Tecnologia indossabile, l'anello Nod e il bracciale Acer

Un anello per controllare tutti i dispositivi elettronici casalinghi, creato da una startup con API aperte. Mentre il grande marchio taiwanese spinge su mobile e bracciali smart con funzioni fitness
Un anello per controllare tutti i dispositivi elettronici casalinghi, creato da una startup con API aperte. Mentre il grande marchio taiwanese spinge su mobile e bracciali smart con funzioni fitness

Interfacce naturali e wearable technology sono due delle prossime mete verso cui punta il mercato hi-tech, e l’orizzonte si fa sempre più vicino. Dopo aver visto all’opera Nod, l’ anello realizzato dall’omonima società capace di gestire tutti i dispositivi che si utilizzano ogni giorno e quelli che arriveranno (vedi Google Glass) grazie a semplici e rapidi gesti, l’idea sembra essersi trasformata il realtà. Superato l’iniziale scetticismo di un aggeggio piuttosto spesso e un po’ troppo ingombrante da mettere al dito (libertà assoluta su quale scegliere), Nod dimostra di svolgere egregiamente i compiti.

Collegato via Bluetooth 4.0 a smartphone e tablet iOS e Android, TV, console, GoPro, termostato Nest, Mac, PC, reagisce in maniera immediata e fluida ai movimenti della mano agevolando il controllo dei vari dispositivi, supporta inoltre la strisciata e la rotazione, utili ad esempio per scorrere una sequenza di immagini, per accendere e spengere la luce della stanza o per velocizzare le slide di una presentazione.


Sfornato da Nod Labs, dove abbondano ex-dipendenti di Google, Apple, Jawbone e Samsung, tanto che la startup ha già ricevuto cospicui finanziamenti da Menlo Ventures e Sequoia Capitals, l’anello Nod coniuga qualità, efficacia, duttilità e convince anche nell’estetica. Impermeabile (scende fino a 50 metri di profondità), resistente alla polvere e con il bordo interno metallico per evitare disturbi e allergie alla parte interessata, l’anello ingloba tra i vari sensori un accelerometro a nove assi e due processori Cortex M3. Gli ingegneri di Nod Labs giurano che si arriva a fine giornata anche con un uso intensivo e che con i suoi 32.000 DPI è preciso abbastanza per soddisfare i videogiocatori. In tema di applicazione, la completa apertura delle API consentirà agli sviluppatori di aumentare e diversificare le funzionalità dell’anello, disponibile in preordine a 149 dollari con prime spedizioni previste in autunno.

Arriverà prima, invece, il Liquid Leap, smartwatch presentato a New York che segna il debutto di Acer nel settore wearable. Marchio distintivo del nuovo corso intrapreso dal produttore taiwanese, pronto a parcheggiare i computer (è il quarto produttore mondiale) per accelerare sui dispositivi mobile e indossabili. Non a caso il Leap sarà lanciato in contemporanea al Liquid Jade, smartwatch di fascia media con specifiche interessanti che viaggerà a braccetto con lo smartwatch (col quale divide la denominazione Liquid).

Linee snelle e tinta sgargiante (il Ceo Jason Chen si è presentato con un modello arancione e uno nero), il Leap ha un monitor che lo differenzia dalla concorrenza e, se le funzionalità di controllo delle performance sportive non sono una novità rispetto a quanto offerto da Sony e Huawei, a primo impatto sembra ideale complemento per gli amanti del fitness, che potranno contare su un dispositivo sottile (17 millimetri), semplice e conveniente, almeno nel prezzo che (seppur non ancora comunicato) dovrebbe essere piuttosto aggressivo.

Alessio Caprodossi

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