Spam/ Il 6 l'Europa può decidere

Spam/ Il 6 l'Europa può decidere

Si vota la relazione del radicale Cappato, già passata in una sottocommissione, che chiede l'opt-out. Ma l'opt-in dovrebbe prevalere
Si vota la relazione del radicale Cappato, già passata in una sottocommissione, che chiede l'opt-out. Ma l'opt-in dovrebbe prevalere


Roma – Mancano pochi giorni al voto di Strasburgo sulla relazione dell’eurodeputato radicale Marco Cappato, già accolta dalla “Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini”. Vi si chiede all’Europa di evitare una rigida normativa anti-spam e di lasciare agli stati membri la possibilità di scegliere tra policy di opt-in o opt-out.

La questione è centrale. Da un lato ci sono coloro che insieme alle aziende del “direct marketing” ritengono che l’utente debba avere il diritto di impedire invii successivi quando gli arrivasse una email non richiesta (opt-out) mentre dall’altra c’è chi sostiene il diritto dell’utente internet a non ricevere posta che non abbia esplicitamente richiesto (opt-in).

Cappato, più volte intervenuto pubblicamente sulla questione, ritiene che sia necessario tutelare non solo la privacy dell’utente ma anche la libertà di espressione e la possibilità di attuare corrette pratiche commerciali. Secondo Cappato, infatti, “il fenomeno dello spamming , cioè dell’invasione delle caselle di posta elettronica con invii massicci e ripetuti, viene solitamente realizzato da mittenti nascosti e non identificabili”. “Tale pratica – prosegue Cappato – realizzata senza alcun rispetto nè dell’opt-in nè dell’opt-out, è già illegale in base alle Direttive europee su Direct marketing e vendite a distanza. L’estensione dell’opt-in a livello europeo sarebbe dunque ininfluente rispetto a questo tipo di messaggi, mentre andrebbe a colpire quegli operatori identificabili che inviano messaggi commerciali corretti, con sistemi funzionanti di opt-out. La discriminazione stessa tra messaggi commerciali e non (discriminazione che non condivido, ritenendo, da radicale e liberista, la pubblicità una forma di libera espressione), si rivela di difficile attuazione pratica”.

La posizione di Cappato è peraltro in linea con la difesa che, insieme ad altri radicali, fece del caso del più massiccio spam politico in Italia, lo spam Bonino , di cui Punto Informatico si occupò diffusamente.

Le speranze di coloro che ritengono, invece, che debba essere l’utente a determinare i propri interessi e dunque a richiedere ad una organizzazione commerciale o politica l’invio di informative, senza esserne sommerso, sono tutte nella posizione della Commissione europea, favorevole all’opt-in, e negli emendamenti presentati dai liberali e dal partito popolare europeo oltre al voto contrario già espresso da verdi, comunisti e socialisti.

Fiato sospeso, dunque, fino a giovedì, quando si avrà un orientamento più chiaro su cosa sarà contenuto nella direttiva europea che dovrà affrontare queste delicatissime questioni.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il 3 set 2001
Link copiato negli appunti