Spazio, accordo europeo sull'Ariane next-gen

I governi del Vecchio Continente danno via libera al finanziamento del nuovo progetto di razzo vettore per le missioni spaziali, un progetto che prova a combinare risparmio economico e ambizione. Anche Marte è più vicino

Roma – L’Europa avrà il suo razzo vettore di nuova generazione, un obiettivo raggiunto grazie all’accordo tra i governi del continente e, soprattutto, in seguito all’intesa tra Francia e Germania, le due principali nazioni coinvolte nel progetto.

Si tratta, in sostanza, di modernizzare ulteriormente la “vecchia” tecnologia di Ariane 5 , già più volte aggiornata , per restare al passo coi tempi e le esigenze delle missioni spaziali di ESA (European Space Agency): il nuovo vettore che si chiamerà Ariane 6 .

Si tratterà di un progetto “low-cost” rispetto alla generazione precedente, pari a un finanziamento totale di 8 miliardi di euro, budget con durata decennale che si concluderà con il primo lancio di un razzo Ariane 6 nel 2020. Oltre alla produzione del nuovo vettore, i 20 ministri della scienza che hanno partecipato al meeting hanno approvato il supporto continuato delle attività a bordo della ISS (800 milioni di euro) e il lancio della missione ExoMars nel 2018.

I nuovi finanziamenti sono primariamente il frutto di un compromesso tra Francia e Germania, con la prima interessata a mantenere buona parte della sua (costosa) industria spaziale e a sviluppare un razzo vettore tutto nuovo, e la seconda a favore di un aggiornamento della tecnologia del precedente. In funzione di questo compromesso, Ariane 6 includerà elementi sia del progetto originale per il nuovo vettore sia elementi dell’upgrade voluto dalla Germania. I posti di lavoro dell’industria spaziale europea dovrebbero quindi essere (più o meno) salvi, e le attività di ESA procedere senza intoppi per almeno un altro lustro. O addirittura un decennio: la Conferenza dei ministri degli Stati membri dell’Agenzia spaziale europea ha dato il via libera anche all’aggiornamento del vettore Vega , Vega C. “Entrambi i lanciatori avranno un unico motore, di produzione italiana – ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini – questo porterà all’industria del nostro Paese oltre dieci anni di attività produttiva di alta tecnologia”.

La scelta di sviluppare un razzo low-cost deriva poi dalla necessità di fronteggiare la concorrenza internazionale, sempre più focalizzata sul risparmio dei costi, negli USA e non solo. Le ambizioni sono sempre le stesse, e il Giappone prova ancora una volta a sondare la superficie di un meteorite con la sonda Hayabusa 2 , mentre gli States sono attivamente impegnati nel mettere alla prova la capsula Orion, con l’obiettivo di portare il primo uomo su Marte.

Alfonso Maruccia

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  • ratte scrive:
    Hmmm...
    Hmmm... non so... ho come l'impressione che tutto si farà male, molto male (tutto naturalmente windows based) e man mano che qualche pincopallino troverà modo di rubarsi qualche soldo.Efficienza digitale? hmmmm il nostro governo non va dìaccordo con nessuna delle due cose, mai andato.
  • pippo scrive:
    pin unico
    Non hanno detto quanto costa al cittadino il PIN unicoCome per la firma digitale che si compera dal certificatore il pin unico si acquisterà da un soggetto accreditato.Con la CNS che doveva essere provvisoria in attesa della CIE per tutti l'identità elettronica era gratis ma occorre un lettore di smarcardSe le carte fossero NFC non servirebbe lettore aggiuntivo per spartphone, tablet eccmeglio ancora una app gratuita di un ministero e niente carte se non fnc per chi non ha smartphone
    • Luppolo scrive:
      Re: pin unico

      Con la CNS che doveva essere provvisoria in
      attesa della CIE per tutti l'identità elettronica
      era gratis ma occorre un lettore di
      smarcard
      Tu non ci crederai ma in molti comuni lombardi li regalano ...http://www.provincia.milano.it/altomilanese/istituzioni_e_servizi/Legnano_Amica/Lettori_smart_card_gratuiti.html
  • Atori scrive:
    Fuffaroli
    Un governo di progettisti.Ma non di realizzatori.
  • Luppolo scrive:
    Scontrini farmacia !
    ed entro l'anno successivo gli scontrini della farmacia arriveranno direttamente sulla dichiarazione dei redditi. Meno male, per fare una dichiarazione corretta bisogna uscire dalla farmacia con una decina di scontrini diversi e non lo fa mai nessuno.
  • ... scrive:
    Card, card, card
    Ma quanto piacciono alle PA italiane le Card????C'e' il codice fiscale, quella dell'inps, la carta blu che non ricordo neanche piu' come si chiama...che poi alla fine sono tutte (e dico tutte!!!) associate al codice fiscale della persona.Ma non fanno prima ad usare il codice fiscale e basta? Perche' spendere ogni volta milioni per creare card e spedirle a tutti gli italiani e poi farle finire nel dimenticatoio come sempre?
    • archimandrito scrive:
      Re: Card, card, card
      Non è che piacciano alla P.A. le card hanno una funzione precisa che è la seguente:a) Sei un consulente "ammanicato" con una qualche cricca politico affaristica.b) Hai fatto un progetto "marketing" di una card per una qualche fondazione di quelle che gestiscono le banche e quindi "riciclabile" con poco cut and paste.c) La card trasposta nella pubblica amministrazione serve a "giustificare" la tua fattura alla PA per cui ti ha "sponsorizzato" il tuo politico di riferimento.Non è una spiegazione complicata e come vedi non ha nulla a che che fare col fatto che le card piacciano o meno.
  • Frullatore scrive:
    Decisioni
    ahhahahahaha ridicoli non e' che se diventa elettronica la burocrazia diminuisce, sai la differenza tra tra compilare un modulo di carta e uno elettronico sempre un modulo e', un passacarte rimane sempre tale, passera' invece i file si chiameranno passafile (spero almeno in rete e non con un floppy disk), se poi chi deve prendere decisioni prende tutto il tempo che vuole o purtroppo come capita in uno stato profondamente corrotto come il nostro aspetta la tangente siamo punto a capo almeno usassero tutto software opensource.I furbi continueranno a farlo gli onesti sempre piu' massacrati chi aspetta la tangente continuera' a farlo.Il problema sono quelli che prendono le decisioni.I numeri dei dipendenti statali letti su questo forum non tengono conto di tutte le partecipate e controllate dallo stato poste e ferrovie per esempio, mancano tutti i contratti a tempo determiato come i supplenti scolastici e un'altra marea di voci.
    • Leguleio scrive:
      Re: Decisioni

      I numeri dei dipendenti statali letti su questo
      forum non tengono conto di tutte le partecipate e
      controllate dallo stato poste e ferrovie per
      esempio, Le poste non sono più statali. Su Trenitalia si può discutere.
      mancano tutti i contratti a tempo
      determiato come i supplenti scolastici e un'altra
      marea di
      voci.Mettiamoci anche quelli, se proprio vuoi tirare la statistica per i capelli. Non so se il confronto con i dati esteri funziona anche così, i supplenti della scuola li hanno pure loro. E pure i contratti a tempo determinato nell'impiego statale.
      • Frullatore scrive:
        Re: Decisioni
        - Scritto da: Leguleio

        I numeri dei dipendenti statali letti su
        questo

        forum non tengono conto di tutte le
        partecipate
        e

        controllate dallo stato poste e ferrovie per

        esempio,

        Le poste non sono più statali. Su Trenitalia si
        può discutere.




        mancano tutti i contratti a tempo

        determiato come i supplenti scolastici e
        un'altra

        marea di

        voci.

        Mettiamoci anche quelli, se proprio vuoi tirare
        la statistica per i capelli. Non so se il
        confronto con i dati esteri funziona anche così,
        i supplenti della scuola li hanno pure loro. E
        pure i contratti a tempo determinato nell'impiego
        statale.per i capelli? almeno un milione in piu'
      • Frullatore scrive:
        Re: Decisioni
        ne mancano almeno un milione
        • Leguleio scrive:
          Re: Decisioni

          ne mancano almeno un milioneTolto che non sarei così sicuro di questa cifra, ma ti ricordo che in Italia gli abitanti sono 60 milioni e 700mila. Le cifre proporzionali riferite ad altri Stati sono queste:Svezia: 135 ogni 1.000 cittadiniFrancia: 94 ogni 1.000 cittadiniRegno Unito: 92 ogni 1.000 cittadiniSpagna: 65 ogni 1.000 cittadiniItalia: 58 ogni 1.000 cittadiniDavvero superi la Svezia?
      • archimandrito scrive:
        Re: Decisioni
        - Scritto da: Leguleio
        Le poste non sono più statali. (rotfl)(rotfl)(rotfl)ah davvero?facci l'elenco degli azionisti!non ci vuole molto ce ne è uno solo è il signor "Ministero dell'Economia e delle Finanze".
  • molto dubbioso scrive:
    ma non è un clone del siss ?
    Stavo leggendo il "progetto", ma sono io che non capisco o siamo di fronte a un clone del SISS che esiste da anni in Lombardia ?Con questa carta mi posso interfacciare a un sacco di enti, dall'inps al fisco...Stanno rinventando un sistema che già esiste ?con i nostri soldi ovviamente
  • Mr. Bil scrive:
    Ho smesso di lavorare con le Pa
    La fatturazione elettronica è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lavoravo per delle scuole...gia tecnicamente difficili da gestire a livello informatico...con il durc ho resistito...con il mepa ho sopportato...con la fatturazione elettronica li ho mandati a spendere...era piu il tempo perso a gestire burocrazia che il lavoro da fare...sono nella XXXXX e non trovano nessuno disposto a lav9rare per loro
  • 2014 scrive:
    marca da bollo online???
    ma abolirle invece?
  • Marco Lambrugo scrive:
    Si ma che si mettano d'accordo.
    La digitalizzazione della Pa e' una barzelletta. I sistemi non si parlano.Le amministrazioni devono inviare gli stessi dati a n uffici diversi con n metodologie diverse. Un disastro.
    • Maurizio Landino scrive:
      Re: Si ma che si mettano d'accordo.
      - Scritto da: Marco Lambrugo
      La digitalizzazione della Pa e' una barzelletta.
      I sistemi non si
      parlano.
      Le amministrazioni devono inviare gli stessi dati
      a n uffici diversi con n metodologie diverse. Un
      disastro.Interoperabilità dei dati.Questa realtà conclamata nel mondo globalizzato, sconosciuta od ogni politico italiano. Dovrebbe un requisito ineludibile per qualsiasi fornitura di software alla PA. Ma non è così.
      • marcorr scrive:
        Re: Si ma che si mettano d'accordo.


        Interoperabilità dei dati.
        Questa realtà conclamata nel mondo globalizzato,
        sconosciuta od ogni politico italiano. Dovrebbe
        un requisito ineludibile per qualsiasi fornitura
        di software alla PA. Ma non è
        così.Oltre all'interoperabilità dei dati (che sarebbe già un bel passo in avanti) a me basterebbe iniziassero a configurare dei client email; visto che l'ultima volta che ho lavorato con la PA o perso tre giorni a fare il postino per trasportare fisicamente richieste e le relative risposte risposte da un comune e INPS. Se lo vuoi sapere prima di fare questo ho atteso una settimana che lo facessero tramite mail ma non arrivavano.
        • Maurizio Landino scrive:
          Re: Si ma che si mettano d'accordo.
          - Scritto da: marcorr



          Interoperabilità dei dati.

          Questa realtà conclamata nel mondo
          globalizzato,

          sconosciuta od ogni politico italiano.
          Dovrebbe

          un requisito ineludibile per qualsiasi
          fornitura

          di software alla PA. Ma non è

          così.
          Oltre all'interoperabilità dei dati (che sarebbe
          già un bel passo in avanti) a me basterebbe
          iniziassero a configurare dei client email; visto
          che l'ultima volta che ho lavorato con la PA o
          perso tre giorni a fare il postino per
          trasportare fisicamente richieste e le relative
          risposte risposte da un comune e INPS. Se lo vuoi
          sapere prima di fare questo ho atteso una
          settimana che lo facessero tramite mail ma non
          arrivavano.Se l'interoperabilità dei dati fosse garantita, la comunicazione fra sistemi software diversi sarebbe istantanea. Quindi nel tuo caso l'e-mail o la lettera tradizionale non sarebbero dovute proprio esistere.L'impiegato dell'INPS avrebbe immesso l'informazione nel software del suo ente, mentre quello del comune, accedendo al software della sua struttura lo avrebbe trovato già disponibile.Quando dico già disponibile non intendo un PDF scansionato da un foglio, ma proprio i dati come entità semantiche: trasposti dal modulo proprio dell'inps al quello specifico del comune (ammesso che si trattasse di moduli).
          • marcorr scrive:
            Re: Si ma che si mettano d'accordo.

            Se l'interoperabilità dei dati fosse garantita,
            la comunicazione fra sistemi software diversi
            sarebbe istantanea. Quindi nel tuo caso l'e-mail
            o la lettera tradizionale non sarebbero dovute
            proprio
            esistere.
            L'impiegato dell'INPS avrebbe immesso
            l'informazione nel software del suo ente, mentre
            quello del comune, accedendo al software della
            sua struttura lo avrebbe trovato già
            disponibile.
            Quando dico già disponibile non intendo un PDF
            scansionato da un foglio, ma proprio i dati come
            entità semantiche: trasposti dal modulo proprio
            dell'inps al quello specifico del comune (ammesso
            che si trattasse di
            moduli).Dal mio punto di vista, sfondi una porta aperta.
          • ZLoneW scrive:
            Re: Si ma che si mettano d'accordo.
            D'altronde, e senza alcun intento polemico o denigratorio, se il problema è quello di comfigurare un programma di posta elettronica, ci si aspetterebbe che un dipendente, pubblico o privato, fosse in grado di farselo da solo, visto che a rigor di termini è materia della patente informatica di primo livello per utenti e che si presupporrebbe che ciascun dipendente l'abbia conseguita...:D :D :D
    • Leguleio scrive:
      Re: Si ma che si mettano d'accordo.

      D'altra parte un PIN unico che da solo consente
      di accedere a tutto il sistema della pubblica
      amministrazione fa un po` paura, visti i virus,
      trojan e gli utonti che bazzicano la
      rete.Nello Stato dove abito io hanno introdotto un metodo che fa anche quello un po' paura, ma almeno ha delle difese. L'utente accede al servizio con il suo numero dell'anagrafe (corrisponde al nostro codice fiscale) e una password scelta da lui. Ad ogni utente viene distribuito un foglietto con una serie di numeri. Poi viene abilitato Java, e il servizio chiede di digitare le sei cifre che nel foglietto corrispondono a un numero di quattro cifre, facile da trovare perché è in ordine progressivo. Esauriti tutti i numeri, arriva un nuovo foglietto. Hanno iniziato a utilizzarlo le banche per il servizio netbank, oggi grazie a quello si accede a tutto: al fisco, ai cambiamenti di residenza del Comune, alla posta elettronica certificata, immagino anche ai servizi ospedalieri (mai avuto bisogno). Io sono abbastanza tranquillo, il foglietto con i codici lo tengo in casa e di qui non esce. Se qualcuno però lo portasse in giro perché usa lo smartphone e se lo lasciasse rubare, al ladro, saputo il suo codice fiscale, resterebbe solo da indovinare la password.
      • Luppolo scrive:
        Re: Si ma che si mettano d'accordo.

        Io sono abbastanza tranquillo, il foglietto con i
        codici lo tengo in casa e di qui non esce. Se
        qualcuno però lo portasse in giro perché usa lo
        smartphone e se lo lasciasse rubare, al ladro,
        saputo il suo codice fiscale, resterebbe solo da
        indovinare la
        password.Beh non è facile sapere il codice fiscale (a meno non sia scritto sul foglietto !!!) e tanto meno la password, in quel tempo ti fai dare un foglietto nuovo e annulli quello vecchio, poi cambi la password per sicurezza.Il Rolling Code, è un sistema sicuramente efficace, non sò quanto semplice però, per la sensibilità che hanno la maggior parte degli italiani per queste cose, visto che molti non sanno nemmeno usare il bancomat.Il timore che ho espresso è relativo proprio al fatto che per tagliare i costi e informatizzare, non si possono semplicemente duplicare i servizi attuali come si è fatto fino ad ora con un backup informatico, ma bisogna creare servizi che siano accessibili a tutti e per essere accessibili a tutti, occorre che siano a costo zero e facili da usare, cosa che è difficile coniugare con la sicurezza.
        • Leguleio scrive:
          Re: Si ma che si mettano d'accordo.


          Io sono abbastanza tranquillo, il foglietto
          con
          i

          codici lo tengo in casa e di qui non esce. Se

          qualcuno però lo portasse in giro perché usa
          lo

          smartphone e se lo lasciasse rubare, al
          ladro,

          saputo il suo codice fiscale, resterebbe
          solo
          da

          indovinare la

          password.

          Beh non è facile sapere il codice fiscale (a meno
          non sia scritto sul foglietto !!!) Ahimè no, qui è relativamente facile perché è stampato su una carta che si usa per vari servizi (medico, biblioteca, probabilmente anche per i servizi scolastici e universitari), e una volta smarrita la carta, o rubata assieme al foglietto dei codici, è un attimo. Si può anche sbirciare mentre uno la usa per qualsiasi motivo, in fondo sono 10 cifre, meno di una carta di credito. Per la precisione va detto che il mio identificativo coincide con il codice fiscale perché uso questo servizio con la banca da anni, ma i più recenti hanno un numero a caso, indipendente.
          e tanto meno
          la password, in quel tempo ti fai dare un
          foglietto nuovo e annulli quello vecchio, poi
          cambi la password per
          sicurezza.Sì, senz'altro. Il punto è essere più veloci del malintenzionato che ha sottratto quel foglietto. Più passa tempo, e più sono i potenziali danni che potrebbe fare.
          Il timore che ho espresso è relativo proprio al
          fatto che per tagliare i costi e informatizzare,
          non si possono semplicemente duplicare i servizi
          attuali come si è fatto fino ad ora con un backup
          informatico, ma bisogna creare servizi che siano
          accessibili a tutti e per essere accessibili a
          tutti, occorre che siano a costo zero e facili da
          usare, cosa che è difficile coniugare con la
          sicurezza.Alla Apple hanno semplificato con l'uso dell'impronta digitale. Dici che verrà la stessa idea anche a qualche ministro italiano?
          • Luppolo scrive:
            Re: Si ma che si mettano d'accordo.


            usare, cosa che è difficile coniugare con la

            sicurezza.

            Alla Apple hanno semplificato con l'uso
            dell'impronta digitale. Dici che verrà la stessa
            idea anche a qualche ministro
            italiano?Uhm ... la biometria per come è implementata oggi, non la vedo una soluzione, inoltre a mio parere ci sarebbero parecchie critiche relativamente alla privacy.
    • ZLoneW scrive:
      Re: Si ma che si mettano d'accordo.
      - Scritto da: Luppolo
      Ma non è vero, non facciamo facile demagogia che
      ne fanno già troppa.Permettimi di portarti un esempio diverso: nell'anno del Signore 2014, per avere un certificato di nascita multilingue occorre recarsi fisicamente presso un municipio del comune di nascita, compilare un modulo cartaceo, consegnarlo allo sportello, aspettare qualche gionro e poi tornare a ritirare un certificato cartaceo: perché la richiesta presentata al municipio va all'anagrafe centrale, che poi emette il certificato e lo restituisce fisicamente al municipio che ha ricevuto la richiesta.Questo in una città come Roma, ma in altri comuni non è diverso, a quanto sento.A chi serve un certificato di nascita multilingue? A chi deve andare all'estero, o a chi all'estero già ci sta, che deve chiedere il favore a qualcuno di fare tutta 'sta XXXX per suo conto.Tanto di cappello all'AdE, ma se stiamo ancora alla carta e agli sportelli su cose tutto sommato banali come queste, stiamo messi proprio male.
      Diciamo le cose come stanno, negli ultimi anni la
      pubblica amministrazione ha fatto passi da
      gigante in fatto di informatizzazione.Il problema è che è partita da meno di zero, che il buon senso latita, e che tre passi da gigante all'anno servono a poco quando bisognerebbe farne non meno di cinque, per dire.MA il vero problema consiste nella legiferazione ACDC (no. non mi riferisco al gruppo musicale...), roba che siamo partiti con quindici anni di anticipo nella definizione di standard come la PEC e la firma digitale, e stiamo ancora poco lontani dal palo, con la UE che ci sta scrivendo nei regolamenti "sissì, tutto bello, ma mo' fate un'altra cosa, vi diciamo noi come", dal momento che magari ce ne siamo fregati di interoperabilità e standard preesistenti.
  • Giulia scrive:
    La digitalizzazione non risolve.
    Non vogliono capire che la digitalizazzione a parita di adempimenti non migliora un fico secco, devono diminuire gli adempimenti, non digitalizzarli!!!
    • Esprit scrive:
      Re: La digitalizzazione non risolve.
      Se diminuiscono gli adempimenti vuol dire che metà dei dipendenti PA se ne può stare a casa (invece che fare nulla in ufficio), pensi veramente che si fanno del male da soli ?
      • BSD_like scrive:
        Re: La digitalizzazione non risolve.
        Questo è il PUNTO!!Non è la diminuzione della burocrazia questo programma pur attuato a tutti i cittadini.È solo velocizzare la burocrazia!Saremo cmq tra gli ultimi tra i paesi sviluppati: anche gli altri porteranno a termine programmi di questo tipo, MA CON MENO BUROCRAZIA.Finchè l'Italia ha un numero di dipendenti pubblici paragonabile a quello dell'intera PA FEDERALE statunitense; la burocrazia non potrà essere eliminata.
        • Leguleio scrive:
          Re: La digitalizzazione non risolve.

          Finchè l'Italia ha un numero di dipendenti
          pubblici paragonabile a quello dell'intera PA
          FEDERALE statunitense; la burocrazia non potrà
          essere
          eliminata.Scusa, che c'entra la pubblica amministrazione centrale statunitense, che ha competenze su un numero limitato di materie, essendo uno Stato federale fin dalla fondazione?Vai a sommare i dipendenti di tutte le PA dei 50 Stati + il distretto di Columbia, se vuoi fare un confronto.
          • bubba scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            e cmq per fare una buona tara va usato http://www.eurispes.eu/content/eurispes-uil-pa-italia-falso-mito-su-numero-eccessivo-dipendenti-pubblici (+ un correttivo tipo http://www.affaritaliani.it/libri-editori/ecco-perch-i-dipendenti-pubblici-in-italia-sono-trop.html ). Alla fine non troppi in se, ma mal gestiti distribuiti infognati (via partecipate)
          • Leguleio scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.

            e cmq per fare una buona tara va usato http://www.eurispes.eu/content
            /eurispes-uil-pa-ita... (+ un correttivo tipo
            http://www.affaritaliani.it/libri-editori/ecco-per... ).
            Alla fine non troppi in se, ma mal gestiti
            distribuiti infognati (via partecipate)Eh sì.Il numero in sé in Italia, oggi, non è preoccupante (lo era alcuni decenni fa). È preoccupante che spesso e volentieri siano messi lì a far nulla.
          • Maurizio Landino scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Leguleio

            e cmq per fare una buona tara va usato
            http://www.eurispes.eu/content

            /eurispes-uil-pa-ita... (+ un correttivo
            tipo



            http://www.affaritaliani.it/libri-editori/ecco-per

            Alla fine non troppi in se, ma mal gestiti

            distribuiti infognati (via partecipate)

            Eh sì.
            Il numero in sé in Italia, oggi, non è
            preoccupante (lo era alcuni decenni fa). È
            preoccupante che spesso e volentieri siano messi
            lì a far
            nulla.Dimenticate gli anziani.La PA è un ospizio.Gli anziani non producono ed il lavoro che figura come svolto da x persone è in realtà esebuito da x-n persone, dove n è il numero di "anziani" che la legge Fornero ha contribuito ad aumentare.Potete chiederlo a qualsiasi industrialotto privato se un giovane è "più" produttivo di un anziano. D'altrone è per questo che sono tutti eccitati per i demansionamenti e la libertà di licenziamento.
          • Leguleio scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.



            e cmq per fare una buona tara va usato

            http://www.eurispes.eu/content


            /eurispes-uil-pa-ita... (+ un correttivo

            tipo







            http://www.affaritaliani.it/libri-editori/ecco-per


            Alla fine non troppi in se, ma mal
            gestiti



            distribuiti infognati (via partecipate)



            Eh sì.

            Il numero in sé in Italia, oggi, non è

            preoccupante (lo era alcuni decenni fa).
            È

            preoccupante che spesso e volentieri siano
            messi

            lì a far

            nulla.

            Dimenticate gli anziani.Eheh?! Ma di cosa stiamo parlando?
            La PA è un ospizio.Anche questo forum, temo... :
            Gli anziani non producono ed il lavoro che figura
            come svolto da x persone è in realtà esebuito da
            x-n persone, dove n è il numero di "anziani" che
            la legge Fornero ha contribuito ad
            aumentare.Ecco, sì, una bella stoccata anche alla legge Fornero. Nel prossimo intervento, mi raccomando, una parola anche per il presidente del Consiglio Giuliano Amato, il dottor sottile, e la sua riforma del 1992.
            Potete chiederlo a qualsiasi industrialotto
            privato se un giovane è "più" produttivo di un
            anziano. Crodino è allegria "più", fantasia "più", simpatia "più più più"!Che bello! Ho imparato anche io a usare le virgolette attorno all'avverbio più. :)Solo che continuo a non capire a che servano.
          • Leguleio scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.

            La legge Fornero fa un semplice calcolo
            matematico e se ne frega totalmente della
            *realtà* (sì, è con le stelline attorno). La
            realtà non si legge con le statistiche. I polli
            lo
            dimostrano.La legge Fornero è stata scritta perché non c'erano più soldi. L'INPS ha attualmente un buco di 4,5 miliardi di euro.Nessuno ha detto che doveva piacere, ma i conti non si risanano con il pietismo.
            Nel
            frattempo maledicono una XXXXXXX che con lacrime
            da coccodrillo gli ha rubato 4 anni di vita,
            alcuni degli
            ultimi.
            La vita è solo una, ricordalo.Hai un'alta concezione del lavoro dipendente: a sentir te 4 anni in più al lavoro equivalgono al prolungamento di una pena detentiva di 4 anni.Ora si spiegano molte cose dei commenti precedenti.
        • Maurizio Landino scrive:
          Re: La digitalizzazione non risolve.
          - Scritto da: BSD_like
          Finchè l'Italia ha un numero di dipendenti
          pubblici paragonabile a quello dell'intera PA
          FEDERALE statunitense; Sciocchezze. Dati eurispes 2014 - Dipendenti pubblici ogni 1000 cittadini:Svezia: 135 ogni 1.000 cittadiniFrancia: 94 ogni 1.000 cittadiniRegno Unito: 92 ogni 1.000 cittadiniSpagna: 65 ogni 1.000 cittadiniItalia: <b
          58 </b
          ogni 1.000 cittadiniGermania: 54 ogni 1.000 cittadiniNon so cosa tu intenda per "PA Federale", ma noi non siamo statunitensi, siamo italiani ed abbiamo un sistema sociale europeo. In Italia la densità di dipendenti pubblici è superiore solo alla Germania, e di poco.La PA tedesca/inglese/francese/... è più efficente.Scommetti che i tedeschi/inglesi/francesi/... hanno investito in tecnologie per gestire la cosa pubblica? Lo sai che la PA italiana non investe NULLA in tecnologia, nemmeno quando dice di farlo, perché quegli investimenti diventano PUNTUALMENTE spese inutili?Mercato unico della PA.Un sito web da cui tutte le PA di italia, dai comuni, ospedali, università, ecc... sono OBBLIGATI ad acquistare. Tutta l'itala della PA accede al MEPA. Ogni giorno.Il mepa... un XXXXX java che impiega 30-60 secondi (!) per passare da una pagina all'altra. Utilizza un sistema di routing che mette IN SESSIONE i dati di navigazione (la query string) combinando XXXXXX ogni 2 per 3 (non puoi tenere più pagine aperte, magari per fare un confronto fra prodotti, perché il sito ritiene di sapere meglio di te cosa ti interessa guardare). <i
          Javari, poiché il mepa non è il primo programma che vedo fatto cosi, e gli altri sono anche loro scritti in java: mi spiegate da dove XXXXX l'avete tirata fuori questa idea depravata di mettere le informazioni di navigazione nella sessione utente? Fra i siti java per la PA ne ho trovato pure uno (dell'ISTAT) che addirittura nascondeva la query string con javascript+cookies+sessione. Ma andate a vendere pesci al mercato! </i
          Catalogo fatto con i piedi, dove la presenza di una caratteristica, ad esempio per l'acquisto di un PC, è delegata ad una ricerca "fulltext" su un campo generico, comune a tutti i prodotti (hai capito bene, non esiste un campo in cui selezioni "proXXXXXre", "memoria ram" ecc... ma un'unica descrizione, a totale discrezione - e puntuale errore - del fornitore)Non so se ti è noto che agli impiegati è richiesto di fare comparative e scegliere il prezzo più basso fra beni che non sono comparabili. Esempio sempre dei computer: PC assemblato i5-4Gb-500GB con "scheda madre". Ma va? Credevo che non ci fosse la "scheda madre" in un PC. QUALE DANNATA SCHEDA? Quale modello di I5? Che marca, timing e frequenza la ram? L'hard disk di che classe è?Il fornitore chiede di essere contattato per ulteriori dettagli.Soluzione 1: scartare l'offerta perché non conforme.Soluzione 2: TELEFONARE al fornitore, solitamente sperduto in qualche buco di XXXX di comune d'italia ( = XXXXXXX per l'assistenza/garanzia), perdere tempo e soldi per farlo, perdere altro tempo nell'attendere una conferma formale sulla descrizione del prodotto (ma quanto è formale un'e-mail con scheda tecnica dei componenti allegata, quando <s
          nell'unico luogo deputato all'acquisto il dato non è presente </s
          ?)Soluzione 3: Scegliere un modello di marca (HP, Lenovo, Apple) e stare al "codice prodotto", almeno li sia ha la certezza che le offerte prese in considerazione si riferiscono esattamente allo stesso identico prodotto.Ovviamente tutto il discorso di "risparmio" va a farsi benedire, dato che diventa impossibile acquistare un PC su misura, ed i prezzi per prodotto sono lievi variazioni del prezzo di listino per PC attuali (centesimi), o forti sconti per PC vecchi che in qualunque negozio farebbero da ingombro di magazzino.Vogliamo parlare dei DURC e della utilissima PEC? Il Documento Unico di Regolarità Contributiva, DURC, è un attestato di regolarità contributiva rilasciato dall'INPS alle imprese.Ogni ufficio della PA che faccia acquisti presso imprese private DEVE richiedere all'INPS il DURC dell'impresa. Il DURC, una volta rilasciato, dura 2 mesi. MA ATTENZIONE! Se nell'arco dei 2 mesi di validità vengono fatti più acquisti dallo stesso fornitore, il DURC va richiesto PER OGNI ACQUISTO che viene fatto.Capito? L'INPS ti ha già detto: "sì, tizio è OK con le tasse" e per 2 mesi puoi usare questa informazione, tu però per ogni cosa che compri da tizio devi ricompilare il modulo di richiesta del DURC ed attendere risposta con l'emanazione di un NUOVO DURC.Come viene rilasciato il DURC?L'impiegato accede al sito dell'INPS, entra in una sezione dedicata e compila un complicato modulo di richiesta.E poi?E poi il sito da conferma di regolarità contributiva e permette di scaricare il DURC come ricevuta.NO! Troppo intelligente.Dopo che l'impiegato ha perso tempo a riscrivere per la tregilionesima volta, vita, morte e miracoli della povera impresa, DEVE ATTENDERE.DEVE attendere che una scimmia ammaestrata dai domatori dell'INPS prenda in considerazione la richiesta ed invii SULLA PEC della struttura richiedente (nemmeno dell'impiegato: della struttura) una email il cui oggetto è assolutamente PRIVO DI SIGNIFICATO sinché non viene aperta ed esaminata, contenente in allegato un ulteriore file privo di significato, che una volta aperto rivela i dettagli di firma (in XML mi pare) e finalmente il tanto agognato DURC.Il DURC a quel punto viene RIGOROSAMENTE STAMPATO SU FOTTUTA CARTA ed archiviato con fattura, ordinativo e porcherie varie nell'altrettanto XXXXXXX FALDONE. Il tutto è rimandato alla tesoreria/banca che si occuperanno del pagamento, previa verifica della pubblicazione di quel singolo acquisto sulla sezione "Amministrazione trasparente" del sito della struttura pubblica.Nota a margine: a quanto so, le PEC assegnate anni fa per la ricezione dei DURC sono "speciali". Sono così speciali che non è possibile usarle con dei client, nemmeno con ThunderPEC (thunderbird). L'unico modo di acXXXXX è una rozza interfaccia "webmail".Ma sai cosa succede se il fornitore non è in regola col DURC? La PA è costretta a SOTTRARGLI il compenso dovuto ed a versarlo nelle casse dell'INPS (ulteriore procedura).Potrà sembrare giusto, ma a mio parere è un atteggiamento improprio. E' improprio perché l'irregolarità contribuiva del fornitore non è tanto diversa da una multa per divieto di sosta. Se ti danno una multa, spetta a te pagarla, con tanto di more se non lo fai entro certi tempi. Non è compito dei tuoi clienti/datore di lavoro sottrarti dei soldi e darli ai vigili urbani.Altra considerazione: se l'INPS sa che tizio non paga le tasse, perché non segnala la cosa alla guardia di finanza o agli enti deputati a questo genere di cose? Perché l'impiegato amministrativo di un ospedale, comune, università... deve assolvere a questo compito agendo in maniera proditoria (si fa dare il bene / servizio e poi non paga il dovuto)?
          • Maurizio Landino scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            [Continua dal precedente]Io ho la fortuna di non essere un "impiegato amministrativo" ma un tecnico del settore informatico, che suo malgardo ha la disgrazia di doversi interfacciare con i colleghi amministrativi (per i più disparati motivi).Poveracci.Sia per il lavoro completamente idiota che sono costretti a fare, sia per il fatto che ogni 2-3 anni, a regime 5 (!) spunta qualche nuovo ministro dell'sommo ministero dall'inutilità, che decide di ricambiare tutto per non cambiare NIENTE.Se ogni 2-3 anni cambi le regole, tutto il lavoro di riorganizzazione delle procedure va a farsi benedire e si ricomincia da capo.Ed ulteriore conseguenza di questo non è solo "inefficienza", ma anche spesa aggiuntiva. Perché dopo aver visto il danno che i politici fanno, i dirigenti coscenziosi (insomma...), cercano di collegare i pezzi del puzzle rotto che i vari "esperti della PA" si sono lasciati dietro, magari chiedendo al settore IT (quando si può chiamare in tal modo, nelle PA) di sviluppare software intermedi, o peggio acquistando pacchetti software da aziendine esterne.Questo approccio tuttavia, in un marasma di costanti cambiamenti, modifiche e regolette aggiuntive (che non risolvono nulla, vedi appalti truccati per EXPO, faccende romane, ecc...) è folle. Perché non c'è coordinamento e perché spesso l'acXXXXX ai dati viene fatto al di fuori di ogni congizione di interoperabilità, violando buone pratiche di sicurezza sui dati o imbastendo acrocchi mostruosi di data mining che cadono al primo soffio di vento.La situazione delle PA è PESSIMA. Ma sinché non verranno prese delle scelte razionali, realmente orientate all'efficenza e semplicità delle procedure (e non alla convenienza degli enti partecipati, magari pure politicizzati/lottizzati), sarà sempre peggiore.Non conosco i termini del lavoro della ministro Madia, quindi mi astengo da commenti. Spero in bene, ma ho poche illusioni.
          • Etype scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            Però ci hai dato dentro eh, +1 per l'impegno :)Ma dai non può essere così disastrata la nostra PA :)
          • lorenzo scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            un consiglio ... per farsi i pc sul MEPA cercando il codice prodotto originale del produttore e barcamenandosi tra i vari errori di server sovraccarico , ordini generati con la data del mese prima ed altre amenita' , e' possibile acquistare i pezzi sfusi ( ma non si riesce quasi mai a prendere un pc completo da un solo fornitore , quindi servono piu' CIG presso l' exAVCP e piu' ordini per un solo PC , bisogna pero' farsi dare un account come punto istruttore anche se si e' tecnici e farsi parte del lavoro da soli . Quanto al risparmio che ne dovrebbe conseguire ... no comment che e' meglio .
          • gerry scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Etype
            Però ci hai dato dentro eh, +1 per l'impegno :)

            Ma dai non può essere così disastrata la nostra
            PA
            :)Ciao, altro PA, confermo.Io lavoro in università, ogni ministro dell'istruzione dalla Gelmini in poi ha cambiato le modalità di ammissione alle lauree nazionali (medicina, odontoiatria, architettura).5/6 procedure diverse, con scritture e riscritture di procedure, software e controlli.
          • Antonio Rossi scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            Lavoro pure io in un CED della PA e ti confermo tutto quanto scrittoe ne avrei tante da aggiungere pure ioLa situazione è molto più drammatica infatti...- Scritto da: Etype
            Però ci hai dato dentro eh, +1 per l'impegno :)

            Ma dai non può essere così disastrata la nostra
            PA
            :)
          • Etype scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Antonio Rossi
            Lavoro pure io in un CED della PA e ti confermo
            tutto quanto
            scritto
            e ne avrei tante da aggiungere pure io

            La situazione è molto più drammatica infatti...e facci qualche esempio no,hai 7000 caratteri ...
          • Fogin Laied scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            In italia l ottica di chi gestisce la cosa pubblica spesso non è indirizzata verso l efficienza della stessa ma verso il proprio tornaconto personale e possiamo dire che sotto questo aspetto la pubblica amministrazione spesso funziona (senza nulla togliere a coloro che lavorano nel pubblico seriamente)Nel mio piccolo ho avuto a che fare di persona con l inps un paio di anni fa e spero sinceramente di non dover più ripetere l' esperienza...
          • marcorr scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.

            Nel mio piccolo ho avuto a che fare di persona
            con l inps un paio di anni fa e spero
            sinceramente di non dover più ripetere l'
            esperienza...Beato te che l'hai dovuto fare una volta sola.Io, come artigiano, ci ho a che fare continuamente.
          • opensipa scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.

            Io ho la fortuna di non essere un "impiegato
            amministrativo" ma un tecnico del settore
            informatico, che suo malgardo ha la disgrazia di
            doversi interfacciare con i colleghi
            amministrativi (per i più disparati
            motivi).
            Poveracci.Iscriviti ad opensipa.it e ne parliamo insieme ;-)PS: questo messaggio non è da ritenersi SPAM in quanto non pubblicizza nessun servizio per il quale ci sia ritorno economico diretto o indiretto.
          • Passante scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: opensipa

            Io ho la fortuna di non essere un "impiegato

            amministrativo" ma un tecnico del settore

            informatico, che suo malgardo ha la

            disgrazia di

            doversi interfacciare con i colleghi

            amministrativi (per i più disparati

            motivi).

            Poveracci.


            Iscriviti ad opensipa.it e ne parliamo insieme ;-)

            PS: questo messaggio non è da ritenersi SPAM in
            quanto non pubblicizza nessun servizio per il
            quale ci sia ritorno economico diretto o
            indiretto.Vedo pochissime discussioni in corso, un peccato.
          • opensipa scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Passante
            - Scritto da: opensipa


            Io ho la fortuna di non essere un
            "impiegato


            amministrativo" ma un tecnico del
            settore


            informatico, che suo malgardo ha la


            disgrazia di


            doversi interfacciare con i colleghi


            amministrativi (per i più disparati


            motivi).


            Poveracci.





            Iscriviti ad opensipa.it e ne parliamo
            insieme
            ;-)



            PS: questo messaggio non è da ritenersi SPAM
            in

            quanto non pubblicizza nessun servizio per il

            quale ci sia ritorno economico diretto o

            indiretto.

            Vedo pochissime discussioni in corso, un peccato.No no, vedi solo quelle pubbliche, devi registrarti per accedere alle altre, ce ne sono decine. Tra l'altro il forum è stato appena cambiato, ce ne sono centinaia sulla vecchia piattaforma.L'acXXXXX è dato solo ai dipendenti delle PA addetti all'informatica, tecnici, amministrativi o dirigenti.E' una comunità interessante, secondo me PI dovrebbe scriverci un articolo ;-)E' interessante perché è un classico movimento nato mancanze di risposte da parte di chi dovrebbe darle, si parla di tutto, dagli adempimenti, leggi ecc a cose più tecniche. Ovviamente non si sostiusce ai vari forumtecnici e di assistenza, ma le problematiche di cui si parla sono ovviamente legate alle esigenze delle PA.
          • opensipa scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.


            Vedo pochissime discussioni in corso, un peccato.Anzi, ti do' maggiori info: se ti registri, ad oggi ci sono 179 argomenti thread aperti, 883 messaggi, 154 "mi piace" (Discourse ha un cuore per apprezzare i post), 321 utenti (ma opens ipa ne ha oltre 650 ed è in crescita).Tra gli ultimi argomenti si parla di firma digitale su adobe reader, PEC rifiutate, segnalazione corso su android, discussione su esternalizzazione, discussione sui digital chmapion e tanto altro.
          • gerry scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Maurizio Landino
            [Continua dal precedente]

            Sia per il lavoro completamente idiota che sono
            costretti a fare, sia per il fatto che ogni 2-3
            anni, a regime 5 (!) spunta qualche nuovo
            ministro dell'sommo ministero dall'inutilità, che
            decide di ricambiare tutto per non cambiare
            NIENTE.

            Se ogni 2-3 anni cambi le regole, tutto il lavoro
            di riorganizzazione delle procedure va a farsi
            benedire e si ricomincia da
            capo.
            Ed ulteriore conseguenza di questo non è solo
            "inefficienza", ma anche spesa aggiuntiva.Confermo tutto, parola per parola (PA università)
          • Pippo scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            Il DURC vale 120 gg da mesi, ormai...
          • marcorr scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Pippo
            Il DURC vale 120 gg da mesi, ormai...Tu dici IL DURC. Per prima cosa l'utente prma di me ha citato il DURC dell'INPS ma per essere in regola devi procurarti anche il DURC dell'INAIL. Perché sono due cose diverse (OK la procedura per averli è la stessa ma devi fare le stesse cose in 2 uffici diversi, ergo rottura doppia).Ma per fatturare il DURC di cui sopra non va più bene. Ne serve un altro. Stessa procedura, stessi uffici ma nuova richiesta.Ora il genio che ha chiamato questo documento Documento UNICO di Regolarità Contributiva (fatevi l'acrostico) forse non ha presente il significato di unico.
          • marcorr scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: marcorr
            - Scritto da: Pippo

            Il DURC vale 120 gg da mesi, ormai...

            Tu dici IL DURC. Per prima cosa l'utente prma di
            me ha citato il DURC dell'INPS ma per essere in
            regola devi procurarti anche il DURC dell'INAIL.
            Perché sono due cose diverse (OK la procedura per
            averli è la stessa ma devi fare le stesse cose in
            2 uffici diversi, ergo rottura
            doppia).
            Ma per fatturare il DURC di cui sopra non va più
            bene. Ne serve un altro. Stessa procedura, stessi
            uffici ma nuova
            richiesta.
            Ora il genio che ha chiamato questo documento
            Documento UNICO di Regolarità Contributiva
            (fatevi l'acrostico) forse non ha presente il
            significato di
            unico.Mi correggo da solo, la richiesta del primo DURC è fatta solo a uno dei due enti che da risposta per tutti e due. Ma il resto è corretto.
          • Vault Dweller scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            Come "javista" o programmatore di sistemi ERP distibuiti; ti posso dire che probabilmente il portale in questione è stato fatto in uno dei seguenti modi: - JSF con dati trasmessi generalmente tramite POST e salvati in Bean SessionScoped: questo benché possa essere il modo corretto di lavorare per applicazione dallo scope conenuto e dal workflow ben definito non è l'ideale per un portale, per il quale sarebbe opportuno salvare parte delle informazioni in SessionScope (login, carrello, ...) e parte in ViewScope (elemento da visualizzare, filtro di ricerca, datalist di ritorno, ...) - Servlet scritto veramente male, ma di solito per questi i dati vengono passati come parametri in GET e dunque a meno che lo sviluppatore non abbia bevuto e salvi dei dati in sessione tramite l'ExternalContext, il sistema dovrebbe risultare stateless e totalmente parametrizzato nell'url.
          • Antonio Rossi scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            Lavoro nel CED di una Pa e ti STRAQUOTO!leggi e regolamenti relativi all'informatica fatti con i piedi...L'Italia ha 8.057 Comuni e ancora sto cavolo di Stato non li ha dotati di un software unico per permettergli di gestire l'anagrafe/stampa delle carte di identità e tessere elettorali...e questi pensano al PIN Unico...Ma ci vuole tanto ad assumere 300 programmatori e fargli creare i software che gli enti devono usare? Senza tutte ste menate degli standard dei dati, in flussi xml,csv e pippe varie che sono standard per 3 mesi e poi la circolare è gia vecchia e non prende già più in considerazione le nuove esigenze?Ma che facessero un software per gesire l'anagrafe, uno per gestire la ragioneria, uno per gestire il protocollo, ne fanno uno a livello di stato e ogni ente deve usare quello, punto, stesso software = facilità di comunicazione con gli altri enti.- Scritto da: Maurizio Landino
            - Scritto da: BSD_like

            Finchè l'Italia ha un numero di dipendenti

            pubblici paragonabile a quello dell'intera PA

            FEDERALE statunitense;

            Sciocchezze.
            Dati eurispes 2014 - Dipendenti pubblici ogni
            1000
            cittadini:

            Svezia: 135 ogni 1.000 cittadini
            Francia: 94 ogni 1.000 cittadini
            Regno Unito: 92 ogni 1.000 cittadini
            Spagna: 65 ogni 1.000 cittadini
            Italia: <b
            58 </b
            ogni 1.000
            cittadini
            Germania: 54 ogni 1.000 cittadini

            Non so cosa tu intenda per "PA Federale", ma noi
            non siamo statunitensi, siamo italiani ed abbiamo
            un sistema sociale europeo. In Italia la densità
            di dipendenti pubblici è superiore solo alla
            Germania, e di
            poco.

            La PA tedesca/inglese/francese/... è più
            efficente.
            Scommetti che i tedeschi/inglesi/francesi/...
            hanno investito in tecnologie per gestire la cosa
            pubblica? Lo sai che la PA italiana non investe
            NULLA in tecnologia, nemmeno quando dice di
            farlo, perché quegli investimenti diventano
            PUNTUALMENTE spese
            inutili?

            Mercato unico della PA.
            Un sito web da cui tutte le PA di italia, dai
            comuni, ospedali, università, ecc... sono
            OBBLIGATI ad acquistare.

            Tutta l'itala della PA accede al MEPA. Ogni
            giorno.
            Il mepa... un XXXXX java che impiega 30-60
            secondi (!) per passare da una pagina all'altra.

            Utilizza un sistema di routing che mette IN
            SESSIONE i dati di navigazione (la query string)
            combinando XXXXXX ogni 2 per 3 (non puoi tenere
            più pagine aperte, magari per fare un confronto
            fra prodotti, perché il sito ritiene di sapere
            meglio di te cosa ti interessa guardare).


            <i
            Javari, poiché il mepa non è il primo
            programma che vedo fatto cosi, e gli altri sono
            anche loro scritti in java: mi spiegate da dove
            XXXXX l'avete tirata fuori questa idea depravata
            di mettere le informazioni di navigazione nella
            sessione utente? Fra i siti java per la PA ne ho
            trovato pure uno (dell'ISTAT) che addirittura
            nascondeva la query string con
            javascript+cookies+sessione. Ma andate a vendere
            pesci al mercato! </i



            Catalogo fatto con i piedi, dove la presenza di
            una caratteristica, ad esempio per l'acquisto di
            un PC, è delegata ad una ricerca "fulltext" su un
            campo generico, comune a tutti i prodotti (hai
            capito bene, non esiste un campo in cui selezioni
            "proXXXXXre", "memoria ram" ecc... ma un'unica
            descrizione, a totale discrezione - e puntuale
            errore - del
            fornitore)

            Non so se ti è noto che agli impiegati è
            richiesto di fare comparative e scegliere il
            prezzo più basso fra beni che non sono
            comparabili.


            Esempio sempre dei computer:
            PC assemblato i5-4Gb-500GB con "scheda madre".
            Ma va? Credevo che non ci fosse la "scheda madre"
            in un PC.

            QUALE DANNATA SCHEDA? Quale modello di I5? Che
            marca, timing e frequenza la ram? L'hard disk di
            che classe
            è?

            Il fornitore chiede di essere contattato per
            ulteriori
            dettagli.

            Soluzione 1: scartare l'offerta perché non
            conforme.
            Soluzione 2: TELEFONARE al fornitore, solitamente
            sperduto in qualche buco di XXXX di comune
            d'italia ( = XXXXXXX per l'assistenza/garanzia),
            perdere tempo e soldi per farlo, perdere altro
            tempo nell'attendere una conferma formale sulla
            descrizione del prodotto (ma quanto è formale
            un'e-mail con scheda tecnica dei componenti
            allegata, quando <s
            nell'unico luogo
            deputato all'acquisto il dato non è presente
            </s

            ?)
            Soluzione 3: Scegliere un modello di marca (HP,
            Lenovo, Apple) e stare al "codice prodotto",
            almeno li sia ha la certezza che le offerte prese
            in considerazione si riferiscono esattamente allo
            stesso identico
            prodotto.
            Ovviamente tutto il discorso di "risparmio" va a
            farsi benedire, dato che diventa impossibile
            acquistare un PC su misura, ed i prezzi per
            prodotto sono lievi variazioni del prezzo di
            listino per PC attuali (centesimi), o forti
            sconti per PC vecchi che in qualunque negozio
            farebbero da ingombro di
            magazzino.

            Vogliamo parlare dei DURC e della utilissima PEC?


            Il Documento Unico di Regolarità Contributiva,
            DURC, è un attestato di regolarità contributiva
            rilasciato dall'INPS alle
            imprese.
            Ogni ufficio della PA che faccia acquisti presso
            imprese private DEVE richiedere all'INPS il DURC
            dell'impresa.

            Il DURC, una volta rilasciato, dura 2 mesi. MA
            ATTENZIONE! Se nell'arco dei 2 mesi di validità
            vengono fatti più acquisti dallo stesso
            fornitore, il DURC va richiesto PER OGNI ACQUISTO
            che viene
            fatto.
            Capito? L'INPS ti ha già detto: "sì, tizio è OK
            con le tasse" e per 2 mesi puoi usare questa
            informazione, tu però per ogni cosa che compri da
            tizio devi ricompilare il modulo di richiesta del
            DURC ed attendere risposta con l'emanazione di un
            NUOVO
            DURC.
            Come viene rilasciato il DURC?
            L'impiegato accede al sito dell'INPS, entra in
            una sezione dedicata e compila un complicato
            modulo di
            richiesta.
            E poi?
            E poi il sito da conferma di regolarità
            contributiva e permette di scaricare il DURC come
            ricevuta.
            NO! Troppo intelligente.
          • ZLoneW scrive:
            Re: La digitalizzazione non risolve.
            - Scritto da: Antonio Rossi
            Lavoro nel CED di una Pa e ti STRAQUOTO!
            leggi e regolamenti relativi all'informatica
            fatti con i piedi......
            Ma ci vuole tanto ad assumere 300 programmatori e
            fargli creare i software che gli enti devono
            usare?...
            Ma che facessero un software per gesire
            l'anagrafe, uno per gestire la ragioneria, uno
            per gestire il protocollo, ne fanno uno a livello
            di stato e ogni ente deve usare quello, punto,
            stesso software = facilità di comunicazione con
            gli altri enti.Secondo me, la PA non deve fare programmi "buoni per tutti": deve tuttavia standardizzare formati e metodi di scambio dati, che restino gli stessi per almeno un paio di lustri e no per un paio di mesi. Poi chi vuole e/o chi è in grado sviluppa il sofware secondo quegli standard previsti dalla PA, che magari fornisce pure metodi per "certificare" formati e metodi (come avviene con la Fattura Elettronica, ad esempio, e come NON avviene per i protocolli elettronici "a norma").E visto quanto previsto dall'art.68 del CAD, sarebbe pure ora che qualcuno obbligasse AgIG a tenere un registro unico dei software Open Source e di quelli sviluppati per la PA che rispondono ai suddetti ipotetici standard, senza costringere la gente a sbattersi in giro per trovarli.Ma stiamo ancora aspettando che la carta d'identità elettronica e la carta telematica dei servizi arrivino in tutte le tasche per essere usate come era stato originariamente previsto, figuriamoci... in un paese che ogni santo anno rivoluziona il regime fiscale a cui sono sottoposte le abitazioni private (tanto per fare un esempio), generando sprechi immani per le operazioni di verifica e controllo automatizzate.
      • mascusa scrive:
        Re: La digitalizzazione non risolve.
        - Scritto da: Esprit
        Se diminuiscono gli adempimenti vuol dire che
        metà dei dipendenti PA se ne può stare a casa
        (invece che fare nulla in ufficio), pensi
        veramente che si fanno del male da soli
        ?Mafia Capitale insegna che non se ne stanno proprio con le mani in mano.
    • Maurizio Landino scrive:
      Re: La digitalizzazione non risolve.
      - Scritto da: Giulia
      Non vogliono capire che la digitalizazzione a
      parita di adempimenti non migliora un fico secco,
      devono diminuire gli adempimenti, non
      digitalizzarli!!!Devono diminurirli ed automatizzarli.Il 90% dei controlli manuali, debitamente firmati e timbrati, possono tranquillamente essere gestiti da un computer, se non totalmente rimossi perché in un contesto informatico inutili.Ma "questi" con la scusa dell'informatizzazione hanno semplicemente tolto le "macchine per scrivere" ed al loro posto hanno messo un PC. Di contorno hanno sperperato soldi pubblici per attivare una moltitudine di "portali" e servizi scoordinati fra loro e quindi inutilmente ripetitivi.Non cambia nulla se al posto di gestire "fogli di carta" le persone devono gestire "file".La PA italiana tutt'ora sposta, legge e riscrive "files" con le manine.Non è informatica questa. E' una farsa.
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