Stampanti 3D, dal grande al piccolo

Una startup USA chiede un contributo per realizzare un prodotto di qualità a prezzo accessibile. Un inventore italiano, ossessionato dai castelli di sabbia, vuole stampare edifici

Roma – Si chiama FORM 1, e secondo i suoi creatori dovrebbe rivoluzionare il giovane settore della stampa 3D presso pubblico e aziende. Ideata da ricercatori fuoriusciti dal MIT Media Lab per creare la startup Formlabs , FORM 1 è protagonista di una recente campagna di crowdfunding ospitata sulla piattaforma Kickstarter.

L’interesse per la nuova stampante 3D è alto, anzi oltre le aspettative: in un solo giorno Formlabs ha raggiunto l’ obiettivo prefissato di donazioni per 100mila dollari, e al momento la campagna di raccolta fondi veleggia ben oltre 1.250.000 dollari con 25 giorni di tempo ancora disponibili.

La peculiarità di FORM 1 è l’utilizzo di un procedimento di stampa 3D conosciuto come “stereolitografia”, un sistema che impiega ottiche laser di altissima qualità per sagomare un materiale plastico in forma liquida facendo letteralmente “emergere” il modello 3D desiderato.

La stampa 3D tramite stereolitografia è in grado di produrre oggetti di alta qualità, con strati sottili appena 25 micron, e il tutto (nel caso di FORM 1) a un prezzo di “appena” 2.700 dollari (negli USA) più spedizioni e materiale stampabile da pagare a parte.

E se Formlabs pensa alla stampa 3D high-end di massa, Enrico Dini vuole piuttosto realizzare il suo sogno di bambino stampando veri e propri edifici: l’inventore italiano è sempre stato ossessionato dai castelli di sabbia, e ora lavora alla mega-stampante D-Shape per trasformare quell’ossessione in qualcosa di concreto con quella che lui definisce una “killer app per le costruzioni”.

Alfonso Maruccia

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