Tassa sull'accesso per i filtri web

In Australia la propone Family First, gruppo conservatore che vuole trovare i dindi necessari a creare filtri di stato e impedire l'accesso a pornografia e contenuti offensivi
In Australia la propone Family First, gruppo conservatore che vuole trovare i dindi necessari a creare filtri di stato e impedire l'accesso a pornografia e contenuti offensivi


Sydney (Australia) – Per riuscire a bloccare l’accesso a siti che contengono materiali pornografici o altri contenuti che possano essere ritenuti “offensivi”, un’organizzazione australiana ha proposto una tassa sull’accesso ad Internet.

L’idea dell’associazione conservatrice Family First è quella di chiedere un “quid” equivalente a 4-6 euro a tutti gli utenti che pagano un accesso ad internet. In questo modo il gruppo ritiene che si possa finanziare la costituzione di un sistema di filtraggio.

Tale piattaforma di filtering secondo qualcuno è destinata ad attrarre l’attenzione dei politici australiani che cavalcano da tempo il fantasma della censura senza peraltro grandi successi. Secondo Family First i minori esposti a certi contenuti possono sviluppare “comportamenti disturbati, aggressivi o maniacali”.

L’idea è di porre i filtri direttamente sulle reti dei provider e di partire dal South Australia, stato nel quale Family First ha una rappresentanza politica e che potrebbe dare l’abbrivio necessario al nuovo progetto.

“Noi – hanno scritto quelli di Family First – abbiamo preso coscienza della necessità di regolamentare i nuovi media ed impedire agli spacciatori del porno di raggiungere bambini ed adolescenti”. “Perché l’industria Internet – si chiedono preoccupati i promotori dell’iniziativa – rifiuta le proprie responsabilità su questo fronte?”

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28 09 2004
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