Tecnologie/ Viaggio nel mondo RFID (V)

Di C. Patierno - Questa quinta puntata è l'occasione per capire quanto ruota attorno a progettazione, implementazione e integrazione delle soluzioni RFID in sistemi esistenti


Roma – Abbiamo visto negli articoli precedenti il funzionamento della tecnologia RFID, come sono fatti i tag RFID e i relativi standard. Ora è tempo di studiare le problematiche riguardanti l’implementazione delle soluzioni RFID, come la loro progettazione e l’integrazione in sistemi esistenti.

Ipotizziamo un utilizzo moderno della tecnologia RFID per un ambito di sicuro interesse: la tracciabilità alimentare. Abbiamo visto, negli articoli precedenti, che il tag RFID ha come scopo primario l?identificazione del bene a cui è associato ed eventualmente può contenere al suo interno una quantità (seppur minima) di informazioni; questo ci permette di strutturare un sistema in grado di sfruttare queste peculiarità per ottenere ?i percorsi fisici, logici e di stato? di un bene, cioè tracciarne la movimentazione, le interazioni e lo stato secondo le trasformazioni effettuate.

Il concetto di tracciabilità è alquanto flessibile: in un applicazione di filiera è ad esempio consigliabile un approccio analitico per ?insiemi?, che permetta di rintracciare non solo il bene in oggetto, ma anche i ?contatti che il bene ha con altri elementi tracciati?, ottenendo delle visioni di insieme che permettano analiticamente di conoscere la storia logica, fisica e dei passaggi di stato del bene stesso e che permetta di passare dalla storia del bene a quella di un?altro elemento tracciato, così da legare tutti gli elementi in una unica superfice di dati congruenti.

Per poter studiare come tracciare l?intera filiera è bene iniziare lo studio da un primo elemento. Supponiamo, ad esempio, di voler tracciare, per motivi di sicurezza alimentare, i percorsi fisici, logici e di stato delle carni rosse (per supportare le imprese nella logistica, e nella produzione aumentandone l?efficienza e le istituzioni in un emergenza tipo la ?mucca pazza? aumentando l?efficacia delle azioni correttive).

Studiamo, per sommi capi, come può essere un percorso logico del trattamento delle carni rosse per identificare una serie eterogenea di entità da controllare:
animale — compravendite -> aziende
animale — gestione -> personale
animale — alimentazione -> cibo; scarti
animale — trasformazioni -> parti macellate; scarti
animale — produzione -> prodotti (latte e suoi derivati); scarti
animale — controllo -> documentazioni e certificazioni

Come si vede, ogni singola ?vision? rappresenta una serie di ambiti da controllare e tracciare per ottenere una storiografia completa dell?animale: i dati saranno completamente eterogenei e non miscibili tra di loro. Su questa base è necessario strutturare un sistema che utilizzi una entità genericamente riconosciuta ed univoca (esempio il SID dei TAG) e di un database strutturato come un sistema a più dimensioni, dove ogni dimensione rappresenta un’entità omogenea, quindi ogni entità sarà composta da:
SID – classe di oggetti – relative sottoclassi
E007000001234567 – animale – anagrafica
E007000001234567 – documenti – atti di acquisto (con suo SID); relazioni dei veterinari (con suo SID)
E007000001234567 – gestione – log del personale a contatto (con SID del badge del personale)
E007000001234567 – alimentazione – cibo fornito (con SID di ogni singolo lotto fornito)
E007000001234567 – produzione – forniture esterne (con SID dei lotti)
E007123456712345 – lotti – acquirenti (con SID ed anagrafica).

Con questo tipo di struttura dati è possibile qualsiasi approccio top down o bottom up:
SID acquirente -> SID lotti acquistati -> SID animali collegati -> SID personale
SID acquirente -> SID lotti acquistati -> SID animali collegati -> SID documenti
SID acquirente -> SID lotti acquistati -> SID animali collegati -> SID lotti di alimentazione
in una situazione simile è possibile, partendo da una dimensione ottenere sempre tutti i dati collegati.

A questo punto, è facile rendersi conto che il costo di un sistema così complesso non può essere a carico di una singola azienda o categoria di produttori (ad esempio i produttori di latte e carne da macello), ma il costo deve essere suddiviso tra tutti i facenti parte della filiera di produzione: ognuno dovrà tracciare i propri ambiti di competenza (seguendo il cammino normale di un?azienda: grezzo -> trasformazione -> semilavorato, tracciando gli elementi in contatto in fase di trasformazione secondo il loro grado di importanza), e dovrà fornire ?secondo un protocollo standard? SID-classe-sottoclasse ai suoi acquirenti le informazioni minime necessarie, custodendo comunque tutti gli ambiti fornibili sempre secondo il protocollo standard in caso di richiesta.

Questo sistema ha almeno due punti critici:
a) tutti i fornitori di un?azienda devono adottare il sistema
b) le informazioni e gli ambiti da tracciare vanno accuratamente studiati uno ad uno per evitare costi inutili tracciando ambiti in maniera ricorsiva.

Vediamo questi punti nel dettaglio.


Il primo punto critico è risolvibile consorziando le aziende della filiera, il secondo è risolvibile sempre dal consorzio ?certificando? i system integrator secondo degli standard di qualità.

Il beneficio da parte degli utenti è palese:
a) otterrà prodotti sicuri e di qualità certificata.
b) in caso di problemi (es. ?mucca pazza?) si potrà risalire a tutte le informazioni in catena del tipo: prodotto acquistato -> SID del quarto di carne -> SID animale -> SID lotti di alimentazione SID lotti di alimentazione -> SID animali alimentati -> SID compravendite macellazione -> SID venditori al dettaglio.

Le autorità quindi potranno conoscere quali animali sono stati alimentati con prodotti possibilmente contaminati e dove questi prodotti sono in vendita, bloccandone immediatamente la vendita.

Il costo del sistema per le aziende sarà variabile. Formalmente in un?azienda dove il personale è già controllato, la documentazione è già strutturata in un sistema ISO ed HCCP, il costo è basso, in quanto si tratta di fornire gli strumenti hardware (reader e tag) e software per rendere omogenee le informazioni secondo il protocollo e renderle pubbliche (si può usare un comune web service). Questo sistema non prevede l?uso di una singola tipologia di tag, ma anzi può utilizzare tag 14443 per gli animali, iso 15693 per le documentazioni, 125kHz per gli accessi. Si implementa facilmente quindi in ambiti che già usano una o più di queste tecnologie anche perchè, come è facile intuire, il tag ha assolto alle sue funzioni fornendo esattamente l?unica cosa realmente utile: il suo SID. Naturalmente possono essere strutturate applicazioni collaterali per la gestione magazzino on demand, estrazione di statistiche di vendita ecc., sempre attraverso la stessa superfice di dati poi parzialmente da pubblicare.

Vediamo come implementare un’applicazione collaterale di movimentazione e logistica in un?azienda facente parte della filiera.

Azienda di produzione di latte e carni da macello:
Prodotti in ingresso: mangimi animali, animali, documentazioni.
Prodotti in uscita: latte, carni da macello, scarti di lavorazione.
Ipotizzando che l?azienda ottenga già i materiali in ingresso con tag: ogni singolo pacco di mangime ha il suo tag e relativo SID con accesso alla banca dati del fornitore per i dati essenziali di lotto di produzione, scadenza ecc.

All?atto dell?ingresso del mangime, il sistema controlla tramite la banca dati la validità del mangime, inviando la richiesta di posizionamento nel magazzino in modo congruente rispetto alle statistiche di consumo per rispettare la scadenza.
All?atto dell?inserimento del mangime nel silos di distribuzione agli animali, il tag del mangime viene rilevato, verificato e se accettato (un pacco potrebbe essere stato ritirato dal mercato per sofisticazioni) distribuito. Nel sistema interno viene memorizzato quale animale mangia quale mangime (relazione tra i due SID).
All?atto dell?estrazione del latte, viene classificato il prodotto per lotto di produzione con un tag per la distribuzione in vendita, nel caso della divisione del lotto in più sottogruppi verranno associati tutti i tag da esportare con il TAG del lotto. Al tag del lotto vengono associati tutti i test, verifiche, ispezioni e documentazioni HCCP necessarie per la vendita. All?atto della vendita dell?animale al macello, vengono forniti attraverso il sistema tutti i riferimenti alla documentazione, cosa ha mangiato, ecc. al macello.

In questo modo è possibile automatizzare:
a) attraverso la memoria dei tag tutti gli stati di lavorazione del latte per verificare il corretto svolgimento del processo di pastorizzazione, legare il personale che ha lavorato con il lotto di produzione, ottenere in real time eventuali problemi derivanti dagli stoccaggi in magazzino.
b) gestione semi automatica del magazzino
c) trasmissione delle documentazioni di vendita, certificazioni ecc.., carico e scarico merci dal magazzino in automatico
d) identificazione immediata di chi ha acquistato il lotto o una sua parte (es. il lotto và ritirato per sofisticazione).
e) certificazione dell?originalità del prodotto Un sistema efficente, permette il rientro dei costi di adozione della tecnologia e migliora la qualità del lavoro degli operatori, scaricandoli di una parte di responsabilità.

Un?altra valutazione importante da fare in merito ai tag RFID è l?impatto ambientale. Considerando esclusivamente l?oggetto tag, nel suo interno troviamo:
– rame
– plastica
– silicio.

Se riteniamo valide le previsioni di vendita come numero di tag RFID per il 2010 a circa 400 milioni di tag annui (che porteranno il costo a circa 1 centesimo a tag) ci rendiamo conto che il problema del?impatto ambientale si pone come serio limite. Questo porterà a nuove concezioni e nuove aziende, ad esempio aziende specializzate nel riciclaggio dei tag, rivendendo sul mercato dei tag ricondizionati a più basso costo.
E? quindi plausibile lo scenario di una filiera di produzione Rfid ad anello chiuso, dove sorgeranno aziende specializzate nella produzione di TAG a basso costo, aziende di produzione di apparati HW di lettura, system integrator, venditori diretti, produttori ad hoc di materie prime per i tag, riciclaggio delle materie e dei tag stessi.

A questo punto viene spontaneo chiedersi perchè questa tecnologia stenta a decollare? Quali sono le difficoltà nell?approccio tecnico/tecnologico e di progettazione per le imprese IT?
Le problematiche da affrontare sono sostanzialmente cinque:
a) le competenze per dominare questa tecnologia prevedono un gruppo organizzato di persone che sia fondamentalmente multidisciplinare (RadioFrequenza, Software, ISO, Hardware, ecc..)
b) le competenze del personale vanno di pari passo con lo sviluppo della tecnologia, quindi è necessario un laboratorio di sviluppo tecnologico attrezzato
c) l?esperienza del personale non deve derivare solo da casi studio, ma da prodotti finiti, testati, funzionanti e venduti.
d) sono necessari degli accordi con i produttori commercialmente vantaggiosi e che permettano lo sviluppo tecnico congiunto per il progresso della tecnologia
e) economia di scala, il prezzo dei tag è ancora poco proponibile se non proposto con soluzioni commercialmente valide, portando non una singola soluzione ad un singolo problema con l?rfid, ma generando una serie di vantaggi derivati che coprono i costi aggiunti.

Tutto questo presuppone forti investimenti, e comunque un rischio moderato. Allo stato attuale, solo una o due aziende in italia hanno avuto il coraggio di affrontare un discorso imprenditoriale su questi cinque punti e sono in grado di fornire garanzie sui punti sopraccitati, quindi solo una o due aziende in italia hanno l?esperienza necessaria per mostrare e dimostrare la validità applicativa della tecnologia. Troppo spesso vengono proposte soluzioni inapplicabili a problemi risolvibili solo migliornado la gestione dell?azienda. In questo ambito, naturalmente, essendovi pochi specialisti, spesso la tecnologia perde di credibilità. Quindi un consiglio, se decidete di affrontare un discorso serio per la vostra azienda sull?RFID, assicuratevi che l?azienda che state contattando abbia le competenze necessarie, gli strumenti e gli accordi giusti per migliorare le vostre attività.
Un aiuto all?espansione della tecnologia proviene dai grandi produttori di di software come Microsoft, Oracle, SAP; queste aziende hanno già da tempo deciso di indirizzare lo sviluppo dei loro applicativi orientandoli ai sistemi RFID:
– Microsoft ha creato il ?Microsoft RFID Council? che racchiude una serie di grandi partner come Accenture, Globeranger, Intermec Technologies e Provia Software per ricalibrare i suoi prodotti e fornire strumenti di sviluppo su SQL SERVER e BIZTALK per l?implementazione e la gestione dei dati derivati dall?RFID.
– Oracle ha approntato una serie di pacchetti che supportano i dati Rfid in modo nativo nelle applicazioni, tra le opzioni per il deployment della soluzione c?è anche il Rfid Pilot Kit, che incorpora driver per i lettori Rfid più diffusi.
– SAP AG ha presentato la prima soluzione RFID (Radio Frequency IDentification) per la gestione delle supply chain.

Da citare poi l?accordo tra Intersystems (che produce database da oltre 20 anni) e la Seret SPA , di cui sono direttore tecnico, che è partner Texas Instruments per l?italia sulle tecnologie RFID. Seret ha maturato le proprie esperienze nel campo con Biblioteca Apostolica Vaticana e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha portato allo sviluppo di un framework nativo RFID sul prodotto Cachè di Intersystems, un database post-relazionale, cioè orientato agli oggetti, completamente cross-platform, supportando tutti i lettori standard RFID e rendendo praticamente accessibile la tecnologia con un unico set di informazioni che automatizzano i processi prima di accedere alle applicazioni di terze parti. Inoltre l?offerta ai clienti prevede il pieno supporto per l?implementazione dei sistemi RFID nell?azienda con il minor impatto (e relativo costo) possibile. Allo stato attuale, questo prodotto verrà presentato ufficialmente nella prima metà del 2005.

Corrado Patierno

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  • Serena pinca scrive:
    WRE54G per vista
    purtroppo mi risulta che il programma non è compatibile con vista...a quando i dovuti aggiornamenti??
  • Dark-Angel scrive:
    lol che belli
    se non costassero uno sproposito me ne comprerei uno anch'io :P
    • Anonimo scrive:
      Re: lol che belli
      Innovativo? Hanno messo una sorta di zaino al peluche e ci hanno messo un mp3player dentro, peccato per i 128 di memoria e che non ha la radio. Semplicemente una stupidaggine. E poi le dimensioni non sono contenute.
      • DKDIB scrive:
        Re: lol che belli
        Anonimo wrote:
        Innovativo? [...]Premessa: ma sei certo ke Dark si riferisse prorpio a questa news?___Anonimo also wrote:
        [...] peccato [...] che non ha la radio.Per un prodotto destinato ai bambini, della radio non so cosa potrebbero farsene.E poi per quel ke trasmettono...... :(Anonimo also wrote:
        [...] le dimensioni non sono contenute.Uno zaino mica te lo infili in tasca, inoltre un peluche per bambini piccoli e' bene ke sia grosso (piace di piu'). ;)
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