Spam, venduti tutti gli indirizzi di AOL

Arrestati due individui che hanno venduto agli spammer la bellezza di 92 milioni di indirizzi email. Coinvolte tutte le email degli utenti del maggiore provider del mondo
Arrestati due individui che hanno venduto agli spammer la bellezza di 92 milioni di indirizzi email. Coinvolte tutte le email degli utenti del maggiore provider del mondo


New York (USA) – Non era mai successo ma evidentemente il business legato allo spam è divenuto ormai così imponente da rendere assai redditizie azioni criminali come la vendita in blocco degli indirizzi email del più importante provider del mondo. La polizia federale americana ha infatti arrestato due uomini, uno dei quali impiegato in America Online (AOL) , che si ritiene abbiano venduto a spammer professionisti tutti gli indirizzi email degli utenti dell’ISP, vale a dire circa 92 milioni di recapiti elettronici .

AOL, i cui utenti sono da sempre bombardati dallo spam , e che in più occasioni ha portato gli spammer in tribunale , ha spiegato di aver compreso che un proprio impiegato si era reso complice degli spammer durante un’inchiesta interna nata dai reclami degli utenti. La polizia federale ha quindi annunciato ieri l’arresto di Jason Smathers, ingegnere di America Online, e di Sean Dunaway, considerato complice di Smathers.

Le accuse a loro carico sono pesanti in quanto si parla di cospirazione tesa al furto della lista-clienti di AOL al fine di inondare di spam milioni di utenti. Una situazione che la legge federale americana contro lo spam recentemente approvata considera un grave reato. I due arrestati ora rischiano cinque anni di carcere ciascuno ed una multa di 250mila dollari (commutabile in una sanzione pari al doppio dei guadagni ottenuti o delle perdite causate).

Ed è di sicuro interesse il fatto che gli spammer che hanno acquistato in blocco quegli indirizzi, usati per promuovere magiche pillole per l’ingrandimento del membro maschile, abbiano pagato solo 52mila dollari .

Ma la vicenda non è finita con quella vendita. Stando alle ricostruzioni della polizia, infatti, il complice di Smathers avrebbe comprato da lui una ulteriore lista di indirizzi, successiva alla prima e aggiornata all’ultimo minuto, per 100mila dollari , riuscendo poi a rivenderla a propria volta.

Va detto che nelle liste, oltre agli indirizzi email, si trovavano anche i codici di avviamento postale degli utenti, che ne consentivano l’individuazione geografica, nonché il tipo di carta di credito da loro utilizzata. AOL comunque ha assicurato che, poiché i numeri delle carte si trovano su altre macchine non accessibili da Smathers, i propri utenti non corrono rischi su quel fronte.

AOL, che ha immediatamente provveduto al licenziamento del proprio ingegnere, ha dichiarato di aver già iniziato un’analisi interna delle procedure al fine di impedire che un fatto del genere possa ripetersi. Difficile escludere peraltro che quelle liste di indirizzi in queste ore passino di spammer in spammer…

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24 06 2004
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