Stampanti hi-tech, il 3D non basta

Ricercatori australiani propongono la propria soluzione di stampante 4D, supposta nuova rivoluzione che aggiunge allo spazio la dimensione del tempo
Ricercatori australiani propongono la propria soluzione di stampante 4D, supposta nuova rivoluzione che aggiunge allo spazio la dimensione del tempo

Per chi non considerasse la stampa 3D già sufficientemente “hi-tech”, i ricercatori sono già al lavoro su un processo definito “stampa 4D”: si tratta, in sostanza, di materiali stampati in 3D che hanno la capacità di modificare forma e funzionalità nel corso del tempo e sotto gli opportuni stimoli ambientali.

Una possibile applicazione di stampa 4D è già stata resa nota dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) con le micro-sedie che si assemblano da sole , e ora una nuova variante del 4D printing arriva dall’università australiana di Wollongong.

I ricercatori dell’ ARC Centre of Excellence for Electromaterials Science (ACES) paragonano le capacità autoassemblanti delle forme stampate in 4D a un giocattolo in stile Transformer, anche se il prototipo creato per dimostrare l’utilità della tecnologia è tutt’altro che un giocattolo.

Il laboratorio australiano ha infatti realizzato una valvola stampata in 3D , dotata di attuatori che intervengono solo in presenza dell’acqua: la valvola è in grado di chiudersi da sola – modificando la propria forma – quando viene a contatto con acqua calda.

Per ottenere il risultato testé descritto non è necessario alcun processo aggiuntivo oltre alla “semplice” procedura di stampa 3D, spiegano i ricercatori, che si dicono altresì convinti del fatto che la stampa in 4D abbia notevoli potenzialità in campi come la medicina o la robotica “soft”.

Alfonso Maruccia

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29 04 2015
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