Sun pronta al superchip

Il colosso dei server è quasi pronto a lanciare un processore di nuova generazione che conterrà fino a 8 core e, con software ottimizzato, promette un deciso incremento prestazionale


Roma – Porta il nome in codice di Niagara il nuovo chippone che Sun si appresta a lanciare sul mercato nel corso dell’anno. Sarà un processore multi-core destinato, almeno inizialmente, ai server di fascia alta.

Con Niagara debutterà per la prima volta la tecnologia Chip Multi-Threading (CMT) che, similmente a quella di produttori come IBM, Intel e AMD, consentirà a Sun di accorpare più unità di calcolo, o core, all’interno dello stesso chip.

Ciò che sta spingendo un po’ tutti i produttori, persino quelli di processori embedded, ad adottare soluzioni multi-core è la necessità di frenare la velocissima crescita dei megahertz: un fattore che, in concomitanza con la continua riduzione delle dimensioni dei transistor, genera problemi legati all’eccessivo assorbimento di corrente elettrica. Alcuni esperti hanno pronosticato che l’evoluzione dei processori tradizionali potrebbe incontrare barriere fisiche invalicabili già entro la fine del prossimo decennio.

Oltre a prolungare la vita dei chip basati sul silicio, le tecnologie multi-core consentono altresì di ottimizzare le prestazioni e ridurre i costi di produzione.

A differenza dei processori multi-core che lanceranno quest’anno sul mercato Intel e AMD, basati su due soli “motori” di calcolo, Niagara potrà contenere fino a 8 core. Ciò gli consentirà di eseguire in parallelo fino a 32 thread.

Per sfruttare appieno la nuova tecnologia CMT, però, il software che girerà sui chip Niagara dovrà essere ottimizzato.

Niagara verrà costruito con una tecnologia di processo a 90 nanometri e conterrà oltre mezzo miliardo di transistor. La sua prima apparizione sui server di Sun avverrà all’inizio del 2006, quando il colosso conta di lanciare una nuova linea di sistemi dedicati alle grandi aziende.

Nella fascia bassa del mercato Sun continuerà a promuovere aggressivamente i processori Opteron di AMD, chip che sta già utilizzando sulla sua gamma di server x86 a due e quattro processori.

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  • Ingegnere scrive:
    Re: Diverse inesattezze...
    La risonanza della molecola H2O è 2450MHz. E i forni a microonde funzionano su quella frequenza.
  • AnyFile scrive:
    Re: Quando le nanotecnologie..
    - Scritto da: Anonimo
    ..prenderanno piede, nasconderanno un tagger
    in una goccia dell'inchiostro usato per
    stampare la banconota.. altro che fascetta
    metallica!Nascondere enormi testi in un puntino non e' affatto una novita'Mai sentito parlare di i-dot codes (cosice del puntino della i)Si narra (ovviamente non ho prove per confermarlo) che per trasmettere notizie da Cuba in Usa (ma anche in altri casi) si ricorresse alla seguente tecnica.Si stampava una lettera apparenemente innocua, che veniva poi fatta recapitare. Solo che uno o piu' puntini delle i (o anche altri dettagli) erano sostituiti da dalle ultra riduzioni di una fotografia (immagini o foto di una pagina di testo).All'arrivo del foglio bastava ingrandire il dettaglio (il puntino della i) per decifrare.Beh, piu' che di un codice si tratta di una celazione (nascondiglio) in quanto all'apparenza (guardando ad occhio) il puntino della i appariva normale. Anche un'eventuale indagine doveva sapere quale puntino della i guardare.Pero' ovviamente era possibile che il testo cosi' nascosto non fosse stato prima cifrato.(Fonte Simon Singh, Codici e segreti)
  • Anonimo scrive:
    Re: Diverse inesattezze...
    Lascia stare è gente che di telecomunicazioni non ci capisce nulla, ha studiato fisica in prima liceo e si crede un genio.Tempo sprecato- Scritto da: HotEngine
    - Scritto da: Anonimo



    raggi X (onde ionizzanti
    oltretutto) non


    significa che sia immune da altri
    tipi


    di campi elettromagnetici.


    Non l'ho capita

    Nella notizia si legge: "di solito viene
    costruito con parametri particolari per
    renderlo non attaccabile da fattori
    esterni..."

    Ma il fatto che sia immune ai raggi X, mi
    ripeto, non significa che sia immune a
    qualunque altra cosa, compreso un campo
    elettromagnetico di diversa lunghezza
    d'onda.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diverse inesattezze...
      Sono ancora convinti che a uguale frequenza 2,4 (wi-fi-bluetooth-microonde-codiciabarreradiosupernuovitecnologici) ci siano gli stessi effetti, diglielo tu che un wi-fi non scalda il caffe' anche se irradia onde sui 2,4- Scritto da: Anonimo
      Lascia stare è gente che di
      telecomunicazioni non ci capisce nulla, ha
      studiato fisica in prima liceo e si crede un
      genio.

      Tempo sprecato

      - Scritto da: HotEngine

      - Scritto da: Anonimo





      raggi X (onde ionizzanti

      oltretutto) non



      significa che sia immune da
      altri

      tipi



      di campi elettromagnetici.




      Non l'ho capita



      Nella notizia si legge: "di solito viene

      costruito con parametri particolari per

      renderlo non attaccabile da fattori

      esterni..."



      Ma il fatto che sia immune ai raggi X,
      mi

      ripeto, non significa che sia immune a

      qualunque altra cosa, compreso un campo

      elettromagnetico di diversa lunghezza

      d'onda.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove opportunità per i borseggiatori
    ma ci sei mai stato su una metropolitana o autobus o vivi sulla luna?cosa ci vuole a camuffare un lettore rfid come un palmare?Pensi che la vecchietta che ti sta' incollata a 2 cm in attesa della prossima fermata, sappia riconoscere un lettore rfid da un cellulare o da un palmare?E comunque trent'anni fa' i computer erano enormi (stanze intere), adesso entrano dentro un orologio...quindi le dimensioni diminuiranno entro breve, non ti preoccupare..- Scritto da: Anonimo
    Giusto per non scatenare la fobia da lettori
    RFID sappiate che i più piccoli
    lettori hand-held senza filo hanno
    dimensioni più grandi di una pistola
    (tipo quelle vecchie per i codici a barre),
    e leggono a circa 15-20 cm. Quindi un
    borseggiatore dovrebbe girare molto vicino
    ai portafogli per scegliere chi derubare.
    Sempre a meno che non giri con un bel
    computer in spalla e un'antenna da 40x40 cm
    in mano, allora forse individuerebbe le
    banconote fino a 80cm o anche 1 metro...
    Certo che a quel punto i borseggiatori
    sarebbero abbastanza ben riconoscibili ;)
  • Gatto Selvaggio scrive:
    Re: [quasi OT] Euro e dollari


    perché gli euro - e prima di loro

    le lire e in genere le banconote del

    Vecchio Continente - appaiono come lo

    stato dell'arte tipografica, mentre i dollari

    sembrano fotocopiati in cantina?
    Perché così potremo dire che
    buona parte dei dollari falsi tenuti come
    riserva sono falsi, stampati dagli iraniani,
    avendo un'ottima scusa per invaderli e
    un'altra ottima scusa per la deflazione
    globale del dollaro.Io pensavo a qualcosa del tipo "così anche i russi e i cinesi possono stamparli entrando a far parte dell'economia del dollaro", ma non ho le idee chiarissime su cosa implichi.
  • Gatto Selvaggio scrive:
    [quasi OT] Euro e dollari
    A proposito di banconote, qualcuno saprebbe dirmi perché gli euro - e prima di loro le lire e in genere le banconote del Vecchio Continente - appaiono come lo stato dell'arte tipografica, mentre i dollari sembrano fotocopiati in cantina?Una crescente inclinazione alla paranoia mi fa sospettare che sotto vi siano subdole politiche economiche, ma per quanto ci abbia pensato le ragioni mi sfuggono.
    • YangChenping scrive:
      Re: [quasi OT] Euro e dollari
      - Scritto da: Gatto Selvaggio
      A proposito di banconote, qualcuno saprebbe
      dirmi perché gli euro - e prima di
      loro le lire e in genere le banconote del
      Vecchio Continente - appaiono come lo stato
      dell'arte tipografica, mentre i dollari
      sembrano fotocopiati in cantina?Perché così potremo dire che buona parte dei dollari falsi tenuti come riserva sono falsi, stampati dagli iraniani, avendo un'ottima scusa per invaderli e un'altra ottima scusa per la deflazione globale del dollaro.(dehe!)
    • Anonimo scrive:
      Re: [quasi OT] Euro e dollari
      Allora, diciamo che gli Americani negli anni passati erano senza ombra di dubbio i pionieri di ogni cosa. Sono leader nell'informatica, hanno citta' iperconnesse e chissa' quando noi raggiungeremo qui in Italia la loro informatizzazione;) ma sono indietro anni luce rispetto all'Europa per le solite cose come le assistenze varie, come quella sanitaria e pensioni varie. Stando negli USA ho notato che le ultime banconote stampate hanno più colori, più riflessi e qualche accortezza antifalsario che adottiamo noi! ma, in soldoni diciamo che stanno arrivando in una cosa in ritardo a noi, magari copiandoci?! Dopo la diffusione dei cellulari abbiamo una seconda cosa da insegnare agli Americani;)- Scritto da: Gatto Selvaggio
      A proposito di banconote, qualcuno saprebbe
      dirmi perché gli euro - e prima di
      loro le lire e in genere le banconote del
      Vecchio Continente - appaiono come lo stato
      dell'arte tipografica, mentre i dollari
      sembrano fotocopiati in cantina?

      Una crescente inclinazione alla paranoia mi
      fa sospettare che sotto vi siano subdole
      politiche economiche, ma per quanto ci abbia
      pensato le ragioni mi sfuggono.
  • HotEngine scrive:
    Re: Diverse inesattezze...
    - Scritto da: Anonimo

    raggi X (onde ionizzanti oltretutto) non

    significa che sia immune da altri tipi

    di campi elettromagnetici.
    Non l'ho capitaNella notizia si legge: "di solito viene costruito con parametri particolari per renderlo non attaccabile da fattori esterni..."Ma il fatto che sia immune ai raggi X, mi ripeto, non significa che sia immune a qualunque altra cosa, compreso un campo elettromagnetico di diversa lunghezza d'onda.
  • Anonimo scrive:
    Re: Diverse inesattezze...

    2) Un chip al silicio messo in un forno a
    microonde si guasta. Provato. Dopo pochi
    secondi si surriscalda e muore. Nel caso
    RFID piccolissimi potrebbero addirittura
    vaporizzarsi.Umh.. no. Un rfid richiede tra gli 800 e i 1300 gradi per questo e non credo proprio che ci possa arrivare in un microonde. Ovvio che si guasti.
    3) Il fatto che un chip sia insensibile ai
    raggi X (onde ionizzanti oltretutto) non
    significa che sia immune da altri tipi di
    campi elettromagnetici. Non l'ho capita
  • cico scrive:
    Re: Allora...


    Perché non vieni anche tu

    sull'allegro blog cinese a leggere le
    sapide

    news del giorno...

    me lo sono messo tra i bookmark :)rettifico: è diventata la mia homepage :-)sei un grande :D
  • HotEngine scrive:
    Re: Diverse inesattezze...
    - Scritto da: Anonimo
    apbio range di frequenze di

    funzionamento, alcuni tanto per
    intenderci

    anche a 900Mhz...
    fra le varie inesattezze ci includerei anche
    la sua. Come potra' verificare
    personalmente, la quasi totalita' dei forni
    a microonde per uso domestico emettono ondeVedo, caro anonimo, che hai difficoltà di comprensione e tu stesso non brilli in esposizione... Io ho scritto:"alcuni funzionano anche a 900Mhz.."Tu ribatti"la quasi totalita' dei forni va 2.45Ghz..."Abbiamo detto la stessa cosa e manco te ne rendi conto?
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro

    Appunto, e' proprio usando umilta' e metodo
    scientifico nello scrivere articoli
    divulgativi che si eviterebbero molti "ecco
    perche'" o "sinceramente me ne sono
    dimenticato".Sinceramente, per l'umiltà non credo di dover prendere lezioni da Lei, che invecei di dare spunto a discussioni di approfondimento per giungere ad una seria conclusione decide autonomamente di chiudere il discorso in maniera anche alquanto maleducata, sia nei miei confronti (che ho scelto di rispondere al forum, forse glissare semplicemente sarebbe stato meglio per entrambi), sia nei confronti di quanti leggono PI ed i forum correlati.Per quel che riguarda il "metodo scentifico" parla proprio Lei che prende per oro colato nulla di più di alcune brochure pubblicitarie della Hitachi? Vuole una raccolta delle "invenzioni commerciali" della Texas Instruments, Philips o quant'altri? Se avesse avuto l'umiltà ed il metodo scentifico di verificare con i propri occhi di cosa stiamo parlando, si renderebbe conto della sciocca discussione che porta avanti.In ultimo, mi sono preso la briga di verificare qualcosina proprio su questi fantomatici tag hitachi, dato che chi posta informazioni legge solo quello che vuole e non possiede le conoscenze necessarie per una vera divulgazione. Lo sapeva che sono così piccoli perchè non hanno memoria (indi non storicizzarvi all'interno nessuna transazione) e non posseggono il protocollo anticollisione (indi non possono essere letti due tag contemporaneamente, ma solo uno per volta)? Strano, è scritto proprio nelle "brochure pubblicitarie" che ha postato. Questa tipologia di tag è utile solo per la certificazione di autenticità (posseggono un ID univoco 128 bit), è impossibile leggerli a distanza (primo, per le emissioni di microonde "CHE COMUNQUE FANNO MALE", eventualmente si legga qualche articolo di altroconsumo, se le piacciono le leggende metropolitane, riguardo le perdite di mocroonde dai forni e la loro nocività verso le persone; secondo, perchè non possedendo un protocollo anticollisione, se due tag entrano nel fascio di microonde non sono in grado di comunicare con la sorgente), un tag del genere è inutile in applicazioni di tracciabilità, figuriamoci per la profilazione dell'intera popolazione europea.Corrado Patierno-------------------------------------------------------------------------------"Più che vergognarti di confessare la tua ignoranza, vergognati di insistere in una sciocca discussione che la rivela." Elizabeth Joceline.------------------------------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro

    Ottima cosa, visto che, purtroppo,
    nell'intervista hai dimostrato la tua totale
    ignoranza in proposito.Affatto, il massimo del mio problema è che li conosco perchè ci lavoro, percui ne conosco esattamente le dimensioni, pregi e difetti, funzionamento. Da cui "scarto a priori" la propaganda pubblicitaria dalla realtà dei fatti.


    proprio nel sito che tu hai citato,

    c'è l'immagine del chip con

    l'antenna, lunga 56mm per 4,76mm di

    diametro. Non ti sembra un pò

    grandicella per essere inserita in una

    banconota ???



    Parafrasandoti, proprio nel sito che ho
    citato, una riga sotto quella che hai letto
    tu (che descrive gli Inlet) c'e' la
    descrizione dei Tag:

    Model: Dependent on Customer's Applications


    Appearance: Stick, card, paper, etc.

    Description: Custom-made is available

    E' strano che non hai notato proprio la
    descrizione del prodotto che nasce per
    essere inserito nella carta.invece l'ho letto, anche i normali tag magnetici possono essere inseriti nella carta, tant'è che ne facciamo etichette autoadesive, ma non mi sono mai permesso di dire che il chip non si vede ad occhio nudo. Se vuoi posso mandarti qualche campione sia di HF che di UHF (sia a 900MHz che a 2.45GHz) in TUTTI, il chip (e non considero condensatore, antenna, collante ecc.....) è ampiamente visibile.


    le misure del chip 0,4 * 0,4 sono senza,

    antenna e relativo adesivo per la

    connessione.

    Dalla descrizione dei Tag non ci e' dato
    modo di conoscerne l'esatta dimensione. Di
    sicuro sul sito ripetono piu' volte che
    possono essere inseriti in un foglio di
    carta.Si ma non dicono che è invisibile.



    ma poi una domanda ... quanto costano?



    Per quello ci stiamo informando. Certo e'
    che se sono, o saranno, effettivamente nelle
    banconote saremo noi a pagarli con le nostre
    tasse.
    Questo è vero. Ma davvero la BCE si lancerebbe in un progetto ad alto investimento , che coinvolge il "denaro", cioè l'unica cosa che per loro ha valore, su una tecnologia ancora embrionale? ... e basta con le leggende metropolitane...

    in ultimo, i chip al silicio non si

    vaporizzano .. tuttalpiù, se la

    frequenza è giusta possono
    guastarsi.



    Dal solito sito leggo:

    "Battery Less: The µ-chip a passive IC, that
    receives the microwave from the reader,
    generates electric power from the microwave,
    decodes its µ-chip ID and transmits it back
    to the reader."

    Non sono certo un esperto come te, pero' mi
    sorge spontaneo il dubbio che investendo i
    Tag con una potenza enormemente superiore
    (800/1.000 WATT invece che i 300 milliWATT
    nominali) al dovuto, il circuito di potenza
    possa arroventarsi.
    no, al massimo si brucia il condensatore, esattamente come succede in una scheda di alimentazione di un televisore scadente, senza fusibile, che prende una schicchera durante un temporale.Corrado
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro
    Massi', diamoci del tu!- Scritto da: Anonimo
    Domani cercherò di essere più
    accurato nella ricerca su hitachi, comunque,Ottima cosa, visto che, purtroppo, nell'intervista hai dimostrato la tua totale ignoranza in proposito.
    proprio nel sito che tu hai citato,
    c'è l'immagine del chip con
    l'antenna, lunga 56mm per 4,76mm di
    diametro. Non ti sembra un pò
    grandicella per essere inserita in una
    banconota ???
    Parafrasandoti, proprio nel sito che ho citato, una riga sotto quella che hai letto tu (che descrive gli Inlet) c'e' la descrizione dei Tag:Model: Dependent on Customer's Applications Appearance: Stick, card, paper, etc.Description: Custom-made is availableE' strano che non hai notato proprio la descrizione del prodotto che nasce per essere inserito nella carta.
    le misure del chip 0,4 * 0,4 sono senza,
    antenna e relativo adesivo per la
    connessione.Dalla descrizione dei Tag non ci e' dato modo di conoscerne l'esatta dimensione. Di sicuro sul sito ripetono piu' volte che possono essere inseriti in un foglio di carta.

    ma poi una domanda ... quanto costano?
    Per quello ci stiamo informando. Certo e' che se sono, o saranno, effettivamente nelle banconote saremo noi a pagarli con le nostre tasse.
    in ultimo, i chip al silicio non si
    vaporizzano .. tuttalpiù, se la
    frequenza è giusta possono guastarsi.
    Dal solito sito leggo:"Battery Less: The µ-chip a passive IC, that receives the microwave from the reader, generates electric power from the microwave, decodes its µ-chip ID and transmits it back to the reader."Non sono certo un esperto come te, pero' mi sorge spontaneo il dubbio che investendo i Tag con una potenza enormemente superiore (800/1.000 WATT invece che i 300 milliWATT nominali) al dovuto, il circuito di potenza possa arroventarsi.
    CorradoAntonio
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro
    - Scritto da: Anonimo
    Ancora una cosa ... che mi ero sinceramente
    dimenticato ... il condensatore ... dove
    diavolo è finito il condensatore ???basta. Il thread a questo punto rasenta davvero l'assurdo del titolo dell'articolo da cui deriva.Il punto e' che sarebbe veramente il caso, prima di scrivere articoli di quel genere, innanzitutto informarsi, o semplicemente aggiornarsi sulle tecnologie (visto che ci si aspetta gia' di essere massimi esperti nazionali sull'argomento).

    Ecco perchè i chip hitachi sono 0,4 *
    0,4 ma poi diventano 55 * 4,6 ...
    perchè c'è anche il
    condensatore da considerare.
    Appunto, e' proprio usando umilta' e metodo scientifico nello scrivere articoli divulgativi che si eviterebbero molti "ecco perche'" o "sinceramente me ne sono dimenticato".Buonanotte.
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro
    Ancora una cosa ... che mi ero sinceramente dimenticato ... il condensatore ... dove diavolo è finito il condensatore ??? i chip passivi non funzionano senza un condensatore che stabilizzi l'energia ricevuta per permetterne la trasmissione .. nei chip HF sono integrati nell'etichetta (è una parte ramata di circa 2 cm * 5 mm) ma nei tah UHF non si può integrare nel dipolo, quindi si necessita di una boxatura che lo contenga .. quindi in formato etichetta sono costituiti in parte da un settore di ramatura accessoria, per quelli senza etichetta bisogna apporre il chip su un ulteriore microcircuito miniaturizzato che faccia da condensatore.Ecco perchè i chip hitachi sono 0,4 * 0,4 ma poi diventano 55 * 4,6 ... perchè c'è anche il condensatore da considerare.Corrado
  • Anonimo scrive:
    Re: Diverse inesattezze...
    - Scritto da: HotEngine
    1) I forni a microonde NON FUNZIONANO sulla
    *frequenza di risonanza* dell'acqua che
    è ben diversa da 2.45Ghz... Si basano
    su effetti diversi, come l'assorbimento e
    l'agitazione molecolare per perdite
    dielettriche. I forni a microonde scaldano i
    cibi in un ambio range di frequenze di
    funzionamento, alcuni tanto per intenderci
    anche a 900Mhz...fra le varie inesattezze ci includerei anche la sua. Come potra' verificare personalmente, la quasi totalita' dei forni a microonde per uso domestico emettono onde di lunghezza 12cm, ovvero una radiazione elettromagnetica centrata a 2450MHz (2.45GHz che dir si voglia)Saluti
  • Anonimo scrive:
    Re: trappole per la luce
    qualche indizio:in itahttp://assistenza.tiscali.it/interpuntonet/articolo117/ed in eng (particolari)http://www.mywiseowl.com/articles/Quantum_cryptographyriciaovnode
  • Anonimo scrive:
    trappole per la luce
    mi ricorda tanto la storia delle banconote quantistiche di stephen wiesner, roba degli ani 60...googleggiate un po' x infocio vnode
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro
    Domani cercherò di essere più accurato nella ricerca su hitachi, comunque, proprio nel sito che tu hai citato, c'è l'immagine del chip con l'antenna, lunga 56mm per 4,76mm di diametro. Non ti sembra un pò grandicella per essere inserita in una banconota ??? le misure del chip 0,4 * 0,4 sono senza, antenna e relativo adesivo per la connessione.ma poi una domanda ... quanto costano?in ultimo, i chip al silicio non si vaporizzano .. tuttalpiù, se la frequenza è giusta possono guastarsi.Corrado
  • HotEngine scrive:
    Diverse inesattezze...
    Mi ero già permesso in precedenza di far notare le inesattezze dell'autore riguardo agli articoli relativi agli rfid ( http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=752928 ) e non posso esimermi dal fare altrettanto ora. 1) I forni a microonde NON FUNZIONANO sulla *frequenza di risonanza* dell'acqua che è ben diversa da 2.45Ghz... Si basano su effetti diversi, come l'assorbimento e l'agitazione molecolare per perdite dielettriche. I forni a microonde scaldano i cibi in un ambio range di frequenze di funzionamento, alcuni tanto per intenderci anche a 900Mhz...2) Un chip al silicio messo in un forno a microonde si guasta. Provato. Dopo pochi secondi si surriscalda e muore. Nel caso RFID piccolissimi potrebbero addirittura vaporizzarsi.3) Il fatto che un chip sia insensibile ai raggi X (onde ionizzanti oltretutto) non significa che sia immune da altri tipi di campi elettromagnetici.
  • Anonimo scrive:
    Re: Allora...
    - Scritto da: YangChenping
    Perché non vieni anche tu
    sull'allegro blog cinese a leggere le sapide
    news del giorno...Bello, ma per la miseria, dividilo in più pagine, così è mal leggibile e scorrere le ntizie si va indietro di settimane :'(:'(pieggi
  • Anonimo scrive:
    Re: Osservazioni sugli RFID negli Euro
    - Scritto da: Anonimo
    Salve,Salve
    ho appena letto il Vs. articolo sugli RFID
    nelle banconote e vorrei puntualizzare
    alcune cose.
    menomale che qualcuno puntualizza

    PI: Quindi i chip economici nelle
    banconote neppure volendo
    potrebbero
    entrare...

    CP: Un chip a basso costo, diciamo da
    20-25 centesimi,
    destinato ad essere
    scadente, dovrebbe avere 2mm di

    lunghezza, 2mm di larghezza e 0,2 mm di
    spessore. Ma un
    chip così si
    vedrebbe
    abbondantemente su una
    banconota.
    infatti non si tratta di quel genere di chip riportati nell'articolo... chip che sono di gran lunga piu' piccoli come area e come spessore.


    PI: Ma poi il chip RFID ha.. l'antenna...

    CP: Già. I tag magnetici
    necessitano di un conduttore
    organizzato
    in spire, funzionano un po' come un

    trasformatore per trasmettere l'energia,
    ma nelle banconote
    non ne vedo.
    Potrebbero essere chip UHF, che sono dei

    dipoli ideali, cioè con l'antenna
    metà da un lato e metà

    dall'altro, sempre conduttori ma non
    avvolti in spire... Come
    le banali
    antenne televisive, quelle sui TV da 14"
    anni '80.
    L'antenna potrebbe essere la
    banda metallica ma dovrebbe
    essere
    "spezzata" in due.
    Una delle leggi di Murphy e' "se tutto cio' che hai e' un martello, tutto ti sembrera' un'incudine".Infatti non si tratta di RFID che funzionano sulla banda UHF, il fatto che l'unico prodotto cui si faccia riferimento sia quello non giustifica ne' comprova nulla di quanto argomentato.Qualora l'esperto RFID che scrive l'articolo provi a documentarsi sul funzionamento di tali tag su banda a 2.45GHz ISM, o piu' banalmente si documenti su come funziona un RFID potra' spiegarsi anche come mai un chip del genere inserito in un forno a microonde cominci a scaldarsi, a diventare incandescente e finalmente fondere se sottoposto ad energia elettromagnetica, casualmente proprio sulla stessa banda emessa dal forno.

    Quindi nelle banconote non ci sono i
    chip perché non si vede
    nulla a
    occhio nudo, costerebbe troppo mascherarli
    così
    bene e, infine, che senso
    avrebbero se le apparecchiature
    per
    leggerli non sono possedute da nessuno? Come
    mi
    potrei mai accorgere che la banconota
    è vera?
    il fatto che non le possieda chi scrive l'articolo non significa che non esistano. Un altro invito al documentarsi.
    Qui potete trovare almeno due modelli di
    ricevitori:

    www.hitachi.co.jp/Prod/mu-chip/p0004.html
    ... per non parlare dei tag basati su surface acoustic wave
    In sintesi uscire con un articolo
    intitolato: "RFID nelle banconote?
    Un'assurdita'" mi sembra ancora quantomeno
    azzardato.
    concordo pienamente.
    Cordiali saluti.Saluti cordiali.
  • Anonimo scrive:
    Ecco perchè bruciano
    Gli RFID negli Euro bruciano nel microonde perchè:"Battery Less: The µ-chip a passive IC, that receives the microwave from the reader, generates electric power from the microwave, decodes its µ-chip ID and transmits it back to the reader."Tratto da: http://www.hitachi.co.jp/Prod/mu-chip/p0001.html
  • Anonimo scrive:
    La paranoia corre
    Da quando ho letto queste notizie guardo le banconote, e in special modo la fascetta metallica in modo nuovo.. e non in meglio.
  • Anonimo scrive:
    Quando le nanotecnologie..
    ..prenderanno piede, nasconderanno un tagger in una goccia dell'inchiostro usato per stampare la banconota.. altro che fascetta metallica!
  • cico scrive:
    Re: Allora...

    Perché non vieni anche tu
    sull'allegro blog cinese a leggere le sapide
    news del giorno...me lo sono messo tra i bookmark :-)
  • Anonimo scrive:
    Troppo grandi e troppo costosi...
    Ok oggi. Ma domani?
  • YangChenping scrive:
    Re: Allora...
    - Scritto da: cico
    porca putt.... mi ero completamente perso
    tutte ste storie, robe da pazzi :sPerché non vieni anche tu sull'allegro blog cinese a leggere le sapide news del giorno...
  • cico scrive:
    Re: Allora...

    www.boycottgillette.com /
    www.spychips.com/metro/scandal-payback.html
    www.spychips.com/press-releases/broken-arrow.porca putt.... mi ero completamente perso tutte ste storie, robe da pazzi :S
  • Anonimo scrive:
    Osservazioni sugli RFID negli Euro
    Salve,ho appena letto il Vs. articolo sugli RFID nelle banconote e vorrei puntualizzare alcune cose.
    PI: Quindi i chip economici nelle banconote neppure volendo
    potrebbero entrare...
    CP: Un chip a basso costo, diciamo da 20-25 centesimi,
    destinato ad essere scadente, dovrebbe avere 2mm di
    lunghezza, 2mm di larghezza e 0,2 mm di spessore. Ma un
    chip così si vedrebbe
    abbondantemente su una banconota. Pare che la notizia dei chip nelle banconote sia di fonte Hitachi, con particolare riferimento a questo prodotto:http://www.hitachi.co.jp/Prod/mu-chip/che ha le caratteristiche fisiche, "Moreover with a size of 0.4mm square, the µ-chip is small enough to be attached to a variety of minute objects including embedding in paper", per essere inserito tranquillamente in una banconota.Sempre sullo stesso sito si evince che la frequenza dei loro chip e' 2,45 Ghz, cioe' esattamente quella delle microonde di un forno. Che sia per quello che con un 800/1000 watt di potenza applicata si arroventano e bruciano la carta?Per quanto concerne le banconote che bruciano, dipende sicuramente dal tipo di forno utilizzato per la prova. Col mio (costoso) Panasonic di ultima generazione si forma il buchino in tutte (tante) le banconote su cui ho provato. Su quello, economico di un amico, una banconota da 20 euro si e' bruciata sulla fascia degli ologrammi.
    PI: Ma poi il chip RFID ha.. l'antenna...
    CP: Già. I tag magnetici necessitano di un conduttore
    organizzato in spire, funzionano un po' come un
    trasformatore per trasmettere l'energia, ma nelle banconote
    non ne vedo. Potrebbero essere chip UHF, che sono dei
    dipoli ideali, cioè con l'antenna metà da un lato e metà
    dall'altro, sempre conduttori ma non avvolti in spire... Come
    le banali antenne televisive, quelle sui TV da 14" anni '80.
    L'antenna potrebbe essere la banda metallica ma dovrebbe
    essere "spezzata" in due. Non conosciamo l'esatta lunghezza del dipolo necessario. Potrebbe essere anche di pochi millimetri e stare abbondantemente all'interno della fascia metallica anti contraffazione su cui "stranamente" appare sempre il buchino.Dall'immagine visibile qui in basso a destra:http://www.hitachi.co.jp/Prod/mu-chip/index.htmleffettivamente l'antenna sembra essere un dipolo molto corto.
    Quindi nelle banconote non ci sono i chip perché non si vede
    nulla a occhio nudo, costerebbe troppo mascherarli così
    bene e, infine, che senso avrebbero se le apparecchiature
    per leggerli non sono possedute da nessuno? Come mi
    potrei mai accorgere che la banconota è vera?Qui potete trovare almeno due modelli di ricevitori:http://www.hitachi.co.jp/Prod/mu-chip/p0004.htmlRigurardo alla "mascheratura" dei chip, visto che sono sempre sulla fascia metallica verticale inserita nelle banconote, non mi sembra strano che non si vedano ad occhio nudo. Mi sto attrezzando con un microscopio per un esame piu' accurato. Inoltre sto per scrivere alla Hitachi per conoscere disponibilita' e prezzi dei loro ricevitori.In sintesi uscire con un articolo intitolato: "RFID nelle banconote? Un'assurdita'" mi sembra ancora quantomeno azzardato.Cordiali saluti.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove opportunità per i borseggiatori
    Questo è vero per i tag magnetici .. falso per i Tag UHF, sono leggibili dai 2 ai 20 mt (ovviamente se non prendiamo in considerazione le leggi in materia di radioemissione) .. anche i lettori sono piccoli .. come una pistola per l'ascolto a distanza (quelle con la parabola per capirci) .. ma a 20 metri .. chi la vede ?SalutiCorrado
  • Anonimo scrive:
    Re: Allora...
    In parte sono in accordo con quanto dice .. il chippettino non salva la vita .. può migliorarla, come ha fatto il codice a barre a suo tempo .. niente di più. La questione mastercard e visa era una provocazione .. cioè:perchè mettere il chippettino e spendere soldi, tempo, soluzioni inutili, quando un solo chippettino di questi può fungere da portafoglio elettronico ??? ... se proprio devo perdere l'anonimato delle transazioni con le banconote ... preferisco non portarle, e portarmi una sola card. Non era mia intenzione mica pubblicizzare le banche (che a mio parere, almeno in parte, sono un cancro per la nostra società, infondo prendono i nostri soldi, li usano, NON INVESTONO, adesso dobbiamo investire noi nelle azioni, con i risultati parmalat ecc... peccato che noi non abbiamo gli strumenti per difenderci come le banche, e per non parlare poi quando hai un progetto e vuoi fartelo finanziare .. se fossero davvero più oneste, non esisterebbero gli strozzini).Per quel che riguarda invece la faccenda dell'uso dei tag, non concordo, esistono situazioni dove effettivamente i tag possono aiutare e migliorare le cose, in ambito farmaceutico, sanitario, agroalimentare sopratutto .. il timore per la profilazione è esagerato.. se davvero si volesse si potrebbe profilare in molti altri modi .. molto meno costosi!In ultimo .. io lascerei perdere i siti di leggende metropolitane!! che vedono cospirazioni e quarti poteri ovunque .. alla fine siamo tutti uguali .. tutti cerchiamo soluzioni per migliorare e migliorarci la vita, per difenderci dai ladri e dalla violenza crescente .. i chippettini .. non servono nè per difendersi .. nè per aggredire .. è solo un tentativo per migliorare alcune cose, ridurre gli errori. Certo chi grida "allarme" serve, altrimenti poco ci vuole per trasformare una tecnologia in un'arma .. però non esageriamo .. infondo i transponser esistono da 60 anni e non hanno mai ucciso nessuno ... se non i tedeschi sulla manica ;)Una buona guerra? Una guerra non fatta.SalutiPatierno Corrado
  • YangChenping scrive:
    Allora...

    Cito testualmente:
    PI: Quindi chi teme per la propria privacy può stare
    tranquillo?
    CP: Secondo me è un progetto non fattibile.Rullo di tamburi:
    O meglio: perchè mettere dei tag RFID nelle banconote
    quando questi ultimi li troveremo nelle Mastercard e nelle
    Visa dall'anno prossimo? Tutti potranno pagare con
    transazioni bancarie dirette e sicure in RFID... costa di
    meno.. è più sicuro.Mi piacerebbe sapere dal signor Patierno in qual modo esattamente questo costituisca un "miglioramento" della privacy, ovvero per quale motivo dovremmo abbandonare il denaro contante, assolutamente anonimo, e sostituirlo con qualche pezzo di plastica che anonimo non è più, oltre a portarsi dietro la solita "quota associativa annuale" che finisce nella tasca dei soliti noti, più eventuale costo per transazione. Quota associativa del bancomat, quota associativa della carta di credito, con la burla di sentir chiamare il bancomat "carta di debito", quandi i debiti veri si fanno con le magiche "carte rateali" che ora si sono messi a chiarare "revolving" tanto per essere più trasparenti.L'unica cosa sicura di questo scenario è che si muoveranno effettivamente meno contanti, con gran piacere delle banche che lucrano sul meccanismo della riserva frazionaria per creare mutui dal nulla.Una rapida ricerca su google per "fractional reserve banking" dovrebbe far cogliere immediatamente il senso di limitare la circolazione dei contanti nelle mani della gente, oltre naturalmente al piacere di sapere chi ha comprato cosa e dove. Così magari stiamo attenti a non autorizzare il pagamento degli alcolici per gli alcolisti (per la loro sicurezza ovviamente) visto che la "salute pubblica" è diventata il pretesto per lo Stato per mettere il naso dove vuole.Sempre a proposito di riserve frazionarie, non mi si venga a raccontare che le banche pubblicizzano la "magica carta prepagata" per la sicurezza dei propri utenti o qualche altra amenità. Se fosse per la sicurezza non avremmo avuto 50 anni di anatocismo bancario, condannato in tribunale, poi dimenticato come se nulla fosse mai accaduto.
    Allo stato attuale della tecnologia, il rapporto
    costo/benefici non c'è per un lavoro come l'inserimento
    dei chip nelle banconote, ed anche l'uso che se ne
    potrebbe fare viola il protocollo di Sidney sull'RFID, dove
    si dice esplicitamente che nessuno deve essere profilato
    mediante i tag RFID, ed a cui il nostro Garante della
    Privacy ha aderito.E meno male, perché altrimenti a forza di "armonizzazioni delle norme" ci si potrebbe trovare con gli RFID nelle confezioni di qualche rasoio:http://www.boycottgillette.com/O nelle allegre carte fedeltà del supermarket, tanto per vedere chi compra cosa, e su quale scaffale si ferma, e per quanto tempo:http://www.spychips.com/metro/scandal-payback.htmlO ancora in altri prodotti:http://www.spychips.com/press-releases/broken-arrow.html
  • Anonimo scrive:
    Re: Passive RFID tags
    Esatto .. ma poi scusate ... perchè dovrebbe essere invisibile ?? solo il fattore psicologico per borseggiatori, ladri e quant'altro cambierebbe radicalmente le cose ... un pò come gli antitaccheggio ai supermercati .. davvero credete che siano efficienti ?? il massimo del loro lavoro è incidere sul fattore psicologico !!!!;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove opportunità per i borseggiatori
    Giusto per non scatenare la fobia da lettori RFID sappiate che i più piccoli lettori hand-held senza filo hanno dimensioni più grandi di una pistola (tipo quelle vecchie per i codici a barre), e leggono a circa 15-20 cm. Quindi un borseggiatore dovrebbe girare molto vicino ai portafogli per scegliere chi derubare. Sempre a meno che non giri con un bel computer in spalla e un'antenna da 40x40 cm in mano, allora forse individuerebbe le banconote fino a 80cm o anche 1 metro... Certo che a quel punto i borseggiatori sarebbero abbastanza ben riconoscibili ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: Passive RFID tags
    Esattamente! Se un tag così piccolo costa ad sui 20 euro non ha senso che sia messo su una banconota da 5 o 10 euro (e neanche da 50 secondo me). I tag oggi in commercio a prezzi ragionevoli (poche decine di cent) sono decisamente visibili.
  • Anonimo scrive:
    Re: Passive RFID tags
    Non bisogna prendere in considerazione gli "esperimenti" ... ma i prodotti, testati e funzionanti, che hanno un costo di produzione idoneo alla vendita. Chiunque può andare a controllare, semplicemente scaricando i datasheet dai siti dei produttori.Ne cito alcuni tra i più grandi:PhilipsTexas InsrumentsMicrochipSharpSonyAlienTrolleyscan;)
  • Anonimo scrive:
    Re: un miliardesimo di miliardesimo...
    o forse si intendeva capacità come rapporto tra densità/velocità max di elaborazione, cioè:la densità è il numero di transistor per mm quadratola velocità massima di elaborazione è il clock massimo a cui si può spingere il chip senza bruciare transistor;)
  • Anonimo scrive:
    Re: un miliardesimo di miliardesimo...
    Sei un ingegnere vero?
  • Anonimo scrive:
    un miliardesimo di miliardesimo...
    "Sono chip che hanno una capacità di 2kbit.. praticamente un miliardesimo di miliardesimo di capacità di un normale processore da PC".Quindi un normale PC ha una "capacità" (qualunque cosa voglia dire...forse la memoria) di circa 2000000000000000000000 bit ?
  • Anonimo scrive:
    Passive RFID tags
    cito " As of 2004, the smallest such devices (Passive RFID tags) commercially available measured 0.4 mm × 0.4 mm, and thinner than a sheet of paperda http://en.wikipedia.org/wiki/RFID
  • incuso scrive:
    Nuove opportunità per i borseggiatori
    Nel caso in cui l'RFID nelle banconote si affermi, non saranno piú costretti ad andare a caso e rischiare di non guadagnare. Tramite opportuna atrezzatura potranno stabilire a priori chi merita di essere derubato o meno :DM.--http://incuso.altervista.org
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