Super Amanda, le smentite non bastano

Non si placano le polemiche sul presunto sistema di intercettazioni che Telecom Italia avrebbe realizzato a beneficio dell'autorità giudiziaria. Mentre Telecom smentisce ancora, le istituzioni restano in silenzio


Roma – Telecom Italia , ancora una volta, dice “basta”. Dopo l’ultimo articolo, La grande spia bipartisan , pubblicato dal quotidiano La Repubblica , l’incumbent si è sentito nuovamente in dovere di smentire ufficialmente il contenuto. Dell’Echelon italiana non sa niente, ribadisce Telecom, cercando di radere al suolo la questione.

Basta una smentita di Telecom per far dormire sonni tranquilli? Da molto tempo (vedi anche l’inchiesta di PI: Sotto l’occhio del grande orecchio ) si parla di un fratellone origliante e le voci alimentano indiscrezioni, dubbi e timori legati alla sua possibile esistenza. Si parla di una sorellona , in verità, di nome Super Amanda , che sarebbe un sofisticato “centro di ascolto territoriale” per conversazioni telefoniche, SMS e posta elettronica, ipoteticamente sviluppato da Telecom Italia . Un gigantesco orecchio di cui si torna a parlare ogni qual volta salgono agli onori della cronaca le intercettazioni telefoniche legate a casi clamorosi, che ultimamente hanno una rilevanza prettamente politico-finanziaria. E che all’inizio (novembre 2004), secondo Repubblica, si sarebbe dovuto chiamare Enigma .

Le prime voci su Super Amanda iniziano a circolare alla fine del 2004, e lo descrivono come un centro, realizzato in Calabria, dotato di tutti i dispositivi necessari per captare comunicazioni telefoniche, ambientali ed elettroniche . Poco più di un mese dopo ne parla il settimanale l’Espresso , in un’intervista all’allora Garante Privacy Stefano Rodotà. L’interesse sull’argomento “intercettazioni” cresce: TIM dichiara di aver intercettato oltre 5mila linee telefoniche per conto delle Procure italiane, del Ministero della Giustizia e della Direzione nazionale antimafia.

Il fenomeno sembra assumere proporzioni preoccupanti , valicando il confine esistente tra le esigenze di sicurezza e l’invasione della privacy altrui.

La cronaca, che ha visto protagonisti (loro malgrado) l’ex Governatore di Bankitalia Antonio Fazio e i finanzieri, porta alla ribalta le intercettazioni legate alle indagini e la stampa torna ad occuparsi di Super Amanda, spingendo Telecom Italia ad un’ esplicita smentita , attraverso un comunicato del 2 agosto: “Non è mai esistita una megacentrale di ascolto e di intercettazione telefonica , né un apparato di tal genere è mai stato per entrare o, addirittura, è entrato in funzione. Il cosiddetto progetto Amanda non è mai stato sviluppato dal Gruppo Telecom Italia”.

Discorso chiuso? Nemmeno per sogno: dopo l’estate, nuove indagini, nuove intercettazioni, nuovo interessamento della stampa e nuove polemiche. L’opinione pubblica torna ad interrogarsi sull’esistenza di Super Amanda e teme per la propria privacy. Il Governo vara un disegno di legge dichiarando l’intenzione di arginare il fenomeno e puntare a maggiori garanzie per i cittadini. Le indagini però non si fermano e si arriva al 2006. 21 gennaio: Repubblica.it fa tornare d’attualità la questione, in un articolo sul caso Unipol-Bnl, secondo il quale la Guardia di Finanza e “quella struttura para-investigativa di Telecom nota come Super Amanda” sarebbero i due network informativi che avrebbero contribuito a far luce su alcuni particolari dell’inchiesta. Il primo istituzionale, il secondo “informale” e “garantito da rapporti personali e diretti con funzionari di primo piano del Sismi”. Il medesimo quotidiano alza il tiro pochi giorni dopo, pubblicando “La Grande Spia bipartisan”, un articolo dedicato al direttore del Sismi in cui si parla di “un luogo dove si effettuano tutte le intercettazioni telefoniche del Paese, utilizzandole secondo necessità assolutamente estranee a ragioni istituzionali”.


A questo punto Telecom diffonde un comunicato stampa con l’intenzione di ribadire, nelle sue speranze una volta per tutte, l’inesistenza di un sistema occulto di intercettazioni:

“Telecom Italia stigmatizza il comportamento del quotidiano La Repubblica che, sul tema delle intercettazioni telefoniche, continua a riportare notizie denigratorie senza neppure dare conto di quanto più volte dichiarato ufficialmente dalla società.
Per la seconda volta in pochi giorni si trova quindi costretta a ribadire che, anche quanto riportato oggi all’interno dell’articolo “La grande spia bipartisan” pubblicato sul citato quotidiano, in merito alla presunta esistenza in Telecom Italia di “un luogo dove si effettuano tutte le intercettazioni telefoniche del Paese, utilizzandole secondo necessità assolutamente estranee a ragioni istituzionali”, è completamente destituito di fondamento.
Il Gruppo Telecom Italia non ha mai effettuato attività connesse alle intercettazioni telefoniche operando al di fuori delle regole.
Come già scritto al giornale lo scorso 21 gennaio, il ruolo di Telecom Italia nell’attività di collaborazione con l’Autorità Giudiziaria si limita all’instradamento delle chiamate verso dispositivi d’ascolto di proprietà dell’Autorità stessa o di Società che operano per conto di quest’ultima sotto la diretta responsabilità delle Procure. Di tali apparati tecnici Telecom Italia non dispone e pertanto non può in alcun modo effettuare le attività descritte nell’articolo.
Inoltre, in merito a sospetti o presunte indagini da parte della procura di Milano, Telecom Italia ribadisce di non essere mai stata a tutt’oggi informata di indagini in materia.
La Società, visto il perdurare di illazioni e il protrarsi della diffusione di notizie false e gravemente lesive della propria immagine, agirà in ogni opportuna sede a tutela della propria immagine e reputazione”.

Nell’ambito della vicenda Super Amanda, appare evidente che è sempre Telecom Italia ad esporsi con smentite ufficiali. Ma sia dalla smentita che dalle indiscrezioni, nonché dal buon senso, appare chiaro che il presunto “orecchio tecnologico” si trovi al Sismi , ossia l’intelligence del Ministero della Difesa. E le notizie sfuggite ai citati “network informativi” sono stati oggetto di indagine da parte della Polizia (che dipende dal Ministero dell’Interno) e da un team di ispettori incaricati dal Ministero della Giustizia.

In una questione così delicata, quindi, sarebbe legittimo attendersi un intervento chiarificatore e politico da parte di almeno una di queste istituzioni. Intervento che fin qui è però mancato, alimentando sospetti e supposizioni. L’opinione pubblica, infatti, in più di un’occasione ha dato voce ai più svariati interrogativi: qual è il motivo del silenzio delle istituzioni? I cittadini, consapevoli della vastità del fenomeno “intercettazioni”, possono permettersi di non sapere?

Dario Bonacina

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  • Anonimo scrive:
    Re: Non ho parole per dirvi grazie
    ciao scala40ho letto ciò che hai scritto hai scritto cose giuste e vedrai che qualcuno ti ascolterà poi un sorriso fa bene alla nostra salute e aiuta ad essere più positivi...:D in quesi giorni cupi che sta succedendo di tutto nel nostro paese e nel mondo......(love)
  • Anonimo scrive:
    Ma non sono i miei 1000 euro
    Ma non sono i miei 1000 euro la povertà? dal mio punto di vista l'ICT è la povertà
  • Anonimo scrive:
    l'ITC va proprio di moda
    Sarà perchè è facileSarà perchè si possono realizzare progetti comodamente in ufficioSarà perchè le parole esistono e vanno usateMa perchè invece non realizzare progetti per portarci ENERGIA, in modo che si possano fare pozzi e estrarre l'acqua ?Perchè non ridurre la corruzione ? Perchè non portare macchine agricole ? Perchè non limitare le multinazionali ? Perchè non PRODURRE gli aiuti nei paesi che ne usufruiscono ?Perchè pensare che un PC o un cellulare servino a mangiare ?mah...
    • Anonimo scrive:
      Re: l'ITC va proprio di moda
      - Scritto da: Anonimo
      Sarà perchè è facile

      Sarà perchè si possono realizzare progetti
      comodamente in ufficio

      Sarà perchè le parole esistono e vanno usate


      Ma perchè invece non realizzare progetti per
      portarci ENERGIA, in modo che si possano fare
      pozzi e estrarre l'acqua ?

      Perchè non ridurre la corruzione ? Perchè non
      portare macchine agricole ? Perchè non limitare
      le multinazionali ?

      Perchè non PRODURRE gli aiuti nei paesi che ne
      usufruiscono ?

      Perchè pensare che un PC o un cellulare servino a
      mangiare ?

      mah...Perché se ti limiti a guardare solo un pezzettino, ovvio che nulla è abbastanza.E' chiaro che il problema non si risolve con le sole tecnologie informatiche, ma nemmeno si risolve con *le sole* macchine agricole.Ciascun elemento è parte di un progetto ampio, tutto è utile, anzi, indispensabile.Personalmente non trovo scandaloso che si parli *anche* di ITC per i paesi poveri, non fosse altro perché la storia recente ci insegna come la accessibilità alle informazioni sia uno dei fattori più importanti nella lotta all'ignoranza.
      • SardinianBoy scrive:
        Re: l'ITC va proprio di moda
        Quello che mi viene da pensare-sinceramente - e che cmq tutte queste cose, come l' ICT esistono perchè dietro ci sono già delle multinazionali. E se le multinazionali, non vogliono eliminare la corruzione , è perchè sono loro i corrotti, sono loro che hanno il petrolio, sono loro che estraggono il silicio per produrre pc e non tanti pannelli solari per portare un'ondata di energia " pulita" nelle nostre case. Le multinazionali.
        • scala40 scrive:
          Bisogna provare la paura di morire
          Ciao , sono daccordo con tè e con tutti quelli che pensano che il mondo và rispettato e non calpestato , che i veri valori preziosi , sono quelli che si hanno nel cuore e non come è alto il conto in banca , o quanti palazzi abbiamo per dire io sono ricco , quelle cose fanno ricchi in questa terra che siamo di passaggio , ma per capire i veri valori che contano , bisogna provare il dolore di chi ami o vuoi bene e rischi che per malattia di doverla perdere , oppure provarlo a proprie spese che non sai se la malattia che si ha porti un risultato di guarigione , allora se si ha provato anche questo dolore , capisci che ciò che realmente fa ricco la persona sono i veri valori che si ha nel cuore e quelli non te li può rubare nessuno perchè li si hanno dentro al cuore , allora capisci anche chi soffre veramente e si capisce come sono inutili le guerre , la cattiveria , il potere solo per denaro , oppure il potere per calpestare e arricchirsi sul debole . ma bisogna provare questi dolori per credere a chi li ha . Cordialmente ti saluto , inviandoti un cielo di sorrisi che entrino nella tua casa e in tutte le case del mondo :-D . Da una mamma di nome Angela scala40
    • scala40 scrive:
      Re: l'ITC va proprio di moda
      Ciao , voglio darti il mio pensiero a tutti i tuoi perchè ? . perchè se non ci fossero tutti i tuoi perchè , si vivrebbe in un mondo di onesti e sarebbe troppo bello vivere in un mondo onesto , senza pensare alla cattiveria e senza pensare che il denaro sia quello che realmente faccia felice la persona . Cordialmente ti saluto . TI INVIO UN SORRISO E CHE IL MIO SORRISO GIUNGA IN TUTTE LE CASE DEL MONDO :-d . Angela scala40
  • Anonimo scrive:
    Cose belle.
    Ogni tanto qualche bella cosa che da un po' di speranza nel futuro.Grazie.
    • SardinianBoy scrive:
      Re: Cose belle.
      Giusto, concordo!Però, le nuove tecnologie devono essere ala servizio dell'umanità, come in questo caso per i paesi " poveri ", ma delle volte penso che certe tecnologie e certe leggi vanno contro gli stessi esseri umani.Cioè noi. Se per es. portassero in questi paesi un bel pc anche se non di ultima generazione, però con un sistema operativo potente e gratuito come LINUX, sarebbe una bella vittoria sia per l' ICT sia per questi popoli. Ma si sa, che la microzzozz, è una concorrente sleale......e bla bla blaaaaa!
      • Anonimo scrive:
        Re: Cose belle.
        - Scritto da: SardinianBoy
        Giusto, concordo!
        Però, le nuove tecnologie devono essere ala
        servizio dell'umanità, come in questo caso per i
        paesi " poveri ", ma delle volte penso che certe
        tecnologie e certe leggi vanno contro gli stessi
        esseri umani.Cioè noi. Se per es. portassero in
        questi paesi un bel pc anche se non di ultima
        generazione, però con un sistema operativo
        potente e gratuito come LINUX, sarebbe una bella
        vittoria sia per l' ICT sia per questi popoli. Ma
        si sa, che la microzzozz, è una concorrente
        sleale......e bla bla blaaaaa!Hai capito tutto.In effetti il punto cruciale è proprio esportare nei paesi poveri le tediose diatribe tra software free e commerciale...Dopotutto l'esportazione di concetti accademici verso i paesi poveri è l'unica che non ha avuto un attimo di sosta.
    • flavio05 scrive:
      Re: Cose belle.
      mah... bisogna sempre sperare ma se guardiamo la realtà vediamo che molti tra i paesi poveri utilizzano le loro risorse per farsi guerra l'uno contro l'altro (cfr. http://www.warnews.it/mappa_interattiva.html) e la mia paura è che gli eventuali investimenti per il loro sviluppo tecnologico verranno dirottati nel mercato delle armi e sperperati in bustarelle (cfr. il caso esemplare dello tsunami di un anno fa).È certo comunque che il mercato dei paesi poveri (e si parla di miliardi di persone potenziali consumatori) è come una calamita per certi imprenditori (microzozz... per fare un esempio) e non è da escludere che certa gente avrà prima il PC piuttosto che una casa, acqua potabile, cibo, vestiti e... energia elettrica....
      • Anonimo scrive:
        Re: Cose belle.
        - Scritto da: flavio05
        mah... bisogna sempre sperare ma se guardiamo la
        realtà vediamo che molti tra i paesi poveri
        utilizzano le loro risorse per farsi guerra l'uno
        contro l'altro (cfr.
        http://www.warnews.it/mappa_interattiva.html) e
        la mia paura è che gli eventuali investimenti per
        il loro sviluppo tecnologico verranno dirottati
        nel mercato delle armi e sperperati in bustarelle
        (cfr. il caso esemplare dello tsunami di un anno
        fa).
        È certo comunque che il mercato dei paesi poveri
        (e si parla di miliardi di persone potenziali
        consumatori) è come una calamita per certi
        imprenditori (microzozz... per fare un esempio) e
        non è da escludere che certa gente avrà prima il
        PC piuttosto che una casa, acqua potabile, cibo,
        vestiti e... energia elettrica....Vorrei ricordarti che il 90% delle guerre nei paesi in via di sviluppo è sono finanziate e fomentate dalle multinazionali di casa nostra.Emblematico il caso della Sierra Leone dove i commercianti di diamanti foraggiavano abbondantemente i guerriglieri così che il governo si preoccupasse di loro e non delle miniere di diamanti.
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