Spam, l'alluvione del New York Times

Una email inviata per errore a 8 milioni di lettori. Scuse e rassicurazioni: si tratta di un errore, non di un attacco

Roma – Il New York Times (NYT) ha per sbaglio occupato indebitamente spazio delle caselle postali di 8 milioni lettori inviando email in cui comunicava ai destinatari la cancellazione delle spedizioni della sua edizione cartacea e, in cambio di un’offerta di sconto, chiedeva di rivedere la scelta di cancellazione dell’abbonamento.

Si tratterebbe solo di una fetta dei lettori che avevano condiviso la loro email con il giornale, ma trattandosi di milioni di persone la gaffe è stata imbarazzante per il NYT. L’email, infatti, è stata inviata per errore a lettori che non avevano affatto annullato i loro abbonamenti .

Prima sull’account Twitter del giornale, poi sulle sue pagine trovano naturalmente spazio le scuse: sul tecnofringuello si legge , ambiguamente, di “ignorare l’email” in quanto “non proveniente da noi”, sul giornale invece si spiega l’accaduto più diffusamente e la testata “si scusa per l’inconveniente”, affermando tuttavia che “non è stata compromessa la sicurezza di nessuno”.

Tale rassicurazione ha chiuso di fatto l’ ipotesi cracker aperta con il primo cinguettio che rappresenta, spiega ancora il giornale, un altro errore.

Ad aver scritto l’email è stata infatti proprio Times Company: nella missiva si chiedeva ai destinatari di riconsiderare la decisione di annullare l’abbonamento al Times in cambio di uno sconto del 50 per cento per 16 settimane, ma doveva essere inviata solo ad una piccola parte degli indirizzi email, circa 300, stoccati nel database.

Lo sconto è stato inizialmente garantito agli utenti che hanno per sbaglio ricevuto l’email .

Claudio Tamburrino

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  • Pavi scrive:
    Re: Secondo me ...
    HTC ha fatto un buon lavoro con Sense, fa buoni cellulari, ma ha pessima assistenza in Italia.Per prendere WebOS dovrebbe investire parecchio. Sarebbe interessante,
  • accappi scrive:
    calcolatrici
    Peccato che hanno smesso di fare calcolatrici con le palle.HP11C, HP48GX, che tempi.
  • anonimo utente webos scrive:
    non lo vende più
    Se HP ha reso WebOS open source allora non lo vende più a 1,2 miliardi. "avrebbe chiesto", come è giustamente scritto nell'articolo, non "chiederebbe". Nessuno qui l'ha ancora scritto esplicitamente e apertamente, anche se basta cliccare i link per saperlo.
  • uno nessuno scrive:
    che forti le aziende!!!
    - Ci liberiamo del mercato desktop, ma webOS continuiamo a svilupparlo, anzi, abbiamo grandi progetti!- Non vi diciamo ancora quali sono i grandi progetti, ma... ehm, come dire... lo rendiamo open source.- Ok, lo vendiamo.I dirigenti hp sono bravissimi, ma hanno sbagliato lavoro: dovevano fare i clown. (o lo stanno gia' facendo?)
    • MacGeek scrive:
      Re: che forti le aziende!!!
      La HP è finita da quando a capo ci è finita gente come Carly Fiorinahttp://en.wikipedia.org/wiki/Carly_FiorinaCioè ormai è in mano ai politici/markettari. Prima era una seria azienda tecnologica guidata da ingegneri.
  • Mela avvelenata scrive:
    e chi pagherebbe tanto...
    ...per un cavallo zoppo?Intendiamoci, alcune aziende interessate a webOS ci potrebbero essere (Amazon, su tutte), di sicuro non a quella cifra!
    • MacGeek scrive:
      Re: e chi pagherebbe tanto...
      - Scritto da: Mela avvelenata
      ...per un cavallo zoppo?
      Intendiamoci, alcune aziende interessate a webOS
      ci potrebbero essere (Amazon, su tutte), di
      sicuro non a quella cifra!L'unica cosa di valore credo che siano i brevetti ex-Palm.Ma 1,2 miliardi mi sembrano tanti.
      • Michele Renda scrive:
        Re: e chi pagherebbe tanto...
        No, non sono tanti. MySql e' stato comprato per 1 miliardo di dollari, e il settore e' molto meno strategico rispetto a quello che e' rappresentato dagli smartphone.Quello che e' in gioco, in questo momento, e' molto di piu del mercato degli smartfone. Si sta decidendo i sistemi operativi che verranno utilizzati nel futuro. Tra 15 anni, gli utilizzatori medi, utilizzerano tablet/telefoni per effettuare tutte quelle operazioni che oggi effettuano sui PC. Perdere questa opportunita' puo' essere un errore molto grave.La stessa cosa accadde quando Microsoft entro' nel mercato dei sistemi operativi: all'inizio esistevano molti sistemi operativi, poi la diffusione di Windows fece in modo che le applicazioni vennero scritte soltanto per i propri sistemi operativi.La stessa cosa e' per android. Il prossimo sistema operativo "universale" sara lui, e gli altri S.O. faranno la fine dei concorrenti.iOS e' riuscito a crearsi una grossa nicchia (grazie al fatto che e' stato il primo, ed al potere del marchio). Gli altri non possono che adattarsi (utilizzare Android) o estinguersi.WebOs potrebbe essere una alternativa, ma come ho detto prima, vi e' la necessita di una (grossa) azienda pronta a buttarci sopra tantissime risorse. Ma e' una cosa molto difficile.
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