Spam via SMS, l'Europa si muove

L'obiettivo della proposta è far sì che all'interno dei confini comunitari l'invio commerciale di messaggini sul cellulare non possa avvenire senza il consenso dell'utente
L'obiettivo della proposta è far sì che all'interno dei confini comunitari l'invio commerciale di messaggini sul cellulare non possa avvenire senza il consenso dell'utente


Bruxelles – Due pesi due misure? Viene da chiederselo, visto che il Comitato che aveva fatto in modo che i singoli paesi dell’Unione Europea decidessero da sé sullo spam via email ora propone che in tutta la UE sia fuorilegge lo spam via SMS.

Quel Comitato parlamentare ha votato per la seconda volta la Direttiva sulla Protezione dei dati, una normativa di grande rilievo che dovrà essere sottoposta all’Europarlamento e, se approvata, adottata dai singoli stati dell’Unione. Una proposta di direttiva che, dunque, è ancora ben lontana dal diventare legge comunitaria, pur segnando un orientamento che mette al centro la difesa della privacy dell’utente.

Secondo la proposta, dunque, le aziende che intendono inviare messaggini commerciali sui cellulari degli utenti europei, dovranno prima ottenere il consenso da parte dell’utente stesso. Si tratta di una disposizione che in Italia è già in vigore per l’estensione che viene data alla legge sulla privacy 675/96 ma che, se passasse, diverrebbe efficace su tutto il territorio dell’Unione.

Contro la proposta sono sia gli operatori telefonici, che sostengono di essere stati discriminati quali maggiori utilizzatori dei servizi SMS, sia gli ISP. L’associazione europea dei provider, infatti, sostiene che dovrebbero essere i singoli stati UE a decidere sul come comportarsi e sottolinea che invece non ci sono restrizioni per inviare email di spam sui cellulari…

Altro elemento fondamentale della proposta è l’accordo che sembra ormai individuato per far sì che ai provider non sia chiesto di archiviare i dati del traffico sul proprio network per un tempo superiore a quello necessario ai fini della fatturazione. Un accordo decisivo perché pensato per evitare che si abusi di quelle informazioni con danno della privacy degli utenti.

Su tutto questo il Parlamento europeo voterà nelle prossime settimane.

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23 04 2002
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