Spazio, rincorsa alla Luna

La Cina si prepara a "conquistare" la Luna con il suo rover alla ricerca di materiali da recuperare, mentre NASA pensa a missioni umane e in Giappone propongono fantaprogetti energetici. Nel frattempo, su Marte...
La Cina si prepara a "conquistare" la Luna con il suo rover alla ricerca di materiali da recuperare, mentre NASA pensa a missioni umane e in Giappone propongono fantaprogetti energetici. Nel frattempo, su Marte...

Si è svolto con successo il lancio di Chang’e-3, missione cinese diretta verso la Luna partita domenica a bordo del razzo vettore Lunga Marcia-3B dal centro di lancio di Xichang, nella provincia sudoccidentale del Sichuan. Obiettivo: approdare sul satellite terrestre e mettersi alla ricerca di risorse e minerali potenzialmente sfruttabili qui sulla Terra.

Ammantata del tipico patriottismo cinese, Chang’e-3 dovrebbe arrivare sulla Luna entro la metà di dicembre per depositare Yutu (o Coniglio di Giada) e dare così inizio alla missione esplorativa. Il rover effettuerà campionamenti geologici alla ricerca di risorse naturali, con gli scienziati asiatici che descrivono il satellite come una fonte potenzialmente “magnifica” di minerali e altre fonti energetiche da sfruttare in prospettiva futura.

Al di là dell’obiettivo di missione specifico, il presidente cinese Xi Jinping ha salutato Chang’e-3 come una “missione di pace” che però intende garantire alla Cina una posizione di “superpotenza” nella nuova corsa all’esplorazione spaziale.

E la Cina non è sola, nel tentativo di sfruttare la Luna come fonte energetica futuribile ma anche estremamente promettente: la corporation giapponese Shimizu Corp. propone il mastodontico progetto LUNA RING , un anello di pannelli solari largo 400 chilometri ed esteso lungo tutto l’equatore lunare (oltre 11.000 chilometri) da installare con robot controllati da remoto (sulla Terra) per raccogliere l’energia dei raggi solari e poi trasferirla tramite laser sulle stazioni riceventi sul nostro Pianeta.

Anche NASA pensa (ancora) alla Luna, anche se i fondi latitano: la (ex?) superpotenza spaziale che ha portato l’uomo sul satellite terrestre intende farvi ritorno (sul lato nascosto) con nuovi astronauti entro il 2028, giusto in tempo per mettere a frutto i risultati del progetto Orion.

Le iniziative spaziali più chiacchierate del momento non possono certo trascurare Marte, e infatti Marte è la destinazione della missione indiana Mangalyaan (Mars Orbiter Mission o MOM) con cui l’altro gigante asiatico vuole provare la propria capacità di raggiungere l’orbita del Pianeta Rosso e condurre esperimenti scientifici. Anche Craig “DNA” Venter pensa a Marte con la sperimentazione di una tecnologia per la ricerca di vita extraterrestre .

Alfonso Maruccia

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03 12 2013
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