Stanca: così cablerò l'Italia

Il ministro propone una via che potrebbe portare ad una rapida diffusione del cavo. L'idea è che ovunque si apra un buco ci si infili anche della fibra, accessibile a pari condizioni da tutti gli operatori
Il ministro propone una via che potrebbe portare ad una rapida diffusione del cavo. L'idea è che ovunque si apra un buco ci si infili anche della fibra, accessibile a pari condizioni da tutti gli operatori


Roma – Cablare l’Italia a colpi di fibra ottica in tempi rapidi, e non solo nelle grandi città ma in tutto il paese. Questa l’idea che il ministro all’Innovazione Lucio Stanca propone alla Camera in due emendamenti con i quali chiede, tra le varie cose, di inserire un cavo in ogni scavo che venga aperto.

Secondo Stanca, è ora necessario che la posa dei cavi e più in generale delle infrastrutture di telecomunicazione venga considerata “opera pubblica primaria”, alla stregua di altre importanti opere infrastrutturali.

A questo si deve aggiungere il desiderio del ministro, reduce dalla lettura del rapporto della task force sulla banda larga , di far sì che ogni nuova infrastruttura realizzata nel paese porti con sé anche la posa del cavo.

Gli emendamenti al collegato alla finanziaria prevedono che questo avvenga quando sono coinvolti immobili “appartenenti allo stato, alle Regioni a statuto ordinario, agli enti locali e agli altri enti pubblici, anche a struttura societaria” in caso di “strade, autostrade, aerodromi, acquedotti, porti, interporti” e via dicendo.

Le infrastrutture così realizzate potranno venire sfruttate da tutti i diversi operatori di TLC su basi paritarie di trattamento. Sugli operatori graverà un “canone” di utilizzo “commisurato alle sole spese aggiuntive sostenute dal proprietario” nel corso della realizzazione delle fibre.

L’idea di Stanca è che in un secondo momento, invece, la posa dei cavi possa non dipendere più dalla realizzazione delle infrastrutture “altre”: questo consentirebbe la posa di fibre in ogni “buco” prodotto sul territorio.

A brevissimo si saprà se gli emendamenti del ministro si trasformeranno in realtà. Se questo accadrà si saranno poste le basi per un cambio di rotta di enorme rilievo per lo sviluppo del broadband. Occorrerà poi vedere, a conti fatti, se questo si tradurrà effettivamente in disponibilità di servizi per gli utenti su tutto il territorio, con quale qualità e a quali costi.

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18 02 2002
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