Stanca: siamo meglio degli inglesi

Sono 10 milioni gli italiani che sfruttano i servizi di e-government via internet e il 40 per cento dei progetti avviati un anno fa è già stato portato a compimento. Ecco i dati del ministero all'Innovazione raccontati al Forum P.A. 2004
Sono 10 milioni gli italiani che sfruttano i servizi di e-government via internet e il 40 per cento dei progetti avviati un anno fa è già stato portato a compimento. Ecco i dati del ministero all'Innovazione raccontati al Forum P.A. 2004


Roma – Si aprono i cancelli della nuova edizione dell’expo della pubblica amministrazione e tecnologia Forum P.A. 2004 e il ministro all’Innovazione Lucio Stanca ne approfitta per snocciolare numeri che a suo dire dimostrano non solo l’impegno del Governo sul fronte dell’e-government ma anche la capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Secondo Stanca, dunque, gli utenti internet italiani sono quelli che in Europa usano di più i servizi di e-government , un segnale che viene visto come testimonianza degli alti livelli di offerta raggiunti fin qui. Citando i dati di Nielsen//Netratings , Stanca ha affermato che nei primi tre mesi del 2004 10 milioni di italiani , che sarebbero il 55 per cento degli utenti internet complessivi nel nostro paese, ha visitato i siti della pubblica amministrazione.

Ritornando ancora una volta ai ricorrenti paragoni con gli altri paesi europei, dunque, si scopre dai dati citati dal Ministro che soltanto il 50 per cento degli utenti britannici o spagnoli e il 40 per cento di quelli tedeschi si affaccia ai siti delle rispettive pubbliche amministrazioni. Un paragone che naturalmente non può tenere conto né del complesso dei servizi on e off line offerti nei singoli paesi a cittadini ed imprese né del numero e tipologia di siti dedicati.

Il ministro Stanca ha sottolineato che questi numeri evidenziano la capacità di recuperare i ritardi del passato e dimostrano che la PA continua a crescere in rete . Un dato evidenziato dal fatto che i siti dell’e-government in Italia sono al sesto posto tra quelli più visitati dagli italiani. Negli altri paesi europei, invece, sono mediamente all’ottavo posto.

Nelle classifiche della Commissione europea l’Italia mostra segni di dinamismo. Stanca ha spiegato come nel raggiungimento di una disponibilità in rete piena e totale dei venti servizi individuati dalla Commissione come infrastruttura minima di governo elettronico, il nostro paese è passato in due anni dal decimo al settimo posto nella classifica di Bruxelles. “Al di là del posizionamento – ha spiegato Stanca – l’aspetto più interessante che va registrato è il recupero che stiamo facendo”.

In questo senso ha giocato un ruolo importante il fatto che il 40 per cento dei “cantieri digitali” del grande progetto di sviluppo dell’e-government in un anno è già arrivato a compimento degli obiettivi. “Il valore complessivo di quei programmi – ha spiegato Stanca – è di circa 500 milioni di euro e ad oggi è già stato realizzato ben il 40 per cento di quanto predisposto ed entro la fine dell’anno arriveremo all’80 per cento”.

Tra gli esempi di e-government avviato citati da Stanca:
– la Provincia di Catanzaro, coinvolgendo 85 enti, permette a 400 mila cittadini di prenotare visite mediche e analisi cliniche, richiedere ricoveri e assistenza residenziale;
– la Regione Toscana ha realizzato una rete a banda larga che collega 30 mila dipendenti pubblici nelle 500 sedi di 131 enti pubblici;
– il Comune di Pordenone, aggregando 52 enti, ha realizzato uno sportello unico in rete per le imprese per accedere a tutti i servizi prioritari;
– il Comune di Parma ha rilasciato 11 mila carte d’identità elettroniche per accedere in rete ai servizi demografici o all’iscrizione a scuola e al pagamento delle tasse scolastiche.

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10 05 2004
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