Spediva foto ed SMS molesti, denunciato

Il dipendente di uno Sprint Store vende un cellulare ad una cliente e la tempesta di avance via SMS e di foto osé. Lei lo denuncia e chiama in causa anche l'azienda, per non averlo tenuto a bada

L’ammirazione per una bella donna può portare a gesti inconsulti. Ma quando l’ammirazione diventa un’ossessione, e i gesti inconsulti degenerano in molestie, occorre porre un freno. È quello che ha pensato di fare una donna di Dayton (Ohio), denunciando il dipendente di uno Sprint Store, ma anche la stessa Sprint: si è ritenuta oggetto di “molestie cellulari”.

Daryl J. Roy lavorava a Miamisburg in un negozio dell’operatore mobile Sprint e un anno fa ha venduto un telefono cellulare a Nicole McElveen. Inizialmente le ha spedito alcuni SMS, con cui le faceva complimenti per la sua bellezza e le proponeva inviti a cena, poi si è spinto oltre spedendole proprie immagini, del suo viso sorridente (e verosimilmente un po’ ingrifato ), ma anche fotografie che lo ritraevano “come mamma l’ha fatto”, inviate tramite il servizio Sprint PCA Picture Mail. Servizio che la donna non aveva neppure sottoscritto, ma che si è vista addebitare proprio in seguito alle foto ricevute dal venditore.

La donna ha sempre respinto le avance dell’audace corteggiatore, ma vedendo che non riusciva ad arrestare l’insistenza dell’uomo ha aperto un’azione legale nei confronti di chi le aveva venduto il telefonino, cioè Daryl J. Roy. Ha però coinvolto anche Sprint, perché l’uomo aveva innanzitutto abusato di un dato personale ottenuto tramite la propria attività lavorativa, tempestando la donna di messaggi spam sul proprio telefonino, ma violando procedure aziendali e abusando di informazioni riservate ha messo nei guai l’operatore per cui lavorava. I legali della donna hanno accusato pertanto Sprint di negligenza, per non aver frenato le intemperanze del proprio dipendente, che in altre occasioni avrebbe molestato via SMS altre clienti.

Nicole McElveen, portando il caso davanti al tribunale, ha chiesto un risarcimento di oltre un milione di dollari per aver patito stress emotivo, insonnia e crisi nervose, e di 25mila dollari per le relative spese mediche sostenute. La causa è in corso è al momento non è dato sapere se le richieste della donna troveranno accoglimento. Ma qualora i giudici le dovessero dare ragione, qualche aspirante telemolestatore potrebbe pensarci due volte, prima di procurarsi il numero di telefono di una cliente avvenente.

Dario Bonacina

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