Supercomputer, il Giappone trionfa

NEC supera IBM e agguanta il primato del supercomputer più veloce al mondo grazie ad un sistemone capace di macinare 65 Tflops. La sfida per la prima posizione non era mai stata così calda
NEC supera IBM e agguanta il primato del supercomputer più veloce al mondo grazie ad un sistemone capace di macinare 65 Tflops. La sfida per la prima posizione non era mai stata così calda


Milano – NEC sembra decisa a conservare strettamente nelle proprie mani la palma per il computer più veloce al mondo, un primato che IBM aveva tentato di strapparle, lo scorso mese, con l’annuncio di un supercomputer Blue Gene/L da 36 teraflops . Sembra tuttavia che Big Blue non farà in tempo a vedere il proprio monster in vetta alla classifica di Top500.org visto che, nella giornata di ieri, NEC ha presentato un nuovo monster da record.

Si tratta di SX-8, supercomputer vettoriale capace, secondo NEC, di fornire una prestazione di picco pari a 65 Tflops o, cifra sicuramente più suggestiva, di 65mila miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.

Basato su di un’architettura già utilizzata da NEC nell’ormai celebre Earth Simulator , il sistema che ha dominato la classifica dei supercomputer più veloci per oltre due anni, SX-8 è stato progettato per essere utilizzato in tutti i settori dove sia necessaria l’elaborazione di grandi quantità di dati a velocità elevatissime, come le previsioni meteorologiche, le simulazioni ambientali e i crash test in campo automobilistico.

Il nome SX-8 non identifica un solo modello ma un’architettura di supercomputing che può essere utilizzata per dar vita a sistemi a singolo nodo, con un massimo di 8 CPU e una performance di picco di 128 Gflops, fino ad arrivare a mostri di calcolo costituiti da 512 nodi e oltre 4.000 CPU: in questo caso la potenza massima può raggiungere, come dimostrato da NEC, i 65 Tflops.

NEC ha spiegato che se le prestazioni del proprio bolide vengono misurate con lo stesso benchmark utilizzato da IBM per il suo ultimo modello di Blue Gene/L, SX-8 fornisce un valore di 58,5 Tflops: un risultato che rimane in ogni caso ben al di sopra dei 36,1 Tflops fatti segnare da Blue Gene.

Il fulcro della nuova architettura SX di NEC è costituito da un processore vettoriale a singolo chip costituito da un’unità vettoriale da 16 Gflops e due unità scalari da 2 Gflops: la prima funziona ad una frequenza di 2 GHz, il doppio rispetto al precedente modello SX-6. Il produttore giapponese afferma che la propria architettura raggiunge una velocità di trasferimento dati tra CPU e memoria di 262 TB/s, inoltre è ora in grado di supportare una capacità di memoria fino a 64 TB.

Ma la sfida con IBM non si gioca solo sul piano delle prestazioni, bensì anche su quello dei consumi e dell’ingombro. A tal proposito NEC sostiene che SX-8 consente di ottenere, rispetto a non meglio precisati “modelli tradizionali”, una riduzione in termini di spazio occupato del 25% e di consumo energetico del 50%.

“Questo risultato – ha spiegato il colosso – è stato raggiunto grazie all’impiego di tecnologie di packaging ad alta densità che consentono di implementare processore/i e memoria su un unico modulo”.

Il prezzo di noleggio mensile di SX-8 parte da circa 1.170.000 yen, pari a circa 8.570 euro, e le consegne inizieranno a dicembre 2004. L’obiettivo di NEC è vendere nel mondo oltre 700 unità SX-8 nei prossimi tre anni.

Il produttore nipponico è entrato sul mercato dei supercomputer nel 1983 con il lancio dello SX-2, a suo dire il primo sistema ad aver superato una performance di 1 Gflops.

Come noto, i supercomputer hanno via via assunto un ruolo sempre più centrale perché vengono utilizzati in diversi settori, tra cui lo sviluppo di tecnologie avanzate come i materiali funzionali per le nanotecnologie, il calcolo scientifico su ampia scala, la simulazione in campo energetico (come la fusione nucleare), e per vari compiti in campo aeronautico, spaziale e ingegneristico, come nella progettazione di automobili e nello sviluppo di prodotti elettronici.

Sebbene 65 Tflops non siano pochi, NEC non avrà vita facile nel conservare il primato per il supercomputer più veloce al mondo. IBM ha infatti disoterrato l’ascia di guerra e si è detta pronta a lanciare versioni di Blue Gene capaci di sfiorare, entro pochi anni, i 400 Tflops. La sfida è aperta.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

20 10 2004
Link copiato negli appunti