Sun: siamo noi l'alternativa a Microsoft

Durante la conferenza JavaONE Sun ha esposto la sua strategia a base di Java e standard aperti per contrastare quello che definisce il pericoloso dominio di Microsoft nei Web service. Java2 a tutto wireless


San Francisco (USA) – Una conferenza JavaONE un po ‘ sotto tono quella di questi giorni, a cui è mancata soprattutto la consueta nota d’apertura del carismatico CEO di Sun, Scott McNealy, che quest’anno ha preferito rinunciare ai suoi celeberrimi comizi anti-Microsoft.

Nonostante questo, il messaggio di Sun è stato chiaro e forte: “la piattaforma Java è l’alternativa allo strapotere di Microsoft, perché un futuro dell’e-commerce senza alternative sarebbe un pericolo per l’intera industria”.

Ed Zander, presidente di Sun, ha infatti affermato che le tecnologie proposte da Microsoft all’interno della sua strategia.NET, come Active Directory, HailStorm e Passport, minacciano di consegnare nelle mani del big di Redmond l’intero futuro legato al mercato chiave dei Web services.

La ricetta di Sun è ONE, un’infrastruttura tecnologica presentata lo scorso febbraio e basata su standard aperti, fra i quali XML, UDDI, WSDL e SOAP. Standard aperti che, secondo Sun, consentiranno alla propria piattaforma di fornire a tutti gli sviluppatori strumenti a buon mercato per costruire servizi e applicazioni Web-based, garantendone altresì l’interoperabilità.

Nella sua guerra con Microsoft Sun punta molto sull’open source come strumento per portare valore aggiunto alla sua infrastruttura tecnologica e ai suoi sistemi hardware. Fra i progetti open source avviati da Sun vi è la nota suite per l’ufficio StarOffice, che costituirà anche il cuore del suo portale applicativo StarPortal, e JXTA, una tecnologia standard per le comunicazioni peer-to-peer che prevede di abbracciare una vasta cerchia di piattaforme e dispositivi.

Nonostante la determinazione di Sun, alcuni analisti fanno notare come quest’azienda abbia almeno un anno di ritardo su Microsoft nella strategia dei Web service, un ritardo che si farà ancor più pesante con l’uscita di Windows XP, il primo pezzo chiave della piattaforma.NET di Redmond.

Ma Sun corre, corre come mai ha corso in tutta la sua vita, perché sa bene che la scommessa dietro l’angolo è di quelle grosse: questa volta perdere significherebbe uscire dal gioco.


Sun è orgogliosa di far notare come Java, nato nel 1995 come semplice linguaggio per il Web, si è oggi evoluto in una piattaforma per Internet a 360 gradi, capace di offrire un punto d’unione fra reti fisse e mobili, fra sistemi desktop e sistemi portatili.

Come nella scorsa edizione, la stella di questo JavaONE è stata la Java 2 Micro Edition (J2ME), una piattaforma che si prepara a cavalcare il boom del mercato mobile e che ha come obiettivo quello di portare sulle reti wireless e sui piccoli dispositivi servizi e applicazioni di nuova generazione, fra i quali anche i giochi (si veda l’ accordo appena stipulato con Sony ).

La piattaforma J2ME, che si è già guadagnata l’interesse di Sony e NNT DoCoMo, presso questo JavaONE a attirato gli sguardi anche di Nextel e Motorola, due aziende attualmente impegnate nello sviluppo di telefoni cellulari con supporto verso il protocollo di sicurezza SSL: qui Java potrebbe ben “incastrarsi” come piattaforma client e server per le transazioni sicure.

Per il mondo aziendale Sun sfodera invece la sua Java 2 Enterprise Edition (J2EE), una piattaforma che offre tutti gli strumenti per sviluppare e costruire applicazioni e servizi basati sul Web e che si pone in diretta concorrenza con le piattaforme enterprise sviluppate da IBM e BEA. Sun ha anche anticipato che la prossima versione del J2EE, la 1.3, offrirà un maggior supporto verso lo standard XML.

“Voi vedete una Sony, voi vedete una Motorola, voi vedete una Nextel, voi vedete una Visa, voi vedete una American Express, che cosa state aspettando?”, ha domandato Zander ad una folla di giornalisti più propensi a chiedere di Microsoft che a chiedere di Java. “Io non vedo C# in nessuno di questi dispositivi. Io non vedo Hailstorm in nessuno di questi dispositivi. Ma vedo invece che il mondo si sta raccogliendo attorno a Java ed è di questo che noi siamo qui a parlare”.

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  • Anonimo scrive:
    per il pay-per-play
    credo che possa funzionare: la somma che la gente è disposta a spendere per l'entertainment cresce sempre di più, e i costi per tenere su il sistema sono relativamente contenuti.
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