Stream, il Chromebook HP in salsa Windows

Prezzo minimo, dotazione in linea con l'omologo Chrome OS. Sarà la carta che Microsoft giocherà a Natale per rilanciare la sorte delle sue finestre?

Roma – La “minaccia Chromebook” è particolarmente sentita: in un contesto di mercato in cui si vanno affermando prodotti a basso costo come alternativa a tablet e smartphone che la fanno da padrone, i numeri ancora piccoli ma in costante crescita dei thin-client equipaggiati con Chrome OS fanno riflettere qualcuno a Palo Alto e a Redmond. Così filtra la notizia, tramite il sito tedesco Mobile Geeks , che a breve farà il suo debutto un prodotto a basso costo già anticipato da Microsoft meno di un mese fa durante la WPC: il nome ufficiale sarà HP Stream, e stando a quanto si apprende costerà appena 200 dollari. Duecento dollari per un laptop completo di tutto, Windows 8.1 compreso.

Stando ai dati scovati , con uno schermo da 14 pollici il prossimo notebook a basso costo di Hewlett Packard non è molto diverso da quanto già visto con il Chromebook 14 messo in vendita dalla stessa azienda sul mercato USA. La differenza principale, oltre ovviamente al sistema operativo, è costituita dalla CPU su cui è basato il sistema: in luogo di un tradizionale processore Intel, lo Stream opta per un SoC AMD A4 Micro-6400T (quad-core da 1,6GHz) che con soli 4,5W di TDP (il calore prodotto) è adatto a un allestimento privo di ventola di raffreddamento. In questo modo il notebook low-cost si trasforma in una macchina dall’autonomia aumentata e dalla silenziosità estrema: per il resto è un prodotto in linea con il suo prezzo: 2GB di RAM (saldata e non espandibile) e 32GB di storage a stato solido (espandibile tramite SD), schermo con risoluzione 1366×768, 3 porte USB (1 soltanto 3.0) e non molto altro.

Messo a confronto con l’equivalente prodotto HP con Chrome OS le differenze sono davvero poche : il Chromebook 14 ha una porta USB 3.0 in più, ma meno storage; sia Google che Microsoft offrono 100GB di spazio di archiviazione su cloud, ovviamente in un caso tramite Google Drive e nell’altro su OneDrive; entrambi i chipset supportano reti WiFi e connessione Miracast a uno schermo esterno. Dalla sua ovviamente lo Stream ha l’intero ecosistema x86 di Windows : sebbene la dotazione hardware non sia da workstation di lusso, è sufficiente a un uso quotidiano senza eccessive pretese, e il prezzo popolare ne fa una macchina perfetta per l’utilizzo casalingo o scolastico.

Tutto questo è reso possibile dalla decisione di Microsoft di mettere a disposizione il suo sistema operativo a costo zero: una mossa dettata dalla necessità di rilanciare le quotazioni di Windows, e legata anche alle politiche adottate da altre aziende per il proprio software. Se davvero l’HP Stream sarà venduto a 200 dollari sul mercato, si tratterà di un assalto frontale a Google e al Chromebook : il prodotto in questione è diverso nelle sue capacità, pur limitate, da quanto visto nell’era (sfortunata) dei netbook. Resta da capire se un prodotto tale, con margini sicuramente ridotti, sia in grado di garantire i guadagni necessari a rimpinguare le casse cianotiche del mercato dei personal computer.

Luca Annunziata

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