Stanca sorride, il cablaggio procede

Avanza rapidamente il progettone del ministro per il cablaggio e l'interfacciamento con le altre infrastrutture. Se passerà anche al Senato l'Italia potrà sperare in una importante accelerazione. Con molti punti di domanda
Avanza rapidamente il progettone del ministro per il cablaggio e l'interfacciamento con le altre infrastrutture. Se passerà anche al Senato l'Italia potrà sperare in una importante accelerazione. Con molti punti di domanda


Roma – Non si perde tempo. Dopo alcune incertezze dovute alla difficoltà di inserire il suo emendamento nel collegato alla Finanziaria, il ministro all’Innovazione Lucio Stanca ha incassato ieri il sì della Camera ad una proposta che ha il sapore di un provvedimento rivoluzionario. Si tratta di un tassello fondamentale nella strategia che il Governo sta mettendo a punto per la diffusione della banda larga in Italia e che Punto Informatico aveva anticipato nelle scorse settimane.

L’emendamento prevede che ogni opera pubblica, da quelle stradali e autostradali a quelle aeroportuali a quelle relative agli immobili, porti con sé, ove possibile, anche la realizzazione di cavodotti che consentano la posa di cavi e dunque la realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione.

Un elemento importante del provvedimento è che l’utilizzo dei cavodotti non può rappresentare mai un onere per il soggetto proprietario, una “garanzia” in più sulla effettiva possibilità di realizzare le infrastrutture per le TLC che verranno gestite dagli operatori dotati di licenza.

In questo senso, i proprietari dell’infrastruttura dovranno consentire agli operatori TLC un accesso “non discriminatorio” e chiedere loro un corrispettivo “equo” basato sulle spese sostenute per la realizzazione dei cavodotti.

Come si ricorderà, Stanca aveva presentato l’emendamento nelle scorse settimane e ora, con la sua approvazione in Aula, il tutto passa al Senato. Se anche in quella sede sarà approvato, il provvedimento diverrà effettivo e darà probabilmente vita ad una forte accelerazione nello sviluppo del broadband.

Rimane naturalmente aperta la questione che, se tutto andrà per il meglio, occorrerà comunque affrontare, ovvero se gli operatori davvero potranno accedere alle opportunità delle nuove infrastrutture senza “discriminazioni”, dubbi sollevati da molti e inevitabilmente alimentati da un mercato ancora pesantemente condizionato dalle pratiche e dal ruolo dell’operatore telefonico dominante.

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13 03 2002
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