non restare in aria, appoggiarsi a qualche associazione di provider che con l'IT ha a che fare sarebbe un primo passo non virtuale
    • emboss scrive:
      Re: Uccellate in libertà!
      qui il solone sei tu !
    • tutto_ok scrive:
      Re: Uccellate in libertà!
      Ti straquoto alla grande. Basta con questi articoli in cui ci piangiamo addosso. La situazione è chiara. Sono d'accordo con la tua lettura. È secondo me, bisogna trovare delle soluzioni.È deprimente continuare così. Alla fine scenderemo in piazza a scioperare per avere un aumento dello stipendio?Io ho lavorato a Londra per alcuni anni, e lì conta molto l'unione fra colleghidella stessa categoria, che scambiano competenze, informazioni e si supportano insieme nel lavoro.
    • nanoBastardo scrive:
      Re: Uccellate in libertà!
      - Scritto da: vicio
      Il temino è frutto di banalità raccolte
      emotivamente e superficialmente, da chi non vive
      la dinamica del mondo dell'IT: completamente
      disorientato. Patetico. Un'analisi di sintomi
      ovvi, per cause ovvie. Ahiaiai punto informatico.
      Giuseppe non averla a male, ma hai scritto
      l'articolo proprio perchè non avevi niente di
      meglio da fare, ti capisco con l'aria che tira
      nel mondo dell'IT, avrai molto tempo
      libero.
      Oppure il buon Giuseppe si sta lanciando "con eccellenza" nel mercato comico dell'ironia e della satira (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
      Su veloci... che devo tornare al lavoro: è tutto
      molto più
      semplice:

      La compressione esercitata dall'alto costo del
      lavoro (e della vita) e dalla forte riduzione
      degli investimenti non permette di aggregare le
      forze, lasciando i singoli in balia del proprio
      destino, senza alcuna possibilità di orientare e
      di fare massa
      critica.
      scroscio infinito d'applausi :) :) :)
      Tutto il resto è riconducibile a questo. Questo è
      l'unico motivo che più o meno direttamente genera
      i sintomi sopra descritti (alterazione delle
      leggi di mercato, legislazioni inefficace,
      conflitto generazionale, e sociale, dissociazione
      fra scuola, ricerca e mondo del lavoro,
      inappliccabilità delle competenze (che ci sono e
      molte), alienazione e disorientamento nel mondo
      del lavoro, malattie psicosomatiche degli
      operatori
      IT)

      Tutto il resto si può sistemare, recuperare.

      Tutti i casi positivi hanno alla base
      investimenti (startup, venture, politiche
      gorvernative incisive, etc..) o basso o agevolato
      costo del lavoro (indiani, cinesi, irlandesi,
      gallesi,
      etc...).

      Non dico altro: proviamo a concentrarci su
      qualcosa di preciso, aiutatemi a stringere il
      concetto a perfezionarlo, piuttosto che sparare
      uccellate in
      libertà.Quando si tenta di approfondire un si' "eccellente" ragionamento il pericolo di sparare uccellate in liberta' e' molto alto... :p :p :p
      Buon natale e buona anno a tutti e forza che nel
      2008 glielo facciamo vedere a tutti il mondo
      dell'italian IT, alla facciazza di Giuseppe e dei
      soliti
      soloni.Ti quoto completamente ;) ed aggiungo:Geni, genietti, eccellenti e geniali menti sprecate e sottopagate, si proprio voi tutti, quelli che non fate altro che lamentarvi e pensare a quanto siete "sfruttati" a quanto sono "sprecate" le vostre "preziosissime" abilita' in lavori banali, fate un favore al mercato dell'IT, rientrate nelle vostre lampade, che e' meglio per tutti.Basta piangersi addosso, basta, basta, basta, scusatemi non e' che io vi credo degli enormi presuntuosi, non lo siete affatto, e' che sono io cosi' inferiore a voi che non riesco proprio a comprendervi e compatirvi.
  • Ed Straker scrive:
    blah blah blah...
    Non per fare il troll, ma... In un contesto sfidante le piccole realtà IT sono automaticamente fuori gioco, ovvero si mettono fuori gioco da sole, poiché non hanno quel grado d'eccellenza richiesta che le consentirebbe d'essere vincenti (ovvero non investono nella gestione delle risorse). ma dai...le "grandi" realtà IT stritolano le piccole, e poi si affidano alle stesse ( o ancor più precarie) per avere manpower da dare al cliente... il "grado di eccellenza" è lo stesso, se non peggio. Dove lo vedi l'investimento nella gestione delle risorse??? L'IT mostra il meglio di sé quando vi sono delle grosse ed importanti sfide da vincere e qui in Italia le sfide scarseggiano, ma non la gente capace, che ha voglia d'impegnarsi e di lavorare, a patto che sia pagata adeguatamente per farlo.Sto pensando ai giovani professionisti IT ed alle persone d'esperienza che troppe volte, per colpa di una logica assurda che preferisce privarsi di professionalità per risparmiare sui costi, superata la fatidica soglia dei 35 anni sono estromesse dal mercato del lavoro. Questa mi piace! Ci aggiungiamo anche "non c'è più la mezza stagione", "qui una volta erano tutti campi" e "si stava meglio quando si stava peggio" e le banalità a valore aggiunto=0 sono complete...Intendiamoci, sarò io ad avere visto solo il peggio, e mi sarà sfuggita la parte "eccellente" dell'IT italiana.. ma non mi pare di essere da solo...Chi va in giro in Mercedes sono i venditori (abili) di fumo, gli altri in station wagon diesel con 200000 km sul groppone... e non sentirli.
    • IT nel cesso scrive:
      Re: blah blah blah...
      - Scritto da: Ed Straker

      ma dai...
      le "grandi" realtà IT stritolano le piccole, e
      poi si affidano alle stesse ( o ancor più
      precarie) per avere manpower da dare al
      cliente... il "grado di eccellenza" è lo stesso,
      se non peggio. Dove lo vedi l'investimento
      nella gestione delle
      risorse???
      Quoto... Io faccio parte di questi "corpi in affitto", dell'esercito delle partite IVA, per poter lavorare (anche se sottopagato). In 4 anni ho tentato in tutti i modi di far crescere la mia attività e staccarmi da questo tipo di contratto, ma ho fallito miseramente. I clienti con cui ho avuto a che fare non si sono mai lamentati del mio lavoro, anzi... Ma se provo ad applicare dei prezzi onesti, allora spariscono o "il sito lo facciamo in un altro momento", oppure "Senti... il sito me lo fa mio nipote. Non si può campare in un mercato IT cosi disastrato, perlomeno se si vive fuori dalle regioni più ricche di opportunità.Quest'anno è andata di merda (alla faccia degli studi di settore), e probabilmente chiuderò.
      • max59 scrive:
        Re: blah blah blah...
        - Scritto da: IT nel cesso
        - Scritto da: Ed Straker



        ma dai...

        le "grandi" realtà IT stritolano le piccole, e

        poi si affidano alle stesse ( o ancor più

        precarie) per avere manpower da dare al

        cliente... il "grado di eccellenza" è lo stesso,

        se non peggio. Dove lo vedi l'investimento

        nella gestione delle

        risorse???



        Quoto... Io faccio parte di questi "corpi in
        affitto", dell'esercito delle partite IVA, per
        poter lavorare (anche se sottopagato). In 4 anni
        ho tentato in tutti i modi di far crescere la mia
        attività e staccarmi da questo tipo di contratto,
        ma ho fallito miseramente. I clienti con cui ho
        avuto a che fare non si sono mai lamentati del
        mio lavoro, anzi... Ma se provo ad applicare dei
        prezzi onesti, allora spariscono o "il sito lo
        facciamo in un altro momento", oppure "Senti...
        il sito me lo fa mio nipote. Non si può campare
        in un mercato IT cosi disastrato, perlomeno se si
        vive fuori dalle regioni più ricche di
        opportunità.
        Quest'anno è andata di merda (alla faccia degli
        studi di settore), e probabilmente
        chiuderò.questo succede quando si cerca la soluzione personale...se si usasse la rete per un sindacato di categoria l'informatico sarebbe più rispettato....e pure il cliente
        • MeX scrive:
          Re: blah blah blah...
          come il sindacato dei metalmeccanici? hai letto la cronaca su torino nelle ultime settimane?
        • mario rossi scrive:
          Re: blah blah blah...
          Se ci mettiamo di mezzo i sindacati allora possiamo dire addio definitivamente a quel poco che rimane dell'IT italiano.- Scritto da: max59
          questo succede quando si cerca la soluzione
          personale...

          se si usasse la rete per un sindacato di
          categoria l'informatico sarebbe più
          rispettato....e pure il
          cliente
          • max59 scrive:
            Re: blah blah blah...
            - Scritto da: mario rossi
            Se ci mettiamo di mezzo i sindacati allora
            possiamo dire addio definitivamente a quel poco
            che rimane dell'IT
            italiano.


            - Scritto da: max59

            questo succede quando si cerca la soluzione

            personale...



            se si usasse la rete per un sindacato di

            categoria l'informatico sarebbe più

            rispettato....e pure il

            clientecon un contratto di categoria sarebbero ben definiti onori e oneri, altro che illudersi che all'estero non ci siano problemi, tutt'al più ce ne saranno di altro tipo
          • nanoBastardo scrive:
            Re: blah blah blah...
            - Scritto da: max59
            - Scritto da: mario rossi

            Se ci mettiamo di mezzo i sindacati allora

            possiamo dire addio definitivamente a quel poco

            che rimane dell'IT

            italiano.





            - Scritto da: max59


            questo succede quando si cerca la soluzione


            personale...





            se si usasse la rete per un sindacato di


            categoria l'informatico sarebbe più


            rispettato....e pure il


            cliente

            con un contratto di categoria sarebbero ben
            definiti onori e oneri, altro che illudersi che
            all'estero non ci siano problemi, tutt'al più ce
            ne saranno di altro
            tipoSei proprio un simpatico umorista, max59, non hai mai pensato di lanciarti nel mercato dei comici? Con "eccellenza" mi raccomando... (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
        • nanoBastardo scrive:
          Re: blah blah blah...
          - Scritto da: max59
          ...
          se si usasse la rete per un sindacato di
          categoria l'informatico sarebbe più
          rispettato....e pure il
          clienteChe simpatico umorista che sei max59 (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • Io blocco il p2p scrive:
            Re: blah blah blah...
            - Scritto da: nanoBastardo
            - Scritto da: max59

            ...

            se si usasse la rete per un sindacato di

            categoria l'informatico sarebbe più

            rispettato....e pure il

            cliente

            Che simpatico umorista che sei max59
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Compagni! Da lunedì tutti a lavorare in maglioncino rosso! (rotfl)
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