Speciale IDF/ Centrino 4, quad-core e Origami

Il chipmaker di Santa Clara ha svelato nuove informazioni sulla sua nuova architettura universale e sulla prossima generazione di processori e di piattaforme che la integreranno. Primi dettagli su Origami
Il chipmaker di Santa Clara ha svelato nuove informazioni sulla sua nuova architettura universale e sulla prossima generazione di processori e di piattaforme che la integreranno. Primi dettagli su Origami


San Francisco (USA) – Come tradizione, Intel sfrutta il proprio Developer Forum per svelare, e talvolta mostrare all’opera, le novità tecnologiche che bollono nella sua pentola. Tra le più importanti stavolta ci sono: la microarchitettura Intel Core, la nuova generazione di processori multi-core, le rinnovate piattaforme di computing e il progetto Origami, che da giorni monopolizza il gossip hi-tech.

La microarchitettura Intel Core , che lo scorso anno era stata anticipata da Intel con il nome di next-generation micro-architecture , rappresenta probabilmente una delle tappe più importanti nella storia recente di Intel: questa architettura unificherà infatti la tecnologia alla base di tutti i futuri processori x86 del chipmaker californiano, inclusi quelli mobili, desktop e server.

Intel Core è una soluzione ibrida che combina l’architettura del Pentium 4 (NetBurst), votata alla “forza bruta”, con quella del Pentium M (di cui Core Duo rappresenta l’ultima incarnazione), caratterizzata invece da un’elevata efficienza energetica. Grazie a questo mix tecnologico i futuri chip mobili potranno integrare funzionalità quali EM64T , LaGrande , Active Management Technology e Virtualization Tecnology , mentre i futuri chip desktop e server erediteranno le stesse soluzioni per il risparmio energetico delle controparti per notebook.

Le funzionalità chiave della nuova architettura Intel Core sono cinque:
Wide Dynamic Execution : permette l’elaborazione di un numero maggiore di istruzioni per ciclo di clock, migliorando l’esecuzione e l’efficienza energetica. Ciascun core di esecuzione è in grado di completare fino a quattro istruzioni contemporaneamente utilizzando una pipeline a 14 stadi (contro i 31 del P4);
Intelligent Power Capability : comprende funzionalità che riducono ulteriormente i consumi energetici, attivando i singoli sottosistemi logici solo quando servono;
Advanced Smart Cache : si tratta di una cache L2 condivisa dinamicamente fra i due core che promette di ridurre i consumi minimizzando il traffico in memoria. Ognuno dei due core può utilizzare l’intera cache quando l’altro è inattivo;
Smart Memory Access : è una funzionalità che ottimizza l’accesso alla memoria di sistema e “nasconde”, almeno in parte, le latenze della RAM;
Advanced Digital Media Boost : si tratta di un nuovo decoder capace di eseguire le istruzioni SSE1, SSE2 e SSE3 a 128 bit in un solo ciclo di clock. Secondo Intel, questa tecnologia dovrebbe drasticamente migliorare le performance delle applicazioni multimediali che usano le istruzioni Streaming SIMD Extensions.

I primi chip ad integrare la nuova architettura di Intel saranno Merom , Conroe e Woodcrest , rispettivamente dedicati al mercato mobile, desktop e server. Tutti e tre saranno costruiti con una tecnologia di processo strained silicon a 65 nanometri, includeranno due core e verranno lanciati sul mercato nel terzo trimestre del 2006.

Justin Rattner, CTO di Intel, ha spiegato che questi chip apriranno la strada a computer ancora più veloci, silenziosi e compatti, capaci di ridurre i costi energetici e di incrementare la durata delle batterie.

Il dirigente di Intel ha detto che Merom consumerà all’incirca quanto Core Duo , ma rispetto a questo fornirà fino al 20% in più di prestazioni. Conroe consumerà fino al 40% in meno del Pentium D e incrementerà le performance del 40%. Woodcrest consumerà il 35% in meno dello Xeon dual-core fornendo un salto prestazionale pari all’80%.

Di Woodcrest esisterà anche una versione a basso voltaggio (LV) che prenderà il posto dell’imminente Xeon LV, noto con il nome in codice Sossaman. Il chip girerà a 2,33 GHz, integrerà la tecnologia EM64T e consumerà un massimo di 40 watt, quasi 10 watt in più di Sossaman. Va ricordato come uno Xeon dual-core può arrivare a consumare 165 watt.

Nel corso del 2007, i nuovi processori basati sulla tecnologia Intel Core migreranno progressivamente verso un’architettura a quattro core (quad-core).

Merom, Conroe e Woodcrest costituiranno il cuore della futura generazione di piattaforme integrate di Intel. Ecco una panoramica che comprende le future CPU quad-core e le strategie di Intel relative alle tecnologie di virtualizzazione.


Merom farà parte della piattaforma Santa Rosa , un’evoluzione di Centrino che comprenderà un più veloce chipset grafico (nome in codice Crestline ), un adattatore Wi-Fi (nome in codice Kedron ) compatibile con la specifica 802.11n, e il supporto alle tecnologie Intel di management e sicurezza. La piattaforma includerà anche una tecnologia, chiamata in codice Robson , che si avvale di una memoria NAND flash per accelerare la fase di avvio dei PC e ridurne i consumi.

Santa Rosa arriverà sul mercato nel corso della prima metà del 2007. Prima di allora, tuttavia, Merom verrà impiegato nell’attuale versione di Centrino.

Il processore desktop Conroe farà invece parte della Intel Professional Business Platform , nome in codice Averill , disponibile dal secondo semestre del 2006. Averill includerà un nuovo chipset, chiamato Broadwater , che supporterà le tecnologie di virtualizzazione (Virtualization Technology) e gestione dei sistemi (Active Management Technology) integrate in Conroe.

Nel terzo trimestre del 2006 Woodcrest sostituirà il processore Dempsey , basato su Xeon, all’interno della piattaforma Bensley . Il colosso sostiene che Bensley, attesa sul mercato a breve, sarà la sua prima piattaforma per workstation e server a fornire, nella maggior parte delle configurazioni, consumi al di sotto dei 100 watt.

Presso l’IDC Pat Gelsinger, senior vice president e general manager del Digital Enterprise Group, ha presentato per la prima volta agli sviluppatori il funzionamento di un processore quad-core, nome in codice Clovertown , per i server a doppio processore.

Clovertown sarà compatibile con il socket della piattaforma Bensley e verrà lanciato all’inizio del 2007. Intel sostiene che sarà particolarmente adatto ad applicazioni multi-threaded quali quelle utilizzate in database, servizi finanziari e supply-chain management.

All’inizio del 2007 l’azienda inizierà a migrare verso le architetture quad-core anche i chip desktop , e lo farà introducendo un processore di fascia alta noto con il nome in codice Kentsfield .

Intel ha poi presentato una panoramica delle ultime generazioni della Virtualization Technology (VT) per i server aziendali. Secondo il big di Santa Clara, la virtualizzazione dei server aiuta le organizzazioni IT a consolidare la propria infrastruttura, a ottimizzarne l’utilizzo, a ridurre i costi totali e a migliorare l’agilità del business.

Intel ha iniziato la distribuzione di processori con la tecnologia VT lo scorso anno. La nuova generazione di VT , chiamata Virtualization for Directed I/O (VTd), permetterà di virtualizzare l’I/O (Input/Output) con lo scopo di migliorare l’affidabilità e le performance delle macchine virtuali.

L’azienda ha inoltre annunciato la disponibilità immediata di una specifica che consentirà agli sviluppatori di supportare VT-d all’interno delle proprie applicazioni. Tra le aziende che hanno annunciato il loro appoggio alla tecnologia vi sono XenSource, VMWare e Microsoft, che ne integrerà il supporto all’interno delle future versioni di Windows Longhorn e di VirtualPC.

Gelsinger ha passato in rassegna anche la nuova versione della tecnologia Active Management , ed in particolare la funzionalità Circuit Breaker , che blocca in modo preventivo le minacce in entrata (quali i virus), isola i PC infetti prima che diffondano i malware verso altri sistemi sulla rete, e invia automaticamente agli amministratori avvisi e rapporti.

Il dirigente di Intel ha infine annunciato la disponibilità di una specifica preliminare di LaGrande , una tecnologia che ufficialmente si incaricherà di “proteggere la piattaforma da attacchi provenienti da software e tutelare la riservatezza e l’integrità dei dati presenti archiviati nel PC”. Come spiegato in questo recente articolo della serie Untrusted , LaGrande rappresenta di fatto una componente chiave del controverso trusted computing , e potrà essere utilizzata anche per rafforzare gli attuali sistemi DRM per la protezione dei contenuti.

Intel renderà disponibile quest’anno l’hardware LaGrande su alcune selezionate piattaforme per PC desktop aziendali, quali ad esempio Averill.

“Così facendo desideriamo stimolare l’innovazione nell’ambito delle funzionalità di sicurezza per PC e aiutare gli sviluppatori a identificare i miglioramenti della tecnologia LaGrande in vista di una crescente adozione di queste nuove applicazioni da parte dei clienti”, si legge in comunicato del colosso.

Di seguito le novità di Intel nel settore wireless e i primi dettagli sul progetto Origami.


Nel corso dell’anno Intel introdurrà sul mercato i suoi primi prodotti basati sul giovane standard wireless WiMAX : tra questi vi è una card PCMCIA e un modulo radio Wi?Fi/WiMAX su singolo chip. Quest’ultimo permetterà ai notebook di prossima generazione di connettersi sia alle reti 802.11a/b/g che a quelle 802.16e.

Sean Maloney, executive vice president di Intel, ha illustrato alcune delle peculiarità che caratterizzeranno Monahans , nome in codice di una futura piattaforma dedicata ai dispositivi palmari (telefoni cellulari, PDA, player portatili ecc.). Basata sui processori XScale di terza generazione, Monahans integrerà la tecnologia di risparmio energetico Wireless SpeedStep, le istruzioni multimediali estese Wireless MMX2 e le funzionalità MusicMax e VideoMax, progettate per accelerare la riproduzione di video e audio e ridurre i consumi.

In anticipo sull’annuncio ufficiale, previsto oggi presso la manifestazione tedesca CeBIT, Maloney ha anche svelato i primi dettagli su Origami , nome in codice di una nuova categoria di computer palmari ora ufficialmente nota come Ultra Mobile PC (UMPC). Questi computer ultraportatili avranno uno schermo touch-screen con diagonale fino a 7 pollici, adotteranno un processore x86 standard (probabilmente una versione embedded del Pentium M), faranno girare una versione ad hoc di Windows XP, integreranno uno o più adattatori wireless (Wi-Fi e forse Bluetooth), e saranno provvisti di modulo GPS. Intel dedicherà questi dispositivi sia agli utenti consumer più evoluti, che desiderano portarsi sempre dietro musica, video, navigatore satellitare, giochi e Internet, sia ai professionisti, che potranno utilizzare servizi basati sulla localizzazione, connettersi alla propria rete aziendale, comunicare via e-mail o VoIP e portarsi in tasca il lavoro d’ufficio.

Intel ha dedicato alla piattaforma UMPC questa pagina del proprio sito, dove è anche possibile trovare la foto di un prototipo. Tutti i dettagli su UMPC verranno rivelati nelle prossime ore.

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08 03 2006
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