Tastiere sempre più sporche

Analisi impietosa quella di UK Online, provider che ha studiato cosa si cela sotto i tasti delle keyboard britanniche. Ancora una volta risultati da brivido
Analisi impietosa quella di UK Online, provider che ha studiato cosa si cela sotto i tasti delle keyboard britanniche. Ancora una volta risultati da brivido


Londra – Arriva ancora una volta dal Regno Unito un’analisi approfondita su cosa si nasconde nelle tastiere per computer, proprio sotto i tasti, dove oltre alla polvere si raccolgono nel tempo rifiuti e sporcizia di ogni genere .

A dare i numeri questa volta è UK Online , uno dei provider di Sua Maestà, che ha analizzato 500 tastiere di computer di clienti e del proprio staff. Un’analisi impietosa che ha portato alla luce pezzi di pane e di carne, zucchero, sale, marmellata, brandelli di pane, unghie, colla, granuli e persino peli pubici .

Come riporta l’ezine The Register , sarebbero moltissimi, addirittura il 98 per cento del totale, gli utenti del campione che hanno ammesso di mangiare spesso e volentieri mentre si trovano al computer, un’azione che secondo recenti studi americani è persino pericolsa vista la carica batterica che la tastiera e il PC rappresentano.

Come se non bastasse, le analisi dei frammenti hanno portato alla luce una dieta decisamente poco salutare : si mangiano ciambelline, dolciumi, sandwich e snack in grande quantità.

Ma non è certo la prima volta che preoccupanti risultati vengono alla luce da studi di questo tipo. La tastiera come “termometro” della salute e delle abitudini degli utenti è sotto osservazione da lungo tempo. Già nel 2000, AOL UK aveva determinato che, oltre a resti di cibo, nelle tastiere si annidano persino insetti : il provider aveva stimato che quell’anno le tastiere del regno unito avrebbero prodotto almeno 300 quintali di sporcizia .

Addirittura, alcuni studiosi statunitensi nel 2002 hanno stabilito che la tastiera media si può considerare un rischio per la salute assai più di un gabinetto pubblico . Ricerche confermate , come accennato, anche da uno studio reso pubblico lo scorso marzo.

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01 12 2004
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