Speciale/ Red Hat Linux balza a 9

Con la nuova Red Hat Linux 9 l'azienda dal cappello rosso spera di strappare a MandrakeSoft la leadership del segmento consumer e fare di Bluecurve l'interfaccia standard per il desktop su Linux. Grossa novità per il multithreading
Con la nuova Red Hat Linux 9 l'azienda dal cappello rosso spera di strappare a MandrakeSoft la leadership del segmento consumer e fare di Bluecurve l'interfaccia standard per il desktop su Linux. Grossa novità per il multithreading


Releigh (USA) – Red Hat ha reso disponibile una nuova major release di Red Hat Linux , il proprio sistema operativo dedicato al mercato desktop. Con questa versione, che porta il numero 9, Red Hat corteggia quelli che definisce “gli entusiasti della tecnologia mainstream”, un pubblico composto da utenti consumer, studenti e piccoli professionisti che, nella maggior parte dei casi, cercano un’alternativa a Windows per i propri PC e workstation.

Red Hat Linux 9 si pone come una delle più dirette avversarie della distribuzione di MandrakeSoft, giunta proprio pochi giorni fa alla versione 9.1 . Sebbene quest’ultima conservi la leadership del mercato consumer, il futuro della distribuzione francese rimane in balia della grave situazione finanziaria in cui si dibatte MandrakeSoft.

“La distribuzione Red Hat, basata sull’operato della comunità open source, è diventata una valida soluzione per l’home computing con l’introduzione dell’interfaccia grafica Bluecurve nel 2002. In Red Hat Linux 9 abbiamo perfezionato l’installazione e l’interfaccia, aggiungendo nuovi strumenti e applicazioni per gli utenti finali,” ha dichiarato Brian Stevens, vice presidente dell’Operating Systems Development di Red Hat. “Il risultato è un sistema operativo desktop Open Source estremamente flessibile e semplice da usare”.

Molti si attendevano che la nuova release di Red Hat Linux portasse il numero di versione 8.1, e non 9: questa ipotesi era rafforzata dal fatto che le versioni beta avevano una numerazione compresa fra 8.0.92 e 8.0.94. Secondo alcuni, in questa nuova release non si trovano novità così eclatanti da giustificare “il salto” di versione, tuttavia è ben noto come nel settore del software il marketing giochi anche su questi piccoli, eppur importanti, particolari.

Introdotta per la prima volta nella Red Hat Linux 8 , rilasciata lo scorso settembre, l’interfaccia utente Bluecurve ha la caratteristica di combinare fra loro diversi elementi di Gnome e KDE amalgamandoli in un nuovo look unificato: a sei mesi di distanza dal suo debutto, la nuova GUI di Red Hat sembra essersi guadagnata l’approvazione della stragrande maggioranza degli utenti. In Red Hat Linux 9 Bluecurve è stata ulteriormente migliorata ed estesa a molte più aree del sistema operativo, quali i menù e il layout del desktop, e ad applicazioni come Mozilla e OpenOffice.

Se la maggiore novità di Red Hat Linux 8 consisteva proprio in Bluecurve, la novità più corposa – seppur non altrettanto evidente – di questa nuova versione è data dall’introduzione delle NPTL (Native POSIX Thread Library), un insieme di librerie che consentono al sistema operativo di eseguire in modo più efficiente e affidabile le applicazioni che eseguono più compiti (thread) simultaneamente (multithreading): ogni thread fa parte di uno stesso processo “padre”, ossia di un medesimo programma in esecuzione. Le applicazioni che potranno beneficiare in misura maggiore di questa novità sono, secondo Red Hat, i programmi Java, i database, il browser Mozilla e la suite per l’ufficio OpenOffice.

Ecco le altre novità di Red Hat Linux 9.


La libreria NPTL, compatibile con le più recenti specifiche dello standard POSIX , offre poi una maggiore scalabilità sia a livello software, supportando un numero virtualmente infinito di thread, sia a livello hardware, dove riesce a gestire in modo più efficiente un elevato numero di processori: questo avviene soprattutto grazie ad un più efficace supporto all’SMP (Simmetric MultiProcessing) – ora capace di suddividere fra i vari processori disponibili non soltanto i processi, ma anche i singoli thread – e all’architettura per il multiprocessing NUMA (Non Uniform Memory Architecture).

Sebbene NPTL mantenga la compatibilità con la libreria LinuxThread, la nuova tecnologia di threading rende inutilizzabili alcuni programmi, fra cui i driver per la grafica 3D forniti da Nvidia e ATI e alcuni tool di Sun per far girare i programmi scritti in Java.

L’altra importante miglioria introdotta in Red Hat Linux 9 è la più stretta integrazione con il Common Unix Printing System ( CUPS ), un sistema di stampa che supporta il drag and drop dei documenti e semplifica la gestione delle stampe. Sebbene CUPS fosse stato introdotto come opzione già nella versione 8, Red Hat Linux 9 ne fa ora il sistema di stampa predefinito.

Nel suo nuovo sistema operativo Red Hat ha poi limato il processo d’installazione, aggiunto nuovi strumenti grafici (wizard) per la configurazione di firewall, periferiche, monitor e scheda sonora, e migliorato l’organizzazione dei menù del desktop per un più veloce accesso ai tool e alle applicazioni di più frequente utilizzo.

Come tradizione, la nuova distribuzione include le versioni aggiornate dei pacchetti in bundle, fra cui OpenOffice 1.0.2, Mozilla 1.2.1, Evolution 1.2.2, XFree86 4.3.0, Gnome 2.2.0.1, KDE 3.1e Apache 2.0.4. Fra i componenti del core si trovano il kernel di Linux 2.4.20, GCC 3.2.1 e GNU libc 2.3 (con NPTL).

I file binari e il codice sorgente di Red Hat Linux 9 sono già disponibili qui per gli abbonati di Red Hat Network. Le versioni retail (su CD e DVD) saranno invece acquistabili nei punti vendita o presso il sito di Red Hat a partire dal prossimo 7 aprile, la stessa data in cui verranno rilasciate ufficialmente anche le versioni ISO gratuite della distribuzione (sebbene già oggi possano essere scaricate presso vari siti o attraverso il client open source peer-to-peer BitTorrent ).

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02 04 2003
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