Spesso pensano sia solo sesso

Le chat un covo di maniaci incalliti? Lo pensa qualche studioso sulla base di un campione poco rappresentativo degli utenti di chat. E quell'articolo de IlNuovo sembra messo lì solo perché si parla di sesso
Le chat un covo di maniaci incalliti? Lo pensa qualche studioso sulla base di un campione poco rappresentativo degli utenti di chat. E quell'articolo de IlNuovo sembra messo lì solo perché si parla di sesso


Web – Buongiorno, sono un assiduo lettore del vostro sito e più volte mi sono trovato in accordo e disaccordo con i vostri giudizi e articoli; questo mi ha spinto a credere che effettivamente sui vostri ipertesti ci sia spazio per un vasto campione di informazioni.

Leggo sovente testate giornalistiche online per mancanza di tempo nell’arco della giornata, e oggi mi sono trovato di fronte a questo articolo de “Il Nuovo”:

http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,51271,00.html

Il tema, stringi stringi, è sesso e chat. Un po ‘ per il ruolo di webmaster ed un po ‘ per passione personale, da + di sei mesi sono anch’io un “chatter”. Leggendo questo articolo mi sono visto cucire addosso un vestito che penso starà stretto a molti utenti, ovvero quello del maniaco incallito.

Le chat sono un sicuro punto di forza dei siti, ed un altrettanto punto di incontro per i navigatori (oltre NG, ML etc etc), ed è quindi logico che l’attenzione di molti si focalizzi intorno a questo strumento. Ma l’idea di veder generalizzate le potenzialità delle chat dai “soliti” studiosi mi disturba.

Infatti mi stupisce che si dia sempre risalto agli aspetti negativi delle cose, e mai anche a quelli positivi: le chat sono diventate per me un potente strumento di lavoro in quanto ho la possibilità di colloquiare con collaboratori in esterna o consulenti anche di regioni (e nazioni) diversa dalle mia in tempo reale, rinunciando così al persistente danno del cellulare e all’assordante trillo di improbabili suonerie.

Con le chat ho la possibilità di trasferire files a tutti coloro che hanno problemi di mailbox un po ‘ troppo piccole o che non vogliono disseminare il mondo con la riconfigurazione della loro mail.

Non nascondo che mi capita spesso di essere contattato da persone di ogni gusto e genere sessuale, ma la libertà di espressione concessa da Internet non è impositiva, infatti il più delle volte basta esporre il proprio disinteresse alle proposte ricevute ed in piena civiltà (ripeto il più delle volte, non è un dato scientifico)e il discorso termina o cambia direzione.

Mi chiedo solo una cosa sullo studio effettuato ed esposto nell’articolo citato: com’è possibile che 250 persone rappresentino un campione sensibile rispetto ai 2 milioni di utenti (cifra resa nota nell’articolo)? Che il motto “pochi ma buoni” sia una base scientifica?

Ultima domanda, che senso può avere introdurre in un articolo “scientifico” delle fotografie soft (chiamiamole così per non dire altro)? E la gallery di fondo pagina che attinenza ha con il contenuto dell’articolo? Mi sorge spontaneo il dubbio che l’articolo sia stato riportato solo perché in aria sessuale, e quindi di facile interesse più che per il suo effettivo messaggio.

Pensando che internet sono sia solo sesso, porgo i miei più cordiali saluti

Rossetti Carlo

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29 05 2001
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