Speciale ECDL/ A chi serve e perché

La chiamano patente europea ma di europeo ha ben poco. La definiscono uno standard ma per molti non lo è. Eppure si è imposta sul mercato. Un'anomalia italiana?


Roma – Quella della ECDL è una storia molto particolare fatta di equivoci, di buona fede (in parte), di chimere e magiche prospettive lavorative spesso disattese. Se poi si vuole guardare in trasparenza si scopre che la patente non è nemmeno “europea”. Infatti “non esiste alcun sistema di certificazione o di qualificazione europea”, parola del commissario europeo Viviane Reding , in risposta ad una interrogazione del 2001 del deputato europeo Francesco Musetto. Ma ad oggi le cose non sono cambiate.

ECDL è la sigla di European Computer Driving Licence , è un attestato che certifica il possesso delle competenze informatiche di base, verificate mediante il superamento di sette esami, il cui contenuto è definito a livello internazionale nel Syllabus. Materialmente è costituito da un certificato cartaceo, sottoscritto dal presidente di AICA e timbrato, in cui sono riportati i dati anagrafici della persona che lo ha conseguito e un identificativo numerico (corrispondente alla sua Skills Card). Tale certificato non ha valore legale di titolo di studio .

Nel nostro Paese ha avuto una diffusione enorme (i dati lo confermano) grazie all’operato di AICA , l’associazione non profit unica titolare riconosciuta a distribuire e conferire gli attestati con questa denominazione. Giova ricordare come tale certificazione sia solo uno standard capace di stabilire il grado di “alfabetizzazione” (meglio di “confidenza”) con l’hardware. Come è stato possibile allora la creazione di una posizione dominante?

Il rapporto Eurispes sul mondo delle certificazioni in Italia (ottobre 2004) non risparmia critiche sull’uso strumentale della bandiera della UE e parla di “evidente stortura del regime di concorrenza, determinata dal persistere di una equivoca interpretazione sulla valenza” della ECDL. Tutto questo secondo i più critici “ha portato un danno non solo per le imprese che forniscono altre certificazioni dello stesso genere, ma anche nei confronti dei cittadini, delle imprese e delle Pubbliche amministrazioni che, per l’effetto distorsivo sono condotti a ritenere che non esista altra forma di certificazione equipollente”. Ecco dunque “l’anomalia italiana”.

La cosa più grave – secondo lo studio Eurispes – è costituita dai “tentativi di giungere ad un monopolio riconosciuto ex lege, tramite la presentazione di due disegni di legge al Senato e alla Camera”. Come se non bastasse, l’Eurispes parla esplicitamente di una “intensa attività di lobbying da parte di AICA”.

La sola ditta italiana a proporre altre certificazioni dal lato utente, Tesi Automazione , ha visto riconoscere la legittimità dei propri standard dopo una sentenza del TAR ed un parere dell’Autorità garante del mercato che hanno bocciato la menzione esclusiva nei programmi ministeriali che alla ECDL era stata garantita in un primo tempo dal Dipartimento all’Innovazione. Ma la diffusione dei titoli alternativi non supera il 2 per cento circa, contro il 98 dell’ECDL di AICA.

Infine, acclarando esclusivamente la dimestichezza e le conoscenze basilari per potersi “relazionare” con un computer (cosa molto diversa da saper utilizzare software specifici), la ECDL non sembra aver avuto, non ancora almeno, un impatto dirompente nel mondo del lavoro. Nel futuro bisognerà puntare su conoscenze più specialistiche e competenze settoriali. Un’esigenza avvertita anche da AICA che ha lanciato l’ Eucip , European Certification of It Professionals , per certificare le competenze professionali acquisite e che si posiziona diversi gradini più in alto rispetto alla ECDL, destinata comunque a rimanere il battistrada della certificazione.

Alessandro Biancardi



Punto Informatico: Perché è nata la ECDL? Con quali scopi?
Giulio Occhini (direttore generale AICA): L’iniziativa ECDL risale alla metà degli anni ’90, quando il Cepis si pose l’obiettivo di favorire l’alfabetizzazione informatica nei paesi europei – in sintonia con le direttive UE – attraverso una certificazione indipendente delle competenze, con un occhio alle esigenze del mondo del lavoro.

PI: Se guarda a quanto fatto fino ad oggi c’è da essere soddisfatti?
GO: Il fatto che l’ECDL sia oggi la certificazione informatica di gran lunga più diffusa in Europa dimostra che gli obiettivi sono stati raggiunti. Si può addirittura affermare che, in casi come l’Italia, l’ECDL è stato lo strumento grazie a cui è stata introdotta la cultura della certificazione delle competenze.

PI: Nei prossimi anni avrà ancora senso parlare di ECDL? Non si andrà verso una sua estinzione a favore di certificazioni più specifiche e professionali?
GO: L’esigenza dell’alfabetizzazione informatica è destinata a sussistere anche nei prossimi anni. L’ECDL si sta articolando su più livelli di complessità crescente (Core, Advanced, Specialist), sempre però rivolti al mondo dell’utenza. Le certificazioni professionali si pongono su un piano diverso.

PI: C’è niente che AICA debba rimproverarsi sulla gestione della ECDL alla luce dei ricorsi al TAR da parte di ditte che rivendicano pari dignità per le loro certificazioni?
GO: Non si tratta di pari dignità delle certificazioni ma di distinguere tra certificazioni “vendor”, relative cioè alla capacità d’uso di specifici prodotti dei vendor, e certificazioni indipendenti, intrinsecamente multipiattaforma.

PI: Dopo la sentenza del TAR cosa è cambiato? Ci saranno conseguenze per la ECDL?
GO: La decisione del TAR era relativa ad uno specifico progetto (“Vola con Internet”) del Ministero e non ha praticamente inciso sulla diffusione della certificazione ECDL.

PI: C’è un atteggiamento quasi reverenziale nei confronti della ECDL ancora oggi e lo si vede anche presso la pubblica amministrazione…
GO: L’apprezzamento della P.A. (inclusa scuola e università) è dovuta proprio alle sue caratteristiche di indipendenza dai vendor e dalla sua aderenza alle esigenze del mondo del lavoro.

PI: Secondo lei la ECDL ha davvero aiutato tutti i possessori del certificato a trovare più facilmente lavoro? Le nozioni imparate e certificate sono servite davvero sul posto di lavoro?
GO: Come documentato dalle ricerche sulla “ignoranza informatica” sviluppate dall’AICA in collaborazione con l’università Bocconi, la risposta è decisamente positiva.



Punto Informatico: Che ne pensa dell’ECDL? Pensa che abbia soddisfatto le aspettative?
Angela Scalia (Responsabile ufficio legale Tesi Automazione): Lo scopo era creare un sistema di attestazione delle competenze informatiche. Ha avuto un notevole riscontro ed è diventato un fattore sociale e culturale. La ECDL, tuttavia, si è tramutata col tempo in un redditizio business condotto da AICA che poco di meritorio ha ai fini sociali ed educativi. Progetto lecito nei propositi…

PI: Come è stato possibile che ECDL sia stata considerata una sorta di “certificazione unica”, standard, e di riferimento?
AS: E’ stato l’uso strumentale del nome “Patente europea del computer” e l’ignoranza che in buona fede ha indotto enti ed utenti a ritenerla erroneamente come l’unica certificazione spendibile e riconosciuta dall’Unione Europea. Oggi è il classico caso all’italiana…

PI: Dopo la sentenza del TAR come è cambiata la vostra attività?
AS: Con la sentenza del TAR e con il parere espresso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato abbiamo avuto legittimamente dimostrata la pari possibilità di riconoscimento e utilizzo delle altre certificazioni informatiche nel mercato italiano.
Una situazione che ha fruttato ad AICA un giro di affari di oltre circa 180 milioni di euro (circa 360 miliardi delle vecchie lire)? niente male per una società non a scopo di lucro.

PI: In che cosa si distinguono le vostre certificazioni?
AS: Sia Microsoft Office Specialist che IC3 sono dei veri e propri programmi completi di Formazione e Certificazione, cioè forniscono ai Centri di Formazione e agli utenti tutti i prodotti e servizi necessari per la filiera dell’attività formativa.

PI: ECDL ce l’ha un futuro possibile?
AS: L’intero sistema è destinato a diffondersi e diventare uno standard da inserire nel proprio curriculum, come già succede in altri paesi più avanzati di noi. ECDL nel futuro dovrà necessariamente confrontarsi con un mercato aperto.

PI: La grande spinta verso l’ECDL, la diffusione di corsi, bandi e promozioni di ogni genere secondo lei sta aiutando i “diplomati” a trovare un impiego in un mondo del lavoro così competitivo e difficile come quello di oggi?
AS: Le aspettative sono state deluse dalla scarsa conoscenza e competenza informatica che è richiesta per superare l’esame. Ciò ha portato alla percezione che chi possiede la certificazione ECDL sappia poco o niente. Nei colloqui di lavoro solitamente non viene considerato come titolo di merito.

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  • Anonimo scrive:
    Sono d'accordo
    Sono d'accordo con voi.
  • Anonimo scrive:
    Re: Bluetooth sempre attivo?

    E poi mi collego spesso dal mio portatile per
    scaricare la posta, cosa vuoi, sono talmente
    stupido che non ho bisogno di andare in ufficio
    tutti i giorni o utilizzare i comodissimi cavi di
    collegamento.azz che portata che ha il tuo bluetooth!PS: ecco cosa mi ha fatto venire in mente il tuo post...http://www.soft-land.org/cgi-bin/doc.pl?doc=/storie/04/story44PPS: in effetti il bluetooth è molto comodo... anche gli activex sono comodi... si tratta sempre di valutare se nel proprio contesto i pro superano i contro o no. spero che la tua scelta sia nata da una valutazione come questa. la mia che avrà più o meno lo stesso valore della tua invece mi ha portato a pensare: il bluetooth deve ancora maturare (come pensai per la prima generazione di wep). Quella dell'articolo è più simile alla mia, attenzione, se proprio dovete accenderlo inun luogo pubblico tenetelo in modalità non visibile, altrimenti, meglio accenderlo solo in un posto sicuro.
    • GreenDrake scrive:
      Re: Bluetooth sempre attivo?

      ecco cosa mi ha fatto venire in mente il tuo post...
      http://www.soft-land.org/cgi-bin/doc.pl?doc=/storiBeh si, il rischio è sempre presente.La possibilità di connettere palmare e telefono o portatile i telefono senza fili ti permette di lavorare bene senza ammennicoli che ti pendono da tutte le parti con i connettori che si rompono subito.Per me la fine del BT, alcune applicazioni, ci sarà con una migliore integrazione, p.es gli smarphone.Poi vabbè, al peggio non c'è mail fine: le mappature alla centralina aftermarket della motocicletta io le posso cambiare al volo, durante la marcia. Prima dovevo togliere la sella e collegarla via USB al palmare o al PC, adesso posso passare dalla modalità, chessò, 'Sport' a quella 'Economy' anche con i guanti invernali pigiando sui tasti del palmare, mentre la guido.In questo caso, un pò geek in effetti, ho aggiunto un accessorio che trovi sono nelle macchine, spendendo un infinitesimo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bluetooth sempre attivo?

        adesso posso passare
        dalla modalità, chessò, 'Sport' a quella
        'Economy' anche con i guanti invernali pigiando
        sui tasti del palmare, mentre la guido.Sempre che non ti si affianchi uno del team Honda a smapparti la centralina via Bluetooth...:) :) :)Il senso del mio discorso è:si è rivelata una tecnologia con un bel po di buchi aperti, IMHO come dico da altre parti dopo il concorso per l'AES e l'interesse che si è calamitato sulle sue applicazioni da livello di smartcard in su, avrebbero potuto fare riferimento a sue implementazioni supereconomiche per costi e risorse ma con ben altri livelli di sicurezza. Possiamo usarla con un po di attenzione (tenendolo di default spento o almeno invisibile, usandolo solo su necessità immediata in un posto sicuro) e aspettare che il prodotto maturi sul fronte della sicurezza, oppure usarlo subito ed estensivamente, ma è un po come gli activex, comodi comodi ma che ci riempiono di schifezze pericolose!Tutto sta a valutare i pro ed i contro.
  • Anonimo scrive:
    Re: dubbi

    Perche' e' giusto che la gente sappia.Ok, ma tra informare e fare allarmismo ne passa.Basta usarlo solo quando serve, perchè tenerlo sempre attivo e in modalità visibile? Perchè è comodo? Certo, ma magari lo si userà così quando saremo informati che i problemi di sicurezza sono minori di oggi, oggi non ha senso usarlo sempre attivo e visibile.Poi è chiaro che uno fa come gli pare, ma è un tipo di dispositivo per cui piuttosto che dotarmi di un firewall e magari un ids per analizzare possibili intrusioni nella cerchia dei miei dispositivi bluetooth... be, piuttosto finchè in termini di sicurezza le cose stanno così uso il vivavoce o l'auricolare col filo e lo accendo seolo per sincronizzare i dati, ma non lo uso in luoghi pubblici, che poi è il consiglio che lo stesso articolo da per la migliore sicurezza allo stato attuale della lotta tra sicurezza-insicurezza (che è l'unica dinamica in grado di generare una sicurezza migliore).Quindi aspetterò fino a che i modelli di sicurezza non saranno stati forgiati dall'esperienza su strada e non solo fissati a tavolino come succede inevitabilmente nelle prime generazioni di un prodotto.
    1) Il bluetooth e' pensato per consumare
    pochissimo; disattivandolo cambia veramente poco
    (al contrario del GPRS).Tutti i cellulari che ho visto col blutooth sempre attivo consumano le batterie più in fretta. Certo non stiamo parlando di potenze di Watt come in conversazione e quindi di scaricare la batteria in poche ore, ma è tranquillamente verificabile che attivare il bluetooth non è tra le cose migliori da fare per far durare di più la batteria, si trattadi perdere qualche ora o anche un giorno di autonomia su una batteria tipica.
    2) Perche' dovrei tornare allo scomodissimo
    auricolare con filo? Per far piacere a te?No, vedi sopra, perchè la vera sicurezza, come evidenzia anche uno che mi ha risposto qui sotto, si forgia mettendo alla prova le implementazioni sul campo. E credo che le prime generazioni di un prodotto siano sempre abbastanza a rischio per poter essere usate a cuor leggero nel modo più esteso possibile. Il bluetooth ha dimostrato in più occasioni di non essere maturo dal punto di vista della sicurezza, dopotutto sarebbe bello poter prevedere tutti i possibili attacchi e bug a tavolino, ma la realtà è ben diversa...
    Ammettiamolo: il bluetooth e' molto comodo.
    Se ha preso piede significa che non e' una boiata
    come sentenzi.Non volevo dare l'impressione di sentenziare, parafrasando il discorso più sotto sull'RC4 si può dire che è l'applicazione che molti ne fanno del bluetooth ad essere una boiata (sempre acceso e magari visibile, in luoghi pubblici);pubblicità a parte ciò che ne ha ecretato il successo è che il bluetooth finalmente ha portato ad un bel passo avanti rispetto alla comunicazione via IR o eterogenei hubbettini radio, come banda, come comodità e come standardizzazione, ma certo non si può dire che sia maturo dal punto di vista della sicurezza e quindi non si può non associarsi al consiglio dell'articolo: usarlo per connessioni in luoghi sicuri e se proprio lo si deve accendere in pubblico usare la modalità non visibile. Almeno il bluetooth di *questa* generazione.
  • Anonimo scrive:
    Testato ma non sembra vada
    Ho testato or ora Blooover per Symbian (Nokia 6630), ed ho "attaccato" il cellulare di un mio collega 6310i , v 5.10 affetta da atroci bug... e cos'e' accaduto... nulla... sia con il BT On che Off..secondo Blooover e' tutto ok...La lista dei cellulari e' sbagliata?Blooover non funziona sul 6630?Chissa'....
    • Anonimo scrive:
      Re: Testato ma non sembra vada
      bloover non funziona sempre..su 300 cellulari che ho fatto provare ad un amico ha funzionato su 1 solo..non tutti hanno firmware vecchi e bacati..ciauz
  • GreenDrake scrive:
    Re: Bluetooth sempre attivo?
    - Scritto da: Anonimo
    Guarda che il BT non ti funziona tanto bene.
    Hai postato due volte lo stesso "fighissimo"
    commento.Scusa penfezzione, sai, ho commesso un errore.Succede a molti, a te no evidentemente.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bluetooth sempre attivo?
      - Scritto da: GreenDrake
      Scusa penfezzione, sai, ho commesso un errore.Veramente ne hai commessi due e all'interno della stessa parola...
  • Anonimo scrive:
    Re: Bluetooth sempre attivo?
    E queste sarebbero conclusioni intelligenti, se uno il BT lo vuole tenere acceso per lavoro o per utilità o perchè è un disagiato sociale sono ca**i suoi; tanto la batteria è ricaricabile e si può anche consumare velocemente.Il problema è che spesso si mettono in circolo nuove tecnologie che poi si dimostrano con delle lacune e le case produttrici se ne fregano.Se io voglio avere il BT sempre acceso non devo avere problemi a prescindere dall'uso che ne faccio!
  • Anonimo scrive:
    Re: Bluetooth sempre attivo?
    lol
  • Anonimo scrive:
    nuovo acquisto
    e me lo dite oggi che ho appena comprato un cellulare BT??FESTA ROVINATA ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: dubbi
    - Scritto da: Anonimo
    "Il Bluetooth ha un sistema di cifratura debole,
    è relativamente facile forzarlo. Sarà così finché
    i cellulari non avranno una memoria abbastanza
    grande per supportare sistemi più evoluti."
    AES (2000, adottato come standard NIST ) e ARC4
    (1987, adittato da molti produttori di carte di
    credito, conosciuto come pubblico dominio dal
    1994 ) sono veloci e hanno bisogno di una
    quantità di memoria ridicola per funzionare, meno
    di 1K, possono girare anche su una vecchia sim...
    il primo poi può anche essere direttamente
    implementato in hw con pochi gate...
    solo che il mondo della telefonia e
    dell'elettronica CE è storicamente legato ad
    algoritmi di marzapane perchè essendo un mondo
    fino ad oggi abbastanza chiuso come potenzialità
    non è stato molto bersagliato.Vedi, ti porto un esempio altrettanto valido: l'algoritmo RC4 è ancora oggi considerato molto sicuro.. però è usato nel wep, che è uno dei metodi crittografici più insicuri!Da cosa deriva questa dissonanza?La parola chiave è *implementazione*il wep implementa MALE (anzi, malissimo) RC4, creando così scorciatoie per la decifratura.Il Bluetooth, pur avendo sistemi più sicuri del wep, può avere comunque piccoli difetti dovuti alla potenza di calcolo, non all'implementazione (la normale cifratura di byte che sul pc avviene istantaneamente su un dispositivo mobile richiederebbe minuti, rendendolo inutilizzabile).E comunque, per la cronaca, bluetooth non usa AES, ma SAFER+. PEr riferimenti vedi:http://en.wikipedia.org/wiki/Bluetooth#Security_concernshttp://en.wikipedia.org/wiki/SAFER_plusciao.pieggi.
    • Anonimo scrive:
      Re: dubbi

      il wep implementa MALE (anzi, malissimo) RC4,
      creando così scorciatoie per la decifratura.Certo, se non si scartano i primi bit dello stream dell'RC4!!!;)
      (la normale cifratura di byte che sul pc avviene
      istantaneamente su un dispositivo mobile
      richiederebbe minuti, rendendolo inutilizzabile).No, esistono hw appositi di pochi gate che implementano in hardware l'AES, che danno prestazioni simili ad un pc desktop con una frazione del costo e della potenza di calcolo.Poi comunque stiamo parlando di algoritmi molto molto semplici selezionati anche per la velocità e leggerezza, anche se pensiamo a tutto quello che ci vive intorno come l'inizializzazione delle chiavi, che hanno velocità sovrabbondanti anche su un hw generico anche limitato.Per darti una idea, su un P4 2,66 una implementazioneassolutamente NON ottimizzata di ARC4 può viaggiare a 100MB/sec, una di AES a 40 (ma il grosso vantaggio dell'AES è la semplicità di implementazione hardware), ottimizzate in ASM puoi contare in prestazioni doppie o triple (btw la versione in C standard dell'OpenSSL è quasi veloce come quella ottimizzata in ASM su parecchie piattaforme).Ma per queste piattaforme sarebbe uno spreco di risorse farlo fare ad un hw generico, il bello dell'AES è appunto che esistono device fisici la cui implementazione stessa può essere validata dal NIST, quindi perchè andare a provare nuove implementazioni per SAFER+ quando esistono dispositivi embedded di prezzi, dimensioni, consumo e potenza più che adatti (parliamo anche di smartcadrd! ) per gestire la sicurezza in modo da non avere sorprese, per l'intero processo?Intendiamoci, non dico che non debba essereci più ricerca dopo il contest dell'AES, dico che quanto arriva sul mercato dopo il 2000 può godere gratuitamente di uno dei migliori test sia matematici che pratici che sia mi stato fatto per uno strumento crittografico.
      E comunque, per la cronaca, bluetooth non usa
      AES, ma SAFER+.Ho preso AES e RC4 come esempi di algoritmi sicuri leggeri e veloci. Immagino che SAFER+ non sia molto più lento, cmq ci sarà un motivo se non ha passato il primo turno dell'AES (anche se non sono state trovate vulnerabilità gravi).IMHO basando il lavoro sull'AES avrebbero avuto un prodotto almeno altrettanto valido sulla sicurezza, sull'uso di risorse e, cosa molto più importante per un prodotto che in fin dei conti non è di ricerca ma è per il mercato, avrebbero avuto come riferimento una infinità di buone implementazioni ultratestate (nonsotante la gioventù, grazie all'enorme interesse generato dal contest) per vedere quali sono le best practice per tenere sicuro l'intero processo senza cadere in errori di gioventù come quelli che sono stati commessi portando il bluetooth con SAFER+ dai laboratori alle nostre tasche.
  • Anonimo scrive:
    Siemens
    beh nell'articolo potevate citare che gli unici indenni da attacchi sono i Siemens!(sono di parte,avendo un Siemens :-))
    • Anonimo scrive:
      Re: Siemens
      - Scritto da: Anonimo
      beh nell'articolo potevate citare che gli unici
      indenni da attacchi sono i Siemens!
      (sono di parte,avendo un Siemens :-))infatti!il mio bellissimo s55 e' immune, e non e' che sia uscito proprio l'altro ieri :)Bravi, bravi, continuate cosi' ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Siemens S65
        E l'S65??anche lui è immune???L'ho appena acquistato, ma non sapevo di questa figata!Del resto personalmente trovo i Siemens cellulari eccezionali!!Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Siemens S65
          - Scritto da: Anonimo
          E l'S65??
          anche lui è immune???
          L'ho appena acquistato, ma non sapevo di questa
          figata!
          Del resto personalmente trovo i Siemens cellulari
          eccezionali!!
          CiaoHanno solamente 1 problema.
  • opazz scrive:
    Ma che ci volete fare col bluetooth??
    Non capisco.. Personalmente lo attivo al momento del bisogno, trasferisco cosa devo trasferire, lo disattivo.. Punto..Certo che se bisogna stare attenti anche agli attacchi BT, beh allora il PC o la perifericha BT si può proprio buttare nel cesso e farsi una cura di antiinflessivi..-
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che ci volete fare col bluetooth?
      - Scritto da: opazz
      Non capisco..

      Personalmente lo attivo al momento del bisogno,
      trasferisco cosa devo trasferire, lo disattivo..
      Punto..Beh, per te che sottoutilizzi il bluetooth ...Io ho l'auricolare BT, e pure il ricevitore GPS. Quindi e' naturale che il BT lo abbia sempre attivo.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che ci volete fare col bluetooth??


      Personalmente lo attivo al momento del bisogno,
      trasferisco cosa devo trasferire, lo disattivo..
      Punto..

      Certo che se bisogna stare attenti anche agli
      attacchi BT, beh allora il PC o la perifericha BT
      si può proprio buttare nel cesso e farsi una cura
      di antiinflessivi..-Io ho un modem bluetooth e lo tengo sempre attivo, il livello di sicurezza offerto dal modem pero' mi sembra ridicolo. :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che ci volete fare col bluetooth??
      - Scritto da: opazz
      Non capisco..

      Personalmente lo attivo al momento del bisogno,
      trasferisco cosa devo trasferire, lo disattivo..
      Punto..

      Certo che se bisogna stare attenti anche agli
      attacchi BT, beh allora il PC o la perifericha BT
      si può proprio buttare nel cesso e farsi una cura
      di antiinflessivi..-per sempio c'è chi ci gestisce reti di agenti di vendita al posto del palmare con dispositivi tipo quelli Nokia-Anoto ...oppure c'è la cuffia bluetooth , cosa fai, la disattivi sempre?oppure c'è il bluetooth in macchina ... specie in città, si usa ... e che fai se sei il managgggggger di turno, non lo usi?eh :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che ci volete fare col bluetooth??
      io ci faccio toothing, per esempio... e i bug dei cellulari per me sono una manna dal cielo... guai se non ci fossero!se non sai cos'e' il toothing, leggi qui... http://www.togatoga.it/toothingtroverai tutte le info che ti servono. ciao!!
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