Spam, Yahoo! lancia l'email civetta

Oltre all'email principale, l'utente Yahoo! potrà creare indirizzi civetta da disabilitare in qualsiasi momento. Per iscriversi a siti e newsletter di cui si fida poco e sfuggire al bombardamento. Barricata contro gli spammer


Roma – Non sarà la soluzione antispam termonucleare globale ma l’idea sfornata da Yahoo! nelle scorse ore è certo degna di considerazione. Il portalone americano ha infatti inserito nei propri servizi di posta elettronica una novità che si potrebbe definire “email civetta”.

Gli utenti che oggi pagano i servizi email di Yahoo! potranno ora utilizzare indirizzi email provvisori, fasulli, civetta appunto, per iscriversi a siti o newsletter di cui si fidano poco, o postare con tranquillità sui newsgroup. Si tratta di indirizzi che inoltrano la posta in arrivo all’indirizzo principale ma che in qualsiasi momento possono essere cancellati senza conseguenze.

In sé la novità è una mezza-novità, perché già sono tanti coloro che sfruttando servizi di inoltro della posta usano un indirizzo “a perdere” per certe iscrizioni. Nel caso di Yahoo! Mail Plus , però, questi indirizzi potranno essere generati e cancellati in qualsiasi momento ed è dunque molto facilitato il compito di chi cerca di scansare almeno una parte dello spam che viene inoltrato senza sosta sulla rete.

Secondo Yahoo! tutto questo dovrebbe consentire ad un utente dei suoi servizi di sottoscrivere, per esempio, una newsletter informativa, con un indirizzo “ad hoc”. Qualora quell’indirizzo, per qualsiasi ragione, venisse poi preso d’assalto dallo spam, allora l’utente non dovrà far altro che cancellarlo e generarne uno nuovo.

Difficile dire, naturalmente, se un progetto del genere davvero consentirà agli utenti a pagamento di Yahoo! di evitare il grosso dello spam. Sono molte le strategie degli spammer professionisti che certo non si limitano a rastrellare indirizzi sui newsgroup o nelle mailing list né a
comprare a destra e a manca elenchi di migliaia di email da spammare.
Sono organizzazioni, come denunciato recentemente da più parti, capaci di inviare milioni di email in un giorno, di buttare fuori dalla rete i servizi antispam e di sfruttare tutto quello che va da server non sufficientemente presidiati a computer infettati con cavalli di troia e dunque pronti a trasformarsi inconsapevolmente in centraline sparaspam .

Quella di Yahoo! dunque va intesa come una battaglia di una guerra lunga e difficile che, peraltro, stanno combattendo un po’ tutti i grandi provider, anche in Italia, con misure antispam di ogni genere. Misure che sempre più spesso fanno pagare ai propri utenti, perché lo spam costa l’intasamento dei network e l’antispam costa il tempo e le tecnologie necessarie a proteggersi.

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