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La Voce degli studenti dell'ateneo perugino denuncia una situazione di grave carenza strutturale che non è ancora stata risolta. Quanti gli atenei in queste condizioni?
La Voce degli studenti dell'ateneo perugino denuncia una situazione di grave carenza strutturale che non è ancora stata risolta. Quanti gli atenei in queste condizioni?


Perugia – Cari amici di Punto-Informatico, io sono una Voce, quella degli studenti di informatica di Perugia. Come saprete, qui da noi la laurea triennale ha dei grossi problemi, mentre quella specialistica (il biennio successivo) stenta a decollare, forse per gli stessi problemi.

Non voglio annoiarvi con cronache lunghe e tediose, anche perché, dato che sono una Voce, sono abituata ad essere sintetica e chiara, dato che chi mi ascolta mi dimentica in pochi minuti. Non ho la fortuna del mio amico Inchiostro, che molti ricordano anche dopo anni.

La laurea triennale di informatica di Perugia conta circa 600 iscritti che, stando alle previsioni, dovrebbero diventare 1000 nel novembre 2002. Come è ovvio, una laurea in informatica che si dica tale ha bisogno di attrezzature costose, di laboratori, di docenti qualificati, altrimenti gli studenti che si laureano non saranno validi sul mercato del lavoro.

Oggi noi siamo la Cenerentola della Università di Perugia. Colpe, meriti… non mi interessano. Mi interessa solo dirvi perché ciò è ingiusto, e chi potrebbe cambiare le cose.

I nostri laboratori sono gli stessi di tre anni fa, quando il numero chiuso limitava le iscrizioni a 60 all’anno e gli studenti in totale erano circa 130. I nostri insegnanti sono più o meno gli stessi, a parte pochissime “new entry”. I fondi a nostra disposizione sono leggermente aumentati. Ma allora non c’è problema, direte voi… e invece no, dico io, perché gli studenti, nel frattempo, sono quintuplicati!

Basterebbe farsi un giro per il Dipartimento di Matematica e Informatica (che un tempo era solo Dipartimento di Matematica, ma che a tutt’oggi sopravvive sulla scritta a caratteri cubitali sopra l’ingresso) per capire quanti problemi abbiamo: pulizie che lasciano a desiderare (mancano i fondi), docenti in numero assai scarso (non abbiamo i soldi), laboratorio… sempre zeppo di persone fino all’inverosimile, con vecchie versioni di software e mouse da pulire ogni giorno (non abbiamo i soldiiii!!), per non parlare di seminari (quali seminari? Non abbiamo i soldi), di conferenze (quali conferenze? Non abbiamo fondi), di iniziative, di scambi culturali, di?. BASTA!!

Troppe carenze, troppa pazienza andata perduta. Alcuni nostri professori, ad onor del vero, nonostante la situazione sempre peggiore, si impegnano per garantire una didattica decente, e fanno di tutto per barcamenarsi tra fatture e promesse mai mantenute, ma ora la pazienza la stiamo perdendo noi studenti.

Novembre 2001, abbiamo fatto una manifestazione per chiedere. Abbiamo chiesto 10, ci hanno dato uno. Ci hanno promesso “Vi terremo in considerazione, vi aiuteremo, vi daremo fondi, vi daremo ciò che chiedete”.
Aprile 2002 (“Diritto al Rovescio”), un’altra manifestazione. Abbiamo chiesto di nuovo, abbiamo persino scritto, ognuno di noi, una lettera al Magnifico Rettore, con precise richieste ma con un solo messaggio di fondo: “Siamo tanti e abbiamo bisogno di contare, di essere tenuti in considerazione.”. Finora i risultati si sono visti solo parzialmente.
Oggi abbiamo bisogno di un nuovo laboratorio, di nuovi docenti, di più fondi.
A novembre, i problemi, accresciuti dal numero, saranno di nuovo qui, a bussare alla nostra porta.

E che nessuno dica, come invece è stato fatto, “Mettete il numero chiuso”, perché il diritto allo studio è totalmente in contrasto con una pianificazione delle iscrizioni!!

L’informatica è il futuro, le aziende lo sanno, il Magnifico Rettore Bistoni e tutto il Senato Accademico pure. Se saremo mille, trattateci come mille potenziali informatici che potrebbero migliorare di molto l’economia della zona, non trattateci come mille rompiscatole che chiedono la luna. Se è pur vero che ci avete ascoltato pazientemente, fate seguire a tante promesse dei gesti concreti!! E non dimenticatevi che molti di noi, finita la laurea triennale, porteranno il loro intelletto altrove… a meno che non tiriate fuori dal portafoglio quello che serve per far partire anche il biennio specialistico.

Io, Voce degli studenti di informatica di Perugia, rimarrò in silenzio per un po’, sperando che il mio amico Orecchio degli studenti di informatica di Perugia mi dica che tutto è a posto.

A presto (spero di no)

Simone Brunozzi
Voce degli Studenti

Cara Voce, nel leggere la situazione di Perugia, che ci auguriamo possa cambiare in meglio al più presto, è impossibile non chiedersi quanti siano gli studenti di altri atenei alle prese con gravi carenze strutturali. Anche per loro potrebbe essere importante sollevare una Voce. Un saluto, la Redazione

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05 05 2002
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